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TG COM
27 SETTEMBRE
20O9
Aidaa:
"Allarme cani
macellati"
Milano,mangiati
in casa, non
ristoranti
![]()
Milano -
Scandalo cani
macellati per
scopi alimentari
a Milano, le cui
segnalazioni
sono in continuo
aumento. Lo
rileva
l'Associazione
italiana difesa
animali ed
ambiente (Aidaa)
che denuncia la
macellazione di
cani di piccola
e media taglia
in appartamenti
e cortili
privati nelle
zone di Viale
Padova e di
alcune traverse,
ma anche nella
zona di Piazza
Baiamonti nelle
adiacenze di via
Paolo Sarpi
considerata la
Chinatown
milanese.Le
denunce
riguardano
almeno una
quindicina di
casi e
coinvolgerebbero
persone di
nazionalità
cinese e di
altre nazioni
orientali dove
il mangiare
carne di cane
rientra nelle
normali
abitudini
alimentari.
Secondo le
segnalazioni
raccolte in
questi cinque
mesi dall'Aidaa,
i cani uccisi e
macellati non
sarebbero
destinati
all'uso
alimentare nei
ristoranti, ma i
cani macellati
sarebbero a uso
alimentare per
le singole
famiglie. In
alcuni casi,
sono arrivate
prima
dell'acquisto
dei cuccioli di
cani di grandi
dimensioni.I
cani sarebbero
tenuti per
alcuni giorni
prima della
macellazione in
alcune gabbie
poste nelle
cantine di
questi cortili
di Milano e
prima di essere
uccisi vengono
estratti dalle
gabbie con
attorno al collo
una corda
stretta per
evitare
qualsiasi
possibile difesa
da parte del
cane. Al
cucciolo
verrebbe poi
inserito un
bastone di ferro
in bocca
collegato alla
corrente che gli
viene
somministrata
fino allo
stordimento e
successivamente
ucciso e
macellato e
immediatamente
cucinato."Se
questi atti
criminali
fossero
confermati -
prosegue l'Aidaa
- si tratterebbe
di una forte
violazione della
legge italiana
oltre che di
veri e propri
atti
abominevoli, per
questo nei
prossimi giorni
consegneremo un
esposto alla
Procura di
Milano e allo
stesso tempo
invitiamo però
coloro che
fossero in
possesso di
informazioni in
merito a questi
fatti può
contattarci".
IL
GIORNALE
27 SETTEMBRE
2009
A
CHINATOWN,
CANI
MACELLATI IN
CASA
ANIMALISTI
«Non sono
destinati a
ristoranti
Gli
orientali
per
tradizione
li mangiano»
Alberto
Giannoni
Una violenza
sugli
animali. Una
pratica
igienicamente
pericolosa.
In certi
casi
probabilmente
anche una
truffa ai
danni di
qualche
ignaro
cliente. Tre
reati in
uno, quando
dei cani
vengono
macellati
per essere
mangiati in
casa. Lo
denuncia
l’Associazione
italiana
difesa
animali e
ambiente:
cani di
piccola e
media taglia
sono
macellati a
Milano per
scopi
alimentari
nelle case
di alcune
famiglie
provenienti
dall’estremo
oriente. La
denuncia
parte alle
numerose
segnalazioni
giunte al
numero amico
dell’associazione.
La pratica
sarebbe
diffusa in
alcuni
appartamenti
e cortili
privati
situati
nelle zone
di via
Padova e di
alcune
traverse, ma
anche nella
zona di
piazza
Baiamonti
nelle
adiacenze di
via Paolo
Sarpi (la
Chinatown
milanese).
Le
segnalazioni
riguardano
almeno una
quindicina
di casi,
sempre di
famiglie
cinesi o
dell’estremo
oriente,
provenienti
da regioni
in cui il
mangiare
carne di
cane rientra
nelle
normali
abitudini
alimentari.
Per le
segnalazioni
raccolte in
5 mesi dall’Aidaa
i cani
uccisi e
macellati
non
sarebbero
destinati ai
ristoranti
ma al
consumo
nelle
famiglie.
L’associazione
presenterà
nei prossimi
giorni un
esposto alla
Procura: «Se
questi atti
criminali
fossero
confermati -
dicono
dall’associazione
- si
tratterebbe
di una forte
violazione
della legge
italiana
oltre che di
veri e
propri atti
abominevoli».
LEGGO
27
SETTEMBRE
2009
MILANO,
CANI
DIVENTANO
CIBO IL
CARLINO
IL PIÙ
RICERCATO
A Milano
dei cani
sono
macellati
per
essere
mangiati.
Non in
ristoranti,
ma in
abitazioni
private.
Le
denuncia
è della
Aidaa
(Associazione
italiana
difesa
animali
e
ambiente),
il cui
presidente,
Lorenzo
Croce,
spiega:
«Confrontando
le
informazioni
contenute
in 15
segnalazioni
pervenuteci,
cinque
casi di
macellazione
di cani
avvenute
in Viale
Padova e
Piazza
Baiamonti
e
compiute
da
famiglie
asiatiche
residenti
a Milano
risulterebbero
attendibili».
Secondo
l'associazione,
la razza
canina
più
ricercata
per
l'uso
alimentare
a Milano
è il
carlino,
una
tipologia
di cane
molto
costosa.
Infatti,
come
spiega
Croce,
«il
motivo
che sta
alla
base di
tali
pratiche
non è la
povertà
ma il
gusto».
«Nella
spazzatura
degli
edifici
segnalati
- dice
il
presidente
dell'Aidaa
- non
abbiamo
trovato
nè ossa
nè altro
materiale
organico
quindi,
forse,
quelle
carni
sarebbero
destinate
ad
acquirenti
pronti a
pagarle
profumatamente».
Secondo
le
segnalazioni,
i
cuccioli
verrebbero
uccisi
mettendogli
in bocca
un'asta
metallica
elettrificata.
«Da
quanto
abbiamo
appurato
non ci
sarebbe
alcun
coinvolgimento
da parte
di
pubblici
esercizi
o di
ristoranti
etnici -
spiega
Croce -,
si
tratterebbe
di
pratiche
che
avverrebbero
dentro
le mura
domestiche.
Ciò non
toglie
che se
questi
atti
criminali
fossero
confermati
si
tratterebbe
di una
forte
violazione
della
legge
italiana
oltre
che di
veri e
propri
atti
abominevoli,
per
questo
nei
prossimi
giorni
consegneremo
un
esposto
alla
procura
di
Milano».
Corriere
della
Sera
Cronaca
di
Milano
27/09/09Cronaca di Milano DENUCIA AIDAA. Sono tenuti prigionieri dentro delle gabbie. Sotto accusa la comunità cinese. GLI ANIMALISTI: CANI MACELLATI IN CASA PER MANGIARLI “Cani macellati in casa. Per essere mangiati. A denunciarlo è l’Aidaa, l’Associazione italiana difesa animali e ambiente: «Ci sono state numerose segnalazioni - spiegano - con telefonate che denunciavano di casi avvenuti in famiglie originarie dell’Estremo Oriente». La pratica, sempre secondo l’Aidaa, è diffusa in alcuni appartamenti e cortili privati nelle zone di via Padova e dintorni, ma anche in piazza Baiamonti e nelle strade attorno a via Paolo Sarpi, in piena Chinatown. «Le segnalazioni - continua l’Aidaa – riguardano almeno una quindicina di casi, sempre di famiglie cinesi o dell’Estremo Oriente dove il mangiare carne di cane rientra nelle loro normali abitudini alimentari». Le denuncie raccolte in cinque mesi spiegano di cani uccisi e macellati non per finire nei ristoranti etnici, ma nelle famiglie. «E’ nota – ricorda l’Aidaa – la pratica di acquistare dei San Bernardo che, una volta spediti in Cina, vengono incrociati con dei cani Mongrel, una specie del luogo, per creare una vera e propria razza di cani da carne, che dopo essere stati allevati in cattività vengono uccisi e macellati attorno all’età di 4 mesi. I cani vengono tenuti per alcuni giorni in gabbia, prima della macellazione. Al cucciolo viene poi inserito un bastone di ferro in bocca collegato alla corrente che gli viene somministrata fino allo stordimento e, successivamente, ucciso, macellato e subito cucinato. «Se questi atti criminali fossero confermati - prosegue l’Aidaa - si tratterebbe di una forte violazione della legge italiana oltre che di veri e propri atti abominevoli. Per questo nei prossimi giorni consegneremo un esposto alla Procura e allo stesso tempo invitiamo coloro che sono in possesso di informazioni in merito di contattarci»”.
LECCE
PRIMA
27
SETTEMBRE
2009
SPARA
COL
FUCILE
AL
PICCOLO
CANE
ENTRATO
NEL
CASOLARE
Ha
sparato
senza
pietà
contro
un
piccolo
cane
che
si
era
intrufolato
nella
sua
abitazione
di
Copertino,
poco
lontana
dal
pollaio.
L'animale
salvato
dai
veterinari
Asl.
Denunciato
invece
il
68enne
COPERTINO
(LE)
- Ha
sparato
senza
pietà
contro
un
piccolo
cane
che
ha
avuto
la
sfortuna
di
intrufolarsi
nella
sua
abitazione,
poco
lontana
dal
pollaio.
Ha
sparato
due
colpi,
non
uno,
ma
bang,
bang,
senza
pietà,
dopo
avere
puntato
la
carabina
contro
il
piccolo
cane
scodinzolante
che
aveva
varcato
la
soglia
del
suo
squallido
casolare.
Forse
dei
suoi
inqualificabili
comportamenti
se
ne
erano
da
tempo
accorti
i
residenti
della
zona,
in
quel
di
Copertino,
dato
che
i
carabinieri
della
Tenenza
locale
sono
intervenuti
sul
posto
dopo
una
segnalazione
giunta
al
112
che
parlava
di
colpi
da
fucile.Giunti
prontamente
sul
posto,
i
carabinieri
hanno
subito
appurato
quel
che
poco
prima
era
avvenuto:
un
meticcio,
di
piccola
taglia,
entrato
nell’abitazione
del
68enne,
giaceva
agonizzante
sul
pavimento
dopo
che
l’energumeno
gli
aveva
sparato
per
punirlo,
forse,
dell’intrusione.I
militari
si
sono
preoccupati
prima
di
fare
intervenire
i
veterinari
della
Asl,
i
quali
sono
riusciati
a
salvare
il
povero
cane.
Per
il
68enne,
invece,
è
scattata
una
denuncia
per
maltrattamento
di
animali
e
spari
in
luogo
pubblico.
A
seguito
della
perquisizione
domiciliare
i
carabinieri
hanno
infatti
rinvenuto
l’arma
utilizzata
poco
prima
per
sparare
il
piccolo
meticcio,
che
hanno
ovviamente
sottoposta
a
sequestro.
Fucile
per
il
quale
è
stata
avanzata
all’autorità
competente
la
revoca
dell’autorizzazione
per
la
detenzione
dell’arma.
IL
PAESE
NUOVO
27
SETTEMBRE
2009
Colpi
di
fucile
contro
un
cane:
denunciato
dai
carabinieri
Lecce
(salento)
- Il
27
settembre
2009,
a
Copertino
(Le),
nelle
prime
ore
della
mattinata,
i
militari
della
locale
tenenza
hanno
denunciato
per
maltrattamento
di
animali
e
spari
in
luogo
pubblico,
A.C.,
68enne
del
posto.I
militari
intervenivano
in
un
casolare
di
campagna
a
seguito
di
una
segnalazione,
pervenuta
da
alcuni
cittadini
sull’utenza
112,
di
esplosione
di
due
colpi
di
arma
da
fuoco.
Giunti
nei
pressi
dell’abitazione
indicata
durante
la
telefonata
effettuata
al
numero
di
emergenza,
i
carabinieri
immediatamente
capivano
cosa
si
era
appena
consumato:
un
meticcio,
di
piccola
taglia,
entrato
nell’abitazione
del
signore
copertinese,
nelle
vicinanza
di
un
pollaio,
veniva
colpito
da
due
colpi
di
fucile
esplosi
dallo
stesso
68enne.Subito
i
carabinieri
hanno
chiamato
sul
posto
i
veterinari
della
locale
ASL
che
riuscivano
a
salvare
il
povero
cane.
Per
il
signore,
invece,
scattava
una
denuncia
per
maltrattamento
di
animali
e
spari
in
luogo
pubblico.
A
seguito
della
perquisizione
domiciliare
i
militari
hanno
ritrovato
l’arma
utilizzata
poco
prima
e la
sequestravano.Veniva
inoltre
avanzata
all’autorità
preposta
la
revoca
dell’autorizzazione
per
la
detenzione
dell’arma.
VIRGILIO NOTIZIE
27 SETTEMBRE 2009
Campania/ Montella, cani stipati in micro-gabbie: tre denunce
Carabineri fermano cacciatori diretti a una gara in Alta Irpinia
Montella (AV) - Tre cacciatori sono stati denunciati in Alta Irpinia per maltrattamenti nei confronti di animali. I carabinieri di Montella dopo alcuni controlli hanno fermato tre persone che avevano costruito artigianalmente un'angusta gabbia idonea, per le sue dimensioni, al trasporto di un solo cane. Nella gabbia c'erano due setter di grossa taglia, senza alcuna possibilità di muoversi né di stare in piedi sulle zampe, in evidenti condizioni di grave sofferenza. I cani vengono solitamente utilizzati per la caccia e per la ricerca dei tartufi. Tutti e due erano provvisti del microchip identificativo, e sono stati immediatamente liberati. I rispettivi proprietari, tutti provenienti dall'hinterland agro-nocerino-sarenese, erano diretti a una gara di ricerca delle quaglie che era in programma in Alta Irpinia. I carabinieri hanno fatto scattare la denuncia per maltrattamento di animali. Tutte le attività sono state condotte in stretta collaborazione con i magistrati della Procura di Sant'Angelo dei Lombardi.
LUNASET
27 SETTEMBRE 2009
Alta Irpinia - Maltrattamento di animali, denunciati due cacciatori
Montella (AV) - Ancora una denuncia per maltrattamento di animali- I controlli dei carabinieri della compagnia di Montella. sono scattati lungo la fondovalle Sele: fermati due cacciatori che avevano costruito artigianalmente un’angusta gabbia idonea, per le sue dimensioni, al trasporto di un solo cane. Proprio a causa delle ristrette dimensioni, ma anche per i materiali utilizzati per costruirla, i cani sono stati trovati in evidenti condizioni di grave sofferenza. Per trasportare i due animali, infatti, sarebbero state necessarie altre due gabbie simili. I due cani di razza setter, utilizzati sia per la caccia che per la ricerca dei tartufi e tutti provvisti del microchip identificativo, sono stati immediatamente liberati dalla disagevole gabbia, all’interno della quale non potevano ne muoversi né addirittura state in piedi. Gli accertamenti effettuati nell’immediatezza, inoltre, hanno permesso di verificare che i rispettivi proprietari, tutti provenienti dall’hinterland agro-nocerino-sarenese, erano diretti ad una gara di ricerca delle quaglie che era in programma in Alta Irpinia. Accertate le inadeguate modalità con cui trasportavano i loro animali, le due persone sono state denunciate in stato di libertà per maltrattamento di animali.
IL
GIORNALE
27 SETTEMBRE
2009
"BAARIA"
ANIMALISTI
IN RIVOLTA
PER
L'UCCISIONE
DI UN TORO
SUL SET
Si infiamma
la polemica
sulla scena
del film «Baarìa»
di Tornatore
in cui un
toro è stato
ripreso in
diretta
mentre
veniva
ucciso con
un
punteruolo.
È stata la
Lega
antivivisezione
a sollevare
il problema.
«Il fatto è
gravissimo -
dice il
sottosegretario
alla salute
Francesca
Martini -
verificheremo
i fatti,
l’uccisione
cruenta di
animali è
reato,
valuterò
come
procedere.
Una
produzione
cinematografica
italiana
deve
rispettare
le regole».
Indignata
anche la
figlia di
Sergio
Endrigo,
Claudia, che
ha concesso
il brano del
padre «Era
d’estate»
per la
colonna
sonora. «Se
avessi
saputo che
nel film
c’era una
scena
raccapricciante
non avrei
autorizzato
l’uso del
brano.
Comunque non
andrò a
vederlo».
GAZZETTA DI REGGIO 27 SETTEMBRE 2009
9 cavalli senz acqua per giorni
di Miriam Figliuolo
CADELBOSCO SOPRA (RE). Se ne è andato e ha lasciato i cavalli e il cane senza acqua e con poco cibo. E’ stato lo scalpitare e scalciare dei cavalli contro le pareti dei loro box ad attirare l’attenzione di alcuni residenti e passanti che hanno dato l’allarme. Per abbeverare gli animali, ben nove esemplari di cavalli da corsa, è stato necessario l’intervento di un’autobotte dei vigili del fuoco; fatta arrivare in piena notte per soccorrere animali già visibilmente disidratati e denutriti. Il brutto episodio è avvenuto in paese nei giorni scorsi. Gli animali sono stati rifocillati nella notte tra mercoledì e giovedì. Il proprietario del maneggio, regolarmente registrato e provvisto di tutte le autorizzazioni - ma che ora potrebbe rischiare seriamente per la sua attività - è stato denunciato «a piede libero». Anche perché i militari dell’Arma, intervenuti dalla stazione locale agli ordini del maresciallo Angelo Colombo, non hanno avuto modo di rintracciarlo. L’uomo, un 47enne originario di Marsala (Trapani), e residente in paese, si era allontanato, probabilmente già da qualche tempo e non era più tornato, nonostante gli animali non fossero stati lasciati con quanto era necessario loro per nutrirsi e abbeverarsi. Per lui ora l’accusa è di maltrattamento di animali. Con i carabinieri, avvisati appunto da alcuni cittadini allarmati dai rumori provocati dagli animali ormai stremati per la sete, sono intervenuti anche i veterinari del servizio Ausl di Reggio. Sono stati loro a documentare, con analisi sulla pelle effettuate sul posto, lo stato ormai avanzato di disidratazione, oltre che denutrizione, dei cavalli. Dopo essere state abbeverati, grazie alla grande quantità di acqua resa disponibile con l’arrivo dell’autobotte, e rifocillati - nella stalla c’era una sola balla di fieno per nove cavalli - gli animali sono stati affidati alle cure del servizio veterinario Ausl di Castelnovo Sotto. Proprio da questi tecnici è poi arrivata, sul tavolo del sindaco Silvana Cavalchi - autorità sanitaria competente - la richiesta ufficiale per l’emissione di un provvedimento a carico del maneggio. Un’ordinanza, che ieri mattina non era stata ancora emessa, e che dovrebbe garantire, anche grazie a controlli da parte dei tecnici Ausl e di agenti della municipale, che agli animali vengano forniti regolarmente acqua e cibo. «Purtroppo sono fuori sede - ha commentato ieri il sindaco - Ma il quadro della situazione, grazie alla puntuale relazione del servizio Veterinario locale, mi è chiara e ho intenzione di emettere al più presto l’ordinanza che imporrà al titolare il rispetto delle prescrizioni». «Abbiamo trovato gli animali in visibili condizioni di malnutrizione e soprattutto disidratati - spiega Antonio Cuccurrese, direttore dell’Area medicina veterinaria del dipartimento di Sanità pubblica - Si tratta di un allevamento regolarmente registrato, ma sul quale ora vigileremo». GAZZETTA DI REGGIO 27 SETTEMBRE 2009
Nove cavalli senz'acqua e senza cibo: una denuncia
CADELBOSCO SOPRA (RE). Se ne è andato e ha lasciato i cavalli e il cane senza acqua e con poco cibo. E’ stato lo scalpitare e scalciare dei cavalli contro le pareti dei loro box ad attirare l’attenzione di alcuni residenti e passanti che hanno dato l’allarme. Per abbeverare gli animali, ben nove esemplari di cavalli da corsa palesemente disidratati e denutriti, è stato necessario l’intervento di un’autobotte dei vigili del fuoco. Il proprietario del maneggio (un 47enne) è stato denunciato a piede libero. Dovrà rispondere di maltrattamento di animali. 27 SETTEMBRE 2009
Menneas: il cowboy più veloce
di Nino Muggianu
ORGOSOLO (NU). Il lazzo, pardon, la soha più veloce è di Antonio Menneas, orgosolese, salito sul gradino più alto del podio della prima edizione della gara de s’Issohadura, Memorial Banne Puddu. Al 2º posto Matteo Rubbiu di Villagrande Strisaili; 3º Mauro Mura, di Villanova. A organizzare l’evento sono stati i ragazzi della Leva 1980. Dodici secondi, il tempo impiegato dal campione per catturare uno dei 15 animali, vacche vitelli e tori, rinchiusi nel recinto ricavato all’interno della zona sportiva del paese. Il premio per l’issohadore prus grabosu, ossia quello più elegante, deciso e pulito nella sua tecnica è andato a Pietro Caria, di Orroli. Ventisei i partecipanti arrivati da diversi centri dell’isola. Dopo i nubifragi dei giorni scorsi, una splendida giornata di sole ha premiato l’organizzazione. Un’idea che è piaciuta agli orgolesi e non solo vista la cornice di pubblico che ha accompagnato la singolare gara di abilità. Diversi i partecipanti che hanno voluto cimentarsi per due volte non contenti della prova. Prove che erano naturalmente condizionate dalle bizze degli animali. Come da regolamento i partecipanti dovevano entrare nel recinto con la soha fornita dagli organizzatori, individuare l’animale che gli veniva abbinato per sorteggio prima di cominciare l’operazione di cattura. Cattura valida solo nel caso in cui il lazzo riusciva a centrare entrambe le corna. Prova non valida se l’animale veniva catturato col lazo al collo. Tre i minuti a disposizione dei partecipanti la cui arma vincente è anche l’approccio all’animale. Nelle semifinali c’è chi è riuscito a terminare l’operazione in meno di un minuto. Prove che si poteva dire conclusa quando il cowboy in pantaloni di velluto scuro con i rivoltini e scarponi di pelle liberava la preda. LA NUOVA VENEZIA 27 SETTEMBRE 2009
Raul, il dobermann in carrozzella
Valter Esposito
Mestre (VE) - Quando si dice la passione e l’amore per gli animali in particolare per il proprio cane. È una storia a tratti commovente quella di Felice Mercogliano - di origine napoletana ma residente a Mestre - che ha ridato le «gambe» al suo amato cane Raul, investito da un’auto. Raul è un bellissimo esemplare di pura razza dobermann. «Quando mi sono recato nell’allevamento di Enna nel 2005 - racconta Felice Mercogliano - ho visto questo cucciolo di dobermann, straordinario e dallo sguardo impenetrabile. Ho deciso di comprarlo subito e di dargli il nome di Raul Gonzales Blanco, dedicandolo al grande attaccante del Real Madrid, sempre pronto a puntare l’avversario guardandolo negli occhi». Nel luglio del 2008, in via Torino, tornando da un addestramento, Felice Mercogliano ha lasciato inavvertitamente il finestrino posteriore dell’auto aperto e Raul alla vista della madre del suo padrone è balzato fuori per festeggiarla ma è stato investito da un’auto che proveniva dalla carreggiata opposta. «La ragazza al volante dell’auto - spiega Mercogliano - non ricordo bene se fosse romena o moldava non ha voluto nemmeno i danni subiti sull’auto e mi ha chiamato per diversi giorni per sapere come stava Raul. Alla clinica san Marco di Padova’equipe della dottoressa Schmitt lò operò per circa otto ore, ma alla fine ne uscì una diagnosi di midollo osseo paralizzato. Il suo padrone non si è dato per vinto e si è rivolto alla clinica della dottoressa Ludovica Dragone a Reggio Emilia, dove è stato quasi un mese. «Tapirulan in acqua, elettrostimolazioni, massaggi - racconta Felice -, alla fine riusciva a fare i suoi bisogni fisiologici naturalmente, un grande passo. Ho speso tanti soldi ma la vita va rispettata e bisogna assumersi le proprie responsabilità anche nei confronti di un animale che in fondo è come un bambino, va educato. Dopo tutto questo mi sono fatto spedire dalla California una sedia a rotelle per cani disabili e così adesso Raul può girare tranquillamente per la città. Il bacino è agganciato e le zampe posteriori sono legate a dei cordoni, mentre quelle anteriori funzionanti agiscono da motrici. In casa si trascina, ma riesca a giocare in assoluta tranquillità». «Una cosa stupenda è l’accoglienza che Raul riceve tutti i giorni al parco di San Giuliano a Mestre - conclude Felice -, dove è diventato una vera e propria star dei bambini che lo aspettano per giocare».
IL RESTO
DEL
CARLINO
27
SETTEMBRE
2009
Chiedono
riscatto
per
restituirgli
il cane
Ma era
uno
scherzo,
due
14enni
nei guai
Costa
caro uno
scherzo
ai due
ragazzini
ascolani, indagati
per
molestie
dalla
Procura
di
Ascoli.
‘Cester’,
un
meticcio
di 4
anni di
proprietà
di un
poliziotto
in
pensione,
in
realtà,
non lo
avevano
loro
Ascoli -
Chiedono
un
riscatto
per
restituirgli
il cane,
ma si
tratta
di uno
scherzo.
Protagonisti
due
ragazzini
terribili
che ora
sono
indagati
per
molestie
dalla
Procura
di
Ascoli.
La
storia è
semplice:
Cester,
un
meticcio
di
quattro
anni, di
proprietà
di
Salvatore,
poliziotto
in
pensione,
che
abita
nella
periferia
di
Ascoli,
scompare
misteriosamente
da casa.
Il
cagnetto,
dal pelo
nero e
marrone,
era
molto
legato
alla
famiglia
che, con
grande
dispiacere,
per
riaverlo
non
esita ad
appiccare
una
serie di
manifestini
per le
vie
della
città.Accanto
alla
foto del
cane,
anche il
numero
di
cellulare
del
padrone.
Dopo
alcuni
giorni,
l’ex
poliziotto
riceve
una
telefonata
anonima.
E una
voce
maschile
gli
intima:
“Cester
lo
abbiamo
noi. Se
vuoi
rivederlo
incontriamoci
e
parliamone”.
Salvatore
va
all’appuntamento,
ma
nessuno
si fa
vivo.
Dopo
alcune
ore, la
seconda
telefonata.
La
stessa
voce di
prima
fissa un
altro
incontro,
al quale
l’uomo
si
presenta
invano.Scatta
così la
denuncia
del
pensionato
alla
squadra
mobile
di
Ascoli
Piceno,
a cui
l’uomo
racconta
di
temere
che
qualcuno
possa
aver
“rapito”
Cester
per
chiedere
un
riscatto.
Si apre
un
fascicolo
di
indagine:
l’ipotesi
di reato
è seria,
considerato
che
potrebbe
trattarsi
di un
tentativo
di
estorsione.
Vengono
analizzati
i
tabulati
telefonici
e in
breve si
risale a
un
numero
di
cellulare
dal
quale
sono
partite
le due
chiamate.Parte
un
controllo
e, con
grande
sorpresa,
i
poliziotti
scoprono
che il
telefono
è
utilizzato
da un
14enne
di
Ascoli
che,
spaventato,
confessa
subito
di non
sapere
nulla
del cane
e di
aver
fatto le
due
telefonate,
d’accordo
con un
suo
coetaneo,
solo per
divertirsi.
In breve
viene
identificato
anche il
secondo
ragazzino.
La
posizione
dei due
è ora al
vaglio
della
Procura
di
Ascoli,
che
probabilmente
invierà
il
fascicolo
al
Tribunale
per i
minorenni
di
Ancona.Potrebbe
essere
ipotizzato,
infatti,
il meno
grave
reato di
molestie
telefoniche
anche
se, nel
frattempo,
le
famiglie
dei due
minori
si sono
già
incontrate
con
Salvatore,
e i due
ragazzini
gli
hanno
chiesto
scusa.
Cester,
intanto,
non è
ancora
tornato
a casa.
Chiunque
dovesse
avere
notizie
del
cagnetto
scomparso
può
rivolgersi
alla
questura.
IL
MESSAGGERO
27
SETTEMBRE
2009
Ancora
una
storia
con
“minori
terribili”
protagonisti
di
SERGIO
BIAGINI
Ascoli - Ancora una storia con “minori terribili” protagonisti. Questa volta non ci sono i festini a base di sesso e droga venuti alla luce con la recente operazione “Messenger” della Squadra Mobile, ma una richiesta di riscatto per un cane sparito. Tutto uno scherzo, si è scoperto poi. Ma i due quattordicenni che con diverse telefonate ai proprietari dell’animale avevano paventato una estorsione, dovranno pur sempre rispondere di molestie. Sarà la Procura a di Ascoli ad inviare il fascicolo al Tribunale per i minorenni di Ancona. Fatto sta che ieri in Questura i due ragazzini terribili con le rispettive famiglie hanno voluto incontrare la “vittima”, cioè il padrone di Cester, il cane sparito, per porgere le scuse. Non sapevano i due che per loro colmo di sventura l’animale era proprio di un poliziotto in pensione. Dopo che quest’ultimo aveva tappezzato la città con manifestini del tenore “Cester manca da casa da alcuni giorni...se lo trovate telefonate a questo numero...», avevano pensato bene di chiamarlo al cellulare per un paio di volte. «Cester ce l’abbiamo noi. Se vuoi rivederlo incontriamoci e parliamone» avevano detto facendo immaginare la richiesta di un riscatto. Per due volte avevano fissato un appuntamento a cui poi non si erano presentati. Ma tanto è bastato agli uomini della Squadra Mobile guidati da Pierfrancesco Muriana per risalire attraverso i tabulati telefonici al cellulare di uno dei minori. Spaventati i due hanno confessato alla polizia di non sapere nulla del cane e di aver fatto le telefonate solo per scherzo. Ma non per questo potranno scampare l’accusa di molestie. Intanto sul fronte dell’operazione “Messenger” il Tribunale dei Minori ha depositato l’avviso di conclusione delle indagini e sono iniziati gli interrogatori dei tre minori denunciati per spaccio. Non ci sono sviluppi invece per gli altri 7 indagati maggiorenni che rientrano nel filone di indagine condotto dalla Procura di Ascoli attraverso il dott. Monti. Né per i tre titolari della gioielleria chiusa in via della Fortezza che devono rispondere di ricettazione (filone del dott. Picardi). In almeno tre occasioni i minori consegnarono l’oro rubato in casa per aver in cambio soldi per la droga. In un altro episodio gli agenti della Mobile intervennero bloccando tre minori con collanine e oggetti d’oro rubati in casa prima della consegna alla gioielleria. Molti di questi ragazzi dopo le segnalazioni della prefettura e l’avvio ai programmi di recupero, sono usciti fuori dal “giro”. «Almeno una decina sono tornati ad una vita normale» dice Muriana. «Tra loro il quattordicenne che si fece riprendere nel ideo mentre sniffava coca. Ora si è dato all’atletica e promette di diventare un campione». IL TIRRENO 27 SETTEMBRE 2009
Colti in flagranza due bracconieri
MONTECATINI (PI). Continua l’attività di controllo del territorio da parte della Polizia Provinciale di Pisa, rivolta anche a contrastare il problema del bracconaggio che è molto diffuso in molti centi della provincia di Pisa. Nei giorni scorsi, durante il servizio di pattugliamento nelle campagne di Montecatini Valdicecina, per l’esattezza nella zona della località Santa Lucia, gli agenti, coadiuvati da una Guardia venatoria volontaria, hanno nel pieno pomeriggio colto in flagrante un uomo - S.D. di 69 anni, accompagnato da un amico, S.G di 50 anni, entrambi residenti a Cecina - che aveva con sé un cinghiale abbattuto poco prima, compiendo un duplice reato rispetto alle norme riguardanti questa specie selvatica. Non solo infatti l’episodio è avvenuto in periodo di divieto (la caccia al cinghiale inizierà il 1º novembre prossimo), ma anche utilizzando mezzi illegali, in particolare un fucile armato con munizioni spezzate, ovvero le cartucce a pallini, proibite per gli ungulati. Per l’autore dell’illecito è scattata la conseguente denuncia in ordine alle imputazioni indicate: adesso rischia l’arresto (da 3 mesi a un anno) o una multa da 929 a 4.000 euro. Il fucile, le cartucce e l’animale abbattuto sono stati sequestrati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria. I due cacciatori (anche se la denuncia è scattata solo per uno) sono stati fermati a poche settimane di distanza da un altro servizio effettuato dai carabinieri che recuperarono quattro cinghiali uccisi. Destinati molto probabilmente a qualche ristorante. IL TIRRENO 27 SETTEMBRE 2009
Capra cade nel pozzo pastore dà l allarme ma il volo è fatale
BIBBONA (LI). Brutta fine per una capra di un pastore, precipitata in un pozzo profondo ben venti metri. Sul posto è intervenuta anche la squadra del Soccorso alpino fluviale di vigili del fuoco di Cecina, ma nonostante i loro sforzi per l’animale non c’è stato niente da fare. L’episodio è successo ieri verso le 17,30, nella strada vicinale dei Poggetti a Bibbona. Un pastore stava guidando il suo gregge, quando una delle sue capre è finita dentro un pozzo, profondo una ventina di metri. L’uomo ha chiamato i vigili del fuoco, che hanno inviato sul posto una squadra specializzata e si sono calati all’interno della cavità con delle funi. L’animale è stato recuperato, ma purtroppo privo di vita. Evidentemente è morto nell’impatto con il suolo. LA PROVINCIA PAVESE 27 SETTEMBRE 2009
Piranha pescato nell'ultimo tratto del Naviglio
Pavia - Non è chiaro se si tratti di un carnivoro. Qualche timore per la fauna locale PAVIA. Luciano Dubinelli ha pescato nel Naviglio un pesce piranha adulto del peso di tre etti. Nuotava nell’ultima vasca del canale, quella più vicina al fiume Ticino. «All’inizio non ci credevo», ha esclamato il pescatore, evidentemente molto sorpreso della pesca esotica: i piranha sono pesci tipici dell’Amazzonia che normalmente vivono in climi tropicali. La teoria per spiegare la presenza di questa specie nelle acque nostrane è sempre la stessa, ovvero che qualche “piscicoltore” dilettante si sia stufato di tenere il pesce nell’acquario. Il piranha non è un articolo di punta del mercato degli animali.
IL TEMPO
27
SETTEMBRE
2009
Nasce la
città
del cane
e la
nuova «bau-beach»
Il
Festival
internazionale
dell'ambiente
è
entrato
nel vivo
e le
novità
più
importanti
riguardano
i
migliori
amici
dell'uomo
Roma- Il
Campidoglio
ha
intenzione
di
costruire
la
«Città
del
cane».
Un
grande
parco-canile
immerso
nel
verde
con
aree-giochi,
asili
per
cani,
ambulatorio
veterinario,
libreria
e negozi
specializzati.
E con
una
missione
principale:
l'adozione
degli
animali.
«Sarà
proprio
questa
la
finalità
della
struttura
- ha
annunciato
l'assessore
all'Ambiente,
Fabio De
Lillo,
durante
il
convegno
alla
Galleria
Sordi
sulla
tutela
degli
animali
- per
trovare
nel più
breve
tempo
possibile
nuovi
proprietari
agli
sfortunati
ospiti».
Il
centro
sarà
costruito
in
un'area
nel
quadrante
nord-est
della
Capitale
e
ospiterà
un
cimitero
dove i
cani
potranno
essere
sepolti
o
cremati.
De Lillo
ha
annunciato
anche
l'apertura
dal
prossimo
maggio
della «bau
beach»,
la
spiaggia
interamente
dedicata
ai cani.
Si
troverà
ad Ostia
in un
tratto
di
litorale
vicino
alla
riserva
di
Castelporziano.
Ma ieri
è stata
anche
l'occasione
per
sensibilizzare
i
cittadini
sulla
pulizia
della
città.
Il
sindaco
Alemanno
con
guanti
di
lattice
e
ramazza
in mano
ha
partecipato
all'iniziativa
«Puliamo
il
mondo»
di
Legambiente
nel
Parco
Caduti
di
Marcinelle
a La
Rustica,
una
delle
tante
zone di
Roma
dove i
cittadini
e i
volontari
hanno
spazzato,
rimosso
discariche
e
sistemato
gli
arredi
urbani.
«Ero
specializzato
ad
attaccare
manifesti»,
ha
scherzato
Alemanno
mentre
con un
pennello
pitturava
una
fontanella
per
ripulirla
dalle
scritte
dei
writers.
Il
sindaco
poi ha
annunciato
che nel
prossimo
bilancio
comunale
sarà
inserita
una
delibera
per
fornire
attrezzature
ai
volontari
dell'ambiente.
«Inoltre
- ha
aggiunto
-
individueremo
alcune
aree da
adottare
e
creeremo
una
specie
di albo
che
tutti i
cittadini
potranno
consultare
per
sapere a
chi
rivolgersi
quando
vorranno
partecipare
ad
iniziative
come
questa».
La
pulizia
della
città
proseguirà
anche
oggi nei
parchi
Nemorense,
Talenti,
Acquedotto
Alessandrino
e
Capoprati.
Ma il
Festival
è stata
anche
l'occasione
per
porre
l'attenzione
sulla
tutela
dei
prodotti
tipici
del
territorio.
L'assessore
De
Lillo,
infatti,
ha fatto
sapere
che
presenterà
una
proposta
al
sindaco
per
«creare
un'enoteca
gestita
direttamente
dal
Comune
per
promuovere
i tesori
dell'agricoltura
laziale».
IL
RESTO
DEL
CARLINO
27
SETTEMBRE
2009
Solidarietà
di
Legambiente
all’agente
‘Troppi
spari
dopo
il
tramonto’
Provincia
di
Ravenna
- I
volontari
del
servizio
di
vigilanza
di
Legambiente
Emilia
Romagna
esprimono
la
loro
solidarietà
all’agente
della
Polizia
provinciale
di
Ravenna
rimasto
ferito
giovedì
mentre
svolgeva,
assieme
ad
altri
colleghi,
un
servizio
di
controllo
della
caccia
in
un
chiaro
di
campagna
nella
zona
a
nord
delle
saline
di
Cervia,
tra
Savio
e
Lido
di
Classe.
L’uomo
è
stato
ferito
da
un
pallino
alla
nuca
che,
fortunatamente,
non
ha
provocato
lesioni
gravi:
dopo
la
medicazione
è
stato
dimesso
dal
pronto
soccorso.
Resta
tutta
la
gravità
dell’episodio
che
per
pura
casualità
non
si è
trasformato
in
tragedia:
il
colpo,
per
quanto
esploso
accidentalmente
e
comunque
apparentemente
non
diretto
ai
guardacaccia,
è
giunto
all’altezza
degli
occhi,
e
solo
il
fatto
che
l’agente
si
trovasse
lateralmente
rispetto
allo
sparatore,
ha
fatto
sì
che
il
frammento
di
piombo
si
conficcasse
nella
nuca.
Sull’episodio
è
stata
comunque
aperta
un’inchiesta
da
parte
della
magistratura
a
cui
sono
stati
trasmessi
i
verbali
dell’accaduto.
L’INCIDENTE porta però in primo piano le difficoltà e i rischi di chi opera nei controlli in ambito venatorio, soprattutto nei primi giorni della stagione, quando la densità dei cacciatori nelle postazioni è particolarmente elevata. C’è poi quella sottile linea di orario che separa l’attività lecita da quella illecita: secondo il nostro calendario venatorio, la cattura della selvaggina migratoria è consentita fino al tramonto. Un confine a volte labile. Tanto che, secondo il servizio di vigilanza di Legambiente, il ferimento dell’agente della Provinciale sarebbe avvenuto «quasi un’ora dopo» il calar del sole, quindi chi stava cacciando e ha sparato lo ha fatto in aperta violazione delle norme in vigore. «Per inquadrare bene il contesto nel quale il fatto è avvenuto — afferma ancora Legambiente — soprattutto nelle zone umide e negli appostamenti fissi in zona umida vi è una generale violazione degli orari consentiti da parte dei cacciatori». Gli amici del cigno verde si spingono a sostenere che quanto avvenuto giovedì «non è un evento accidentale, ma quello che ragionevolmente ci si poteva attendere da una pratica pericolosa, che avviene in condizioni di scarsissima visibilità». Gli ecologisti a questo punto chiedono alla Provincia che non si riduca la vigilanza per ‘ragioni di sicurezza’, ma si dia un segnale «con vere azioni di contrasto di queste pratiche foriere di incidenti».
CORRIERE DI MAREMMA
27 SETTEMBRE 2009
Massa Marittima (GR)- Altro assalto dei lupi. E’ allarme.
I predatori da diverso tempo imperversano anche a valle. Sbranati diversi agnelli. I contadini:“Serve un intervento immediato”.
Massa Marittima (GR) - Un branco di lupi si aggira nei pressi di Massa Marittima; le tracce del loro passaggio sono evidenti e tinte di rosso. La novità Contadini e proprietari di poderi e terreni nella zona della Leccetina fino a Ghirlanda hanno denunciato l’orrenda fine toccata a molti dei loro animali sbranati praticamente dai lupi affamati. Da qualche mese infatti sembra che i temuti predatori non si limitino più ad attacchi a pascoli in alta quota ma siano scesi nella campagne mettendo a rischio il bestiame in tutto il territorio delle Colline Metallifere. I precedenti Qualche mese fa era stato colpito l’allevamento di Graziella Vanni a Valpiana dove nella notte erano stati uccisi a morsi dieci capi di bestiame. Negli ultimi giorni sono stati numerosi gli avvistamenti in Ghirlanda dove, oltre a trovare un lupo morto sul ciglio della strada probabilmente investito da un’auto che al buio non lo ha visto, sono stati visti aggirarsi indisturbati nelle campagne. Ancora a segno L’ultimo caso si è registrato in una tenuta alla Leccetina dove la proprietaria Desirèe Dettori ha trovato due agnelli letteralmente massacrati a colpi di denti. Uno dei due è stato ucciso e mangiato sul posto dai predatori. L’altro invece, probabilmente la cena dei cuccioli di lupo che aspettavano i genitori al sicuro altrove, è stato trascinato per un chiilometro e mezzo circa prima di essere spolpato. La paura “Non è tanto i danni economici e le spese - sottolinea Desirèe - quanto piuttosto trovarsi di fronte ad un tale macello. Non li uccidono semplicemente per mangiarli perché portano via solo pochi morsi; ma fanno crudeli e sanguinose stragi”. La richiesta L’intenzione adesso di molti degli allevatori rimasti vittime degli attacchi è chiedere alla Provincia il permesso di poter abbattere alcuni esemplari per scongiurare i danni o chiedere al corpo forestale di prendere in mano la situazione per cercare di arginare questo pericoloso fenomeno. E’ chiaro - infatti - che i lupi, oramai, sono scesi dall’Amiata e sembrano trovarsi bene nel nuovo habitat; i proprietari di tenute e greggi nel comune di Massa Marittima dovranno fare i conti adesso con una minaccia più grossa e spietata della volpe.
VIRGILIO NOTIZIE
27 SETTEMBRE 2009
Animali/ Arriva il programma alimentare vegetariano targato Lav
Firma con Ascom su menù verdi in Maremma, si punta a tutta Italia
Arriva il primo programma alimentare 'per il bene degli animali': è targato Lav e realizzato in collaborazione con Ascom Confcommercio. Si tratta del progetto "Veg+", al quale hanno già aderito decine di ristoranti della Maremma, che si impegnano ad offrire ai loro clienti, tra le altre pietanze, anche una gustosa varietà di piatti vegetariani. L'iniziativa, volta a valorizzare la produzione agro-alimentare della Maremma, nonché la cultura del rispetto degli animali e dell'accoglienza verso chi predilige piatti privi di ingredienti d'origine animale, sarà riconoscibile dal logo "Veg+" all'ingresso dei ristoranti aderenti e sui menu, con l'ambizioso obiettivo di estendere il progetto in tutta Italia. Tre presentazioni-pranzo per l'iniziativa: la prima il 3 ottobre a Capalbio, al ristorante Il Frantoio, la seconda a Roma al Margutta RistorArte, dove verrà presentato lo 'starter kit' con informazioni e consigli sui benefici di una scelta alimentare davvero cosciente e infine il terzo appuntamento che culmina con la presentazione della proposta di legge bipartisan per garantire l'opzione vegetariana nelle mense e nei luoghi di ristoro pubblici e privati. La prima giornata vegetariana si terrà alla Camera dei Deputati mercoledì 14 ottobre, al ristorante interno, dove sarà servito un esclusivo menu vegetariano, ideato e realizzato per l'occasione da Pietro Leemann, il più celebre chef italiano del settore.
IL CENTRO 27 SETTEMBRE 2009
Tre camosci del Parco della Maiella donati e trasferiti ai Monti Sibillini
CARAMANICO TERME (PE). Tre camosci appenninici del Parco nazionale della Maiella sono stati donati e trasferiti al Parco nazionale dei Monti Sibillini. Gli esemplari sono stati prelevati dall’area faunistica di Lama dei Peligni, la più prolifica di tutto l’Appennino. «Questi esemplari» afferma il presidente del parco, Gianfranco Giuliante , «sono nati nel 2007 e sono prossimi all’età riproduttiva. Serviranno al consolidamento della popolazione di camosci sui monti della Sibilla, dove in realtà già nel 2006 furono trasferiti altri esemplari appenninici in linea con le azioni previste dal piano nazionale di gestione del camoscio». Gli animali sono stati rilasciati sul monte Bove (Macerata) nell’area faunistica di Bolognola, grazie al corpo forestale. «In realtà», riprende il presidente Giuliante, «il parco della Maiella svolge un ruolo cardine nell’ambito del progetto “Life” teso all’ampliamento dell’areale per il camoscio sull’Appennino centrale. In Abruzzo è prevista la creazione di una colonia nel Parco del Velino-Sirente, e un’ulteriore area faunistica a Pacentro che accoglierà un esemplare femmina proveniente dall’area di Farindola».
IL GAZZETTINO
27 SETTEMBRE 2009
L'altra mattina ad Avoscan, lungo la regionale 203 Agordina, ennesimo incidente stradale causato da un cervo..
Mirko Mezzacasa
San Tomaso (BL) - L'altra mattina ad Avoscan, lungo la regionale 203 Agordina, ennesimo incidente stradale causato da un cervo che ha attraversato la rotabile. Nessun ferito, fortunatamente, ma notevoli come sempre i danni al mezzo. Il giorno prima incidente simile sulla strada per Falcade a Vallada Agordina. Per i cervo sta entrando nel vivo il periodo degli amori, che durerà fino a metà ottobre. I maschi in questo periodo radunano intorno a sé gruppi numerosi di femmine emettendo profondi bramiti per difendere il proprio harem dagli altri maschi rivali. Questa intensa attività, unitamente alla fatale attrazione per il selvatico prodotta dell'erbetta verde dei prati sfalciati, comporta necessariamente un aumento della mobilità dei cervidi presenti numerosi in agordino. È abbastanza frequente, specialmente al crepuscolo e nelle ore notturne, scorgere a bordo strada o peggio sulla sede stradale stessa qualche cervo intento ad attraversarla. Il sopraggiungere improvviso di un'autovettura può spaventare l'animale causando reazioni improvvise e assolutamente imprevedibili, tant’è che sovente un cervo, traquillo al pascolo sulla scarpata, in un attimo sbuchi sulla strada mentre transita un veicolo. In questi periodi viene raccomandata una maggiore attenzione da parte degli automobilisti, che devono moderare la velocità e tenere d'occhio i lati della carreggiata, soprattutto nei tratti maggiormente sensibili, tra Mas di Vallada e Canale d'Agordo, nei pressi di Avoscan, tra Alleghe e Caprile e tra Salesei e Arabba. «Investire un cervo - ricorda l'assessore comunitario Leandro Grones - può avere conseguenze assai gravi per l'automobilista, al di là della taglia dell'animale investito, oltreché causare danni materiali non trascurabili agli autoveicoli. Talvolta è il tentativo di evitare l'investimento a provocare l'incidente, ma è ovvio che la violenza dell'impatto e le relative conseguenze sono direttamente proporzionali alla velocità tenuta dall'automobilista. Va da sé, agli automobilisti e in generale a tutti gli utenti della strada, l'appello alla prudenza». Nel 2008 sono stati censiti in provincia di Belluno 7500 cervi (erano 2500 nel 1989), di cui 2400 nell'Agordino (1400 nella parte alta della vallata). In tutta la provincia sono stati rilevati 14000 caprioli, di cui 2350 nell'Agordino. A fronte di queste popolazioni ecco i dati relativi agli incidenti: 8 investimenti nel 1990 in provincia, 180 incidenti nel 2005 (125 caprioli e 55 cervi), 299 incidenti nel 2008 (177 caprioli e 122 cervi). In caso di incidente funziona 24 ore su 24 una reperibilità del Corpo di polizia provinciale (348 0157323 / 0157312).
LA TRIBUNA DI TREVISO 27 SETTEMBRE 2009
Muraro: «Sparare in Cansiglio? Sono perplesso»
VITTORIO VENETO (TV). Martedì prossimo l’assessore regionale Elena Donazzan porterà in giunta la richiesta di abbattimento di un congruo numero di cervi in Cansiglio. Forse un centinaio. Ma il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, non è d’accordo. «Sono molto perplesso su un’operazione di questo tipo, sia perché mancano dati certi che dimostrino il numero eccessivo di cervi in Cansiglio, sia perché non disponiamo di uno studio scientifico su come affrontare il problema». C’è chi parla di 2000 esemplari; lo fanno in particolare i produttori agricoli che dall’imperversare di questi animali nei loro pascoli hanno avuto in due anni 100 mila euro di danni, altri si fermano ad una quota tra i mille ed i 1500. Alberto Piccin, amministratore del demanio statale del Cansiglio, osserva che «il problema comunque sussisterebbe, se anche ci fosse un solo cervo per ognuno dei mille ettari interessati». IL TIRRENO 27 SETTEMBRE 2009
Cinghiali e cervi davanti alla porta di casa
Michele Galardini
PISTOIA. Il problema degli ungulati passa dagli uffici della Provincia e dell’Atc alla Circoscrizione 3 presieduta da Silvano Pocci. Numerose le lettere arrivate al presidente della circoscrizione dagli abitanti da quest’area del comune, lettere che denunciano disagi di vita ed economici causati dalla presenza sempre più invasiva di cinghiali, cervi e daini. «Cerchiamo di dare voce alla protesta - dice Pocci - di queste persone che non possono più coltivare o anche solo uscire di casa. È un problema anche di sicurezza stradale se andiamo a vedere il numero crescente di incidenti causati dalla presenza di ungulati sulle strade. Ma è anche un problema di igiene, viste le zecche trovate nei giardini pubblici della collina. Quello che preoccupa maggiormente è il danno ambientale. Il cedimento dei cigli causato dal passaggio degli animali, in mancanza di un controllo delle acque meteoriche, provoca l’abbattimento dei muri a secco. I residenti sono così obbligati a rifare il muro perdendo ogni volta tempo e denaro e noi non possiamo intervenire per la manutenzione delle strade, non possiamo arare le cunette stradali». La richiesta è di un contributo da parte della Provincia per il mantenimento delle strade, un ampliamento del calendario venatorio, oltre ad un impegno maggiore da parte degli enti preposti a rispondere alle segnalazioni dei cittadini. Presenti all’incontro con il loro carico di insofferenza anche alcuni abitanti delle zone colpite. «Ci vogliono dei giorni per parlare con qualcuno dell’Atc - dice Evandro Signorini -, sinceramente ho trovato poca disponibilità. In quanto contadino, sia che faccia una produzione per la vendita o per il consumo personale devo essere padrone di poter coltivare nella mia proprietà. I cinghiali mi hanno distrutto 200 piante di pomodori in una notte. La colpa anche dei cacciatori che spingendo sempre più giù questi animali, li hanno incentivati ad avvicinarsi. La mia richiesta è di un aumento dello spazio concesso a questi animali, lontano dalle case. Non vorrei essere costretto a fare il bracconiere». Il problema si sposta sulle recinzioni che in molti casi vengono divelte dai cinghiali o dai cervi, costituendo una spesa enorme per i contadini già vessati dall’aumento del tempo dedicato alla cura del terreno intorno alla recinzione e dal costo della stessa. «C’è un vincolo paesaggistico nella zona di Castagno di Piteccio - ricorda Riccardo Nelli - che ormai ha cambiato faccia a causa delle recinzioni, sembra di stare fra i lager»; «Abito all’incrocio di due corsi d’acqua al Mulino della Sega - rincara Giovanni Capecchi - che è diventata un’oasi per questi animali. Mi dedico all’abbellimento della zona ed è sconcertante vedere come il lavoro di 15 anni sia stato distrutto in una notte da otto cinghiali. La gente ha paura». LA GAZZETTA DI MANTOVA 27 SETTEMBRE 2009
Gli animali sono la nostra vita
OSTIGLIA (MN). «E’ la prima volta in trent’anni di attività circense che subisco una denuncia per maltrattamenti ai miei animali. Ritengo la cosa veramente assurda.» A parlare è Guido Niemen, titolare del circo che in questi giorni ha piantato le sue tende ad Ostiglia. L’associazione italiana difesa animali ed ambiente lo ha denunciato per maltrattamento di animali ed ha chiesto al sindaco di provvedere immediatamente alla revoca del permesso di attendamento. La denuncia riguarda in particolare i cammelli e l’ippopotamo. Secondo l’associazione Aidaa, i cammelli sarebbero stati tenuti per diverse ore chiusi su un camion, per essere scaricati solo dopo mezzogiorno in seguito anche alle reiterate proteste di alcuni cittadini di Ostiglia che si sono poi rivolti all’associazione animalista per chiedere un intervento diretto. Ma soprattutto, la denuncia riguarda l’ippopotamo lasciato per parecchie ore al sole e senza acqua contravvenendo a tutte le normative di tutela degli animali dei circhi. «Quell’ippopotamo - replica il titolare - vive con noi da 23 anni e non ha mai avuto alcun problema di tipo sanitario. Vorrei anche aggiungere che abbiamo avuto la visita dei veterinari che hanno accertato e certificato che è tutto in regola. La verità è che siamo assolutamente indifesi. Non abbiamo sindacati né una parte politica che ci diofenda e quindi è come sparare sulla Croce Rossa. Ma posso garantire che noi agli animali vogliamo bene, perché sono quelli che ci consentono di vivere e di mantenere le nostre famiglie». Ieri ma anche oggi gli animali sono a disposizione del pubblico: si potranno vedere e apprezzare nei loro recinti: dromedari, zebre, tigri, ippopotami e lama. IL GIORNALE 27 SETTEMBRE 2009
I gatti hanno, sette vite. Ora abbiamo le prove
OSCAR GRAZIOLI
Si dice che abbiano sette vite o nove, a seconda dei paesi. lI fatto è che non si tratta di una credenza, ma di una realtà della quale si è occupata anche, qualche anno fa, la prestigiosa rivista «Nature», in un articolo dal titolo significativo: «Perché i gatti hanno nove vite?». E anche più di nove ha dimostrato di averne Smokey, l'eroico gatto australiano di cui sta parlando tutta la stampa perché è riuscito a sopravvivere nonostante gli abbiano sparato per ben tredici volte alla testa, e a ritrovare la via di casa. La storia, quasi incredibile ma ottimamente documentata, è accaduta nella cittadina di Maryborough, central Victoria. (Australia) dove un gatto di nove anni si è allontanato da casa per tre giorni e, mentre i proprietari pensavano ormai di averlo perso, si è presentato traballante e pieno di sangue davanti alla porta di casa. Portato immediatamente in una clinica veterinaria, i medici sono rimasti allibiti, dopo avere constatato la presenza di tredici pallini, sparati a corta distanza tramite una carabina, sul muso e nella testa del gatto. Con un lungo e delicato intervento, i sanitari sono riusciti ad estrarre undici dei tredici proiettili e Smokey è ora ricoverato in prognosi riservata, ma con ottime speranze di sopravvivere.Per Hugh Wirth, presidente della Società Reale per la Prevenzione della Crudeltà contro gli Animali nello stato di Victoria, ha affermato di essere sicuro circa la provenienza dei delinquenti: «Si tratta - ha detto alla stampa - di giovani maschi tra i 18 e i 20 anni di età, un modello di delinquenza che vediamo ripetersi in tutta l'Australia e che dovrebbe essere contrastato unicamente con la galera».Smokey ce la farà, ma si sarà giocato tutte le sue nove (o sette) vite e, a proposito di questo, riprendiamo l'articolo di «Nature» nel quale si dimostra che il famoso detto popolare non è una leggenda metropolitana, ma ha solide basi scientifiche. Lo studio di una «malattia» chiamata High Rise Syindrome (Sindrome della caduta dall'alto) è all'origine del proverbio che vuole il felino domestico quasi indistruttibile. Spieghiamo. È noto che uomini, cani e altri animali, che cadono dall'alto vanno incontro a gravissimi traumi e spesso alla morte, anche se la caduta avviene da balconi, ponteggi o altre strutture relativamente basse. Spesso, basta un secondo piano per finire al creatore. Il gatto, grazie a un mirabile apparato vestibolare (quello che presiede all'equilibrio) integrato con determinati organi cerebrali, è capace di camminare elegantemente su un cordolo di cinque centimetri ad altezze vertiginose, senza scomporsi minimamente. Se poi dovesse cadere, magari tentando di afferrare un uccello in volo, assistiamo al paradosso per cui, entro certi limiti, si fa più danni un gatto che cade dal terzo o quarto piano piuttosto che dal quinto o settimo. Come è possibile? La caduta (su materassi ovviamente) è stata filmata e analizzata. Il gatto che cade da altezze notevoli, entra in uno stato di shock transitorio che gli toglie qualunque rigidità articolare e distende tutte e quattro le zampe distribuendo così la caduta su tutto il corpo. Forse qualche frattura la rimedia, ma di entità lieve. Il gatto che cade dal primo secondo piano non si fa proprio nulla. Dal terzo al quarto invece non fa in tempo ad entrare in quello stato di shock, si irrigidisce e probabilmente si frattura arti, ossa nasali e palato molle. Si tenga conto che i gatti derivano evoluzionisticamente da felini che stavano sulle piante, abituati a «volare», a differenza di cani e uomini.Ecco spiegate le tante vite del gatto, di cui però non abusare. Se Silvestro non sta bene, di corsa dal veterinario, perché quando si ammala sul serio fa presto a bruciarle tutte. NON DIRE GATTO...
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