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Animalieanimali 27 AGOSTO 2009
IN CARCERE PER AVER UCCISO UN CANE. PRIMA VOLTA IN ITALIA
Fino a due anni fa per fatti del genere si rischiava soltanto una
multa. Poi nel 2004 è arrivata la legge 189, che innalza le sanzioni
pecuniarie e introduce la possibilità di condanna al carcere fino a
tre anni per chi maltratta, tortura e uccide gli animali “di
affezione”: i cani e i gatti.
IL MESSAGGERO
27 AGOSTO 2009
Lager per cani da combattimento scoperto sugli argini del Tevere Gli animali venivano resi feroci e poi venduti per la lotta
Elena Panarella
ROMA (27 agosto) - Maltrattamento di animali, traffico di cani utilizzati per combattimenti clandestini e occupazione abusiva di immobili demaniali lungo gli argini del Tevere, all’altezza di Lungotevere della Vittoria, una zona bene di Roma. Gli agenti della polizia municipale del XVII Gruppo, diretti dal comandante Antonio Bertola, hanno sgominato una vera e propria banda di allevatori clandestini, che facevano vivere i cani in una sorta di “lager”. Appena in grado, i cuccioli (quelli utilizzati per il combattimento) venivano sottoposti a un allenamento intensivo: ore e ore passate a correre e ad azzannare e dilaniare tubi di gomma. Tutti gli altri maltrattati, bastonati, e spaventati pronti per essere venduti nei campi rom. Secondo la Lav, ogni anno vengono spesi in scommesse su combattimenti di cani, almeno 775 milioni di euro. Ogni puntata va da un minimo di 250 euro a migliaia di euro se a combattere sono cani campioni. Da giorni gli uomini della municipale, coordinati dall’istruttore Marco Milani, effettuavano appostamenti con rilievi fotografici, confermando la presenza di cani pericolosi di razza rottweiler. E così la notte scorsa, gli agenti, non hanno perso tempo, sono scesi lungo l’argine del fiume a due passi da piazza Maresciallo Giardino, ed hanno sorpreso sette cittadini, tutti di nazionalità romena (sei uomini ed una donna), di età compresa tra i 22 ed i 65 anni. Tre dei fermati hanno precedenti penali ed obbligo di firma per rapina. Vivevano suddivisi tra i locali dismessi, usati in precedenza per la manutenzione degli argini, ed il manufatto centrale che era una delle stazioni utilizzate per il servizio di linea lungo il fiume, trasformato anche questo in una sorta di “monolocale”. I cani invece, 4 adulti e 14 cuccioli, di cui 11 ancora da svezzare, erano tutti denutriti, segregati, senza acqua e cibo, in pessime condizioni igienico sanitarie. La detenzione degli animali era in parte all’aperto ed in parte all’interno delle baracche addirittura in coabitazione con le persone. «Erano spaventati, affamati - raccontano gli agenti - Ecco perché siamo venuti attrezzati con del cibo adatto a loro. Si sono fatti avvicinare da noi pur essendo estranei, mentre passavano i loro aguzzini però erano terrorizzati. Anche quelli utilizzati per i combattimenti, se denutriti, in alcuni casi, fanno gioco per le scommesse, insomma carne da macello. Le indagini andranno avanti anche per capire dove effettivamente avvenivano gli incontri e a chi sono stati venduti quelli che non abbiamo trovato ma fotografato nei giorni scorsi». Gli stessi aguzzini hanno dichiarato che i cuccioli da svezzare erano pronti anche per essere venduti ad alcuni campi nomadi della Capitale, utilizzati per attirare ed intenerire i passanti quando chiedono l’elemosina. Bocche cucite invece sulla sorte dei cani adulti e sulla mancata presenza dei rottweiler fotografati in precedenza. Tutti sono stati denunciati per occupazione abusiva di edifici pubblici e tre anche per maltrattamento di animali.
LA REPUBBLICA
27 AGOSTO 2009
Cani denutriti e segregati Denunciate sette persone
Roma - Dopo una segnalazione di maltrattamento di animali, traffico
di cani per combattimenti clandestini e occupazione abusiva di
immobili demaniali in zona lungotevere della Vittoria, è scattata
questa notte la verifica della polizia municipale del XVII Gruppo.
Gli agenti, diretti dal comandante Antonio Bertola, avevano
effettuato anche degli appostamenti il 21 agosto scorso con dei
rilievi fotografici che avevano confermato la presenza di cani
pericolosi di razza rottweiler. All'1 i vigili sono scesi lungo
l'argine del Tevere situato di fronte a piazza Maresciallo Giardino
ed hanno sorpreso 7 cittadini romeni, 6 uomini ed una donna, di età
compresa tra i 22 ed i 65 anni. Tre dei fermati hanno precedenti
penali ed obbligo di firma per rapina. Vivevano suddivisi tra i
locali dismessi, usati in precedenza per la manutenzione degli
argini, ed il manufatto che era una delle stazioni utilizzate per il
servizio di linea lungo il fiume. I cani invece, 4 adulti e 14
cuccioli, di cui 11 ancora da svezzare, erano tenuti denutriti,
segregati, senza acqua da bere ed in pessime condizioni igienico
sanitarie. La detenzione degli animali era in parte all'aperto ed in
parte all'interno delle baracche in coabitazione con le persone. Gli
occupanti hanno dichiarato che i cuccioli da svezzare erano pronti
per essere venduti ai nomadi, che li utilizzano per attirare ed
intenerire i passanti quando chiedono l'elemosina. ANSA AMBIENTE 27 AGOSTO 2009
ASSOCIAZIONE, IN PAESE REGGINO RANDAGI AVVELENATI
CIMINA' (REGGIO CALABRIA) - A Cimina', centro dell'entroterra' reggino, i cani randagi vengono bastonati e, in alcuni casi, avvelenati da parte di gruppi di cittadini, con la conseguente morte di alcuni animali. A riferirlo, in una nota, e' l'Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa). L'associazione parla di ''decine di segnalazioni di bastonature di cani fatte al 'telefono amico' dell'Aidda da parte di cittadini che chiedono che cessi questa pratica barbara''. Nella nota l'Aidaa sottolinea anche che ''ai sensi della legge 281 del 1991, contenente le norme della lotta al randagismo, il sindaco e' responsabile del benessere dei cani che vivono allo stato brado nel territorio comunale. Inoltre e' compito del sindaco provvedere alla cattura dei cani randagi ed al loro trasferimento in un canile convenzionato''. Il presidente dell'Aidaa, Lorenzo Croce, ha inviato una lettera al sindaco di Cimina' chiedendogli di ''metter fine alla pratica barbara della bastonatura dei cani'' e riferendo, altresi', che ''vi sono le prove di alcuni casi di avvelenamento che hanno condotto alla morte alcuni animali''. AGI 27 AGOSTO 2009
CHIEDEVA ELEMOSINA CON CANE: MILANO, DENUNCIATA PER LESIONI
Milano - Una polacca di 24 anni senza fissa dimora e dedita all'accattonaggio con un cane 'corso' di grossa taglia e' stata denunciata per lesioni. La ragazza che stava chiedendo l'elemosina in via Piave a Milano, e' fuggita con l'animale non appena ha visto le guardie zoofile, supportate da agenti della Polizia Locale del Comando di Zona 3, incaricate di riportarlo al canile. Nella corsa ha urtato un anziano che cadendo ha riportato lesioni guaribili in oltre 30 giorni (rottura del femore). Il cane e' stato trasferito presso il canile municipale. "Non e' la prima volta - ha commentato il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato - che dobbiamo intervenire nei confronti di senza fissa dimora che utilizzano animali per l'accattonaggio o in modo improprio. Chi decide di accudire un cane, prelevandolo dal canile, non puo' sfruttarlo tenendolo al marciapiede per impietosire i passanti. Tanto piu' se si tratta di animali di grossa taglia o pericolosi. Da inizio anno - ha sottolineato De Corato - a contrasto dell'accattonaggio molesto sono state elevate gia' 341 multe da 450 euro secondo l'ordinanza vigente".
LA SICILIA
27 AGOSTO 2009
IL CASO
Caltanissetta - La sede
territoriale della Lega Antivivisezione di Caltanissetta chiede
l'immediata sospensione del trasferimento interregionale di
circa 200 cani - provenienti dal Comune di Marsala ed
attualmente custoditi in canile del capoluogo nisseno - verso
una struttura di Rocca di Neto, in provincia di Crotone. Secondo
la Lav si tratta di una palese violazione della legge regionale
sul randagismo, di quella nazionale per la tutela degli animali
d'affezione e dell'ordinanza del Ministero della Salute del
luglio 2009.
Con un telefax inviato al dirigente della Sanità Pubblica Veterinaria dell'Asl di Caltanissetta, ai sindaci dei Comuni di Caltanissetta e Marsala e ai prefetti delle due province, la Lav ha informato le autorità che il trasferimento è già iniziato il 19 agosto e i primi 20 animali sono stati portati nel crotonese. La Lav, in una nota protesta «per l'assoluta mancanza di trasparenza e di coinvolgimento rispetto alle Associazioni di protezione animali e del loro ruolo: un simile poderoso trasferimento è indubbiamente fortemente impattante sul benessere degli animali». Secondo la Lav il trasferimento, peraltro così massiccio ed indistinto, di randagi in un canile di altra regione risulta del tutto illegittimo e per questo ha chiesto di sospendere la “deportazione” dei randagi invitando i Servizi Veterinari dell'Asl 2 di Caltanissetta a revocare immediatamente ogni autorizzazione sanitaria al trasferimento di cani verso strutture extraregionali. La Lav chiede inoltre che i sindaci di Marsala e Caltanissetta, ciascuno per le proprie competenze, dispongano urgentemente la revoca di eventuali provvedimenti già emanati o l'emanazione di provvedimenti «a tutela del benessere animale, per la immediata sospensione di ogni e qualsiasi trasferimento di cani verso strutture extraregionali». CORRIERE DI NOVARA 27 AGOSTO 2009
Ancora mistero sui gatti neri spariti
Mauro Rampinini
Verbania - Presentazione ufficiale, martedì 25, dell’esposto denuncia relativo alla sparizione di 142 gatti, 84 dei quali neri, avvenuta tra Stresa, Baveno e Verbania dal 1° luglio al 22 agosto. A firmare l’esposto è Lorenzo Croce, presidente dell’Aidaa (Associazione italiana difesa animali e ambiente), un sodalizio di Milano cui le segnalazioni erano pervenute. Era stato lo stesso Croce, in una dichiarazione al quotidiano “La Repubblica”, ripresa poi dall’Ansa e da altre testate nazionali e locali, a rendere di pubblico dominio le sparizioni indicando, secondo le segnalazioni ricevute, in un furgone rosso con targhe milanesi il mezzo a bordo del quale i gatti venivano portati via dopo la cattura (…)
LA VOCE DI ROMAGNA
27 AGOSTO 2009
Cane
senza microchip. Brava la veterinaria
Ho seguito la vicenda del cane
proveniente dal sud cui una veterinaria non ha voluto
apporre il microchip e vorrei esprimere la mia condivisione
non solo perchè ha agito secondo la legge e il codice
deontologico, ma anche perchè purtroppo ci sono tanti casi
analoghi. Infatti spesso i cani vengono spostati tra varie
zone d'Italia, nonostante non ci siano luoghi senza
randagismo e senza cani in canile. L'unica soluzione per
poter controllare il numero di animali sul territorio è
applicare la sterilizzazione (che è prevista per legge
nazionale e per la quale sono stanziati appositi fondi dalla
Finanziaria); le adozioni (ovviamente fatte a persone
serie!) dovrebbero essere eseguite sul territorio per avere
maggiori possibilità di controllo e perchè in ogni luogo ci
sono animali che aspettano una famiglia. Mi auguro si faccia
luce sulla vicenda forlinese e anche sui tanti casi analoghi
sparsi in tutta la penisola.
Giulia Lodigiani (Persico
Dosimo - Cremona)
IL TIRRENO
27 AGOSTO 2009
Cane
soccorso e liberato
CECINA (LI). Una zampa era
rimasta prigioniera di quegli ingranaggi e lui, un cagnone
grosso così, poteva solo guaire e abbaiare per chiedere
aiuto. Alla fine l’aiuto è arrivato. Sono stati i vigili del
fuoco a liberarlo. E’ avvenuto nel pomeriggio in un podere
alla Vallescaja. L’animale, un incrocio tra un pastore
maremmano e uno tedesco, era rimasto bloccato sotto una
macchina per lavorare la terra. Il proprietario quando se ne
è accorto ha provato a tirarlo fuori da lì ma non ce l’ha
fatta. Così ha chiamato i pompieri. Che nel giro di una
mezz’ora hanno liberato il cane.
AGI 27 AGOSTO 2009
RUBANO DUE CAVALLI DA CORSA NEL BERGAMASCO, UNO RIESCE FUGGIRE
Bergamo - Un cavallo da 20.000 euro e' stato rubato nella notte a Romano di Lombardia. Sitratta di Surprise, quarter d'alta genealogia di 8 anni che si trovava nel suo recinto nei pressi dell'ex colonia elioterapica Igea. I ladri hanno aperto un varco nella rete metalica, hanno sparso sul prato pezzi di pane secco attirando fuori due cavalli, Surprise e Joys Little Fox, che hanno caricato sul carrello per animali che si trovava nei pressi. Joys Little Fox, della medesina razza, deve pero' essere riuscito a scappare, perche' e' stato ritrovato dai carabinieri sette chilometri piu' a nord, mentre vagava nel Parco del Serio in territorio di Martinengo.
BIG HUNTER
27 AGOSTO 2009
Amiche di BigHunter, Michela: “io, innamorata del fantastico mondo della caccia”
Michela ha 25 anni, abita nella provincia di Bergamo e lavora come impiegata in un ambulatorio medico. La caccia l'ha completamente conquistata fin dal primo approccio, quando ha accompagnato il fidanzato “cacciatore e amante della natura” in una delle sue battute. “Nella mia famiglia non c'è nessun cacciatore” racconta Michela confessando di aver appreso tutto a partire da quel momento. “Io che amavo già gli animali e la natura in un modo esagerato, io che sono sempre stata mattiniera... mi sono subito innamorata del mondo fantastico della caccia!” spiega entusiasta. Per il momento pratica la caccia vagante stanziale e la migratoria con la sua “cockerina” e “springerina” ma dice di amare molto anche il capanno fisso grazie all'esperienza tramandata dal futuro suocero “grande capannista” e di voler provare nel corso della vita ogni tipo di caccia.
“La caccia è una passione che ti
impegna corpo e mente – ci spiega Michela -. Ti impegna tutto l'anno, non
solo da settembre a gennaio, ma ogni momento libero che hai lo dedichi ad
organizzare e pianificare la tua prossima stagione di caccia. Il solo
addestramento dei cani ti regala delle soddisfazioni inspiegabili”. Una
bellisima attività che Michela ci dice di voler tramandare ai propri figli,
quando ne avrà “non aspetterò molto a fargli conoscere questo mondo e spero
proprio che assomiglieranno alla mamma e al papà”, e che saranno quindi dei
cacciatori.Michela conclude toccando uno dei tasti dolenti, quello dei
pregiudizi che ruotano intorno alle percezioni totalmente negative e
intransigenti rispetto all'arte venatoria “è molto difficile spiegare una
passione a qualcuno che ha ideali immodificabili” dice centrando il punto.
Michela a caccia ci va anche munita di macchina fotografica, un'altra delle
sue passioni. Di seguito alcuni scatti.
IL GIORNALE
27 AGOSTO 2009
PARCO FORLANINI: ALTRE 8 ANATRE MORTE INTOSSICATE Altre otto anatre sono morte per intossicazione al parco Forlanini, una moria che la scorsa domenica aveva colpito altri 20 volatili al parco Lambro
Mario Alberto Cucchi
Milano - Altre otto anatre sono morte per intossicazione al parco Forlanini, una moria che la scorsa domenica aveva colpito altri 20 volatili al parco Lambro: due episodi a distanza di soli tre giorni. Il vice sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato chiede "ad Arpa e all'Istituto di zooprofilassi di sanità pubblica di via Celoria di accelerare le verifiche di laboratorio di propria competenza, ovvero le analisi dei campioni delle acque già prelevate, e le autopsie sugli animali deceduti, in modo da dare finalmente una spiegazione alla vicenda". Il fatto è stato accertato da agenti del comando di zona 3 della polizia municipale, che ieri pomeriggio hanno trovato quattro anatre morte in un laghetto del parco Forlanini: probabilmente erano morte già da qualche giorno, visto che erano rimaste solo le ali, e i corpi erano stati spolpati dalla tartarughe presenti nel laghetto. I vigili hanno poi appreso che in mattinata altre quattro anatre erano morte e hanno informato i tecnici dell'Arpa.
CITTA' OGGI
27 AGOSTO 2009
La proprietaria rischia la denuncia, sono in corso accertamenti Gattini affamati soli in casa salvati dai pompieri di Abbiategrasso e dai vigili di Robecco
Graziano Masperi
Cassinetta di Lugagnano (MI) - Rischia la denuncia per maltratamento di animali una donna di nazionalità cubana di 30 anni residente a Cassinetta di Lugagnano che ha lasciato soli in casa due gattini con una sola ciotola per sfamarsi e una per bere per alcuni giorni. La Polizia locale di Robecco sul Naviglio sta ancora raccogliendo tutte le informazioni, in particolare da quanto tempo i gattini erano in casa e se eventualmente la proprietaria avesse incaricato qualcuno di sfamarli. La scoperta è avvenuta casualmente sabato mattina quando vigili del fuoco di Abbiategrasso e Polizia locale di Robecco sono stato allertati per uno scantinato allagato, con l'acqua che aveva interessato anche lo stabile di fronte. Sono stati i vicini di casa a segnalare agli agenti la presenza dei due animali, all'interno di un appartamento con la tapparella semiaperta. "In quella casa ci sono due mici che miagolano in continuazione perchè hanno fame", diceva la gente. I vigili del fuoco sono riusciti a metterne in salvo uno, mentre l'altro è fuggito alla vista dei soccorritori. Ma c'è da credere che si trovi ancora in zona. Nel frattempo la Polizia locale ha allertato la Asl e il competente ufficio veterinario che verificheranno lo stato di nutrizione del gattino prelevato dai pompieri. Pare che la donna fosse assente da qualche giorno, ma questo è ancora tutto in fase di accertamento. IL TIRRENO 27 AGOSTO 2009
SMARRIMENTO
Gattina di 11 mesi, Nina, grigia, rossiccia e con qualche macchia bianca, è scomparsa circa venti giorni fa vicino piazza del Rosso, a Pisa. Potete aiutarci a ritrovarla? Tel. 050 598540.
http://persietrovati.blogspot.com/2009/08/pisa-smarrito-gatto-femmina.html IL TIRRENO 27 AGOSTO 2009
Trasportano quattro cinghiali uccisi forse a bastonate Denunciati per furto aggravato
Sabrina Chiellini
SALINE (PI). «Non li abbiamo uccisi, li abbiamo investiti con la macchina e così abbiamo pensato di portarli a casa». Sulla carrozzeria della jeep su cui viaggiavano due pisani, poi denunciati dai carabinieri che li avevano fermati per un controllo stradale, non c’era neppure un graffio. Ma nel bagagliaio giacevano quattro cinghiali, un maschio adulto e tre cuccioli. Uccisi. Forse rimasti nel laccio di una trappola e poi finiti a bastonate. Sulle carcasse nessuna ferita d’arma da fuoco. Ma tante fratture. Provocate, con molta probabilità da bastoni, che non sono stati trovati. Perciò resta solo un’ipotesi anche se molto probabile vista la consuetudine di certi cacciatori e dei bracconieri. Così come i carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Volterra non hanno trovato nell’auto alcun fucile da caccia. È probabile che i due uomini fossero di ritorno dai boschi volterrani o della Valdicecina insieme ad altri cacciatori della zona, sfuggiti alle maglie dei controlli, perché hanno preso altre direzioni o perché sono riusciti a passare senza conseguenze davanti alla pattuglia dell’Arma. La macchina su cui viaggiavano i due pisani e i quattro cinghiali, questi ultimi pronti per essere cucinati magari in qualche ristorante, è stata fermata l’altra notte, intorno a mezzanotte nella zona di Saline di Volterra, in via Volterrana. Il conducente non è apparso del tutto tranquillo. I militari hanno pensato di approfondire la situazione. Dopo il solito controllo dei documenti hanno guardato cosa trasportavano. Un carico ingombrante, le bestie non potevano passare inosservate. E dovevano essere state caricate da più braccia, vista la pesantezza del maschio adulto. «Non li abbiamo uccisi», hanno ripetuto più volte, tirando fuori la storia dell’incidente stradale. Ma questo non li ha messi al riparo da una denuncia in stato di libertà. Trattandosi di selvaggina i carabinieri li accusano di furto aggravato in concorso in danno di beni dello Stato. I cinghiali sono stati sequestrati e inviati alla distruzione, dopo essere stati fotografati. Proprio quelle immagini significative finiranno nel fascicolo da inviare alla procura per procedere nei confronti di B.S., 70 anni, pensionato, e di N.M., 65 anni, entrambi di Pisa. AGI 27 AGOSTO 2009
UCCIDEVANO CINGHIALI E VENDEVANO CARNE ABUSIVAMENTE: 5 RINVII
Ancona - Cinque persone, tre guardie provinciali e due dipendenti di ditte alimentari contrattualizzate dai comuni di Camerano e Sirolo, sono stati rinviati a giudizio dalla procura della repubblica di Ancona per l'abbattimento di alcuni cinghiali all'interno del parco del Conero. Secondo quanto e' emerso dalle indagini del corpo forestale dello stato, coordinate dal sostituto procuratore Paolo Gubinelli e durate circa un anno, nel 1999 gli imputati hanno ripetutamente svolto un'attivita' di 'abbattimento selettivo' dei cinghiali, pur in assenza di autorizzazioni e di un piano scientifico di gestione faunistica del Parco, indispensabile per quantificare il reale squilibrio ecologico causato dall'introduzione degli animali all'interno dell'area protetta. I cinque hanno usato armi private e munizioni acquistate dall'amministrazione pubblica, ma non avevano seguito alcun corso di formazione ne' erano stati formalmente autorizzati dall'Ente Parco, costituendo cosi' anche un rilevante pericolo per l'incolumita' pubblica. Una volta uccisi, le carcasse dei cinghiali venivano eviscerate, caricate e trasportate ad un mattatoio pubblico, anche grazie ad una documentazione emessa in modo illegittimo, per poi essere conferite a centri di lavorazione e commercializzazione delle carni, nei comuni di Camerano e di Sirolo. Proprio i due comuni avevano il compito di cedere un pari quantitativo di altri tipi di carni ad una casa di riposo sulla base di una delibera, che la procura ritiene illegittima, dell'Ente Parco. I titolari delle due ditte alimentari, che eseguivano i lavori per i comuni, sono stati a loro volta denunciati, perche' non rispettavano i regolamenti comunitari per la salvaguardia agroalimentare, in quanto effettuavano la lavorazione in luoghi diversi dallo stabilimento di Sassoferrato, l'unico autorizzato per questo genere di attivita'. LA ZAMPA.IT 27 AGOSTO 2009
TRAILER, "The Cove", la strage dei delfini
Il trailer "The Cove", letteralmente "La Baia", il documentario che racconta la strage segreta dei delfini in Giappone.
VIDEO http://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=59&IDalbum=20147&tipo=VIDEO LA ZAMPA.IT 27 AGOSTO 2009
La strage segreta dei delfini Un documentario choc svela lamattanza dei pescatori giapponesi
STEFANO GULMANELLI
TOKYO -
La strage inizia puntuale ogni anno a settembre. Avviene tutto a Taiji,
cittadina giapponese a 500 Km a Sud-Ovest di Tokyo, affacciata sul
Pacifico davanti a una delle grandi rotte migratorie di delfini. La
scena è collaudata: ai primi segni dell’arrivo dei cetacei nella loro
transumanza verso i mari del Sud, i pescatori prendono il largo e,
battendo i remi sull’acqua, creano un «muro di suono» che disorienta i
delfini e li fa finire dentro le reti, con cui vengono poi trascinati in
un’insenatura naturale poco distante da Taiji. Il
massacro LA ZAMPA.IT 27 AGOSTO 2009
"Gran parte della carne di delfino e balena diventa cibo per cani e polli" Parla Sabina Airoldi, Istituto Tethys
Quando lo osservi noti subito quel sorriso. Anche per questo credo
che noi occidentali ci avviciniamo ai delfini in modo diverso».
Sabina Airoldi è biologa ricercatrice e membro del Consiglio
Direttivo dell’Istituto Tethys da decenni osserva e studia il
Santuario dei cetacei nel Mar Ligure. LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 27 AGOSTO 2009
Delfino e tartarughe morti rinvenuti sulla costa di Ostuni
EMILIO GUAGLIANI
OSTUNI (BR) - Tartarughe marine morte così come un delfino, tutti spiaggiati sugli arenili del litorale marino ostunese; questo il consuntivo di quanto ritrovato in questi giorni e segnalato da bagnanti alla Capitaneria di porto di Brindisi. Così come successo nei mesi scorsi, quando altri esemplari trasportati dai flutti sono stati depositati sulle spiagge della costa ostunese, questa volta si è trattato di carcasse di tartarughe marine della lunghezza di circa 60-70 cm e ritrovate a Costa Merlata, Fiume Morelli e sulla spiaggia antistante il Villaggio Playa mentre la carcassa di delfino, della specie “Stenella striata” (di una lunghezza di circa un metro), è stato rinvenuto sulla spiaggia di Santa Lucia. Subito sono stati informati gli uffici competenti del servizio veterinario della Asl; del Comune-assessorato all’ambiente; Regione Puglia e la referente della Provincia di Brindisi per la rimozione delle carcasse. Le testuggini saranno sottoposte a visita nel «laboratorio di biologia marina» dell’Amministrazione provinciale, dove saranno verificate le cause della morte. Queste tartarughe vagano alla ricerca della spiaggia per deporre le uova e, oltre a quelle della Grecia o dell’ex Jugoslavia (ricordiamo Skala a Cefalonia), le mète preferite per depositare le uova sono anche i nostri arenili, luoghi che si trovano sulle linee delle correnti marine. Una questione di correnti per la direzione che prendono, ma si conferma quello che è ormai un andamento consolidato da diversi anni e cioè un sempre maggior numero di tartarughe che restano in Adriatico fino alla fine dell’autunno e all’inizio dell’inverno per effetto del riscaldamento dell’acqua del mare. Gli arenili della costa di Ostuni, si vengono a trovare sulla direzione delle correnti marine, che trasportano rifiuti di ogni genere e anche le carcasse di questi animali, vengono gettate sulle sabbiose spiagge della “Città bianca”. Ma quali i problemi che possono portare alla morte di queste testuggini marine? Malattie, infezioni, ferite, parassitosi che in un ambiente come quello marino possono verificarsi con più facilità rispetto a quello terrestre, ma anche l’inciviltà umana dovuto all’abbandono in mare di buste di plastica, oppure l’azione di natanti da diporto e di reti ed ami di palamiti. Un altro problema è rappresentato dall’inquinamento, sia da rifiuti macroscopici, sia da elementi chimici. Nel primo caso, il pericolo per le tartarughe sta nell’ingestione di oggetti, principalmente di plastica e gomma scambiati per prede abituali come meduse e pesci. Una volta ingeriti possono bloccarsi nell’esofago o nell’intestino e portare alla morte a causa del ridotto assorbimento di cibo o per emorragia e infezioni. I materiali più “attraenti” sembrano essere frammenti di plastica galleggianti più simili alle meduse - trasparenti o traslucidi e biancastri – ma anche di color argento, come fogli di alluminio, che vengono scambiati per pesci. Nello stomaco di una «Caretta Caretta», proprio a causa della sua voracità, si è trovato veramente di tutto. L’inquinamento chimico infine, sebbene più occulto, non è meno letale per le tartarughe. Intanto, proseguono i controlli del litorale e del territorio da parte del Corpo Forestale dello Stato, Capitaneria di Porto e Polizia Municipale al fine di altri avvistamenti e interventi del genere visto che, in questi periodi, avviene il transito delle tartarughe marine. IL SECOLO XIX 27 AGOSTO 2009
Cinghiali in diminuzione?L'assessore: «Dati falsati»
Eennesima guerra di cifre alla vigilia della stagione venatoria
Dario Freccero
Savona.
«Danni in aumento, conteggi dei boschi falsati: gli ungulati sono più di
quelli censiti» sostiene l'assessore alla caccia della Provincia, Livio
Bracco. «Ungulati in diminuzione, censimenti realistici» replica l'Enpa,
attraverso il vicepresidente Giovanni Battista Buzzi. BIG HUNTER 27 AGOSTO 2009
Anche Porto Venere presa d'assalto dai cinghiali: si apre la caccia
Un piano di controllo della popolazione di cinghiali che si riversano ormai copiosi anche in questo bellissimo golfo della Liguria. E' quanto deciso dal comune di La Spezia in accordo con l'Atc, la Polizia Provinciale e l'Ente Parco. Il piano elaborato dall'ufficio del parco ha avuto in questi giorni il via libera dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) grazie alla valutazione del valore massimo di cinghiali che il territorio può sopportare. Il piano prevede, oltre all'abbattimento di alcuni capi, la cattura e la marcatura dei cinghiali (che poi saranno trasportati lontani dalle zone agricole). Un accorgimento che secondo l'Ente Parco permetterà di raccogliere dati utili sul reale numero dei capi presenti, sul loro stato di salute, sulle loro abitudini e i loro spostamenti. IL SECOLO XIX 27 AGOSTO 2009
La moria nell'entella:«è stato un topicida»
Chiavari (GE). Il consigliere provinciale e capogruppo dei Verdi,
Angelo Spanò, lancia un appello agli enti locali (i Comuni di
Chiavari e Lavagna) e all'Asl 4 affinché sia emanata un'ordinanza
urgente per vietare la pesca nel fiume Entella. Il corso d'acqua
dove, una settimana fa, si è registrata una, ancora misteriosa,
moria di pesci, anatre e germani reali. IL TEMPO 27 AGOSTO 2009
Suini sequestrati dai militari del Nas CAMPOBASSO 93 suini sequestrati
Cosimo Santimone
Campobasso - É questo il bilancio dell'operazione portata a termine nelle scorse ore dai Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazioni di Campobasso. I militari, a San Giuliano del Sannio, coadiuvati dai colleghi della locale Stazione e da personale veterinario dell'Asrem del capoluogo, hanno ispezionato un'azienda agricola in contrada San Marco (di proprietà di S.M., 59enne di Cercepiccola). Gli uomini del Nucleo Anti Sofisticazione hanno proceduto quindi al sequestro perchè gli animali erano sprovvisti di marche auricolari e non erano «caricati» sul registro aziendale. Il valore degli animali sotto sequestro si aggira intorno ai 30.000 euro; nella circostanza il personale medico ha eseguito anche dei prelievi ematici finalizzati alla eventuale verifica della presenza di malattie infettive negli animali. Controlli, quelli dei Nas, che continueranno serrati anche nelle prossime ore nelle zone dell'hintarland campobassano.[...] SICILIA ONLINE 27 AGOSTO 2009
CATANIA: VIOLAZIONE NORME IGIENICO-SANITARIE, SEQUESTRATA MACELLERIA
CATANIA (ITALPRESS) - I Carabinieri del Nucleo operativo ecologico e del Nucleo antisofisticazione e sanita', con la collaborazione del servizio veterinario dell'Ausl 3 di Catania, hanno sequestrato una macelleria intestata a uno degli allevatori denunciati nei giorni scorsi per maltrattamento di animali e invasione di terreni. I militari hanno riscontrato "gravi violazioni alle norme che regolano la conservazione degli alimenti destinati al consumo umano, la mancanza della necessaria autorizzazione sanitaria e la documentazione attestante la provenienza dei prodotti derivati dalla carne e lattiero caseari poste in vendita". Sono stati sequestrati, oltre alla cella frigorifera e ai banconi, circa 50 chili di alimenti in precarie condizioni igieniche, motivo per il quale il proprietario e' stato deferito alla Procura. E' stata inoltre disposta la chiusura dell'attivita' per motivi sanitari con conseguente segnalazione al sindaco. Sono in corso gli accertamenti per verificare se la carne ed i prodotti caseari trovati gia' in precarie condizioni igieniche siano anche contaminate da sostanze pericolose o in gradi di diffondere malattie. ZERO EMISSIONTV 27 AGOSTO 2009
Il salmone torna a risalire la Senna
In mezzo a catastrofi ambientali causate dall’uomo, in atto o imminenti, e spesso di dimensioni apocalittiche, fa piacere ogni tanto un’eccezione che fa intravedere una luce in fondo al tunnel. Una delle più belle storie dell’estate è il ritorno del salmone della Senna. Segno, indicano gli studiosi, di un netto miglioramento della qualità delle acque del fiume che dalla Borgogna passando per Parigi si arrampica su su sulla cartina geografica fino a gettarsi nella Manica. Infatti, il salmone è un bio-indicatore: vale a dire che la sua presenza indica che un ecosistema è in ottimo stato di salute. E che la Senna stia bene lo dimostra il fatto che sia tornato spontaneamente e non, come più spesso invece accade in caso di ritorno di una specie in un habitat, per un intervento di ripopolazione. Era dall’inizio del secolo scorso che il salmone atlantico aveva fatto perdere le proprie tracce, estinto o fuggito via da una Senna sempre più inquinata da scarichi industriali, agricoli e domestici. Una scomparsa seguita a un costante declino a partire dal XVIII secolo, tanto che il salmone atlantico era stato inserito nella lista dei pesci più a rischio di estinzione d’Europa. E’ dovuto passare quasi un secolo prima che un salmone si decidesse nuovamente a risalire il fiume dall’Atlantico. A ottobre dell’anno scorso ne è stato catturato uno da 7 kg a Suresnes, alle porte di Parigi. “Non accadeva da 70 anni”, sottolinea Bernard Breton, segretario generale della Federazione nazionale della pesca in Francia (FNPF). “E un altro di 6 kg è stato pescato una quindicina di giorni fa a Pontoise”, aggiunge soddisfatto.“Ormai sono sempre più numerosi i salmoni che dall’Atlantico per riprodursi nella Senna– spiega – A fine anno si stima che saranno circa un migliaio quelli che attraverseranno Parigi”. Nel 2008, secondo l’istituto nazionale di ricerca agronomica (Inra), è stato osservato il passaggio di 260 salmoni presso la sbarramento situato a nord di Rouen. Un miracolo? Niente affatto. Secondo il Sindacato interdipartimentale per il risanamento dell’area urbana parigina (Siaap) è merito di un grande lavoro di bonifica culminato con l’installazione di nuovi e potenti depuratori e il divieto di scarichi nocivi nel fiume. Risultato: la Senna pulita non piace solo al salmone, ma anche altre specie hanno fatto ritorno negli ultimi 15 anni: se infatti nel 1995 se ne contavano appena quattro (anguilla, lasca, abramide e carpa), oggi ce ne sono ben 32. Come tutte le storie anche questa ha una morale: non basta ripopolare un habitat malato. Se il suo stato di salute migliora, gli animali ritrovano la strada di casa da soli. MESSAGGERO VENETO 27 AGOSTO 2009
Rabbia, Allevacavalli a rischio
Maura Delle Case
SAN DANIELE (UD). La minaccia della rabbia si estende anche sull’11ª edizione di Allevacavalli, la manifestazione dedicata alla promozione dell’allevamento equino che si terrà dal 4 al 6 settembre a Villanova di San Daniele. Tanto che l’azienda sanitaria ha emesso un’ordinanza. Visto il consistente numero di casi accertati, a oggi complessivamente 23, due dei quali, per altro gli ultimi, riguardano due volpi trovate proprio in zona, rispettivamente a Soprapaludo e a Susans, l’azienda sanitaria n° 4 ha emanato a firma del direttore generale Giorgio Ros l’ennesima ordinanza, ripresa ieri dal Comune nei suoi punti salienti con una lettera, inviata a alberghi, hotel e bed&breakfast tra gli altri, e un avviso affisso in vari luoghi pubblici. L’emergenza non poteva non riguardare, a questo punto, anche Allevacavalli, tanto da render necessario un vertice d’urgenza tra gli organizzatori, l’amministrazione comunale e i veterinari dell’Ass4, utile alla messa a punto di una serie di misure cautelative, che consentano lo svolgimento della manifestazione al riparo da ogni rischio. Il tavolo si è recentemente svolto a villa Seravallo ed ha permesso di individuare alcune misure di sicurezza, che verranno ulteriormente affinate da qui al via della manifestazione. A spiegarle, in breve, è il sindaco Emilio Iob: «In sostanza provvederemo ad applicare in modo rigido e inflessibile quanto indicato dal dottor Ros nell’ultima ordinanza, vale a dire che sull’intero territorio comunale tutti i cani anche se muniti di museruola non potranno circolare se non condotti al guinzaglio e che dovranno obbligatoriamente essere sottoposti alla vaccinazione antirabbica precontagio». Compresi i cani provenienti dall’estero o da altri comuni. Così come gli equidi residenti o in transito. «Gli albergatori, proprietari di pensione o di strutture assimilabili (ai quali è stata inviata un’apposita comunicazione) dovranno segnalare immediatamente la presenza di cani che accompagnano i loro clienti all’autorità comunale – continua Iob - per gli opportuni adempimenti». Nello specifico di Allevacavalli saranno messe in atto misure ulteriori. «All’ingresso – racconta il sindaco - schiereremo un buon numero di volontari che avranno il compito di redarguire il pubblico in arrivo accompagnato da cani sui comportamenti da osservare. E per chi si rifiuterà di tenere al guinzaglio il proprio animale in loco sarà presente la polizia municipale che in caso di necessità potrà intervenire. Quanto poi alla sicurezza dei cavalli, i box saranno completamente chiusi e protetti, sorvegliati giorno e notte, mentre le zone destinate alle manifestazioni saranno individuate lontano da boschi e vegetazione così che tutto ciò che accade intorno sia visibile e controllabile. Non c’è ragione per creare allarmismo – conclude il sindaco -, ma in questo momento è importante osservare alla lettera le indicazioni fornite dall’azienda sanitaria».
WIND PRESS
27 AGOSTO 2009
CACCIA: ALLARME ILLEGALITA’ IN NAMIBIA
In Namibia sono sempre più frequenti le proteste contro la caccia e sono sempre più numerose le persone, da tutto il mondo, e le associazioni protezioniste che chiedono al Ministro dell’Ambiente e del Turismo (MET) della Namibia, il ritiro dei permessi di caccia ad animali selvatici come ghepardi e leopardi. Ora si attende un intervento risolutivo da parte del Ministro. Fermo restando che per OIPA e LAV la caccia andrebbe vietata per chiunque e senza deroghe, consideriamo questa protesta e i risultati fin qui conseguiti un primo passo in avanti.Il dibattito è intenso e la stampa namibiana si sta interessando alla vicenda del ritiro dei permessi di caccia. Le notizie riguardanti la caccia illegale hanno sommerso anche le associazioni dei cacciatori. L’associazione namibiana dei cacciatori professionisti (Napha) si è rivolta al Ministro dell’Ambiente e del Turismo (MET) della Namibia per chiedere di sospendere il rilascio dei permessi per la caccia (trophy-hunting) ai ghepardi e leopardi. Napha sostiene una caccia “etica e sostenibile”, per le popolazioni locali.Numerosi sono i rapporti e le segnalazioni che raccontano di pratiche di caccia illegali, non etiche e senza scrupoli, molte volte condotte da persone prive di qualifica. Un cacciatore, che vuole rimanere anonimo, riferisce che la sospensione dei permessi è l’unica via per fare fronte alla gravità della situazione. La caccia al trofeo è un’industria molto lucrativa per la Namibia, con un consistente afflusso di turisti. Ogni anno vale circa 316 milioni di dollari. Cacciatori da ogni parte del mondo si recano in Namibia per potere uccidere gli animali: è un fiume in continua espansione, di persone che partecipano a viaggi tutto incluso per la caccia. La pratica della “caccia inscatolata” – ovvero la caccia ad animali intrappolati per poterli uccidere più facilmente – e l’afflusso di cacciatori senza scrupoli e non qualificati, sono fenomeni in continua crescita e preoccupanti. Per chi uccide animali illegalmente, vigono norme che impongono sanzioni e confisca degli animali, ma non sempre le norme vengono applicate.
IL GAZZETTINO DI ROVIGO
27 AGOSTO 2009
Il presidente
della Regione Giancarlo Galan ha firmato il decreto sulle limitazioni
all'esercizio venatorio nelle Zone a protezione speciale come il Delta
del Po
La caccia resta
vietata fino al primo di ottobre
Provincia di Rovigo - Com'era d'obbligo,
anche se obtorto collo, il governatore Giancarlo Galan ha firmato il
decreto sulle limitazioni all'esercizio venatorio nelle Zone a
protezione speciale, come impone il provvedimento dell'ottobre del 2007
dell'ex ministro Pecoraro Scanio. In pratica diventa operativo anche per
questa stagione venatoria nelle zone del Delta e in qualche altro sito
del Polesine, un pacchetto di misure di attenuazione su tutte
l'impedimento ad abbattere prima del 1. ottobre alzavole, marzaiole,
beccacce, beccaccini e quant'altro, o il divieto di addestrare i cani
nelle Zps fino al 1. settembre, tanto per citare alcuni dei paletti
restrittivi predisposti dal'ex ministro Verde.Le Regione tuttavia non ha
mancato di far rilevare la propria sostanziale contrarietà al decreto
sottolineando di averlo impugnato al Tar del Lazio perché le misure di
attenuazione previste dalla valutazione di incidenza del Piano
faunistico regionale e le misure di conservazione già vigenti in Veneto
garantirebbero comunque una adeguata tutela dell'habitat e delle specie
presenti nei siti Natura 2000. Tanto è vero che nelle more del giudizio
amministrativo, non si è provveduto ad implementare le misure di
attenuazione con quanto disposto dal decreto del 2007.Sta di fatto che
come per la stagione 2008-2009, la Regione aveva dovuto addirittura
licenziare il proprio benestare al decreto gerarchicamente superiore a
poche ore dal via della stagione spiazzando tantissimi cacciatori anche
tecnicamente impreparati ad adeguarsi ai diktat ministeriali. Si veda il
divieto di uso di pallini di piombo.Il Veneto insomma si adegua ma lo fa
più che altro per cautelarsi da un eventuale giudizio negativo nel
contenzioso aperto al Tar.Entrando nello specifico, rimane irrisolto il
quesito sull'uso-detenzione del piombo nelle Zps. Sembra si stia facendo
strada l'ipotesi di un quesito in Regione che l'ufficio Caccia
provinciale potrebbe rivolgere per dirimere una volta per tutte se sia
punibile il cacciatore trovato in possesso di cartucce con pallini di
piombo in una zona in cui ne è vietato l'impiego. In pratica, è
sanzionabile chi tiene in tasca cartucce vietate o le dovrebbe avere già
in canna o nel serbatoio dell'arma? Se non addirittura averle già
esplose, il che ne implicherebbe la ricerca nel corpo della selvaggina
abbattuta.
Animalieanimali 27 AGOSTO 2009
VENETO, LAC DIFFIDA REGIONE SU CACCIA AD UCCELLI INSETTIVORI PROTETTI
La Lega
Abolizione Caccia del Veneto, ha inoltrato una diffida a firma del suo
presidente Andrea Zanoni, alla Giunta Regionale del Veneto, per
scongiurare l’approvazione di una delibera sulla caccia illegale agli
uccelli tutelati e protetti dalla legge statale e dalla Direttiva
comunitaria 409/79/CEE. IL CENTRO 27 AGOSTO 2009
La starna torna a Tocco
TOCCO DA CASAURIA (PE). L’Ambito territoriale di caccia (Atc) di Pescara ha messo in atto un progetto per il ripopolamento dei territori interni con la starna. La reintroduzione del volatile avverrà con l’applicazione di metodologie già ampiamente utilizzate in tutta Italia e che mirano all’incremento della produttività naturale della specie, attraverso immissioni limitate in zone di rispetto venatorio (Zrv). «In provincia di Pescara sono state individuate», spiega il presidente dell’Atc Gianni Guardiani , «tre aree di rispetto dislocate nel territorio dei comuni di Tocco da Casauria, Bolognano e Penne. Qui è sospeso l’ingresso dei cani da caccia, dal 6 al 17 settembre, ma sarà consentita ogni forma di caccia, in base a quanto stabilito dal calendario venatorio regionale», continua il presidente, «tranne il prelievo della starna. Si tratta, quindi, di una importante prova di fiducia, maturità e responsabilità per il mondo venatorio pescarese. Le Zrv», fa notare Guardiani, «sono state individuate in base a rigorosi requisiti di morfologia e vocazione del territorio e a indagini storiche che partono dall’inizio degli anni Cinquanta sulla presenza della starna nelle predette aree». Per la reintroduzione dei volatili selvatici negli habitat prescelti sono stati montati dei palchetti: all’interno dei palchetti, sono stati immessi 50 esemplari, cinque maschi e 45 starnotte che, dopo trenta giorni di ambientamento, vengono rilasciati gradualmente dieci per volta. Due palchetti sono stati montati a Tocco, uno a Bolognano e a Torre de’ Passeri e altri due a Penne. «Si tratta di strutture con recinzione elettrificata», riprende Guardiani, «per evitare la predazione. Nei campi circostanti sono state attuate delle moderne tecniche di set a side faunistico, ossia delle semine di essenze particolarmente adatte all’alimentazione del selvatico». Il progetto è stato proposto dal presidente Guardiani mentre la sua gestione, compresa quella dei palchetti, è coordinata dai tecnici dell’Atc Pescara Flavio Di Giacomo e Fabio De Marinis , e affidata agli operatori faunistici locali. IL TIRRENO 27 AGOSTO 2009
Piccioni, si cercano i nidi
Matteo Tuccini
LUCCA. Nella lotta contro i piccioni tutto è permesso. Persino studiare i loro “ricordini”. Bando alle risatine facili: l’Asl, assieme alle guardie ambientali ingaggiate dal Comune, ha compiuto un primo sopralluogo sugli escrementi depositati dai volatili su strade e muri della città. L’obiettivo è capire dove fanno il nido, e dove invece si affollano alla ricerca di cibo come vere e proprie colonie. Solo così, infatti, si può capire dove è necessario installare altri dissuasori e reti per scoraggiarne la presenza, disinfestando il tutto per evitare una poco simpatica permanenza delle zecche che si nutrono del loro sangue. La battaglia anti-piccioni, sostenuta dal Comitato presieduto dalla direttrice dei Musei della Cattedrale Maria Pia Bertolucci, si arricchisce perciò di un nuovo capitolo. Anzi, di un’indagine. I NIDI Il discrimine è rappresentato dalle piume. Se assieme al guano ci sono anche delle piccole penne, significa che in alto si trova un nido. I piccioni, infatti, utilizzano alcune piume del proprio corpo per rendere più comodo il giaciglio. A giudicare dalle prime rilevazioni, pare che le zone preferite siano piazza dei Servi e l’area della Torre delle Ore. Gli accumuli semplici di escrementi, invece, indicano un’area colonizzata. Qui il modo più immediato per allontanarli è ridurre il cibo a loro disposizione. RIMEDI INEFFICACI Gli strumenti utilizzati finora, a quanto pare, non hanno prodotto grandi risultati: i piccioni hanno continuato a sfruttare buchi e pertugi di ogni genere nei sottotetti, per accomodarsi e riprodursi con tranquillità. Favoriti dal fatto che le reti, spesso, sono piazzate all’interno e non all’esterno. E i dissuasori? «Se sistemati male - spiegano i volontari dell’Anpana - li usano addirittura come appoggi per stare più comodi». Nel corso dell’indagine da parte dei tecnici Asl e delle guardie Anpana, peraltro, sempre attraverso il guano si è avuta l’ennesima conferma della presenza non trascurabile dei gabbiani in città. L’effetto, dicono gli operatori, è quasi coreografico: macchie bianche ovunque. DECORO E IGIENE La presenza dei colombi nelle case e nei palazzi del centro storico continua a essere infestante. «I piccioni - afferma Angelo Bertocchini, comandante delle guardie ecozoofile dell’Anpana - hanno l’abitudine di beccare la calce per ripulirsi l’intestino, sciupando così costruzioni anche di pregio. Inoltre portano con sé una specie di zecca particolare, diversa da quella che si nutre del sangue dei cani, e che resta sul posto anche dopo la loro partenza. Una vera iattura». IL SOLE 24 ORE 27 AGOSTO 2009
Cosa si nasconde dietro il piranha pescato nel Po
Ilaria Verunelli
Vedendo
le immagini del piranha che, libero nel Po, ha abboccato all'amo di un
esperto pescatore di Guastalla, a qualcuno sarà tornato in mente il film
di Joe Dante in cui i famelici animali, usciti per errore da un
laboratorio, facevano strage di turisti. LA NUOVA SARDEGNA 27 AGOSTO 2009
Kiki va a Milano: adottato il randagio della multa
di Erminio Ariu
SILIQUA (CA). “Kiki”, il cane vittima di un’ordinanza comunale che vieta di nutrire i randagi, ha una casa. Il setter inglese che il 16 giugno scorso era stato abbeverato e alimentato da Natalina Todde, la casalinga di Siliqua, raggiunta poi da un verbale di contravvenzione dai vigili urbani, è stato adottato ieri mattina dalla responsabile della regione Lombardia dell’Associazione per la difesa del cane, Piera Rosati, che lo a prelevato personalmente dal Dog Hotel di Assemini dov’era ospitato. Le cure prestate dai veterinari del centro per cani Chinarello hanno rimesso in sesto Kiki che, ieri pomeriggio, dopo le formalità di rito e le ultime visite mediche, ha lasciato la struttura di Assemini per raggiungere Milano dove sarà ospitato. «Questo cane - ha detto Piera Rosati - ha vissuto il dramma che migliaia di animali subiscono. Fortunatamente ha incontrato Natalina Todde che lo ha sottratto alla morte accollandosi anche le conseguenze di un’ordinanza comunale tutta da contestare nelle sedi dovute. Ora Kiki ha nuovi amici». La storia di Kiki è recente: il cane affetto da leishmaniosi e infiammazioni cutanee provocati da parassiti, vagava da alcune settimane nelle vicinanze della scuola elementare di Via Matteotti ed era ormai in fase terminale. Natalina Todde impietosita aveva sistemato una ciotola d’acqua e qualche manciata di crocchette per la povera bestiola, ma subito dopo erano arrivati i vigili urbani conun verbale di contestazione per una sanzione amministrativa di 100 euro oltre ad altri 5 euro per spese di notifica. A favore di Natalina Todde si erano schierate decine di associazioni animaliste, centinaia di persone di tutte le regioni italiane e una decina di avvocati che si sono messi a sua disposizione per impugnare la sanzione amministrativa presso il giudice di pace. Kiki intanto venne ricoverato al Dog Hotel di Assemini. «Ho rivisto il cane in piena forma e sono soddisfatta - ha commentato Natalina Todde - Kiki non poteva morire in strada solo perché un sindaco vieta di dar da bere ai cani. Quella multa non l’ho pagata e non intendo pagarla a meno che il giudice non mi condanni». Quasi due mesi di cure e di attenzioni hanno rimesso a nuovo il setter inglese che ieri zampettava davanti alla nuova padrona. «Kiki - ha spiegato il veterinario Fabrizio Gambula - ha superato la fase critica: il soggiorno in questo centro per cani gli ha consentito di evitare un peggioramento della malattia ma grazie a un’appropriata alimentazione ha potuto recuperare fisicamente. La sistemazione presso una famiglia favorirà anche un ulteriore miglioramento». La fase d’adozione si è conclusa; ora rimangono gli aspetti giudiziari di una vicenda che non va immediatamente in archivio.
MONDO ECOBLOG
27 AGOSTO 2009
PET AIRWAYS: SUCCESSONE NEGLI USA PER IL VOLO RISERVATO AGLI ANIMALI
NEW YORK - Un’ esperienza di prima classe anche per gli amici a quattro zampe che possono dire addio allo stress da viaggio e seguire più facilmente i loro padroni in vacanza. Per cani e gatti americani arriva Pet Airways, la prima compagnia aerea in cui i migliori amici dell’ uomo possono viaggiare in cabina, accuditi da hostess e steward. Il primo volo è decollato il 14 luglio dal Republic Airport di Farmingdale a New York: la compagnia servirà inizialmente cinque città statunitensi (New York, Los Angeles, Chicago, Denver e Washington) ma non è escluso, date le forti richieste, che si possa ipotizzare in futuro un ampliamento delle rotte.
I PREZZI DI PET AIRWAYS
UN AEREO CON LE SOSTE
SERVIZIO COMPLETO
IL VOLO CONTROLLATO DAI PADRONI
NIENTE PIU’ MORTE IN VOLO PER GLI ANIMALI La causa più frequente di morte in volo per gli animali è la mancanza di ossigeno, le rigide temperature e i tentativi degli animali di fuggire da gabbie inadatte. Il pubblico premia l’ iniziativa di Weisel e Binder, con voli esauriti e commenti entusiastici sul sito della compagnia, su Facebook e Twitter.
DIRE
27 AGOSTO 2009
A lupo a lupo... E per salvare le pecore arrivano le ronde dei pastori Proposta di Coldiretti per salvaguardare i greggi in aree montane: "Turni di volontari che collaborino con i pastori alla sorveglianza di greggi e mandrie minacciate dai raid di lupi e cani selvatici"
ROMA - Arrivano le ronde anti-lupo: a proporle la Coldiretti, nel corso dell'incontro con i pastori organizzato a Ormea, in frazione Viozene (Cuneo). L'idea di "turni di volontari che collaborino con i pastori alla sorveglianza di greggi e mandrie minacciate dai raid di lupi e cani selvatici", spiega l'organizzazione, nasce per contrastare un fenomeno che -stando ai dati forniti dal Centro per la conservazione e gestione grandi carnivori - negli ultimi anni, da quando il lupo è stato reintrodotto, in Piemonte ha visto "centinaia gli animali rimasti vittima degli attacchi del lupo". A questi, denuncia la Coldiretti, si aggiungono poi "le stragi provocate dai cani randagi". Da qui la proposta di istituire ronde anti-lupo. Negli ultimi tempi "i ripetuti attacchi" agli allevamenti, ha reso la situazione "insostenibile dal punto di vista agricolo e ambientale ma anche per la stessa presenza dell’uomo nelle montagne", sostiene la Coldiretti, che chiede "un impegno più concreto a tutti gli organi competenti, degli indennizzi "equi che tengano in considerazione anche i danni indotti come la mancata produzione", perchè "fino ad ora quelli previsti per i danni da attacchi di canidi non sono più sufficienti". Quella delle ronde "è il sistema ecologicamente più corretto per cercare di raggiungere una soluzione alle aggressioni delle greggi da parte di lupi e cani inselvatichiti", afferma alla Dire il responsabile Ambiente di Coldiretti, Stefano Marini, secondo cui quella avanzata dall'organizzazione di cui fa parte è "una proposta di equilibrio" tra chi vorrebbe ricorrere metodi più radicali - come l'abbattimento, ad esempio - e chi pone il problema del controllo faunistico. "Un primo rimedio contro queste aggressioni potrebbe essere l'abbattimento degli animali, ma- riconosce Marini- questo è un metodo che può essere pensato solo per certe tipologio di animali, come il cinghiale". Il lupo è invece una specie protetta dalla normativa europea e quindi il ricorso all'uso 'della forza' non può essere preso in considerazione. Le ronde, quindi, non saranno armate. "Il possesso di armi- precisa il responsabile Ambiente di Coldiretti- sarà autorizzato dagli organi di sicurezza", e solo per quelle situazioni in cui possa essere messa in pericolo "la sicurezza personale". Ma gli ambientalisti, cosa ne pensano? "Credo che questa sia una proposta in cui si possa avere molto seguito", conclude Marini. TRENTINO 27 AGOSTO 2009
L'orso imperversa, è allarme
PRIMIERO (TN). L’orso che da alcuni mesi si aggira per il Primiero è tornato a fare danni, facendo strage di pecore, galline, conigli e distruggendo arnie. È di questi giorni la delibera della Provincia che risarcisce i danni subiti nei mesi scorsi da alcuni allevatori e apicoltori di Primiero e subito l’orso, continuando a scorazzare, ha ricominciato a lasciare tracce di danneggiamenti a cose e animali. C’è chi dice che gli orsi in effetti siano due: uno più piccolo che, dopo essere stato nella zona del Parco di Paneveggio Pale di San Martino, è passato nel Bellunese, e uno più corpulento che sta imperversando nel Primiero. A quanto dicono alla stazione forestale di Fiera di Primiero, dalle analisi genetiche effettuate dal servizio faunistico della Provincia, per il momento si hanno tracce di un solo orso che è quello che ha fatto le sue scorribande da San Martino di Castrozza a Caoria di Canal San Bovo, passando per la Val Canali, Val Noana, Val di Stua, facendo una capatina nel Bellunese e ritornando nel territorio del Comune di Mezzano, dove ora si troverebbe. La presenza dell’orso a dire il vero ha cominciato ad impensierire seriamente allevatori e gente che nei propri masi, in montagna, alleva galline e conigli, oppure si diletta facendo l’apicoltore. Nel mese scorso era stata promossa una riunione per affrontare il problema in particolare con gli allevatori di pecore e capre. I consigli sono stati quelli di chiudere gli animali nei recinti, dove l’orso non riesce ad entrare. Ma non tutti gli animali possono stare rinchiusi. Ecco quindi che si comincia a chiedere che il servizio faunistico prenda dei provvedimenti più incisivi.
ANSA AMBIENTE
27 AGOSTO 2009
IMPRESE: CRESCE
L'ASSISTENZA AGLI ANIMALI DOMESTICI, +2,5%
MILANO - In
tempi di crisi c'e un settore che sembra non risentire troppo della
contrazione del mercato: e' quello che lavora per l'assistenza e la cura
degli animali domestici, che nel corso del 2009 ha visto in Italia un
aumento del 2,5% di aziende attive nel comparto rispetto a un anno fa.
Emerge da un'elaborazione della Camera di commercio di Milano, che
evidenzia come in testa per numero di attivita' si trovi il Lazio con
916 imprese, seguito dalla Lombardia con 892. Anche su base tendenziale
la classifica vede sul podio il Lazio (+7,5%), seguito da Sardegna (+7%)
e Veneto (+4,8%). Tra le province nelle prime posizioni per numero di
imprese c'e' Roma (747 attivita', piu' di un'impresa italiana su 10),
Napoli (393 aziende), Torino (336) e Milano (291). Nel corso del 2009
sono cresciute soprattutto le imprese che producono alimenti per gli
animali domestici (+12,2%) e quelle forniscono servizi veterinari
(+10,5%). Secondo la ricerca gli animali vengono coccolati anche nella
loro alimentazione, per la quale l'Italia ha importato nel 2008 beni per
oltre un miliardo e 500 milioni di euro, con un aumento del 12,8%
rispetto al 2007.
Animalieanimali 27 AGOSTO 2009
UNO SQUALO TERRORIZZA BARCELLONA
Tutti
fuori dall’acqua: l’inconfondibile pinna nera di uno squalo ha rovinato
gli ultimi bagni d’agosto ai villeggianti di tre spiagge della costa di
Vilanova i la Geltrù, vicino a Barcellona. I fischi dei bagnini e la
bandiera rossa precipitosamente issata sul lungomare hanno consigliato
di lasciare tutto lo spazio marino all’inatteso visitatore, avvistato
mercoledì pomeriggio a 100 metri dalla battigia. A dare l’allarme sono
stati due turisti e un volontario della Croce Rossa che, per primi, si
sono accorti dell’intruso tra i bagnanti. Tre spiagge, Riba-roges,
Adarró e Sant Gervasi sono state chiuse e nella zona sono stati proibiti
i bagni anche dove l’acqua è bassa. Intanto alcune barche si sono
inoltrate nella zona dell’avvistamento per accertare se il pescecane sia
ancora nei paraggi o abbia perso interesse per quel tratto di costa. |