|
SAVONA NEWS
Varazze (SV): gatti abbandonati in una scatola
Varazze (SV) - Una gatta con sei cuccioli
sono stati abbandonati in una scatola in piazza della chiesa di
San Giacomo a Varazze.Gli animali, disidratati e malati agli
occhi, dopo essere stati recuperati dal Servizio Veterinario
ASL2 e curati dai volontari dell'Enpa, sono ora ospitati nella
sede dell'Enpa [....]
CORRIERE CANADESE
27 LUGLIO 2009
Oltre mille animali
senza un padrone Sono in prevalenza i gattini ad essere abbandonati e lasciati morire per strada
SIMONA GIACOBBI
TORONTO - «Aiutiamo tutti gli animali,
indistintamente». È questo il motto che contraddistingue da 122 anni
la Toronto Humane Society. Con la stagione estiva si ripete un
triste copione. E l’appello è sempre lo stesso: non abbandonate gli
animali.
BIG HUNTER
CACCIATRICI TRENTINE AL VIA
Nella riserva del Brentonico alle appendici del
Monte Baldo, nell’ambito dell’Associazione Cacciatori della
Provincia di Trento , si è tenuta recentemente la presentazione
ufficiale del Gruppo Cacciatrici del Trentino.La giornata, iniziata
non sotto i migliori auspici visto la pioggia battente, ha visto la
presentazione del neo–gruppo presso la sede della sezione Cacciatori
del Brentonico, dove sono state accolte da un simpatico brindisi, ed
è poi proseguita a Malga Campei a 1800 metri sul Monte Baldo dove
dopo le foto di rito e la presentazione dello statuto, le
cacciatrici si sono viste impegnate in una gara con la carabina,
allietate dalle note musicali di un gruppo di suonatori di corno.Abbiamo
chiesto alla Presidentessa Eddi Titta, di raccontarci quelle che
sono le finalità del Gruppo Cacciatrici neo-costituito, cosa si
prefiggono e quelle che sono le realtà delle cacciatrici impegnate
in una caccia estremamente dura e faticosa :
Buongiorno, Eddi, innanzitutto congratulazioni
per il vostro Gruppo, che ho visto molto compatto, dimmi subito una
cosa, che differenze ci sono, se ci sono, con le cacciatrici dell’
Alto Adige ?
Penso che non ci siano particolari differenze
con le cacciatrici dell’ Alto Adige in quanto l’ambiente alpino dove
si svolge la caccia è molto similare, forse le uniche differenze
sono quella numerica in quanto loro sono molte di più e la cultura
che sta alla base della loro attività venatoria, di stampo
prettamente austriaco. Noi siamo molto meno, circa una settantina,
direi un gruppo etereogeneo con diverse anzianità, c’è la
cacciatrice che ha la licenza di caccia da 44 anni e che tra
qualche anno riceverà per i suoi 50 anni un riconoscimento da parte
dell’Associazione Cacciatori del Trentino ed è anche una delle poche
donne ad avere l’ abilitazione a svolgere il ruolo di “
Accompagnatore “ e c’è chi ha appena passato l’esame per la licenza.
Siamo l’unico gruppo di cacciatrici, che io conosca, con uno statuto
riconosciuto ed un direttivo e di questo siamo molto orgogliose.
Come mai avete sentito il bisogno di costituire
un gruppo tra voi cacciatrici ?
Dopo diversi anni in cui ci si ritrovava solo
in occasione della festa delle cacciatrici abbiamo sentito il
bisogno di trovarci maggiormente per poter scambiare opinioni tra di
noi e per costruire un gruppo che avesse più possibilità di operare
nell’ambito venatorio solitamente strettamente maschile.
Bene, ma quali sono le vostre finalità?
Noi ci proponiamo di svolgere attività di
carattere sociale sia nei confronti delle componenti del Gruppo sia
di terzi, nel settore venatorio, faunistico e ambientale.
E più nello specifico ?
Innanzitutto, vorremmo accorciare quel divario
e quelle incomprensioni tra il mondo della caccia e l’opinione
pubblica, sensibilizzare il mondo venatorio ad una caccia in senso
femminile, interagire con altre associazioni anche fuori provincia,
sviluppare iniziative di carattere ecologico, organizzare iniziative
culturali, didattiche, e ancora mostre, concorsi e ogni altra forma
utile per il raggiungimento delle finalità di cui parlavo prima.
Quali sono nel prossimo futuro le iniziative
che siete in procinto di attuare?
Abbiamo organizzato una mostra intitolata
“Fauna, Flora, Piante officinali e Arte Venatoria” a Molveno,
località turistica del Trentino, che ha riscontrato un grande
successo inaspettato in cui abbiamo puntato maggiormente su una
cultura ambientale per noi molto importante (la caccia non è solo
sparo) dedicata soprattutto ai bambini e agli appassionati di
montagna in generale.
Quindi il vostro primo approccio sarà proprio
quello di cercare un dialogo con le scuole ?
A questo ha già pensato l’ACT con il progetto
Rudi che viene effettuato nelle scuole dai guardacaccia.
Ma raccontaci invece qual è la vostra di
realtà? Cosa cacciate, come cacciate, quali sono i rapporti con gli
uomini?
Essendo cacciatrici sparse su un territorio
morfologicamente molto diverso la caccia viene effettuata in modo
diverso. Abbiamo cacciatrici che prevalentemente cacciano ungulati
in un ambiente di alta quota e quindi a loro tocca l’onore di grandi
camminate, poi abbiamo cacciatrici che, influenzate dal loro
territorio, hanno una passione per la piuma quindi per loro niente
lunghe camminate ma capanno e cani.
Ci sono delle impostazioni particolari su come
dovete cacciare, per esempio nella tua riserva?
Bene, allora io ti ringrazio per la tua
disponibilità e …..Weilmannsheit !!
Weilmannsdanke !!
Intervista raccolta da Denise Marzi
IL QUOTIDIANO
DELLA BASILICATA
Piancardillo, il
mistero dei cani che spariscono
Da un anno a questa
parte nella contrada il numero dei fedeli amici a quattro zampe di
proprietà dei residenti si sta progressivamente riducendo
SIMONA BRANCATI
Provincia di
Potenza - Piancardillo, una contrada a metà strada tra Potenza e
Pignola, tante villette e tanti cani. IL RESTO DEL CARLINO 27 LUGLIO 2009
Incatenato sotto il sole cocente Cane salvato dai vigili, era disidratato Il proprietario lo aveva abbandonato all'interno di una ditta che ha sede in via Giardini. Il bastardino sofferente è stato recuperato grazie alle denunce dei vicini
Modena - Aveva legato il cane, un meticcio che assomiglia ad un pastore tedesco, sotto il sole estivo, senza acqua per dissetarsi ed in mezzo alle proprie feci. Lo hanno recuperato sabato pomeriggio gli operatori della Polizia municipale intervenuti grazie alla Magistratura che, viste le denunce per maltrattamenti sporte da alcuni vicini, ha disposto il sequestro dell'animale. Il cane si trovava all'interno di una ditta che ha la sede in va Giardini, poco prima di Baggiovara.Il padrone l'aveva lasciato legato alla catena sotto il sole cocente privo di acqua fresca. Quando gli agenti sono intervenuti il cane era visibilmente sofferente, disidratato tanto da non reggersi sulle zampe. "E' già la seconda volta che interveniamo per sequestrare un cane maltrattato dal titolare di quell'azienda", ha commentato uno degli operatori intervenuto per liberare l'animale."Invitiamo tutti coloro che conoscono situazioni di sofferenza o disagio in cui si trovano animali - dice Fabio Leonelli comandante della Polizia municipale - a segnalarlo ai nostri uffici. Provvederemo ad attivarci tempestivamente per garantire la loro salvaguardia ed il loro benessere".
LIBERO
MILANO: HA IL CANE AL GUINZAGLIO,
CACCIATA DALL'UFFICIO POSTALE
Milano - Cacciata dall'ufficio postale perche' aveva con se' il cane al guinzaglio. L'alternativa era legare fuori dall'ufficio l'animale, un dalmata di undici anni visibilmente malfermo in salute, cardiopatico e dolorante ad una gamba completamente fasciata, nonostante fossero le 11.30 del mattino e fuori ci fossero almeno 30 gradi. E'quanto e' accaduto ad una signora nell'ufficio postale di Via Medeghino in zona piazzale Loreto, a Milano. A denunciare l'accaduto e' l'associazione Aidaa.Dalla ricostruzione fatta dalla proprietaria dell'animale al servizio legale estivo di Aidaa, la donna si trovava in fila per spedire una raccomandata e dopo aver preso il numerino e compilato il modulo di inoltro della raccomandata, la proprietaria del dalmata si era messa regolarmente in fila e, quando davanti a lei si trovava solo una persona, sarebbe stata invitata da un funzionario della posta in malomodo ad andarsene o a legare il suo cane fuori dall'ufficio postale, nonostante il cane fosse legato al guinzaglio corto (50 centimetri), se ne stava buono al piede e soprattutto fino a quel momento nessuno aveva avuto da lamentarsi per la presenza del cane nell'ufficio postale. La signora piuttosto che legare in strada il proprio cane ha preferito andarsene.''Mi pare quantomeno fuori luogo il comportamento del funzionario dell'ufficio postale che ha chiesto alla signora di andarsene visto che il cane era tranquillamente al piede e legato con un guinzaglio di 50 centimetri e che viste le sue condizioni di salute legarlo fuori con quel caldo avrebbe voluto dire mettere in condizioni di difficolta' la sua salute", dice Lorenzo Croce presidente nazionale di Aidaa."Per questo motivo ho inviato una lettera alla direzione delle poste ed ho inoltrato un esposto alla procura di Milano per verificare se non si ravvisi nel comportamento del funzionario dell'ufficio postale violazione dell'articolo 544 del codice penale per il reato di maltrattamento di animali".''Del resto, in un periodo in cui tutti stiamo parlando di lotta all'abbandono degli animali -prosegue- questi atteggiamenti sicuramente non aiutano la cultura del diritto degli animali, per questo a settembre lanceremo la campagna per abolire il divieto di ingresso dei cani nei e negli uffici pubblici. E' ora che anche da noi cresca la cultura del diritto degli animali-conclude Croce- come succede in molti altri stati europei dove gli animali ed in particolare i cani possono entrare in qualunque posto e qui siamo ancora a lottare per evitare di far stare male un cane che si trovava in un ufficio postale di Milano senza dare fastidio a nessuno''. IL SUSSIDIARIO 27 LUGLIO 2009
La storia di Bonnie e Clyde, il collie che fa da guida al cane cieco
Spesso capita di vedere un cane da pastore, per lo più un cane lupo, accompagnare una persona non vedente. Più raro è vedere un border collie far da guida a un altro border collie cieco. È quanto accaduto in Inghilterra, la storia dei due cani che sta commovendo l’isola. Nella contea di Norfolk i giornali non parlano d’altro. Da quelle parti infatti sono stati scoperti i due animali che vagavano in giro per le campagne piovigginose di Albione. Bonnie e Clyde sono stati ribattezzati immediatamente e adesso la loro fama rivaleggia con quella del mitico duo da cui hanno preso il nome. I due collie sono stati “catturati” nei pressi di una strada provinciale da alcuni membri di un centro di soccorso per animali, come racconta il Daily Mail. Inizialmente i volontari si sono chiesti per quale motivo le due bestie andassero in giro costantemente in coppia, senza mai separarsi. Poi la risposta è stata chiara: uno dei due animali è cieco. Bonnie guida Clyde rimasto non vedente a causa di una malattia degenerativa. Ora i volontari sono alla ricerca di qualcuno che sia disponibile ad accogliere l’inconsueto duo.
IL TIRRENO
Il mio amico Teo preso a fucilate
Cecina (LI) - Teo amico caro... Dedico questa lettera al mio amato cane Teo che pochi giorni fa è stato preso a pedate a fucilate presumibilmente da uno dei miei “cattivi” vicini di casa. Io abito nella campagna di Riparbella. Sono un’insegnante di scuola primaria a Cecina ed è proprio qui nella nostra scuola che da diversi anni lavoriamo grazie alla preziosa collaborazione e competenza della veterinaria dottoressa Silvia Macelloni, ad un progetto che insegna ai nostri bambini a rispettare ed amare i nostri amici animali ed in particolar modo cani e gatti. Ma come possiamo pensare di sensibilizzare gli alunni su questo tema così delicato e importante se tornando a casa trovano adulti che non sopportano neppure un piccolo cane che entra nella loro proprietà solo perché spinto dall’istinto naturale di una cagnetta in calore. Queste sono persone che vivono da anni in questa zona di campagna e considerano i cani solo animali da guardia da tenere rigorosamente legati alla catena senza cure nè amore. Teo il mio cane è stato fortunato perché i pallini hanno sfiorato il cuore e non hanno colpito organi vitali ma è sempre molto dolorante e per le pedate che ha subito da un cosiddetto “essere umano” che pensava fosse suo amico. Voglio ricordare a queste brave persone che probabilmente si recano in chiesa tutte le domeniche che San Francesco amava gli animali e predicava che anche loro sono creature di Dio e perciò vanno amate e rispettate. Chi non ama gli animali è sicuramente incapace di amare gli uomini. Mi rivolgo anche al nostro sindaco di Riparbella che non conosco personalmente ma che stimo per aver redatto nel 2005 il regolamento sui diritti degli animali. Forse tutti i suoi concittadini non lo hanno letto!! Mentre sto scrivendo questa lettera aperta guardo Teo, il mio fedele amico che mi guarda dolcemente dalla sua cesta ma con occhi sempre pieni di amore, nonostante la violenza la crudeltà gratuita che ha subito da un “animale”. Anna Millul (Riparbella) IL PICCOLO TRIESTE
Muggia (TS), gatti in cimitero ma nessuno interviene
Piero Robba
Muggia (TS) -
Una tabella esposta all’entrata del cimitero di Muggia informa che
il regolamento della polizia mortuaria agli art. 48 e 49 recita
così: «È vietato l’ingresso a tutti coloro che sono accompagnati da
cani o altri animali». Voglio bene agli animali e mi domando perché
i cani non possono entrare mentre gli altri animali, come ad esempio
i gatti, invece sì! La risposta è questa: è da tempo che vedo dei
gatti aggirarsi per i vialetti del cimitero muggesano e fare i
bisogni sopra le tombe (compresa quella della mia famiglia). Ho più
volte chiesto lumi al personale del cimitero ricevendo come turra
risposta risposta che «non sappiamo da dove vengono». Giorni fa ho
appreso da alcune persone che si sono lamentate con me della
presenza dei gatti nel cimitero che c’è una signora che da molto
tempo porta ai felini da mangiare, e che più volte ripresa
verbalmente per questo suo comportamento non ha dato risposta (come
il fatto non fosse suo). Vorrei allora informare quella gentile
signora che gestisce l’allevamento dei gatti nel cimitero, che i
suoi protetti lordano le tombe con i loro escrementi e abitano in un
luogo sacro.Se la signora vuole tanto bene ai suoi mici, perchè non
se li porta a casa sua ponendo fine a quello scempio, chiudendo
definitivamente l’allevamento? Se lo farà la ringrazierò
infinitamente.
Animalieanimali
A GARDALAND SPECIE A RISCHIO NEL PIATTO? Accusa dell'Enpa.
''A Gardaland alcuni animali, ridotti allo stato di prigionia, vanno a impreziosire spettacoli e presentazioni 'educative'; altri, invece - quelli a rischio - finiscono direttamente nei piatti dei visitatori. E proprio con l'obiettivo di rafforzare la 'mission didattica' del parco divertimenti, nei giorni scorsi e' arrivata dall'Inghilterra Bradicea, un leone marino femmina, appositamente importato in Italia per aumentare la popolazione di 'detenuti'. Bradicea e il suo compagno si trovano presso il mega acquario di Peschiera del Garda (Verona), di proprieta' della catena 'Sea Life', costruito dopo l'acquisto di Gardaland da parte di una multinazionale del divertimento''. E' quanto denuncia oggi la Protezione Animali (ENPA), sottolineando che ''questa, come pure altre strutture di cattivita', hanno fatto dei loro presunti scopi protezionistici una bandiera ideologica da esibire per conquistarsi credito presso l'opinione pubblica: secondo i gestori degli acquari, la cattivita' in vasca sarebbe al contempo un rimedio contro l'estinzione delle specie a rischio e uno strumento educativo. Peccato, pero' - rileva l'Enpa - che, almeno nel caso di Gardaland, la zoofilia del parco sia minata da alcune contraddizioni''.Secondo l'associazione, infatti, a Gardaland le specie marine non vengono servite solo per gli occhi del visitatore, ma anche per il suo palato. ''Nei ristoranti di Gardaland - spiega Giovanni Guadagna, Responsabile Ufficio Cattivita' di Enpa - i visitatori possono mangiare numerosi pesci, molluschi e crostacei, alcuni dei quali apparterrebbero a specie 'vietate' dalla recente pubblicazione del WWF sul consumo consapevole. Il testo dell'organizzazione internazionale, infatti, indica le aree geografiche dove ciascuna specie e' piu' minacciata''. ADN KRONOS
Rubano boa constrictor
e pitoni albini dal rettilario di Matera, denuciati tre
'contrabbandieri'
Matera - I serpenti
ritrovati, specie tutelate dalla Convenzione di Washington, erano
destinati al mercato clandestino e illegale di animali esotici
Matera - Tre persone sono state denunciate a
Matera in un servizio congiunto dei carabinieri della locale
compagnia e del Corpo Forestale perche' trovati con 24 serpenti di
varie specie, anche protette, che erano stati rubati in un locale
rettilario. I tre, tutti originari della vicina Santeramo in Colle
(Bari), erano entrati nel rettilario dove i serpenti sono detenuti
in modo legale e li hanno sottratti dalle teche in cui erano riposti
per poi allontanarsi.Carabinieri e agenti forestali, partendo dal
numero di targa e dal modello di un furgone, utilizzato per il
furto, sono riusciti a risalire ai tre a cui sono state perquisite
le abitazioni. In una di essa, in uno scantinato, sono stati trovati
i serpenti rubati tra cui anche 2 'boa constrictor' e 2 'pitoni
albini', specie tutelate dalla Convenzione di Washington. Gli altri
serpenti appartengono a specie diverse, 'costrittori' e 'colubri';
le forze dell'ordine ritengono che erano destinati ad un redditizio
mercato clandestino e illegale di animali esotici ma, per fortuna,
ora sono stati restituiti. Animalieanimali
ANCHE ESOTICI VENGONO ABBANDONATI, INIZIAMO A
VIETARNE VENDITA IN SAGRE E FIERE
Anche nel viterbese si fanno più frequenti le
segnalazioni di abbandoni o incuria gestionale di animali esotici.
Gli ultimi casi hanno riguardato lo spiaggiamento a Tarquinia di un
esemplare di tartaruga della Florida (Trachemys scripta elegans) e
il ritrovamento di una iguana (Iguana iguana) per le vie di Civita
Castellana.
BLOGOSFERE 27 LUGLIO 2009
Il Canada chiede all'Unione europea di rivedere il bando sulla caccia alle foche
Il governo canadese non ci
sta. E ieri ha chiesto all'Unione europea di riconsiderare il
bando sui prodotti di foca. Il ministro del Commercio canadese
Stockwell Day e quello della Pesca Gail Shea hanno cominciato a
fare pressioni sull'Ue perché riconsideri gli effeti che il
bando sulla caccia alle foche potrebbe avere sulle comunità nel
Nord del Canada, gli Inuit.Il Consiglio europeo dei ministri si
riunirà proprio oggi per approvare la proposta che regola il
commercio di prodotti di foca. A maggio a Strasburgo, il disegno
di legge era passato con una maggioranza bulgara, 550 voti
contro 49. Il Canada si era detto subito pronto a sfidare
l'Unione europea. Il ministro Day - secondo cui la caccia
canadese alle foche è "umana e sostenibile" - aveva fatto sapere
di essere pronto a portare l’Europa davanti alla World Trade
Organization (Wto) se al Canada non venisse garantita
un’esenzione dal provvedimento. Day sarebbe preoccupato per le
popolazioni Inuit e sul destino dei cacciatori, e quindi sulla
diminuzione delle entrate economiche nella comunità. Due mesetti
fa aveva fatto discutere la scelta del governatore generale del
Canada, Michaelle Jean, rappresentante della Regina Elisabetta
II, che, in segno di solidarietà con le tradizioni di caccia
della popolazione indigena Inuit, aveva mangiato un cuore di
foca crudo appena estratto dal corpo dell'animale.Nel caso in
cui il bando venisse approvato, le restrizioni entreranno in
vigore prima che inizi la stagione della caccia alle foche entro
l'anno prossimo. Oltre al Canada anche
LIBERO
ANIMALI: MARTINI, ORDINANZA SICUREZZA CAVALLI NASCE SU SCIA
DI SANGUE
Roma - I drammatici incidenti che ogni anno coinvolgono fantini, cavalli e spettatori in occasione di giochi equestri, palii, sfide e ricostruzioni storiche lungo tutta la Penisola hanno i giorni contati. E' in arrivo, infatti, l'ordinanza urgente "sulla disciplina di manifestazioni popolari pubbliche o private nelle quali vengono impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei percorsi ufficialmente autorizzati", firmata nei giorni scorsi dal sottosegretario al Welfare, Francesca Martini. Una misura che nasce "sulla scia di sangue di questi anni, in cui abbiamo assistito a decessi di fantini, l'ultimo e' di questi giorni a Sedilo (Oristano), ma anche a cavalli abbattuti o con danni permanenti. Per non parlare dei rischi per l'incolumita' degli spettatori", sottolinea la Martini, illustrando all'ADNKRONOS SALUTE i contenuti del provvedimento."Un'ordinanza frutto di un lungo lavoro di concertazione", dice il sottosegretario, spiegando di aver chiesto l'urgenza per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ma "al di la' del giorno dell'entrata in vigore, credo che l'iniziativa abbia suscitato una nuova sensibilita' da parte degli organizzatori di questi eventi. Una sorta di motore culturale verso il rispetto del cavallo". Il documento non intende mettere fine a tradizioni vecchie di secoli: "Sono a favore di questi appuntamenti, che devono andare avanti, anche perche' sono profondamente radicati nella storia". L'obiettivo della Martini, piuttosto, e' 'fissare i paletti' per poter organizzare d'ora in poi manifestazioni che tengano conto di salute, benessere e sicurezza di animali, fantini e spettatori. "Insomma, questi eventi non devono confliggere con la tutela del benessere, della salute e della sicurezza di cittadini e animali".Ebbene, tutte le manifestazioni pubbliche o private in cui vengono utilizzati cavalli o asini dovranno "garantire requisiti di sicurezza e salute per i fantini e per gli animali". E, soprattutto, dovranno essere autorizzate: "Previa presentazione - precisa l'ordinanza - di una relazione tecnica del comitato organizzatore e previo parere favorevole della Commissione comunale o provinciale per la vigilanza", che avra' il compito di vigilare sul rispetto dei requisiti tecnici e delle condizioni essenziali finalizzate alla tutela dell'incolumita' pubblica e del benessere degli animali. LIBERO
ANIMALI:
DIONEA (CAVALCATA DELL'ASSUNTA), SI' A NUOVE REGOLE PER
CAVALLI PURCHE' CHIARE
Fermo - ''Siamo sempre stati a favore della salvaguardia del
cavallo all'interno della nostra manifestazione e siamo a
favore di qualsiasi regola o norma che possa tutelare
l'animale purche' sia chiara e precisa per tutti''. Lo
afferma all'ADNKRONOS Silvio Dionea, vicepresidente
dell'Ente che organizza la Cavalcata dell'Assunta a Fermo,
una gara a cavallo, giunta alla 28esima edizione, che il 15
agosto vede dieci contrade contendersi il Palio nel centro
storico della citta', commentando la nuova ordinanza del
sottosegretario alla Salute Francesca Martini.''Noi siamo in
regola con quanto richiesto dall'attuale legge - spiega
Dionea - Abbiamo sempre usato la sabbia e non abbiamo mai
fatto correre cavalli di eta' inferiore ai tre anni. Abbiamo
sempre cercato di tutelare la salute dei cavalli. Fin dal
1987, a campione sui dieci animali, facciamo dei controlli
antidoping, con le analisi delle urine per vedere che non ci
sia l'uso di sostanze proibite. Per noi vanno bene tutte le
regole necessarie, basta che siano chiare anche per
l'applicazione da parte delle Regioni. Non possiamo, pero',
pensare di abolire o di chiudere qualsiasi Palio: sono
manifestazioni importantissime per la cultura e le
tradizioni di tutta l'Italia''.
ANSA AMBIENTE
CONSIGLIO UE, VIA
LIBERA A NORMA SALVA-FOCHE
BRUXELLES - Ultima tappa per lo stop all' import nell'Ue delle pelli di foca e dei prodotti derivati, proposto dalla Commissione Ue e gia' approvato dal Parlamento europeo: oggi il Consiglio dei ministri degli Esteri dei 27 ha adottato formalmente il nuovo regolamento. Secondo la norma salva-foche, l'arrivo sul mercato Ue sara' consentito solo ai prodotti della tradizionale caccia, legata a motivi di sopravvivenza, praticata dalle popolazione degli Inuit che abitano in Alaska, Canada, Groenlandia e Russia. I prodotti frutto della caccia condotta per una gestione sostenibile delle risorse marine potranno essere commercializzati solo senza scopo di lucro e l'importazione concessa solo se di natura occasionale, esclusivamente per beni di uso personale dei viaggiatori. Il divieto di commercio riguarda tutti i prodotti derivati da tutte le specie di foche e include pelli, organi, carni, olio e grasso, che possono essere impiegati per medicine e cosmetici. Diversi Stati membri della Ue hanno gia' adottato o intendono adottare norme che proibiscono il commercio di prodotti derivati dalle foche e il regolamento quindi rende omogenee le diverse norme, in modo da evitare frammentazione e distorsione del mercato europeo. La norma salva-foche entrera' in vigore venti giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Ue e le regole armonizzate diventeranno efficaci nove mesi dopo, dando a Commissione e Stati membri il tempo di mettere a punto le necessarie misure di attuazione. ANSA AMBIENTE
NORMA SALVA-FOCHE, LAV RAGGIUNTO RISULTATO STORICO
ROMA - ''E' un risultato storico'', questo il commento della Lega anti vivisezione (Lav) al via libera, questa mattina, del consiglio dell'Unione Europea alla norma salva-foche del consiglio dell'Unione Europea. Il nuovo regolamento, che entrera' in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea, sancisce il divieto assoluto di commercializzazione di prodotti derivati dalla caccia delle foche e prodotti da essa provenienti come pellicce, pelli, olio e grasso, che possono essere utilizzati nell'industria farmaceutica e cosmetica. ''Con questa decisione - ha commentato il vicepresidente della Lav, Roberto Bennati - il Consiglio del'UE ha dato una risposta ai 30 anni di battaglie contro la mattanza delle foche a fini commerciali, portate avanti delle associazioni animaliste in tutta Europa e fatta propria in Italia dalla Lav''.
Udine. Serpente
getta nel panico via Zoletti, poi l’animale è ucciso da un
passante.
Udine - Allarme in via Zoletti per un
serpente che sotto gli occhi increduli dei passanti stazionava
sul marciapiede all’altezza del civico 20. Scappato dal negozio
dove da qualche giorno era in bella mostra, l’animale è stato
ucciso da un residente nella zona. E anche se si trattava di un
rettile non velenoso, nel condominio dove è ubicato il negozio è
scattato il panico.
Il caso è scoppiato nei giorni scorsi
quando il rettile riuscì a infilarsi tra i due vetri della
gabbia che si sovrappongono e a uscire durante la notte quando
il negozio era chiuso. Una sorpresa non troppo piacevole per chi
abita in via Zoletti, una laterale di via Aquileia, che, alle 7,
si è trovato di fronte l’animale già morto. Nel dubbio che
potesse trattarsi di un serpente velenoso i condomini hanno
subito allertato i carabinieri i quali, una volta giunti sul
posto, hanno provveduto a contattare il proprietario del negozio
e i cinovigili per il recupero dell’animale morto.Tutto finito?
Non proprio visto che gli stessi condomini del civico 20 sono
preoccupati che dal negozio di animali possa scappare qualche
altro serpente. Il timore resta quello di trovarsi di fronte ad
altri animali analoghi anche perché, in quei casi, nessuno pensa
che la legge vieta la vendita di animali velenosi. Da una prima
verifica effettuata dai cittadini in rete, infatti, il rettile
era stato ricondotto al serpente Corallo che può essere anche
velenoso.«C’è una legge di tutela che permette la vendita degli
animali esotici, ma che tutela è se il titolare del negozio se
li fa scappare?» si chiede chi vive in quel contesto. Immediata
la replica di Cristiano Ellero, titolare dell’“Animal house”, il
negozio da dove era riuscito a scappare l’animale: «Non si
trattava di un serpente Corallo bensì di un Lampropeltis
triangulum stuarti, meglio noto come serpente del Latte o falso
corallo, non velenoso. È riuscito a uscire dalla gabbia di vetro
passando da una fessura di 4 millimetri e poi a introdursi in
un’altrettanta piccola fessura situata sotto la porta». Una
circostanza questa verificata anche dagli uomini dell’Arma. Il
danno subito è stato stimato in 160 euro.
Qualche giorno dopo, comunque, la persona che ha ucciso il serpente si è presentata in negozio quasi dispiaciuta per aver agito d’impulso: «Quando l’ho visto – ha raccontato al negoziante – non ci ho pensato su due volte e ho messo il piede sopra».
IL MESSAGGERO
In vacanza con Fido:
com'è difficile viaggiare
La denuncia di Paola:
«Alla fine ho viaggiato con il mio beagle nel vagone biciclette»
ROMA - Alessandra era pronta a partire per le
vacanze. E questa volta avrebbe portato con sé il suo piccolo cane:
destinazione Ischia. All’ultimo momento scopre che la linea
ferroviaria Potenza-Napoli (tratta necessaria per poi imbarcarsi su
un traghetto) è chiusa per lavori. “Pazienza”, pensa. E si prepara a
utilizzare il pullman. Solo che il mezzo sostitutivo – a differenza
del treno – non accetta l’animale. E le vacanze insieme saltano.Poi
c’è la storia di Paola, che desidera andare da Firenze a Fortezza in
treno col “Michelangelo” e accompagnata dal suo “beagle”,
naturalmente munito di iscrizione all’anagrafe canina d’ordinanza
(che è obbligatoria per tutti ). “Quando vado a comprare il
biglietto – si sfoga raccontando la sua storia a “Dillo al
Messaggero Estate” – scopro che sull’ultima carrozza di seconda
classe, alla quale si è relegati se si vuole viaggiare col cane, non
si può prenotare”. L’ufficio informazioni le dice che deve
presentarsi al binario qualche minuto prima della partenza, di
parlare addirittura col capotreno e di sperare che ci sia posto.
“Ovviamente non c’era. Sono stata costretta a scegliere un regionale
che impiega un’ora e mezzo in più per fare lo stesso percorso: col
mio cane, in piedi, senza aria condizionata, nel vano biciclette”.
Ogni estate la stessa storia. Si moltiplicano gli appelli e le
iniziative contro l’abbandono degli animali (40 mila solo nella
stagione calda, denuncia la Lav). Però molti proprietari – al
momento della partenza – patiscono un bel po’ di problemi logistici
a causa del sistema dei trasporti pubblici e privati. A volte magari
solo semplici fastidi. Che però – associati alla scarsa ricettività
delle spiagge (solo 27 in tutta Italia accettano i cani) e della
gran parte degli alberghi – scoraggiano molti. Spingendo le anime
peggiori a gesti irresponsabili. Una famiglia su tre – dati alla
mano – passa le ferie con il proprio animale domestico. Forse
sarebbero di più se i regolamenti fossero un po’ meno stralunati.Maria,
un’insegnante di Roma, ha due cani e una vacanza già prenotata per
Vasto, sull’Adriatico: andata in macchina, ritorno in treno. Peccato
che Trenitalia accetti un animale per ciascun passeggero: “Si
sposi”, le ha suggerito un addetto che voleva essere spiritoso.
AFFARI
ITALIANI 27 LUGLIO 2009
La bambola gonfiabile? Ora anche per i cani...
E' stata presentata alla fiera per animali a
San Paolo, in Brasile, la "DoggieLoveDoll", ossia la prima bambola
gonfiabile creata apposta per i nostri amici a quattro zampe. Inventata dall'azienda PetSmiling, lo strano oggetto, che ha destato la curiosità dei visitatori, è stato inventato apposta per dare piacere ai cani che si sentono soli. La bambola canina è stata già ordinata da molti negozi in diverse parti del mondo, in particolare Stati Uniti, Germania e Giappone
SWISS INFO
Primo Agosto:
Protezione animali invita alla moderazione
BERNA - I fuochi
d'artificio e i falò del Primo d'Agosto divertono gli esseri umani,
ma per gli animali è tutt'altra cosa: lo scoppio di mortaretti e
razzi genera paura e sovente terrore, causando veri e propri traumi.
È quanto ricorda la Protezione svizzera degli animali (PSA), che
invita alla prudenza e alla moderazione, rinunciando per esempio ad
accendere i petardi prima e dopo la Festa nazionale.
CORRIERE DELLA
SERA
A giorni entrerà in
vigore l'ordinanza
Basta frustini e cavalli giovani Cambiano le
regole del Palio
Ordinanza del
sottosegretario Francesca Martini: fuori i fantini denunciati per
maltrattamento
ROMA — Quello di Feltre, disputato ieri sera
sulla pista di Prà del Moro, è uno degli ultimi palii italiani
vecchia maniera. A giorni infatti entreranno in vigore le regole
dell’ordinanza firmata dal sottosegretario al Welfare, Francesca
Martini sulla «disciplina di manifestazioni popolari pubbliche o
private dove vengono impiegati equidi al di fuori degli impianti e
dei percorsi ufficialmente autorizzati»
Un lungo titolo per affermare un principio
semplice. Stop alle mattanze, alle morti bianche di cavalli,
fantini e spettatori. Alle corse spaccaossa. Basta con terreni di
gara pericolosi e con l’assenza di controlli. Giochi equestri,
quintane, sfide storiche tra contrade e rioni dovranno svolgersi
secondo una serie di norme antimaltrattamento degli animali e per
la tutela del pubblico. «Le tradizioni non vanno distrutte —
tranquillizza sindaci e organizzatori la Martini —. Ma le immagini
raccapriccianti di un cavaliere morto il 6 luglio nella corsa
sfrenata di Sedilo, vicino Oristano, devono essere annullate.
Abbiamo raccolto in un video gli incidenti più gravi degli ultimi
anni. Povere creature con le zampe spezzate o che scivolano su
terreni da tortura e poi vengono abbattuti dal colpo di pistola ».
Sono circa 80, secondo la Federazione italiana
giochi storici, gli eventi che attraverso gare ippiche rievocano
episodi legati alla vita del Paese o della Città. Si va dal Palio
per eccellenza, quello di Siena, o di Legnano, il secondo per
importanza, ai minori e più a rischio insicurezza come
Calascibetta, Piazza Armerina, Modica, Avola, Santa Margherita
Belice e poi Ronciglione, Buti, Monteroni, Fermo, Loreto e altri
meno noti più volte messi all’indice dagli animalisti. Secondo
un’indagine diffusa dalla Lega Antivivisezione dal ’70 al 2006 c’è
stata una soppressione di cavalli di circa 1,3 a manifestazione.
Entro agosto l’ordinanza sarà pubblicata in Gazzetta. Tra le
novità la verifica da parte di una commissione tecnica di tracciato,
fondo e paratie. Divieto di partecipazione ai cavalli con meno di
4 anni, no all’uso di frustino, sperone e morsi. No al doping. I
fantini non devono essere stati denunciati per maltrattamento di
animali o aver avuto altre condanne, saranno esposti a test
alcolemici a campione: «So di persone che scendono in pista
ubriache fradice», dice il sottosegretario.
Obbligatoria, inoltre, la presenza di un
veterinario Asl per controllare che il concorrente sia iscritto
all’anagrafe equina, e dell’ippiatra. Meglio se a bordo campo è
parcheggiata un’ambulanza per il trasporto di quadrupedi feriti. A
Legnano l’operazione sicurezza è scattata 10 anni fa dopo due
incidenti mortali. «Ora abbiamo un percorso in sabbia silicea — dice
il sindaco Lorenzo Vitali — che garantisce in ogni condizione
meteo la miglior tenuta ed evita gli zoccoli chiodati. A discapito
della suggestione i caschetti del fantino devono essere
regolamentari. I controlli antidoping sono severi». Scettico il
sindaco di Sedilo, Francescangelo Putzolu: «La nostra è una
manifestazione speciale, si corre in un santuario ed esprime la
vera identità sarda». Maurizio Cenni, sindaco di Siena: «Bene
l’ordinanza, che noi abbiamo anticipato occupandoci del benessere
degli sfidanti ».
Non è un
conoscitore di palii ma ama gli equini Antonio Tomassini,
presidente della Commissione Sanità del Senato e dell’Associazione
Parlamentari Amici del cavallo, 150 iscritti, carica onoraria a
Giulio Andreotti: «Il cavallo deve diventare a pieno titolo
animale da affezione. È giusto che la politica intervenga con
forza. Ordinanze come questa sono un segnale di civiltà per il
Paese. Ho votato la legge che prevede il reato penale per chi
maltratta gli animali. Gli aguzzini andrebbero puniti col carcere
».
CORRIERE DI
SIENA
Un semaforo per i
cinghiali.
L’assessore Fiorenzani
suggerisce soluzioni adottate al Nord per il rischio incidenti da
fauna selvatica. In Trentino catadriotti speciali che creano una
barriera ottica.
Sonia Maggi
SIENA - L’abbiamo battezzata “Legge Sandrina“ in virtù di una vicenda dolorosa che fino a qualche tempo fa aveva spinto Benito Scucchia, scomparso da qualche mese purtroppo, ad iniziare una battaglia, sostenuta dal nostro giornale, per attenuare il fenomeno degli incidenti stradali provocati dall’attraversamento di animali selvatici. Intralci che talvolta hanno prodotto conseguenze anche molto pesanti. Il fenomeno non è stato risolto, così come non si è attenuata la voglia di portare avanti la battaglia per giungere ad una soluzione a livello preventivo. L’assessore comunale Pier Paolo Fiorenzani, interessato personalmente dal fenomeno perchè, originario di Radicondoli, si reca spesso nel paese dei soffioni percorrendo una strada tortuosa in mezzo al bosco, ci suggerisce una soluzione che potrebbe essere presa in considerazione, anche se fino ad oggi nessuno ne ha mai parlato, dalle nostre parti. “Leggo spesso per motivi di assessorato i bollettini dell’Arpat - racconta Fiorenzani - e un giorno mi è capitato di imbattermi in una statistica poco simpatica relativa alle strade del Trentino e agli incidenti stradali determinati da animali selvatici. Sono rimasto incuriosito da un apposito capitolo predisposto dal servizio gestione strade della Provincia di Trento in collaborazione con la Lipu”. E quindi? “In Trentino sono stati segnalati 160 tratti di strade e 131 chilometri considerati a rischio animali. E per cercare di attenuare il fenomeno sono stati predisposti lungo i paracarri degli speciali catadiottri definiti “antifauna””. E cioè? “Si tratta d dissuasori ottici riflettenti a bordo strada che emanano un fascio di luce verso l’esterno e questo rappresenta una sorta di barriera ottica per gli animali. Insomma, gli animali che escono dal bosco si bloccano per la luce e non attraversano, evitando così l’investimento“. Insomma, un semafaro per cinghiali? “Beh, in un certo senso. Comunque mi sembra un dispositivo tutto sommato praticabile e alla fine forse neanche troppo costoso“. Si è informato anche sull’efficacia di questa soluzione ottica? “Non credo che sia in grado di risolvere il problema al cento per cento, ma mi risulta che in Trentino sia impiegata a livello sperimentale e che si cerchi di calibrare distanze e colori per rendere questi catadriotti il più possibile efficaci. Inoltre, accanto a questo si stanno studiando anche altri metodi, come segnaletica luminosa verticale e altri dispositivi volti più che altro a mettere in guardia l’automobilista spingendolo a non rischiare. Poi naturalmente ho letto anche di soluzioni alquando bizzarre che hanno tutto il fascino del Nord ma a noi suonano un po’ ridicole“. Ovvero? “Insomma, in una strada del Tonale si parla di un sottopasso per gli ungulati. Sinceramente non so di quale intensità e frequenza sia il passaggio di questi cinghiali in questo tratto di strada, ma bisogna ammettere che la soluzione è parecchio curiosa. Comunque, senza arrivare a tanto, organizzarsi per alcuni dissuasori lungo le strade di bosco più a rischio sarebbe veramente opportuno” CORRIERE DELLA SERA
D'accordo gli ambientalisti: provocano danni immensi alle
piantagioni
Australia, al via lo sterminio di cammelli
Importati due secoli fa, oggi gli animali sono un milione e si
moltiplicheranno nel giro di dieci anni
MILANO - È la
loro casa dal 1840. Cioè da quando sono stati importati dall'Africa
per trasportare merci pesanti nel deserto. Oggi però il governo
australiano sta cercando una maniera per sterminarli. I cammelli
sono diventato nemici pubblici: devastano piantagioni, rovinano i
sacri siti degli aborigeni e sono accusati di prosciugare le riserve
d'acqua in mezzo al deserto. E per eliminarli le autorità le stanno
pensando proprio tutte: da uno sterminio di massa dagli elicotteri a
usarli come carne da macello. Qualcuno ha anche proposto di farli
uccidere dai turisti durante safari organizzati.
Una sorte analoga era toccata nei mesi scorsi
ai canguri, uno dei simboli nazionali, contro la cui proliferazione
era sceso in campo anche l'esercito
GLI ANIMALI -
Sono stati importati dalle Canarie per quasi mezzo secolo. Fino a
quando il treno ha rimpiazzato il loro lavoro. Oggi sono quasi un
milione i cammelli che vivono in Australia. Una cifra che è
destinata a crescere: saranno il doppio in dieci anni. E provocano
danni per oltre otto milioni di euro all'anno. Anche gli
ambientalisti sono s'accordo: bisogna fare qualcosa, sono diventati
pericolosi per la fauna. Bisognerebbe eliminare almeno 400 mila
animali per bloccare il trend di crescita. Ed ecco che spuntano le
proposte. Il governo ha destinato 10 milioni di dollari australiani
(circa 600 mila euro) per cercare di risolvere il problema. Tra le
opzioni più gettonate c'è anche quello di abbatterli dall'alto con
gli elicotteri. Oppure si pensa ad incentivare la caccia: la carne
di questi animali è commestibile e pare molto buona. Questo è un
mercato che può valere fino a 580 milioni di euro. Ma il successo
dipende se le autorità aborigene daranno il permesso di caccia nelle
zone sacre.
LA STAMPA
Anche il danno
provocato da un animale fa scattare la legittima difesa
Il requisito
dell’offesa ingiusta previsto dall’articolo 52 del Codice penale
(“Difesa legittima”) per l’applicazione dell’esimente si considera
integrato non solo da un’azione umana responsabile, ma anche da un
danno arrecato da un animale. È quanto emerge dalla sentenza
25526/09 con cui la Cassazione ha annullato senza rinvio un verdetto
di condanna nei confronti di un uomo che aveva uccisione una volpe
nel periodo vietato dalla legge, perché il fatto non costituisce
reato. In particolare, per la Corte si deve applicare l’esimente
della legittima difesa in quanto le emergenze processuali avevano
permesso di rilevare che la volpe si era altre volte introdotta nel
pollaio di proprietà del ricorrente, facendo razzia di polli e
galline, nonché aggredendo la moglie dello stesso. L’imputato era
stato costretto ad abbattere l’animale per tutelare non solo i
propri beni, ma anche per salvaguardare l'incolumità delle persone
facenti parte del suo nucleo familiare.
ASCA
FIRENZE/PROVINCIA: MONITORAGGIO E RECINZIONI PER TUTELA DA LUPI
Firenze - La Provincia di Firenze finanziera'
attivita' di informazione e monitoraggio, e soprattutto la
realizzazione di impianti di recinzione elettrificata a vasto
raggio, in modo da consentire agli allevatori, nel periodo
primaverile ed estivo, di portare gli animali al pascolo in zone
piu' alte senza il pericolo di attacco da parte dei lupi.
ANSA AMBIENTE
ENPA; DA SCORPIONI A BLATTE, RAZZE PERICOLOSE IN CASA
Sono migliaia
gli animali di specie ''pericolose'' che vengono ospitati nelle case
degli italiani. Questo e' quanto ha affermato l'Ente nazionale
protezione animali (Enpa) in seguito al sequestro di alcuni giorni
fa di piu' di 400 ragni pericolosi in una casa a Brunico (Bz). Il
fenomeno della terraristica, che rimanda a cio' che era successo
all'aeroporto di Malpensa nel 2003 con il sequestro di numerosi
scorpioni velenosi destinati ai collezionisti, rivela, ancora una
volta l'esistenza in Italia di una commercializzazione di animali
pericolosi come scorpioni, ragni velenosi e blatte tropicali.
L'operazione del Corpo forestale ''ha gettato nuova luce - ha
dichiarato l'associazione animalista in un comunicato stampa - su un
mondo ambiguo e sconosciuto, animato da storie e traffici
inquietanti, che ha nella Germania il canale di rifornimento
privilegiato''. L'Enpa inoltre ha denunciato l'inefficienza della
lista degli aracnidi pericolosi del 2003, in quanto da tale elenco
''e' possibile avere come vicino di casa una Cyclosternum fasciatum,
il grosso ragno dotato di peli urticanti, o la Pterinochilus murinus,
imprevedibile veloce ed aggressiva e con veleno da non
sottovalutare'', esemplari altamente pericolosi e velenosi.
COMUNICATO
ENPA
ANIMALI. SCORPIONI, RAGNI VELENOSI E BLATTE TROPICALI: IN ITALIA
MIGLIAIA DI ANIMALI PERICOLOSI
Sarebbero
diverse migliaia gli animali “pericolosi” ospitati nelle case degli
italiani tra scorpioni, ragni velenosi e blatte tropicali. Un
fenomeno sotterraneo, quello della terraristica, divenuto di
pubblico dominio nel 2003, quando all’aeroporto di Malpensa furono
sequestrati numerosi scorpioni velenosi destinati ai collezionisti.
L’allarme che ne seguì – nello scalo milanese furono trovati l’Androctonus
Australis il cui veleno è più potente di quello di un cobra) ed
l’altrettanto letale Leiurus Quinquestriatus – portò
all’approvazione di una legge che avrebbe dovuto vietare la
detenzione di questi animali. Da sei anni a questa parte, tuttavia,
è cambiato ben poco come del resto dimostra il sequestro di circa
400 pericolosi ragni tropicali. Gli aracnidi sono stati rinvenuti
dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato a Brunico nelle stanze
di una casa normalissima che a tutto faceva pensare fuorché di
essere destinata all’allevamento di animali rari e velonosi.
L’operazione della Forestale ha così gettato nuova luce su un mondo
ambiguo e sconosciuto, animato da storie e traffici inquietanti, che
ha nella Germania il canale di rifornimento privilegiato. Alcuni di
questi personaggi hanno libero accesso, con le loro liste di
scorpioni e ragni pericolosi, nei forum dei principali siti di
aracnofilia. Gli stessi elenchi, a volte direttamente linkabili dai
siti ufficiali, consentono di accedere a sezioni personali dei
collezionisti che, come nel caso del sequestro di Brunico, associano
finanche foto pornografiche di carattere sado maso, alcune delle
quali con il “complemento” di grossi ragni. Se a ciò si aggiunge che
il più famoso sito web italiano di aracnofilia ha pubblicamente
annunciato di avere “piazzato due nostri amici” nella Commissione
del Ministero dell’Ambiente che ha stilato la lista di aracnidi
pericolosi, forse non è difficile capire come sia possibile avere
come nostro vicino una “nervosa” Cyclosternum fasciatum, grosso
ragno dell’america centrale dotato di peli urticanti, o “l’aggresiva
e veloce” Poecilotheria Regalis, in vendita per le offerte speciali
di Luglio 2009 a solo dieci euro, o la Pterinochilus murinus,
“imprevedibile veloce ed aggressiva e con veleno da non
sottovalutare” . Chi si dovesse trovare vicino a uno di questi
esemplari, rende noto l’Enpa, non deve temere soltanto il veleno
iniettato con il morso, ma anche i pericolosi peli urticanti
lanciati a distanza, talmente impalpabili da potere essere inalati
facilmente. Eppure, già dal novembre 2003, il Ministero
dell’Ambiente ha approvato lista degli aracnidi pericolosi stilata
da una Commissione, quella dove gli “appassionati” sono riusciti a
piazzare due loro amici. Nonostante il divieto al commercio di
questi animali, almeno fino al 2008 il collezionista di Brunico ha
avuto modo di offrire i suoi animali nella sezione “mercatino” del
principale sito di aracnofilia italiana. “Tale confusione di ruoli –
ha dichiarato Giovanni Guadagna Responsabile Ufficio Cattività di
Enpa – configura un quadro gravissimo. E’ inaccettabile che
collezionisti e organizzatori di mostre dove si è potuto cedere,
acquistare o vendere aracnidi, poi sequestrati, siano stati membri
della Commissione ministeriale che avrebbe dovuto stilare, nella
totale obiettività, un elenco di animali pericolosi per la salute e
l’incolumità del pubblico”. Enpa ha invitato il Corpo Forestale
dello Stato ad intensificare i controlli, considerato, peraltro, la
facilità con la quale si possono smarrire molti ragni e scorpioni.
Una tarantola, ad esempio, può deporre centinaia di uova e quando
nascono i piccoli ragni sono spesso grandi meno di una capocchia di
spillo. Se consideriamo che nel 2003 la SIVAE (Societa Italiana
Veterinari Animali Esotici) stimava in Italia per i soli ragni
(settore negli anni in forte crescita) ben 12.000 possessori e che
un singolo collezionista ne può possedere alcune centinaia, non è
azzardato ipotizzare che in Italia ad oggi siano detenuti alcune
centinaia di migliaia di pericolosi ragni e scorpioni tropicali.
LA ZAMPA.IT
Ue approva regolamento contro i prodotti di foca
La Lav: «L'Italia ha
avuto un ruolo importantissimo in favore di una legge di grande
civiltà»
ROMA - Il
Consiglio dell’Unione europea ha adottato oggi all’unanimità, con
l’astensione dei delegati danese, rumeno e austriaco, il Regolamento
che fissa rigide condizioni per l’immissione sul mercato di prodotti
di foca in Europa. È quanto riporta un comunicato ufficiale
dell’organismo europeo. «In risposta allo sdegno dei cittadini del
vecchio continente, manifestato per i sanguinosi metodi usati nella
caccia alle foche, quindi - commenta la Lega antivivisezione (Lav)
italiana - il nuovo Regolamento prevede che i prodotti da essa
derivati non possano essere commercializzati nell’Ue, e riguarda
pellicce, pelli, organi, carne, olio e grasso, che possono per
esempio essere utilizzati nei cosmetici e in medicina». «Con questa
decisione - evidenzia Roberto Bennati, vicepresidente della Lav - il
Consiglio dell’Unione europea ha dato una risposta ai 30 anni di
battaglie contro la mattanza delle foche a fini commerciali, portate
avanti delle associazioni animaliste in tutta Europa. Battaglia
fatta propria in Italia dalla Lav che, grazie alle azioni di
informazione dei cittadini e delle Istituzioni, ha ottenuto
l’emanazione di un Decreto interministeriale di bando
all’importazione delle pelli e derivati di foca nel nostro Paese,
nel 2006; inoltre è stato approvato all’unanimità, nel dicembre
2008, il disegno di legge proposto dalla Lav, in commissione
Territorio e ambiente del Senato. Il testo è stato ricalendarizzato
a febbraio 2009 per trasformare in legge, rafforzare e sanzionare il
decreto ministeriale». TG COM
Bolzano, disabile ucciso da cavalli
Travolto dagli animali imbizzarriti
Un uomo disabile
è stato investito e ucciso da due cavalli imbizzarriti in Alto
Adige. Quando gli animali, che trainavano un calesse per una gita,
hanno incrociato un gruppo di turisti, all'improvviso, per ragioni
non chiarite, si sono innervositi, mettendosi a scalciare. Ormai
fuori controllo, si sono lanciati contro la vittima, seduto su una
sedia a rotelle. Nell'incidente sono rimasti feriti anche il
conducente e un turista.
E' indagato per
omicidio colposo dalla Procura della Repubblica di Bolzano, Paul
Tirler, 59 anni di Fiè allo Sciliar, il conducente del calesse
trainato dai cavalli che hanno travolto ed ucciso un disabile di
Brescia, Will Ardesi di 46 anni. L'uomo ha perso il controllo degli
animali, che si sono improvvisamente imbizzarriti, durante una gita
nella zona del Laghetto di Fiè. Will Ardesi, che si trovava in
vacanza in Alto Adige insieme ad un gruppo dell'Unitalsi di Brescia,
bloccato sulla sedia a rotelle, non ha potuto sottrarsi all'impatto.
ANMVI OGGI
MALASANITA’, LIBERO HA PERSO UN'OCCASIONE
"Egr. Direttore,
si è persa l'occasione di fare un'inchiesta seria sulla veterinaria
per animali da compagnia". Con queste parole l'ANMVI lamenta la
pubblicazione su Libero di domenica scorsa di un articolo a firma
Giancarlo Lehner dal titolo: "Malasanità. Neanche cani e gatti si
salvano". L'Associazione dei veterinari non entra nel merito dei
contenuti dell'articolo che giudica:" superficiali e, come spesso
accade, " qualunquisti" venendo ad accusare di malasanità un'intera
categoria professionale partendo da casi generici, riportati e senza
riferimenti precisi". Di articoli come questo ne continuano ad
uscire regolarmente su vari quotidiani sulla spinta di un falso
animalismo e per l'incompetenza degli autori che si limitano a
riportare senza approfondire seriamente i vari aspetti del problema.
Per questo l'ANMVI ritiene "inutile entrare nel merito del testo
ribadendo invece che ancora una volta si è persa l'occasione di fare
un serio lavoro di analisi coinvolgendo tutte le parti in causa.
D'altra parte la
proposta di legge
dell'On
Roberto Cassinelli,
giudicata molto positivamente dall'autore dell'articolo al punto di
definirla "rivoluzionaria", è secondo l'ANMVI talmente
rivoluzionaria da proporre cose che già esistono da tempo o altre
che non hanno alcuna logica applicativa. Le associazioni animaliste
in Italia sono centinaia e tutte prima o poi trovano un Parlamentare
che per accontentare qualche elettore o per sfruttare un vento che
tira, si adeguano a presentare "proposte di legge senza alcun reale
approfondimento giuridico o applicativo".
FNOVI
Malasanità: neanche cani e gatti si salvano Replica della FNOVI a Libero
La Federazione
replica, con richiesta di pubblicazione, ai contenuti degli articoli
apparsi nell’edizione di “Libero” di domenica 26 luglio. Sotto un
titolo a piena pagina si confrontano l’accusa,
sostenuta dal giornalista Giancarlo Lehner, e la
difesa
affidata alla penna di Oscar Grazioli. Sul banco degli imputati la
“mala-veterinaria”.
|
|
Animalieanimali 27 LUGLIO 2009
NO CONIGLI, TEST EUROPEI SU CELLULE
CORRIERE DELLA SERA
27 LUGLIO 2009
E intanto
uno studio britannico dice che la malattia È sempre più da
«poveri»
Per il
diabete di tipo 2 si studia una terapia «antiallergica»
Per ora è
solo un'ipotesi, ma ricercatori americani hanno ridotto obesità
e glicemia nei topi con i farmaci comunemente usati per asma e
reazioni allergiche
Emanuela Di Pasqua
MILANO – I ricercatori del Brigham
and Women's Hospital e della Harvard Medical School si sono
accorti che l’asma e le allergie hanno un collegamento, nemmeno
troppo sottile, con l’obesità e, conseguentemente, con il
diabete di tipo 2. Somministrando ai topi da laboratorio alcuni
medicinali antistaminici (utilizzati per curare le allergie),
gli studiosi hanno osservato un potente
effetto migliorativo sul
livello glicemico e sull’obesità.
Altri studi in passato avevano riscontrato un rapporto tra
obesità e diabete di tipo 2 e disfunzioni del sistema
LO STUDIO –
Gli scienziati hanno creato
artificialmente la patologia nei topi, attraverso
un’iperalimentazione che li ha resi obesi e diabetici,
e poi hanno somministrato agli animali un farmaco antistaminico
comunemente utilizzato per curare le allergie e l’asma,
riscontrando una reazione significativa nelle cavie trattate : i
topi infatti hanno iniziato a perdere peso e a mostrare un
abbassamento considerevole del livello di zucchero nel sangue.
MASTOCITI – La spiegazione
risiederebbe nei mastociti, cellule che svolgono un ruolo chiave
nei fenomeni allergici , la cui presenza è generalmente
abbondante nel tessuto adiposo dei diabetici e degli obesi.
Secondo la comunità scientifica la scoperta può avere
implicazioni cruciali per la terapia di entrambe le patologie e
potrebbe portare addirittura allo sviluppo di un vaccino. Con
l’unica e sempre valida condizione che gli uomini rispondano
alla terapia farmacologia in maniera simile ai topi.
IL DIABETE DEI POVERI –
Diabete e obesità sono del resto un problema sempre più
importante anche dal punto di vista sociale. Secondo le stime
nel 2015 ci saranno nel mondo otto miliardi di persone e
l’obesità (con tutte le sue implicazioni, diabete incluso)
riguarderà circa un miliardo e mezzo di individui. Ma la
tendenza più vistosa è proprio la diffusione di questa patologia
(caratteristica una volta delle civiltà opulente) nel Terzo
Mondo. L’occidente ha trasferito i suoi mali ai Paesi in via di
sviluppo e la filosofia delle calorie a basso costo sta mietendo
i suoi danni. Secondo uno
studio britannico
dell’organizzazione Diabetes UK il diabete è doppiamente diffuso
tra le persone con un reddito basso. L'obesità è una condizione
che ormai riguarda maggiormente i poveri, i quali, secondo i
dati inglesi, sono due volte più esposti al diabete di tipo 2
delle persone benestanti, mentre nel caso delle donne la
propensione ad ammalarsi tra le meno abbienti è addirittura di
quattro volte superiore alla norma.
|