27 OTTOBRE 2010
IL PUNTO A MEZZOGIORNO
27 OTTOBRE 2010
 
Bambini usati per prendere cuccioli dai canili e destinarli ai laboratori
 
Bambini utilizzati per raccogliere i cuccioli di cane da inviare nei canili e nei laboratori in Germania e nei paesi dell’Est Europa dove la pratica della sperimentazione animale per i cosmetici è ancora utilizzata. Il sistema che ci è stato segnalato in almeno una cinquantina di email provenienti principalmente dalle province di Taranto, Bari, Lecce e Brindisi è semplice e diabolico allo stesso tempo. Gli organizzatori di questo traffico clandestino di cani, dopo aver assoldato alcuni ragazzini ed averli ben istruiti li mandano nelle campagne in compagnia di finti genitori a chiedere di poter adottare un cucciolo di cane, ovviamente i cuccioli vengono individuati tra quelli delle razze più richieste sia per il mercato clandestino delle adozioni in Germania sia per quanto riguarda l’uso di questi cani per le sperimentazion i. Inoltre i bambini segnalano anche le cucciolate dei cani di strada che vengono raccolte dagli organizzatori dei viaggi clandestini. Questi cuccioli una volta raccolti vengono avviati in strutture clandestine dove vengono selezionati e dopo essere stati intestati in maniera fittizia a persone complici vengono avviati stipati in pulmini senza alcuno stallo veterinario verso il nord Italia dove vengono fatti sostare di solito una notte per poi essere inviati il giorno successivo all’estero muniti di regolari permessi di acquisto da parte delle strutture a cui sono destinati. Stando alle segnalazioni che abbiamo raccolto in questi due mesi sarebbero stati inviati all’estero almeno 300 cuccioli di cani e cani in giovane età raccolti con l’ausilio dei bambini e poi ammassati in furgoncini ed inviati verso destinazione ignota. Il servizio legale di AIDAA sta ora valutando le segnalazioni per individuare i reati eventualmente commessi nel corso di queste operazioni per poi presentare formali denuncie. Vale la pena ricordare che ogni cucciolo viene pagato dagli acquirenti oltre frontiera mediamente dai 40 euro ai 60 euro, e da quanto siamo riusciti a scoprire ai bambini viene riconosciuto un compenso di tre euro per ogni cucciolo recuperato. Appare evidente che si tratta di una tratta dei cani che sotto apparenza di legalità nasconde un business molto redditizio, infatti per ogni viaggio in questi furgoni vengono ammassati oltre 100 cani per un valore che si aggira sui 4-6 mila euro a viaggio e da quanto trapela pare che ogni mese i viaggi siano circa cinque, il che equivale a 60 viaggi l’anno per un giro di affari di oltre 350.000 euro. “Le prime segnalazioni di questo traffico di cani per i quali vengono utilizzati i bambini risale al mese di agosto, ora le segnalazioni si stanno moltiplicando ed anche se apparentemente tutto pare essere in regola in realtà questo è un vero e prop rio traffico di cani verso l’estero- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- intanto stiamo verificando il sistema con il quale si raccolgono i cuccioli ed appare assolutamente primario il ruolo dei bambini mandati in giro a farsi regalare i cani che verrebbero poi intestati a prestanome per poi essere venduti in nero oltre confine. E’ una vergogna- continua Lorenzo Croce- che si usino dei bambini e animali per realizzare profitti che potrebbero essere anche illeciti. Chiediamo alle persone che ricevono strane richieste di adozione di cuccioli di cane e coloro che in Puglia ma anche in altre regioni sono a conoscenza di queste situazioni di avvisarci in modo da bloccare questi strani traffici una volta per tutte”.
ULTIME NOTIZIE
27 OTTOBRE 2010
 
Muratella, cani e gatti maltrattati, si va verso il processo
 
 
di Giulio De Santis
 
Roma - Animali denutriti e ammassati dentro gabbie fatiscenti. Una condizione di degrado comune a cani e gatti del canile comunale della Muratella. È l’accusa mossa dalla Procura di Roma alla responsabile del canile, Simonetta Novi, presidente dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese, che rischia di finire sotto processo per maltrattamento di animali. Il pubblico ministero Maria Bice Barborini, titolare dell’inchiesta, ha infatti chiuso le indagini nei confronti della Novi e di Ilaria Zagaria, responsabile dell’area gatti. La chiusura delle indagini prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Secondo l’accusa, 14 gatti e un cane meticcio sarebbero stati chiusi dentro gabbie troppo piccole. Le imputazioni della Procura si allargherebbero anche al regime alimentare riservato agli animali che sarebbe stato insufficie nte rispetto alle esigenze previste per cani e gatti. Le accuse sono contenute in una relazione dei Nas che lo scorso gennaio sequestrò 20 gatti ospitati nella struttura della Muratella dopo aver riscontrato alcune inadempienze nella gestione del canile. In particolare, i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma avevano riscontrato condizioni “non idonee” a tenere in cattività gli animali a causa del sovraffollamento nel canile. Nel rapporto i Nas sottolinearono che i cani e i gatti erano stati trovati puliti ed in buone condizioni. In ogni gabbia erano stati posti ciotole con dentro acqua e cibo. Tuttavia il problema era il sovraffollamento del canile che avrebbe impedito di procedere al ricambio delle celle previsto ogni 6 ore. E altro punto critico segnalato nella relazione sarebbe stato l’assenza di un alternanza per gli animali della luce della notte e del giorno, essendo state messe le gabbie lontano dai luoghi pr evisti per la prima degenza. Una situazione critica causata principalmente dal sovraffollamento della struttura della Muratella nata per ospitare circa 400 animali, ma costretta ad accoglierne 750 tra cani e gatti. Il giorno del sequestro dei 20 gatti, I Nas trovarono i felini in una stanza diversa da quella prevista dal regolamento. Una inadempienza dovuta alla capienza della struttura sottostimata rispetto alle esigenze reali. La gestione del canile della Muratella è assegnata all’Associazione Volontari Canile di Porta Portese come previsto dal Comune di Roma. L’inchiesta è partita in seguito ad un esposto di un negoziante seguito da una denuncia del Partito ambientalista europeo. «I gatti sono stati trovati puliti e muniti di opportuna documentazione – afferma Simona Novi, presidente dell’Associazione Volontari Canile di Porta Portese – Gli animali erano fuori posto perché nel canile non ci sono spazi. Il proble ma è stato segnalato al Comune dal 2008. La procedura firmata dal Comune e dalla nostra associazione prevede che, una volta stabilizzati, i gatti devono essere trasferiti all’interno della rete dei gattili in dotazione al Comune. Questo perché il punto di primo soccorso gatti della Muratella, unico a Roma, può accogliere al massimo 25 gatti. Per due anni i trasferimentI erano stati interrotti e siamo stati costretti ad accogliere animali che avevano bisogno di cure. I luoghi d’accoglimento sono salubri, anche se non all’interno del punto di primo soccorso».
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
27 OTTOBRE 2010
 
Cuccioli abbandonati da una mano crudele
 
 
 
MARCO TUCCI 
 
MELFI (PZ) - Cinque cuccioli abbandonati in un sacchetto di plastica appeso ad un bidone d’immondizia. Praticamente una condanna a morte che, purtroppo, è avvenuta per quattro cagnolini. L’unica che è sopravvissuta lo deve ad una ragazza che stava facendo jogging sulla strada che collega contrada Bicocca con la chiesa dell’Incoronata. Di grande valore, ovviamente, il suo interessamento immediato e, poi, la chiamata ai volontari melfitani per l’affidamento della cucciola di circa trenta giorni d’età. Almeno per lei, il lieto fine c’è stato grazie alla disponibilità della famiglia Quaranta nel rione Valleverde. 
«I cuccioli erano già svezzati - riferisce Nicoletta che è una dei giovani appassionati a cui, solitamente, ci si rivolge in casi del genere - e questo fattore rende il gesto di una crudeltà ancora più grave. Tra l’altro, è bene ricordare che l’abbandono di animali è un reato penale, punito dalla legge n° 189 del 2004, ed i responsabili, se individuati, possono essere denunciati alle forze dell’ordine». Qualcosa di positivo o, quantomeno, l’alternativa all’ abbandono potrebbe scaturire se si operasse la sterilizzazione delle femmine adulte e, magari, fosse aperto il canile municipale.
«Nel primo caso - evidenzia Nicoletta - è utile rammentare che c’è la gratuità di tale operazione, attraverso l’Asp, con un appuntamento preso al telefono 0972/251272. Per il secondo aspetto, in attesa della vera entrata in funzione della struttura di contrada Accovatura, ci accontenteremmo di un luogo dove poter agire, nei soccorsi, con meno disagi di quelli attuali». In proposito, la raccolta di informazioni ha prodotto esiti sconcertanti, tenendo present e che il canile di Melfi risulta appaltato a fine luglio 2009. In pratica, a distanza di quasi quindici mesi da quell’evento che svenne sbandierato come risoluzione del problema, manca ancora la documentazione relativa allo smaltimento delle acque di depurazione. Ci si chiede, pertanto, se quell’appalto è stato «figurativo» o altro. Perché, stimolando la memoria dei più attenti, la vicenda del ricovero per i quadrupedi fu anche materia di polemica nella campagna elettorale per le amministrative del 2006. L’intenzione, forse, è quella di attendere la prossima chiamata alle urne? Intanto, accadono fatti incivili come quello raccontato.

TEMPO STRETTO
27 OTTOBRE 2010
 
“Taglia” sui randagi del Policlinico: previsti provvedimenti disciplinari per coloro che si occupano del loro nutrimento
La circolare emanata Direttore Sanitario di Presidio Rosalba Ristagno, suscita però le reazioni del rappresentante sindacale Domenico Carnevale che osserva: «perché non rivolgersi agli organi preposti anziché al personale dell’azienda?»
 
Messina - Tra i tanti problemi che ultimamente interessano il Policlinico universitario “Gaetano Martino”, si mettono anche gli animali randagi, per i quali, o meglio contro i quali, è stata emanata una circolare ben precisa e che non lascia spazio equivoci. Il documento emanato dal Direttore Sanitario di Presidio Rosalba Ristagno, chiama in causa tutti gli operatori dell’azienda. Oggetto della comunicazione, “divieto di fornire cibo agli animali randagi, cani, gatti, colombi (viene specificato ndr) all’interno del Policlinico. La presenza di detti animali è determinata dal fatto che personale dell’azienda provvede al loro nutrimento. E’ il caso di rilevare – si legge ancora nella nota – che la presenza di animali, oltre a determinare degrado igienico, può creare pericolo da aggressione (morsi, graffi) nei riguardi dell’utenza o degli stessi dipendenti dell’azienda. La trasgressione al presente divieto potrà determinare provvedimenti disciplinati”.
Un “diktat” che fa però “sorridere” il rappresentante sindacale della Cgil Domenico Carnevale, che nel contestare tale circolare, considerata «né propositiva nè risolutiva alla problematica in oggetto, bensì minacciosa nei confronti degli operatori dell’azienda», propone, di provvedere a segnalare la problematica alle Autorità competenti: ASP 5 di Messina, Comune di Messina, il Canile Comunale oppure alle associazioni a tutela degli animali.
CREMONAONLINE
27 OTTOBRE 2010
 
Offanengo (CR): gufo ferito in auto, denunciato
 
 
OFFANENGO (CR) - Quando i carabinieri hanno intimato l’alt a quell’Audi A3, ieri notte alle porte dell’abitato di Offanengo, mai più si sarebbero aspettati di incappare in un gufo nell’abitacolo. E invece, è bastata un’occhiata all’interno della vettura, per scorgere la scatola con il rapace notturno. L’animale era ferito e il conducente dell’automobile, un pavese di 39 anni, ha assicurato d’averlo trovato per strada. Ma la versione ha convinto poco gli uomini del maresciallo Girolamo Romano, convinti che il gufo fosse rimasto vittima di una trappola. Allo stato attuale, comunque, si tratta solo di un’ipotesi.
L’unico dato certo riguarda la sorte dell’automobilista, che è stato denunciato a piede libero. L’animale, con una lesione all’ala sinistra, ora è ‘ospite’ di personale specializzato. Non appena riacquistata la mobilità dell’ala — hanno assicurato i carabinieri — verrà rimesso in libertà nelle campagne del Cremasco.
EXPRESS-NEWS
27 OTTOBRE 2010
 
Arriva la sedia elettrica per i crostacei
Per i buongustai dal cuore tenero è in arrivo la soluzione, frutto di ricerche di università del nord Europa
 
      
 
Amate i crostacei ma vi dispiace ucciderli tra atroci dolori? Per i buongustai dal cuore tenero e’ in arrivo la soluzione. Si chiama Crustastun: un apparecchio pensato appositamente per stecchire sul colpo granchi e aragoste con una potente scossa elettrica. Cosi’ le carni restano fresche ma si risparmia agli animali l’agonia dell’acqua bollente o il supplizio del congelatore.
L’aggeggio, frutto di attente ricerche da parte di diverse universita’ del Nord Europa, e’ stato presentato ieri presso il Food Innovation Centre di Covent Garden, a Londra. ”Elimina ogni attivita’ dei nervi”, ha spiegato all’Independent il professor Douglas Neil della Glasgow University. ”Il punto – ha detto ancora Neil, che ha svolto dei test per l’azienda produttrice del Crustastun – e’ semplice: si azzera il sistema nervoso, sia centrale che periferico”.Simon Buckhaven, l’inventore della macchina, ha poi sottolineato come il Crustastun sia stato ideato per uccidere i crostacei in poco meno di due secondi. ”Lo chiamiamo ‘storditore’ perche’ macchina di morte non sarebbe piacevole. Ma si puo’ stare certi che una volta pigiato il pulsante il crostaceo non ne esce vivo”, ha concluso. Un’altra ricerca condotta quest’anno presso l’universita’ norvegese di Bergen ha confermato che l’elettrocuzione e’ senza dubbio il metodo piu’ rapido e indolore per uccidere i crostacei.ANSA.it

GEA PRESS
27 OTTOBRE 2010
 
Sicilia – mala sanità veterinaria?
Un Istituto di Palermo discute di cani a Catania, e nella Ragusa dei morti per randagismo lucrativo non si rendiconta neanche.
 
GEAPRESS – Alla notizia ci si è arrivati quasi per caso. Nell’ambito della polemiche relative all’intervento di Striscia la Notizia nel canile municipale di Palermo (vedi articolo GeaPress), è saltato fuori che oggi in città debba addirittura arrivare la dott.ssa Rosalba Matassa, Dirigente Veterinario della Direzione generale della sanità animale e del farmaco veterinario del Ministero della Salute.La dott.ssa Matassa dovrebbe però essere stata invitata a Vizzini (CT) dove da domani inizia una due giorni randagismo. Chi l’organizza? L’ASP Catania? Oppure un consorzio di Comuni catanesi, considerato che solo a loro, come alle ASP, la legge sul randagismo affid a compiti specifici? No, a Vizzini a parlare di randagismo è l’Istituto Zooprofilattico (?), ma non di Catania bensì quello di Palermo!Ad ogni modo una quarantina di persone si ritroveranno tra loro a parlare, ristorare e pernottare, per analizzare il fenomeno del randagismo in quello che coincide essere anche il paese natio del Direttore dell’Istituto Zooprofilattico (di Palermo) dott. Salina (area MPA). Vedremo cosa produrranno e soprattutto se parleranno degli interventi, obiettivi e fondi, fissati proprio per risolvere il problema del randagismo. Certo, avere saputo che i soldi sul randagismo nel passato sono stati finanche spesi per rifare le tende della stanza di una Dirigente dell’Assessorato Regionale alla Sanità, qualche dubbio sui trasferimenti dei soldi viene sempre. Ad ogni modo attendiamo ed aspettiamo, magari, di sapere di qualche area significativa, come ad esempio quella di Ragusa. A tal proposito molti ricorderanno le tragiche vicende del bimbo ucciso e della turista tedesca assalita da alcuni cani mentre correva nella spiaggia di Scicli, resa famosa dalle puntate del “Commissario Montalbano”. Tante parole e tanti soldi. Finanche milioni di euro di un mega progetto del quale non sono ancora noti non solo i risultati ma già se gli stessi fondi sono mai arrivati.A proposito di Ragusa, però, c’entrano altri 900.000 euro. Questi sono arrivati.Secondo quanto appreso da GeaPress all’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari regionali), che funge da collegamento tra il Ministero della Salute e le Regioni sulle strategie di sviluppo del Servizio Sanitario Nazionale, sarebbero arrivati i dati sul cosiddetto obiettivo 5. Cos’ è l’obiettivo 5? E’ quello sul randagismo. Più in particolare si trattava di aumentare del 30% le sterilizzazioni e le iscrizioni all’anagrafe. Percentuale in più da calcolarsi sul primo semestre 2010, rispetto a quello del 2008. Lo hanno raggiunto tutte le ASP siciliane, con i rispettivi Servizi Veterinari. Tutte a parte due, proprio della Sicilia sud orientale. Siracusa e Ragusa. Se però l’ASP di Siracusa l’ha raggiunto almeno al 50%, a Ragusa … no! Anzi non è stato neanche rendicontato adeguatamente.
IL MATTINO
27 OTTOBRE 2010
 
Una campagna di sterilizzazione per i randagi del territorio stabiese
 
Castellammare (NA). Una campagna di sterilizzazione per i randagi del territorio stabiese. È l'ultima iniziativa del Comune stabiese, che dovrebbe partire entro poche settimane, in città, in collaborazione con gli animalisti dell'Adda e del servizio veterinario dell'Asl Napoli 3 Sud. Un progetto per 108 cani abbandonati, che cercherà di arginare il preoccupante fenomeno del randagismo nella zona. Come spiega la presidente dell'Adda, Rosaria Boccaccini, con un'associazione in crisi per mancanza di fondi e di volontari. «Finalmente si apre uno spiraglio di luce con l'amministrazione del sindaco Bobbio- racconta la volontaria - dopo mesi di fumose polemiche e chiusure al dialogo. Noi siamo ben disposti a dare una mano al Comune per questo programma sanitario necessario al nostro territorio, ormai allo sfacelo - ha concluso Boccaccini - e dopo le parole dell'assessore all'igiene Giovanni de Angelis, davvero vogliamo credere che sia arrivato il momento di voltar pagina con attività concrete e non solo ipotesi di progetti lasciati nel cassetto. L'importante è cominciare subito e bene, visto che questo finanziamento regionale sarà spendibile entro il prossimo mese di marzo e gli animali sono tanti e per ogni trattamento bisogna seguire un iter lungo e dispendioso».
IL TIRRENO
27 OTTOBRE 2010
 
Un pronto soccorso per gli animali
 
CECINA (LI). È notte. I fanali dell’auto illuminano un gatto ferito sul ciglio della strada. I conducenti si fermano, lo raccolgono e chiamano il veterinario. Il dottore si alza dal letto, apre l’ambulatorio Animaleco di Venturina e salva l’animale. Finito l’intervento spiega ai soccorritori che il micio deve trovare un padrone.  Non può rimanere più di qualche giorno nell’ambulatorio. Il giorno dopo, Venturina è tappezzata di immagini dell’animale in cerca d’adozione. Tutto bene, se non fosse che nei volantini è riportata una frase del tipo: «Se questo micio non trova un padrone il veterinario (con tanto di nome e indirizzo dell’ambulatorio, ndr) lo sopprimerà».  In pratica il dottore viene accusato di voler far fuori il gatto. Intanto, allo studio arr ivano telefonate di disappunto, e si presenta anche un turista per manifestare il suo disgusto. «Questo episodio - spiega Marco Melosi, presidente dell’Ordine dei medici veterinari della provincia di Livorno - è sintomatico di una disinformazione diffusa: molti infatti non sanno che la legge non consente di sopprimere gli animali randagi. Approfitto però dell’accaduto per invitare le amministrazioni a riflettere. Soprattutto quelle della Val di Cornia, dell’Elba e di Livorno. La legge prevede che gli animali vaganti sul territorio sono responsabilità del sindaco, pertanto sono le amministrazioni, in collaborazione con le Asl, che dovrebbero curarsi di recuperarli».  «Ma purtroppo, spesso, recupero e cure sono prese in carico dai cittadini, in mancanza di un’organizzazione che possa occuparsene. Oppure non è reperibile chi deve recuperare gli animali, a volte c’è chi recupera ma non c’è chi può curarli».  Nella nostra provincia solo chi vive in Bassa Val di Cecina può contare sul pronto soccorso per gli animali 24 ore su 24 ore. Questo grazie a una convenzione da 28mila euro l’anno (da dividere per 10 Comuni) che risolve il problema. Chiunque trovi un cane o un gatto ferito può chiamare il centralino dell’ospedale di Cecina. Una convenzione è stata stipulata con un’associazione (la cooperativa Nuovo Futuro) che si occupa del recupero. I liberi professionisti presenti sul territorio rispondono a turno alle chiamate durante la notte ed i festivi, quando l’Asl non può provvedere. I turni sono retribuiti dalle amministrazioni.  «Questo metodo non solo funziona - prosegue il dottor Marco Melosi - ma funziona a tal punto che la convenzione viene rinnovata con piacere dai Comuni ogni anno.  «Come presidente dell’Ordine dei medici veterinari di Livorno - aggiunge -, mi sento di consigliare le amministrazioni di Livorno, Val di Cornia e isola d’Elba a considerare questa strada percorribile, anzi preferibile».

GEA PRESS
27 OTTOBRE 2010
 
Sardegna: iniziato il campo LIPU nel basso Sulcis
Tra spiedini di uccellini e sentieri intrappolati
 
 
GEAPRESS – E’ iniziato in questi giorni l’intervento della LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli – per la protezione dei piccoli uccelli migratori, decimati in gran numero nei boschi situati nelle vicinanze di Cagliari da attività di cattura illegale per mezzo di trappole e reti.Le alte temperature e l’assenza di precipitazioni hanno fatto si che il numero degli uccelli presenti nei boschi sia ancora molto basso, anche a causa della ritardata maturazione dei frutti di cui gli uccelli si nutrono.Per questo il numero delle trappole individuate è ancora relativamente basso.Il fenomeno è però destinato ad intensificarsi con l’arrivo del freddo, quando tutti gli uccellatori provvederanno ad allestire i propri sentieri, visto che i maggiori guadagni sono realizzati in concomitanza con le festività natalizie.In quel periodo, purtroppo, molti cagliaritani hanno l’abitudine di consumare i “Pillonis de taccula”, spiedini composti da otto uccelli.Una decina di volontari percorre in questi giorni i sentieri realizzati dagli uccellatori distruggendo le trappole, costituite da cappi per impiccagione posti sui rami delle piante della macchia e da trappole a scatto situate alla base delle stesse ed innescate con bacche di corbezzolo o ginepro.I sentieri sono presenti in tutte le aree boscose del Sulcis, ad Ovest del capoluogo, ma insistono particolarmente nei Comuni di Capoterra, Uta, Assemini e Santadi.Gli uccellatori presenti nel Sulcis sono stimati in circa 200 ed ognuno di essi realizza un sentiero, costituito da un numero di trappole che possono essere solo poche decine nel caso di uccellatori occasionali o molte migliaia nel caso di quelli professionali. Questi ultimi realizzano ingenti guadagni vendendo gli animali, in particolare tordi, sia ai privati che ai ristoranti ed agriturismi della zona, che li somministrano illegalmente e senza alcun controllo sanitario.Nel Sarrabus, situato nella parte orientale della provincia di Cagliari, l’uccellagione viene praticata da un numero molto inferiore di uccellatori, ma i sistemi utilizzati sono ancora più distruttivi, in quanto gli uccelli vengono catturati in enormi sbarramenti di reti fisse del tutto privi di ogni selettività.Qui le trappole in crine di cavallo sono sostituite dalle tagliole Sep, che spezzano la colonna vertebrale degli uccelli.Il lavoro dei volontari della LIPU consiste nella distruzione totale delle trappole e delle reti e nella rimozione dei lacci in cavo d’acciaio (vedi foto) che vengono legati alla base delle piante per catturare esemplari di Cinghiale o Cervo Sardo, anch’essi rivenduti come selvaggina pregiata.La LIPU sottolinea come la maggior parte degli impianti di cattura sia situata in zone protette, come il Parco dei Sette Fratelli e quello del Gutturu Mannu. Ciò conferisce ancora maggiore gravità a questa odiosa e distruttiva attività, che costituisce una seria minaccia per molte specie, sia migratrici che stanziali.
QUI BRESCIA
27 OTTOBRE 2010
 
Bracconaggio, nei guai padre e figlio di 17 anni
 

Provincia di Brescia - Nuovi controlli antibracconaggio in provincia di Brescia. A finire nel mirino del Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato, un padre e suo figlio, appena diciassettenne.
I due stavano cacciando a poca distanza dalla strada quando sono sopraggiunti gli agenti.
Vista la giovane età, il ragazzo è stato segnalato alla Procura per i Minori per porto abusivo d'arma, mentre il padre è stato segnalato alla Procura della Repubblica per l'incauto affidamento dell'arma al ragazzo.
Negli ultimi giorni, inoltre, sono stati oltre 29 i bracconieri denunciati. Gli uomini del Noa hanno eseguito numerosi controlli anche nei negozi di animali, presso allevatori e nelle armerie.
Nei controlli antibracconaggio sono stati inoltre rinvenuti molti uccelli morti, oltre 150 animali vivi da utilizzare come richiamo ed illegalmente detenuti, diverse reti, 200 tagliole, 300 archetti e sei fucili.


SAVONA NEWS
27 OTTOBRE 2010
 
Ormea: il lupacchiotto "Ormea" curato al parco naturale di Entracque
E' stato catturato domenica nel paese al confine tra le province di Savona e Imperia. Ormea è al sicuro e pur essendo un animale abituato a vivere in cattività troverà nel Parco il suo habitat naturale tra montagne, ruscelli e rocce

 

 
Ormea (CN) -  da Ormea ora è Entracque al Parco Naturale delle Alpi Marittime. Accudito e coccolato dallo staff vivrà almeno per uno - due mesi in un recinto al sicuro. Controllato dal veterinario lascerà poi il recinto è potrà vivere in un'area di otto ettari di bosco assolutamente controllato senza essere preda di altri animali. "Trattandosi di un cucciolo di 5 mesi - spiega Giuseppe Canavese, direttore del Parco Naturale - non vivrebbe a lungo. Quindi resterà una nostra sorvegliata speciale". Sono 14 i branchi di lupi monitorati dal centro, nove dei quali nel Cuneese. Ormea insieme ai fratelli era stato avvistato nella Val Casotto. "Dal 15 luglio - dice a questo proposito Canavese - non avevamo più notizie: poi è stato avvistato domenica scorsa a Ormea e ci siamo abbastanza tranquillizzati. Il ritro vamento è stato importante perché il cucciolo che pesa 12 chili, la metà del peso di un esemplare normale, sicuramente non ha più i suoi genitori. Potrebbe essersi spinto a valle forse perché domenica era giorno di caccia e quindi ha avuto paura, o forse perché ha perso i genitori e quindi non essendo in grado di cacciare è sceso a valle per cercare del cibo". Ora saranno gli esperti del centro ad occuparsi di lui. Ormea è al sicuro e pur essendo un animale abituato a vivere in cattività troverà nel Parco il suo habitat naturale tra montagne, ruscelli e rocce.
GEA PRESS
27 OTTOBRE 2010
 
Pomezia (RM): la Guardia di Finanza scopre azienda che “lavora” illecitamente resti di animali
Le foto dell'intervento delle Fiamme Gialle. (N.B.: SI AVVISA CHE LE IMMAGINI SONO PARTICOLARMENTE CRUDE)
 
 
GEAPRESS – Nello stabilimento al confine tra i Comuni di Pomezia ed Ardea venivano “lavorati” illecitamente, quindi immessi nel ciclo produttivo,  resti di animali destinati alla  distruzione.Interiora, carcasse, teste di bovini adulti provenienti da diversi mattatoi del centro Italia  raggiungevano lo stabilimento grazie alla complicità di alcuni autisti; i documenti di trasporto venivano alterati, infatti attestavano l’avvenuta eliminazione della “merce” attraverso inceneritori.
La “merce” invece  arrivava  nell’azienda Eurograssi: nello stabilimento  veniva “lavorata”  per ottenere farine e grasso animale utilizzati come fertilizzanti del terreno, mangimi per animali, nonché prodotti per la cosmesi.A scoprire il tutto, le Fiamme Gialle di Pomezia, impegnate in attività di controllo economico del territorio coordinate dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma.Cinque persone, tutte italiane e residenti a Ardea, Piacenza,  Pomezia e Nettuno, sono state denunciate per violazione alla normativa sulla gestione dei rifiuti.
Inoltre,  e’ stato sequestrato il complesso aziendale, due autoarticolati con rimorchio e circa 25 tonnellate di scarti animali, che sono stati affidati al servizio veterinario dell’Asl per lo smaltimento, in quanto ritenuti potenzialmente pericolosi per la salute.Ad insospettire i Finanzieri di Pomezia erano stati alcuni controlli sulla Pontina relativi ad autoarticolati che trasportavano materiale maleodorante; specifiche e costanti attività di osservazione e pedinamento portarono, poi, alla scoperta che la destinazione delle “merci” trasportate era proprio l’Eurograssi di Pomezia, la cui attività consiste nella lavorazione di ossa e tessuti animali per l a produzione di concimi e mangimi animali.La stessa azienda, per altro, non è la prima volta che subisce l’intervento delle Forze dell’Ordine. Infatti, alcuni anni addietro era stata sottoposta a sequestro per aver smaltito i residui di lavorazione direttamente in un corso d’acqua, inquinandolo.Dalla Guardia di Finanza, comunque, fanno sapere che le indagini non sono concluse e che continueranno per verificare ogni altro eventuale danno prodotto dalla condotta illecita dell’azienda.Questo è il secondo impianto, nel solo mese di ottobre, che produce mangimi animali ad essere sequestrato. La differenza con l’impianto pugliese è che in questa azienda venivano  prodotte anche basi per i cosmetici!
Vedi photo gallery (N.B. : SI AVVISA CHE LE IMMAGINI SONO PARTICOLARMENTE CRUDE)
http://www.geapress.org/ecovegetarismo/pomezia-rm-la-guardia-di-finanza-scopre-azienda-che-lavora-illecitamente-resti-di-animali/7697
YAHOO NOTIZIE
27 OTTOBRE 2010
 
Ecomafie: Lav, Indagine Dda Conferma Infiltrazioni Ippodromo Palermo
 
Roma - ''La notizia dell'indagine che ha fatto emergere la penetrazione della mafia nell'ippodromo di Palermo, conferma l'interesse, che denunciamo da anni, delle organizzazioni criminali per il mondo dell'ippica. Interesse criminale che mette in pericolo la legalita' nel settore delle corse dei cavalli e delle relative scommesse'', dichiara Ciro Troiano, responsabile dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV. I Carabinieri di Palermo e gli uomini della Dia hanno fermato 4 presunti boss mafiosi a capo dei clan di Resuttana, accusati di associazione mafiosa ed estorsione. L'indagine avrebbe svelato i nuovi vertici e l'assetto dei ''mandamenti'' nel capoluogo. Dall'indagine della Dda e' emerso che la mafia imponeva il pagamento del ''pizzo'' anche all'ippodromo di Palermo e organizzava combine nelle corse. L'ippodromo, secondo quanto ha dichi arato un collaboratore di giustizia, pagava 5 mila euro a Pasqua e a Natale fino al luglio del 2008. Le corse venivano truccate, sempre secondo le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, tramite i fantini compiacenti e cosi' ''decidevamo l'esito di una corsa e si intascavano i proventi''. ''Il mondo degli ippodromi e' spesso ricettacolo delle piu' varie illegalita' - aggiunge Troiano - non e' un segreto che molti boss della camorra napoletana o della mafia siciliana hanno la passione per i cavalli e le corse. Nel nostro Paese, ogni anno e mezzo circa, vi e' una grande inchiesta che coinvolge l'ippica, con denunce, perquisizioni, arresti e sequestri''. Secondo le stime dell'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, infatti, le truffe nel mondo dell'ippica e le corse clandestine di cavalli, organizzate da clan e gruppi malavitosi su circuiti abusivi o direttamente su strade, fruttano un business da 1 miliardo di euro l'anno. Strettamente connesso a questo business - ricorda la LAV - e' il traffico di anabolizzanti e di altre sostanze dopanti che spesso e' controllato dalla criminalita' organizzata, anche se nulla e' emerso in merito all'indagine di oggi. Sempre piu' numerosi i reati connessi con le gare ippiche legali o clandestine: nel 2009 sono stati accertati i reati di associazione per delinquere, maltrattamento di animali, gioco d'azzardo, abusivismo edilizio, scommesse clandestine, frode sportiva, ricettazione, competizioni tra animali non autorizzate, gioco d'azzardo. ''Rilanciamo nuovamente - prosegue Troiano - la nostra richiesta a Prefetti e forze dell'ordine di intensificare la vigilanza negli ippodromi, utilizzando anche strumenti investigativi finora poco utilizzati come le verifiche di natura fiscale e finanziaria sui proprietari di cavalli da competizione, su societa' e scuderie, che costituiscono un mondo a se' da osservare con attenzione, dentro il quale spesso vengono commesse vere nefandezze''. I dati analizzati dall'Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV ricordano che solo nel 2009 per quanto riguarda la criminalita' negli ippodromi e nelle corse di cavalli sono state denunciate 88 persone, 10 sono state arrestate, 56 cavalli sequestrati, 5 corse interrotte.
LIBERO
27 OTTOBRE 2010
 
VERONA - auto investe ed uccide un cavallo sulla Gardesana
 
Verona - Un cavallo e' stato investito questa mattina, intorno alle 5.30, in via Gardesana da un'auto diretta verso il centro citta'. Molto spavento ma nessuna conseguenza per la conducente, una 31enne di Bussolengo alla guida di una Chevrolet Captiva; fatale invece l'investimento per l'animale di proprieta' di un residente in zona. Il cavallo, una femmina adulta di 19 anni, sbalzato dall'urto di alcune decine di metri e' morto sul colpo per la violenza del trauma.Gli agenti della Polizia municipale, intervenuti per i rilievi, hanno accertato che la rete di recinzione del terreno dal quale proveniva il cavallo, era stata danneggiata e tagliata per tentare il furto dell'animale. Le indagini, affidate al Reparto Motorizzato sono ancora in corso.

SAVONA NEWS
27 OTTOBRE 2010
 
Varazze (SV): un camionista soccorre un rarissimo esemplare di gufo di palude
Il volatile, ferito ad un’ala, era a terra vicino ad un altro esemplare morto, entrambi vittime dell’impatto con un’auto
 
 
Varazze (SV) - Un rarissimo gufo di palude è stato soccorso da un camionista sull’autostrada a Varazze e consegnato ai Volontari della Protezione Animali savonese. Il volatile, ferito ad un’ala, era a terra vicino ad un altro esemplare morto, entrambi vittime dell’impatto con un’auto; è stato operato da un veterinario specializzato in fauna selvatica ed è ora in convalescenza presso la sede dell’ENPA a Savona. Appena guarito verrà inanellato dall’ISPRA e liberato in una zona idonea dai Volontari dell’ENPA.
I due rapaci notturni erano in migrazione verso l’Africa; il ritrovamento conferma la grande importanza della Liguria nelle rotte che due volte all’anno percorrono milioni di uccelli; a loro tutela la legge prevede il divieto di caccia sui valichi montani ma, nella nostra regione, sono pochissimi quelli delimitati (in provincia di Savona solo due), mentre un consiglio regionale apertamente filovenatorio ha recentemente allungato la giornata di caccia fino a mezz’ora dopo il tramonto; in tal modo i cacciatori possono sparare agli uccelli migratori nel momento in cui, dopo una faticosa giornata di volo, si
dirigono verso terra per cercare un posatoio dove riposare e dormire.
LIBERO
27 OTTOBRE 2010
 
ANIMALI: sorpreso con un gufo ferito, un denunciato nel cremasco
 
Milano - Sorpreso con un gufo ferito per un 39enne, residente a Frascarolo in provincia di Pavia, e' scattata la denuncia per detenzione di fauna selvatica protetta. Bloccato lungo la strada statale 235 a Offanengo, i carabinieri di Romanengo lo hanno sorpreso con l'animale ferito all'ala sinistra.Il volatile sequestrato e' stato affidato al personale della Provincia di Cremona, dove verra' curato e rimesso in liberta'. La ferita potrebbe essere stata provocata da una trappola. Poco credibili, secondo i militari, le dichiarazione dell'uomo che dice di averlo trovato poco prima in strada.

ANSA
27 OTTOBRE 2010
 
Sparano in Maremma, multa da 92.000 euro a cacciatori Trento
Parlano in dialetto, in 48 scoperti dai forestali
 
TRENTO - Sono stati traditi dal loro dialetto 48 cacciatori trentini, in trasferta in Maremma per sparare ai cinghiali senza autorizzazione.
Le guardie forestali li hanno scoperti sanzionandoli con una maximulta totale di 92.000 euro. I cacciatori periodicamente partivano da Trento alla volta della Toscana per partecipare a battute nella macchia grossetana, racconta il quotidiano Trentino. Dopo due anni e' stato presentato il conto: 420 euro di multa per ogni giorno di caccia, circa 2.000 euro ciascuno.
NOTIZIARIO ITALIANO
27 OTTOBRE 2010
 
Puniti 48 cacciatori trentini: maxi-multa da 92.000 euro!
 
GROSSETO - E' bastato sentirli parlare per rintracciarli e multarli. Non è stato certo un buon risveglio questa mattina per 48 cacciatori trentini, che si sono visti arrivare a casa la comunicazione di una multa di circa 2000 euro ciascuno.
Perché? Beh, da circa due anni, questo folto gruppo di persone si recava in Toscana per andare a caccia di cinghiali in Maremma. Tutto questo senza autorizzazioni.
Alla Guardia forestale però è bastato sentirli parlare in quanto questi comunicavano tra di loro solo in dialetto trentino. Individuati, è stata comminata loro una multa di ben 420 euro per ogni giorno di caccia: la maxi-multa ammonterebbe a circa 92.000 euro.

CORRIERE ADRIATICO
27 OTTOBRE 2010
 
Era finito in una buca piena d’acqua
Un cagnolino salvato dai vigili del fuoco
 
San Benedetto (AP) - Il terreno è franato sotto le sue zampe prima che i vigili del fuoco riuscissero a trarlo in salvo. Sally, è il nome del cane finito nel bacino d’acqua che si è creato dopo il cedimento strutturale della condotta delle acque reflue. Il proprietario dell’animale stava tuffandosi quando è stato fermato dai vigili del fuoco. Gli stessi che hanno lavorato per ore, con un'idrovora, per asportare l’acqua.
Sul posto anche gli operai del Comune, il sindaco e il consigliere con delega al manutentivo, Marcello Paoletti. Intanto sulla questione sono intervenuti i Verdi che in una nota parlano di tragedia sfiorata: il risultato di una cementificazione selvaggia.
“Si è sfiorata la tragedia ma nessun passo indietro intende fare l’amministrazione comunale - scrivono i Verdi - Ci dispiace affermare che abbiamo avuto sempre ragione a dare l’allarme sulle costruzioni albensi, realizzate sopra i canali di smaltimento delle acque bianche. Alba poggia su basi sabbiose con substrato di torba e anche uno sprovveduto comprende la necessità di edificare i palazzi con fondamenta più sicure e garantite da palificazioni di sostegno, ma una cattiva gestione e pianificazione del territorio da parte delle amministrazioni che si sono succedute al governo della città, hanno prodotto una cementificazione selvaggia senza una garanzia di totale sicurezza”.
Proprio in quella zona l’amministrazione sta cercando di risolvere il problema legato agli allagamenti. Troppo spesso le condotte delle acque reflue si sono dimostrate insufficienti. Così si è deciso di realizzare la condotta di via Veneto che dovrebbe risolvere il problema degli allagamenti anche in centro.

IL TEMPO
27 OTTOBRE 2010
 
Ciao polpo Paul Ti sia lieve il prezzemolo
Diciamo la verità: a questa tragedia non eravamo preparati.
 
La ferale notizia giunta dall'acquario di Oberhauser, in Germania, ci lascia nella costernazione più totale: il polpo Paul non c'è più. L'animale simbolo (a distanza) dei Mondiali di Sudafrica, l'essere che con la sua fame di pronostici aveva predetto il cammino semivincente della Germania nella World Cup, e che poi aveva pure azzeccato il successo della Spagna in semifinale, si è spento nella notte tra lunedì e ieri. Era stata un'esistenza leggendaria, la sua. Il mistero ammantava le sue origini come accadeva per i grandi condottieri dell'antichità: nato in un acquario inglese 2 anni fa, o pescato all'Isola d'Elba sei mesi orsono? I casi della vita lo portarono in Germania, al citato acquario di Oberhauser, dove - se diamo credito alla versione che lo voleva 2enne - già durante gli Europei del 2008 si mise a pronosticare sulle partite (sbagliando 2 previsioni su 6); poi l'apoteosi del 2010, con 8 centri su 8 scommesse (aveva affinato la tecnica). Se invece diamo credito all'altra versione, c'è da pensare che (come si disse del suo meno famoso omonimo McCartney), il Paul originale sia morto e poi sia stato sostituito da un sosia: questa ipotesi sarebbe accreditata da vari indizi disseminati sulla copertina di un disco firmato dallo stesso polpo e diventato subito una hit. Scherzi a parte, il calcio senza il mollusco più famoso del mondo non sarà più lo stesso. La star degli acquari, che scegliendo il cibo da una vaschetta con la bandiera della nazionale pronosticata dava ogni volta i suoi vaticini, non lascia eredi a continuare il suo mito. Un mito su cui, tra l'altro, si sono scatenate le più varie interpretazioni scientifiche: come farà a indovinare? Lo indirizzano in qualche modo gli addestratori o viene attratto da colori particolari (il giallo) o dalle righe orizzontali (della bandiera tedesca, nell'occasione)? Vede nel futuro o è semplicemente il passato remoto di un antipasto di mare? Tutte domande che morranno con lui. Addio Paul: che il prezzemolo ti sia lieve.
IL TIRRENO
27 OTTOBRE 2010
 
Dalla cattura all'Elba a oggi una vita breve ma intensa
 
MARINA DI CAMPO (LI). Appena quattro settimane di vita. Un polpetto di pochi centimetri catturato ad aprile al largo di Marina di Campo e destinato a far mostra di sé in qualche acquario europeo. La storia di Paul non è poi così diversa da quella di tanti altri suoi simili.  All’Elba la pesca di polpi, ma anche murene, da scambiare con altre specie animali per parchi acquatici è abbastanza frequente.  Come spesso succede agli animali catturati sull’isola Paul è finito a Hoberhausen, passando prima dall’acquario tedesco di Coburg che gestisce un ampio giro d’affari sul fronte dello scambio e della vendita di pesci di vario tipo. E una volta in vasca, per loro, comincia l’addestramento.  Non tutti hanno le doti di Paul, «un polpo esploratore - ha raccontato la sua addestratrice, Verena Bartsch - non credo nelle sue capacità di oracolo ma ha dimostrato un carattere curioso: ha imparato gli esercizi in solo tre settimane».  Lo stimolo per l’addestramento è, come in tutti gli altri casi di animali ammaestrati, il cibo. Paul, nella vasca di Hoberausen, era indubbiamente più interessato al contenuto delle scatole con le bandierine che alla nazionalità delle squadre in gara.  Al momento sono molti gli animali elbani sparsi per il mondo, come conferma anche il proprietario dell’Acquario dell’Elba, Yuri Tiberto, l’uomo che ha catturato Paul insieme a Verena.  «Ce ne sono anche ha Genova - afferma - all’acquario di Milano e a Gardaland». In molti casi finiscono in Germania. La giovane addestratrice tedesca e la madre, che collaborano con Coburg, sono spesso sull’isola proprio per selezionare gli animali.  Secondo la ricostruzione che attribuisce a Paul origini elbane, attestata anche dai documenti relativi agli scambi di animali tra i diversi acquari, Paul sarebbe morto a soli sette mesi.  «Come per gli uomini - spiega Tiberto - anche per i polpi non c’è una durata di vita certa. In ogni caso la morte potrebbe essere intervenuta prima perché le condizioni di vita in un acquario che magari non utilizza acqua di mare vera e propria sono diverse».
IL SUSSIDIARIO
27 OTTOBRE 2010
 
POLPO PAUL/ Maradona: “Il polpo Paul è morto? Sono contento”
 
MARADONA POLPO PAUL – Maradona se le lega al dito. “Il polpo Paul?” ha commentato alla morte dell’animale. “Sono contento che sia morto, è colpa sua se è abbiamo perso i mondiali”. Arrabbiatissimo, il campione di calcio, con il povero polpo, morto ieri all’età di 2 anni. Sembra che la causa del decesso sia stato lo stress, peraltro. Troppe richieste di previsioni forse. Il commento di Maradona si rifà alla sonante sconfitta per 4 a 0 della sua squadra contro la Germania, evidentemente per Dieguito il polpo è stato in grado non solo di predire la sconfitta, ma anche di dirigere il corso della partita. Partita che costò a Maradona anche la panchina della nazionale. Paul indovinò ogni pronostico dei mondiali 2010, fino alla vittoria finale della Spagna. In realtà sembra si tratti di uno scherzo. La frase di Maraodna è apparsa su Twitter, in una pagina sì a nome Diego Maradona, ma che non sembra davvero la sua pagina ufficiale.

IL TIRRENO
27 OTTOBRE 2010
 
Con un blitz le tolsero i 25 cani che teneva in casa ma la pensionata è innocente
 
CARRARA. Teneva in casa, nella campagna di Battilana, 25 cani. Meticci di piccola e media taglia che potevano scorazzare in giardino e stare al riparo in un piano della sua abitazione.  Dopo il sequestro degli animali, da parte della forestale e dell’Asl, la 75enne, Maria Luisa Galeotti, era finita anche sotto processo. Con l’accusa di avere mantenuto i cani «in condizioni incompatibili con la loro natura». Gli animali le sono stati tolti lo scorso gennaio, non soltanto perché secondo le autorità, non erano tenuti in condizioni igieniche sanitarie adeguate. Ma anche perché alcuni di loro (secondo accertamenti), uscendo dalla proprietà della donna, in zona Muraglione, avrebbero anche morsicato persone.  Ieri il giudice Maurizio Mauceri ha assolto la 75enne: «perché il fatto non costituisce reato». Anche il pm ne aveva chiesto l’assoluzione.  Per l’epilogo della vicenda giudiziaria, la donna era assistita dall’avvocato Vanni Cecchinelli, è stata fondamentale la testimonianza del veterinario Roberto Scancella, venuto apposta da Roma dove fa parte del corpo Forestale intervenuto per il sequestro a Battilana. Il quale, come sottolineato anche dalla pm Lara Navarrini, che aveva richiesto l’assoluzione per la Galeotti, ha confermato che i cani non erano in cattive condizioni, ma affetti solo da dermatiti.  Nelle sue memorie difensive l’avvocato Cecchinelli ha sottolineato che: «Dal veterinario del corpo forestale è stato evidenziato che i cani vivevano bene, l’unico problema era l’igiene ma la Galeotti teneva molto ai suoi animali, dando loro da mangiare e da berte, tanto che il teste consigliò di non toglierle i cani: “PerchE’ se no la signora muore vie solo per i cani”».  L’avvocato Cecchinelli ha chiesto anche il dissequestro dei cani e della proprietà della Galeotti: «In quanto - spiega l’avvocato - palesemente e totalmente ingiustificato».  «Gli animali - ha dichiarato il legale Cecchinelli nelle memorie difensive - scorazzavano liberamente in circa mille metri di terreno. Una parte, quella fronteggiante la strada, era occupata da rifiuti, ma risulta irrilevante visto che ne avevano a disposizione un’altra larga fetta, circa 800 metri».
LA TRIBUNA DI TREVISO
27 OTTOBRE 2010
 
Dalla Libera: no alla macellazione islamica
 
Barbara Battistella
 
ODERZO (TV). Stop alle macellazioni islamiche che non avranno mai luogo nel macello comunale opitergino. A decretarlo la giunta che nei giorni scorsi è stata sommersa da 800 e-mail da parte di animalisti che chiedevano al sindaco Pietro Dalla Libera di non accogliere la richiesta del collega di Ponte di Piave, Roberto Zanchetta, di aprire il macello comunale al rito islamico.  Tante e-mail provenienti da tutta Italia, capaci di intasare l’ufficio protocollo così il primo cittadino ha deciso di affrontare la questione per mettere la parola fine. «Tra lunedì e venerdì è arrivato un numero molto elevato di lamentele - precisa Dalla Libera - non si tratta solo del rispetto degli animali e di evitare maltrattamenti punibili penalmente, ma di rispetto delle leggi. Per questo in giunta abbiamo deciso concordemente di non modificare il regolamento del macello pubblico. La macellazione di ovini è permessa, ma secondo le regole imposte dalla legge italiana». La delibera specifica che l’amministrazione comunale non intende modificare il regolamento del macello, in particolare in merito all’eventuale permesso per la macellazione di rito islamico legata alla festa del sacrificio in programma quest’anno l’11 e 12 novembre. Il problema era stato sollevato circa un mese fa da Zanchetta che aveva raccolto le lamentele dei suoi cittadini in merito all’abbandono di carcasse verificatosi negli anni scorsi. Di qui la necessità di cercare una soluzione concordata. «Se la giunta di Oderzo ha deciso in questo modo - commenta il sindaco di Ponte di Piave - si chiude ogni possibile discussione in seno al Consorzio, dal momento che il macello di Oderzo è l’unico pubblico. Vorrà dire che il problema resta così com’è. Anche il mio municipio è stato sommerso di e-mail - precisa Zanchetta - sono lamentele non pertinenti. Quello che ho posto io perché ho ricevuto le proteste dei miei cittadini è il problema di carattere igienico-sanitario legato alla macellazione di rito islamico. Nessuno vuole entrare in merito alla questione religiosa, ma se c’è un problema igienico è competenza del sindaco risolverlo».
IL TIRRENO
27 OTTOBRE 2010
 
Assalito da un cinghiale e salvato dal cane
 
CALCI (PI). Cacciatore attaccato da un cinghiale durante una battuta. Protagonista della vicenda, che avrebbe potuto avere gravi conseguenze, Giovanni Poli, pensionato.  Tra le numerose passioni del Poli l’attività venatoria. Appena un po’ di tempo libero, va nei boschi per valli e monti in cerca di selvaggina, quando non è tutto preso dalla stagione dei funghi, altro hobby che coltiva da sempre. L’altra mattina, insieme ad un amico, ha organizzato una spedizione a Terricciola, scegliendo una zona tradizionalmente frequentata dagli amanti dello sport di Diana. Tutto sembrava procedere nel migliore dei modi, quando è avvenuto il fuori programma. Sguardo rivolto al cielo, in attesa del passaggio di qualche volatile, il cacciatore si è accorto solo all’ultimo momento che stava arrivando, sbucato da dietro un cespuglio, un grosso cinghiale. Era seguito da un altro ungolato. Istintivamente ha premuto il grilletto del fucile per far fuoco. L’arma si è inceppata. Il primo cinghiale si è fatto più da presso minaccioso, ringhiando. Non ha frapposto tempo ed è partito alla carica. L’uomo è scivolato malamente sull’erba bagnata, il cane ha preso ad abbaiare, neppure un’istante per rendersi conto del pericolo incombente ed è stato travolto e letteralmente sventrato. Nel trambusto indescrivibile è riecheggiato un colpo secco che ha centrato il cinghiale, forse già ferito in precedenza e per questo molto aggressivo. Sono accorsi altri cacciatori, che hanno sparato ancora catturando l’animale. Il Poli, in stato di shock, è riuscito a rialzarsi in qualche modo. Rincuorato, si è ripreso del tutto. Dopo qualche ora la via del ritorno insieme con il compagno con il quale era partito. «L’ho vista davvero brutta!», ripete. «Dispiace per il mio fedele amico a quattro zampe».

IL CENTRO
27 OTTOBRE 2010
 
Cani assaliti e feriti da cinghiali
 
GORIANO SICOLI (AQ). Due cani da caccia sono stati assaliti dai cinghiali. I cani, del valore complessivo di circa 6mila euro, hanno riportato gravi ferite. Alcuni cacciatori si sono recati per una battuta nella zona montana del paese e i due segugi sono stati improvvisamente assaliti dai cinghiali. I cacciatori sono subito intervenuti ed hanno evitato che i cani venissero uccisi poi i due animali sono stati portati da un veterinario per essere medicati. L’anno scorso andò peggio: un cane da caccia venne assalito ed ucciso dai cinghiali.

IL TEMPO
27 OTTOBRE 2010
 
Il sottosegretario Martini
Botticelle, salute dei cavalli a rischio Occorre rispettare il regolamento
Rispettare il Regolamento già emanato
 
Roma - Lo chiede il sottosegretario alla Salute Francesca Martini intervenendo nel dibattito sulla possibile abolizione delle tipiche carrozze turistiche romane trainate dai cavalli. Secondo Martini si è in presenza di un «inaccettabile rischio per la salute degli animali coinvolti in questa attività di trasporto pubblico». «Già nel dicembre 2008, a seguito di un grave incidente che provocò la morte di un cavallo che trainava una botticella in una strada altamente trafficata nel centro della città, ho promosso l'istituzione di un apposito tavolo tecnico congiunto Ministero-Comune con spirito di collaborazione con l'Amministrazione capitolina», rileva Martini riguardo alla raccolta di firme per l'abolizione delle «botticelle». Il tavolo, spiega, «ha elaborato un documento in cui venivano chiaramente espresse le misure necessarie a garantire la salute ed il benessere dei cavalli impiegati in tali attività». Tuttavia, afferma Martini, «nonostante il lavoro condiviso tra le due Istituzioni, molte delle indicazioni concordate sono state disattese». Il sottosegretario «sollecita» quindi l'amministrazione comunale ad «intraprendere le azioni concrete nel rispetto del regolamento emanato» e sottolinea inoltre la «impellente necessità di ripristinare al più presto il servizio sanitario di soccorso e la commissione veterinaria per la valutazione clinica dei cavalli delle botticelle, la cui assenza pone a rischio la tutela dei cavalli coinvolti in un servizio di trasporto pubblico a potenziale alto rischio per gli animali». «Ribadisco inoltre - conclude - la mia personale posizione di una evidente incompatibilità delle botticelle con il traffico e l'auspicio di uno sviluppo di questa attività all'interno dei meravigliosi parchi di cui Roma è dotata».
LA REPUBBLICA
27 OTTOBRE 2010
 
(AGI) USA: CANI MIGLIORE STRUMENTO PER SCOVARE BOMBE
USA: CANI MIGLIORE STRUMENTO PER SCOVARE BOMBE
 
New York - Il Pentagono ha speso dei miliardi inutilmente nella caccia agli esplosivi: i cani sono il metodo migliore. L'ammissione arriva da Michael Oates, a capo della Joint Improvised Explosive Device Defeat Organization, il braccio della Difesa Usa che dal 2004 ha sborsato 19 miliardi. Le forze militari Usa sono riuscite a individuare il 50% delle bombe nascoste in Afghanistan e Iraq ma si arriva all'80% con l'aiuto dell'olfatto dei cani.
LA SICILIA AGRIGENTO
27 OTTOBRE 2010
 
Furto e uccisione di ovini arrestati due incensurati
 
Agrigento - Due saccensi incensurati sono stati arrestati dai carabinieri per furto aggravato, uccisione di animali e detenzione e porto illegale d coltello. I due, Antonino Carlino, 63 anni. e Salvatore Spallino, 31 anni, sarebbero responsabili del furto di due agnelli e dell'uccisione di un terzo ovino.
L'arresto è stato eseguito dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia al termine di un inseguimento nelle campagne, alla periferia del centro abitato, conclusosi poi in città. I fatti si sono verificati in contrada Spagnolo, poco fuori la città, dove i carabinieri hanno tentato, senza riuscirci, di bloccare i due, procedendo poi ad un inseguimento che ha dato risultati positivi.
I due, a bordo di una Fiat Panda, avrebbero tentato la fuga dopo l'alt imposto dai carabinieri. Dopo un breve inseguimento, Carlno e Spallino sono stati bloccati dopo essere giunti in città, ed in particolare in via brigadiere Nastasi. Dalla successiva perquisizione nell'automobile sono stati rinvenuti due agnelli provento di furto, nonché tre coltelli di genere vietato occultati all'interno del portabagagli.
Dalle immediate indagini si accertava che gli animali sarebbero stati rubati poco prima dall'interno di un ovile di località Spagnolo, dove un sopralluogo permetteva di individuare un altro ovino con la gola tagliata ed abbandonato sul posto. I due incensurati sono stati tradotti presso la locale casa circondariale a disposizione dell'autorità giudiziaria.
VIRGILIO NOTIZIE
27 OTTOBRE 2010
 
Gli animalisti uccidono Bambi perchè troppo addomesticato
 
Roma - Hanno ammazzato Bambi, e i colpevoli sono animalisti. Un cucciolo di cervo era stato salvato, in un primo momento, dall'organizzazione inglese in difesa degli animali Rspca. La madre, incinta del piccolo, era stata investita da un'automobile ed era morta. Alcuni membri di Rspca avevano fatto nascere il cerbiatto e lo avevano tenuto in cattività per tre mesi, addomesticandolo. Rimesso in libertà, il cucciolo orfano non era riuscito ad adeguarsi alla vita selvaggia. Gli animalisti, quindi, hanno deciso di abbatterlo con una forte dose di anestetico. Ora è polemica in Gran Bretagna. I primi attacchi sono arrivati dalla "British Deer Society", la Società inglese dei cervi. Gli animalisti invece si sono giustificati, come riporta il sito del quotidiano Daily Mail, dicendo che avevano provato a tenerlo in un parco, ma l'animale "aveva assalito i visitatori". Hanno così deciso di riportarlo al suo habitat naturale. Ma il cucciolo non ha saputo affrontare i pericoli del bosco. "E' stato subito chiaro - hanno spiegato i membri del Rspca - che era troppo addomesticato al nuovo ambiente e in più sarebbe potuto essere un pericolo per le persone".

BRESCIA OGGI
27 OTTOBRE 2010
 
Un capriolo a Villa Carcina
 
Provincia di Brescia - PRIMA BRACCATO dai cani che lo avevano spinto fin nel cortile di una attività commerciale di Villa Carcina; poi, fortunatamente, salvato e trasferito in una oasi della Valtrompia nella quale vige il divieto di caccia. I due episodi hanno avuto come protagonista, sabato, un bellissimo esemplare di capriolo che è stato recuperato dal Nucleo ittico-venatorio della Polizia provinciale. Dopo la segnalazione arrivata al comando, gli agenti hanno raggiunto la zona trovando un animale spaventato ma non ferito: è stato bloccato da una guardia volontaria del posto e da una pattuglia specializzata nel recupero degli animali e poi, bendato per tranquillizzarlo, è stato visitato e sedato da un veterinario prima della liberazione.
MESSAGGERO VENETO
27 OTTOBRE 2010
 
Friuli e Veneto uniti nel controllo delle popolazioni di cervo in Cansiglio
 
AVIANO (PN). L’assessore friulano Claudio Violino e il collega del Veneto, Daniele Stival, hanno sottoscritto nel pomeriggio di lunedì l’accordo per il controllo delle popolazioni di cervo in Cansiglio. L’intesa, sulla quale si è favorevolmente espresso l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), è finalizzata a riportare in equilibrio risorse dell’ecosistema foresta e numero dei capi presenti, attualmente in eccesso con conseguente alterazione del rapporto tra presenza animale e risorse naturali e il rischio, non remoto, di conseguenze sanitarie sulla zootecnia. Erano inoltre presenti per la firma dell’accordo l’amministratore unico di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato, il presidente della Provincia di Belluno Gianpaolo Bottacin, l’assessore provinciale di Treviso Mirco Lorenzon e il comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato Alberto Colleselli. Il piano prevede la costituzione di un gruppo tecnico da parte delle istituzioni interessate, allargato a un rappresentante dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie, per determinare, coordinare e verificare iniziative di intervento per il contenimento del numero dei capi, che attualmente viene stimato tra i 2 mila e i 2.500 esemplari rispetto alle 3-400 cento unità valutate una decina di anni fa. «In assenza di interventi specifici – è stato spiegato dopo la firma dell’accordo – il numero dei cervi è destinato a raddoppiare in un quinquennio, con conseguente ulteriore sottrazione di risorse e foraggio per le attività zootecniche indispensabili al permanere delle attività umane e zootecniche in Cansiglio, mentre non è esclusa la possibilità di “collasso sanitario” della popolazione di cer vidi, come già accaduto in altre situazioni analoghe, che porterebbe alla decimazione “naturale” degli animali e a possibili problemi veterinari per le restanti specie, comprese quelle da reddito». Per raggiungere il risultato saranno rafforzati i piani di prelievo ordinari nelle aree di caccia limitrofe, sia in Veneto sia in Friuli Venezia Giulia. Qualora tali iniziative non si rivelassero sufficienti, sarà possibile attivare interventi di controllo anche all’interno dell’area demaniale, esclusivamente utilizzando personale istituzionale (polizia forestale). Secondo i tecnici, un corretto equilibrio potrebbe essere raggiunto contenendo i cervi attorno alle 1000 – 1.500 unità. I territori pordenonesi su cui si estende la foresta del Cansiglio sono quelli di Aviano, Budoia, Polcenigo e Caneva. Un tratto della strada provinciale 422 che collega Vittorio Veneto (Treviso) a Pian del Cansiglio, frazione di Farra d’Alpago (Belluno), ricade nel territorio proprio di Caneva.
IL TIRRENO
27 OTTOBRE 2010
 
Caccia a 5 cervi fuggiti da un recinto
 
CASTAGNETO (LI). Bambi nel mirino. È caccia aperta a quattro o cinque cervi scappati nelle scorse settimane da un recinto nel residence Ca.na.do di Donoratico. Gli animali, che vengono allevati nella struttura a scopi alimentari, sono ancora a spasso nelle campagne castagnetane. Ma hanno i giorni contati. Infatti, a causa dei rischi che potrebbero causare ai cittadini il 12 ottobre scorso è scattata l’ordinanza di abbattimento.  Un provvedimento imposto dalle contigenze, perché i cervi «si trovano all’interno di aree campestri - come spiega il documento - delimitate dall’aurelia e dalla rete ferroviaria che potrebbero essere oggetto di improvvisi attraversamenti degli animali stessi».  Insomma, i bambi potrebbero essere causa di incidenti stradali, visto che si trovano proprio nel fazzoletto di te rra compreso tra strada e ferrovia. Della caccia agli animali se ne sta occupando la polizia provinciale che ha accolto l’ordinanza del sindaco di Castagneto.  «Si tratta di quattro o cinque animali adulti - spiega il comandante Maurizio Trusendi - stiamo monitorando i loro spostamenti proprio in questi giorni, poi daremo esecuzione all’ordinanza del sindaco. In primo luogo cercheremo il loro recupero, ma se non ci riusciremo dovremmo abbatterli».

MARKET PRESS
27 OTTOBRE 2010
 
CANSIGLIO: ACCORDO INTERREGIONALE PER CONTROLLO POPOLAZIONE DEL CERVO
 
Pian Cansiglio (Belluno) - L’assessore del Veneto Daniele Stival, il collega del Friuli Venezia Giulia Claudio Violino, l’amministratore unico di Veneto Agricoltura Paolo Pizzolato, il presidente della Provincia di Belluno Gianpaolo Bottacin, l’assessore provinciale di Treviso Mirco Lorenzon e il comandante regionale del Corpo Forestale dello Stato Alberto Colleselli, hanno sottoscritto il 25 ottobre l’accordo per il controllo delle popolazioni di cervo in Cansiglio. L’intesa, sulla quale si è favorevolmente espresso l’Ispra (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale), è finalizzata a riportare in equilibrio risorse dell’ecosistema foresta e numero dei capi presenti, attualmente in eccesso con conseguente alterazione del rapporto tra presenza animale e risorse naturali e il rischio, non remoto, di conseguenze sanitarie sulla zootecnia.. Il Piano prevede la costituzione di un gruppo tecnico da parte delle istituzioni interessate, allargato ad un rappresentante dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, per determinare, coordinare e verificare iniziative di intervento per il contenimento del numero dei capi, che attualmente viene stimato tra i 2 mila e i 2.500 esemplari rispetto alle 3 – 4 cento unità valutate una decina di anni fa. In assenza di interventi specifici, il numero dei cervi è destinato a raddoppiare in un quinquennio, con conseguente ulteriore sottrazione di risorse e foraggio per le attività zootecniche indispensabili al permanere delle attività umane e zootecniche in Cansiglio, mentre non è esclusa la possibilità di “collasso sanitario” della popolazione di cervidi, come già accaduto in altre situazioni analoghe, che porterebbe alla decimazione “naturale” degli animali e a possibili problemi veterinari per le restanti specie, comprese quelle da reddito. Per raggiungere il risultato, saranno rafforzati i piani di prelievo ordinari nelle aree di caccia limitrofe, sia in Veneto sia in Friuli Venezia Giulia. Qualora tali iniziative non si rivelassero sufficienti, sarà possibile attivare interventi di controllo anche all’interno dell’area demaniale, esclusivamente utilizzando personale istituzionale (polizia forestale). Secondo i tecnici, un corretto equilibrio potrebbe essere raggiunto contenendo i cervi attorno alle 1000 – 1.500 unità. “In buona sostanza – ha commentato Stival – il nostro obiettivo è dare una mano agli equilibri naturali perchè non vengano compromessi, in una zona dove convivono risorse naturali e attività di coltivazione della foresta, pascolo e zootecnia di pregio, bovina e ovina”. In occasione della forma del documento, gli allevatori del Cansiglio hanno manifestato per sollecitare anche indennizzi per le perdite subite, chiedendo tra l’altro recinzioni e indagini epidemiologiche.
CITY
27 OTTOBRE 2010
 
Mattanza di elefanti “Avorio diretto in Cina”
Dal Kenya Negli ultimi 3 anni i cacciatori di frodo hanno ucciso centinaia di esemplari. Colpa anche  di un accordo commerciale  tra Cina e alcuni Paesi africani.
 
Continua la mattanza di elefanti in Kenya e l’avorio delle loro zanne viene spedito in Cina. Un massacro silenzioso, che ora viene denunciato dalla scrittrice italiana (naturalizzata kenyota) Kuki Gallman, autrice di romanzi sull’Africa di grande impatto, come “Sognavo l’Africa” (da cui è stato tratto nel 2000 il film omonimo con Kim Basinger) e fondatrice di varie associazioni a difesa della natura africana. “Nel 2007 nella nostra riserva abbiamo perso sette elefanti, nel 2008 ne sono stati uccisi 26 e l’anno scorso 62. E tutto questo avorio è finito in Cina”, dichiara la scrittrice, che aggiunge: “Fino al 2007 il traffico di avorio era illegale. Poi, Paesi come il Sudafrica, la Namibia, il Botswana e lo Zimbabwe hanno ottenuto dalla Cites, l’organizzazione che regola il mercato mondiale d ei prodotti di specie a rischio, il permesso di vendere il loro avorio alla Cina”. Una mossa che si è rivelata “tragica”: ha riattivato il mercato nero e ha aumentato il bracconaggio a danno degli elefanti: “Creando e mantenendo vivo il mercato dell’avorio si è colpevoli allo stesso modo del bracconiere che spara e uccide un animale in Africa. Se volete l’avorio, ricordatevi che avete la stessa responsabilità di un bracconiere che fisicamente uccide questi animali”. Gli ultimi dati ufficiali (2008) parlano di 100 tonnellate di avorio esportate: oltre 10.000 elefanti.

LA ZAMPA.IT
27 OTTOBRE 2010
 
L'autrice di Sognando l'Africa paladina degli elefanti
Kuki Gallman denuncia il mercato nero dell'avorio in Kenya
 
 
NAIROBI - Da scrittrice di successo a paladina degli elefanti. Kuki Gallman, autrice di Sognavo l’Africa, da cui è stato tratto l’omonimo film con Kim Basinger, ha denunciato all’Ansa la ripresa della mattanza dei elefanti  in Africa e del mercato nero dell’avorio diretto verso la Cina.
«Creando e mantenendo vivo il commercio dell’avorio si è colpevoli tanto quanto il bracconiere che spara e uccide un animale in Africa - è l’appello della scrittrice - Se volete comprare l’avorio ricordate che avete la stessa reponsabilità di un bracconiere che uccide gli elefanti. Siete responsabili della morte di un animale africano che un giorno non esisterà più, perchè gli elefanti stanno diventando a rischio estinzione, come i mammuth».
Da q uasi 40 anni la Gallman vive in Kenya, a circa 300 chilometri da Nairobi in una tenuta dove insieme a lei e alla figlia convivono esponenti di tribù indigene e animali selvaggi come elefanti, rinoceronti e leopardi. Dopo la tragica morte del marito Paolo in un incidente stradale e del primogenito Emanuele, morso da una vipera mentre ne prelevava il veleno, creò nel 1984 la Gallman Memorial Foundation in memoria dei suoi cari, occupandosi della salvaguardia dell’ambiente. «Nel 1989 il mercato internazionale dell’avorio venne chiuso creando grandi speranze in tutti noi - precisa la scrittrice di origine veneziana - purtroppo quasi 10 anni dopo, nel 2007, il Sud Africa, la Namibia il Botswana e lo Zimbabwe ottennero dall’organizzazione che regola il mercato mondiale dei prodotti di specie a rischio, la Cites, il permesso di vendere il loro avorio alla Cina. Da quel momento un messaggio si sprigionò in Africa, cio& egrave; che c’era dell’avorio legale». Una mossa tragica che portò ad un immediato riattivarsi del mercato nero, con un tragico aumento del bracconaggio attraverso l’intero continente. «Nel 2007  nel nostro conservancy abbiamo perso sette elefanti, 26 nel 2008 e l’anno scorso addirittura 62. Questo avorio è finito tutto in Cina».
Nella riserva della Gallman lavorano un centinaio di ranger e altrettanti esponenti dei Pokot, la tribù locale. La scrittrice da anni si dedica all'arduo compito di convincere soprattutto i giovani a rinunciare alle attività di bracconaggio. Molti di loro sono ragazzi senza istruzione e senza lavoro e la caccia agli elefanti, o ai rinoceronti, rappresenta un modo per guadagnare qualche scellino keniano. «Non appena hanno un fucile in mano diventano subito dei bracconieri e cacciano i pachidermi alimentando in questo modo la domanda di avorio da par te di Paesi lontani». Un compito non facile ma che a volte porta anche dei risultati. «La scorsa estate ho fatto un esperimento con mia figlia Sveva. Ho preso dalla prigione alcuni giovani che erano stati catturati con l’accusa di bracconaggio. Ho ottenuto il permesso di farli uscire dal carcere e ho insegnato loro a fare gli acrobati. Per qualche mese hanno seguito un corso e poi si sono esibiti alla sede dell’ambasciatore americano a Nairobi a fine settembre davanti a un pubblico internazionale ed è stato un successo. In questo modo ho portato e ho dato loro un messaggio di speranza». Una speranza che trae origine dalle sue tragedia personali, come spiega la stessa Gallman. «Dopo la morte di mio figlio Emanuele sono rimasta con un senso di inutilità. Per cercare di trarre qualcosa di positivo da quella tragica esperienza ho pensato all'unica che avesse ancora un senso per me, cioè costruire questo centro. Ogni g iorno cerco di cambiare il negativo in positivo, trasformare la morte nella vita, la fine in un inizio, la disperazione in speranza, e la mia battaglia continua, non si ferma qui».
LA ZAMPA.IT
27 OTTOBRE 2010
 
Lateef Jassim, e i suoi dieci gatti randagi
 
Lateef Jassim ha 32 anni e vive nel quartiere di Karrada della capitale Baghdad. Qui lavora in un negozio di musica, dove ospita e si prende cura di dieci gatti randagi, che con lui hanno trovato una nuova vita
 
 
FOTO

LA ZAMPA.IT
27 OTTOBRE 2010
 
La mia amica tartaruga
 
 
CESARE PIERBATTISTI
 
Quando pensiamo ad un rettile, ad esempio ad una tartaruga, istintivamente lo poniamo su di un piano di inferiorità rispetto a qualsiasi mammifero, come un cane o un gatto che sentiamo più vicini a noi, più comprensibili. Nei primi Anni 80’ quando avevo da poco intrapreso la professione ricevetti una sera la telefonata di una signora che mi chiedeva di visitare urgentemente la sua tartaruga che sospettava avesse ingerito un insetto fulminato dall’insetticida. Nel mio studio giunse una bellissima tartaruga di una terra esotica, un Geochelone Elegans, grande come una zuppiera. Mi disse che l’aveva portata con se da Ceylon quando era ancora possibile, e che era intelligentissima ed ubbidientissima.
Non commentai so che, come si dice a Napoli «ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia» e che il nostro animale è sempre il migliore ed il più dotato, ma che una tartaruga potesse essere intelligentissima e, ubbidientissima, mi pareva eccessivo. Mentre prendevo gli strumenti del mestiere la signora mise l’animaletto sul tavolo e quando mi avvicinai dal lato opposto disse «Bibi, vai dal dottore!» e Bibi venne verso di me.
Pensai al caso ma quando ebbi finito di manipolare la tartaruga la signora la richiamò «Bibi vieni dalla mammma» e quella tornò da lei che, comprendendo il mio stupore sentenziò: «le avevo detto che era intelligente». Anche se già ne ero consapevole da quel giorno imparai che nessuna creatura deve essere sottovalutata e l’«intelligenza» si nasconde dove mai ci aspetteremmo di trovarla mentre spesso non c'è dove dovrebbe essere.
Raccomandazione
Se decidete di acquistare una tartarughine d’acqua ricordatevi che nel giro di due o tre anni possono raggiungere il chilo di peso e dovrete rinunciare alla vasca da bagno. Evitate quelle orrende vaschette in plastica nelle quali le tartarughe agonizzano lentamente.
Controlli per cani
L’inverno è alle porte, potrebbe essere utile un test per la leishmaniosi, specialmente se ha viaggiato con voi in zone a rischio.
Presidente Ordine dei Veterinari di Torino
MARKET PRESS
27 OTTOBRE 2010
 
BIODIVERSITÀ: UNA CATASTROFE NON SOLO ECOLOGICA, ANCHE ECONOMICA OGNI GIORNO SCOMPAIONO 30 SPECIE, 17.000 SONO A RISCHIO
 
C´era una regola in natura: alcune specie scompaiono, altrettante nascono. Una selezione naturale e un equilibrio perfetto. Poi sono arrivati l´uomo e le sue industrie ed è cominciata la corsa alla modernizzazione e al progresso. Il ritmo di nascita di nuove specie non ce la fa più a sostenere la velocità di estinzione di altre. Stiamo perdendo l´equilibrio naturale e non possiamo far finta di niente. Ne parliamo con Jo Leinen, il socialdemocratico tedesco a capo della commissione per l´ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare del Parlamento. Proprio oggi è volato a Nagoya, in Giappone, per il Vertice Onu sulla biodiversità (Cop 10) a cui parteciperà una delegazione del Parlamento. C´è una relazione tra perdita di biodiversità e cambiamento climatico? Sono profondamente connessi. Prendiamo le foreste pluviali: quando le distruggiamo aumentiamo il rischio di una modificazione del clima. Da un altro lato possiamo dire però che anche il cambiamento climatico ha un forte impatto sugli ecosistemi, provocando per esempio la desertificazione. Alcuni arrivano a parlare di "estinzione della natura". La situazione è davvero così drammatica? Ogni giorno perdiamo circa 30 specie e, secondo uno studio delle Nazioni Unite, altre 17.000 sono a rischio. E non è soltanto una catastrofe ecologica, ma anche economica: ogni anno la distruzione di risorse naturali comporta una perdita di circa 50 miliardi di euro, a fronte di un investimento a livello globale per la protezione della biodiversità di 3 miliardi. C´è un´ampia frattura che continua ad ampliarsi ogni anno tra quanto servirebbe e quanto viene stanziato. Cosa si aspetta dal vertice di Nagoya? Spero che riusciremo a trovare un accordo comune su una strategia per fermare la perdita di biodiversità. Il nostro obiettivo a breve termine è quello di fermare entro il 2020 la scomparsa di specie animali e vegetali. Nel lungo termine, entro il 2050, vorremmo poi recuperare gli ecosistemi distrutti, attraverso il rimboschimento e la restaurazione dei bacini idrici. L´unione europea dovrebbe assumere un ruolo guida nella difesa della biodiversità. Eppure gli obiettivi per il 2010, stabiliti nel 2002, non sono stati raggiunti. Perché dovrebbe essere diverso per quelli del 2020? Dobbiamo inserire la biodiversità in molte aree di azione politica: agricoltura, pesca, foreste e trasporti. "Natura 2000" non basta più: protegge il 10% e lascia il 90% in preda al degrado. Quello che abbiamo imparato dal mancato raggiungimento degli obiettivi 2010 è che bisogna considerare il problema in tutti i suoi aspetti. La Norvegia ha una legge sulle risorse genetiche e ha donato un miliardo di dollari per proteggere le foreste pluviali brasiliane. L´unione europea dovrebbe intraprendere misure simili? La Norvegia è un modello positivo di responsabilità e impegno. Potremmo seguire il suo esempio se avessimo maggiori risorse finanziarie e uno strumento legale per controllare il traffico di risorse genetiche. Un Fondo Verde potrebbe aiutare quei paesi che hanno urgentemente bisogno dei fondi a difendere o restaurare il proprio livello di biodiversità. Da dove dovrebbero venire i fondi per la difesa della biodiversità? Dobbiamo pensare a fonti innovative di finanziamento. Collegando la protezione del clima alla difesa della biodiversità potremmo mettere mano su parte dei fondi proposti per lo sviluppo, pari a 30 miliardi di dollari fino al 2013 e a 100 miliardi di dollari entro il 2020. Potremmo poi attingere anche ai finanziamenti per il mercato delle emissioni e per il cosiddetto "Meccani smo di Sviluppo Pulito" previsto dal protocollo di Kyoto. Il Parlamento ha anche proposto una tassa sulle transazioni finanziarie per regolare la speculazione e difendere la biodiversità.
VITA.IT
27 OTTOBRE 2010
 
Anche gli animali domestici hanno la “Costituzione”
 
La “Costituzione” degli animali domestici è diventata legge. La Camera ha infatti definitivamente ratificato con 489 voti a favore, nessun contrario e tredici astensioni, la Convenzione europea degli animali da compagnia, promulgata il 13 novembre del 1987. Arriviamo penultimi in Europa (tra i paesi dell'Unione manca ancora la ratifica dei Paesi Bassi), ma il testo votato dalla Camera rafforza la tutela dei diritti degli animali e stabilisce due nuove fattispecie di reato (traffico illecito e introduzione illecita in Italia) che vanno riempire una lacuna dell'ordinamento.
L’uccisione di un animale da compagnia sarà punita con la reclusione da 4 mesi a due anni e il maltrattamento di animali potrà essere sanzionato con la reclusione da tre a 15 mesi o con una multa che va da 3000 a 15.000 euro. Le sanzioni vengono aumentate se gli animali uccisi o maltrattati hanno meno di 12 settimane di vita. Da oggi cagionare una lesione, maltrattare, seviziare, sottoporre un animale a fatiche o lavori non sopportabili per le sue caratteristiche, arrecare danni alla sua salute sottoponendolo a trattamenti veterinari inadatti o drogandolo, verrà punito con la reclusione da tre a 15 mesi o con una multa da 3000 a 18.000 euro. La stessa sanzione si applica a chi sottopone un animale al taglio della coda o delle orecchie, alla recisione delle corde vocali, all'asportazione delle unghie o dei denti o a altri interventi chirurgici che non siano finalizzati a scopi terapeutici. Le pene previste sono aumentate della metà, nel caso questi interventi provochino il decesso dell'animale.
Il provvedimento ha una portata rilevante, poiché sono 17 milioni le famiglie italiane che hanno un animale in casa e secondo le stime gli animali domestici sono 44 milioni. Il via libera bipartisan della Camera non è stato tuttavia all'insegna dell'unanimismo.
«Il provvedimento -ha ricordato Gabriele Cimadoro (Idv)- arriva dopo 23 anni e ci fa passare da regime di tolleranza a una tutela assoluta, in cui l'animale viene quasi considerata una persona. Siamo d'accordo sulla filosofia del testo che va a chiarire alcune situazioni drammatiche come il contrabbando dei cuccioli. Permane qualche criticità come sull'atteso regolamento del Ministero della salute che -secondo l'esponente dell'Idv- doveva essere allegato alla ratifica».
«Forse era possibile fare di più - ha dichiarato Katia Polidori a nome di Fli- specie nell’ambito dei trattamenti veterinari “estetici“ come il taglio delle orecchie e della coda. Le norme contenute nella convenzione mettono un freno al business delle vendite illegali e alle scommesse sui combattimenti che si calcola ammontino a 800 mln/anno». Solo la vendita di cuccioli importati illegalmente, senza documenti o libretto sanitario, frutta ai trafficanti oltre 300 mln. «Ogni anno - ha spiegato la deupata del Pdl, Maria Rosaria Rossi - centinaia di migliaia di cuccioli vengono introdotti illegalmente in Italia, provenienti soprattutto dall’est.
Imprigionato in un bagagliaio o in piccoli box che gli consentono a malapena di muoversi, un animale su tre non arriva vivo a destinazione. Acquistati a prezzi irrisori, l'importatore poi provvede a falsificare la documentazione facendo risultare che il cucciolo proviene da allevatore italiano e lo rivende a prezzi 20 volte superiori rispetto al prezzo iniziale di acquisto».
Gli animali vengono acquistati con leggerezza, senza considerare a fondo i “doveri” che spettano al proprietario. «Ci avviciniamo al Natale - ha affermato Angelo Compagnon a nome dell'Udc - ed è bene ricordare che non va incentivato l'acquisto degli animali come regalo per le feste. I cuccioli non sono giocattoli, le famiglie li prendono e poi si rendono conto di non poterli tenere. In questo la ratifica ricorda che gli uomini hanno il dovere di rispettare tutte le creature viventi».
Non tutti hanno apprezzato il fatto che la Camera abbia impegnato metà seduta per una legge sui diritti degli animali. «Sono d’accordo sulla legge - ha concluso Savino Pezzotta che si è fatto “portavoce“ delle tredici astensioni finali - ma trovo assurdo che, con tutti i problemi che ha il Paese, noi abbiamo impiegato una mattinata per fare un discorso del genere. È un cattivo segnale che il Parlamento da al Paese».

IT NEWS
27 OTTOBRE 2010
 
Animali: Camera vara la 'Costituzione' per cani e gatti
 
Roma - La 'Costituzione' degli animali domestici e' diventata legge. La Camera ha infatti definitivamente ratificato con 489 voti a favore, nessun contrario e tredici astensioni, la Convenzione europea degli animali da compagnia, promulgata il 13 novembre del 1987. Arriviamo penultimi in Europa (tra i paesi dell'Unione manca ancora la ratifica dei Paesi Bassi), ma il testo votato dalla Camera rafforza la tutela dei diritti degli animali e stabilisce due nuove fattispecie di reato (traffico illecito e introduzione illecita in Italia) che vanno riempire una lacuna dell'ordinamento.
ASCA
27 OTTOBRE 2010
 
ANIMALI: FRATTINI, RATIFICA TAPPA FONDAMENTALE BATTAGLIA DI CIVILTA'
 
Roma - ''E' una tappa fondamentale di una battaglia di civilta', che giunge in un momento particolarmente opportuno''. Con queste parole il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha commentato la definitiva approvazione in terza lettura, da parte della Camera dei Deputati, della legge di ratifica della Convenzione del Consiglio d' Europa sulla protezione degli animali da compagnia.
''Apprendo con immensa soddisfazione del via libera del Parlamento ad un provvedimento che risponde alle attese di tante famiglie italiane - afferma il ministro - giustamente ansiose, a 23 anni dalla firma della Convenzione, che vengano finalmente compiute azioni concrete per stroncare il criminale traffico di cuccioli'.
''Le tristi statistiche di cui disponiamo - osserva Frattini - indicano che in coincidenza con le ultime settimane dell'anno il traffico illecito di cuccioli assume dimensioni maggiori. Sanando una lacuna che per anni ha destato la sensibilita' dell' opinione pubblica - prosegue il titolare della Farnesina - oggi, in virtu' dell' impegno corale del Governo e del Parlamento, l' Italia ha adottato un Accordo internazionale che sancisce principi fondamentali, introducendo allo stesso tempo anche le necessarie modifiche all' ordinamento interno al fine di garantire piu' ampie tutele a favore degli animali''.
''Ora - conclude Frattini - continueremo a lavorare sia sul piano nazionale con il costante e prezioso contributo delle associazioni italiane, sia sul piano internazionale sensibilizzando i Governi amici dei Paesi maggiormente coinvolti nel fenomeno della tratta di cuccioli, affinche' le norme contenute nella Convenzione trovino piena attuazione''.

ADN KRONOS
27 OTTOBRE 2010
 
Animali: Martini, ratifica convenzione dopo 23 anni passo avanti civilta'
 
Roma - Carcere e maxi multe per chi importa illegalmente animali da compagnia e pene piu' severe per maltrattamenti. Con la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, ratificata oggi dalla Camera, "si fa un passo avanti di civilta'", spiega il sottosegretario alla Salute con delega al benessere animale e alla medicina veterinaria, Francesca Martini, che considera il provvedimento "un grande traguardo raggiunto dal Governo".
LA ZAMPA.IT
27 OTTOBRE 2010
 
Carcere per chi maltratta gli animali
La Camera approva la ratifica della convenzione Ue. Stop al traffico illecito
 
Chi uccide un animale va in carcere da quattro mesi a due anni (in luogo della reclusione da tre a diciotto mesi). Chi li maltratta rischia la reclusione va da 3 a 18 mesi o la multa da 5.000 a 30.000 euro: è quanto prevede la ratifica della convenzione Ue per la protezione degli animali da compagnia definitivamente approvata oggi dall’Aula della Camera. Il testo introduce anche la fattispecie penale del traffico illecito di animali da compagnia. La disposizione sanziona con la reclusione da 3 mesi a un anno, e con la multa da 3.000 a 15.000 euro chiunque, al fine di procurare a sè o ad altri un profitto, reiteratamente o tramite attività organizzate, introduce in Italia animali da compagnia privi di certificazioni sanitarie e di sistemi di identificazione individuale (passaporto individuale, ove richiesto) ovvero, una volta introdotti nel territorio nazionale, li trasporta, cede o riceve.La pena è aumentata se gli animali hanno un’età inferiore a 8 settimane o provengono da zone sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria. In caso di condanna viene prevista la confisca dell’animale, che sarà affidato alle associazioni di protezione, e la sospensione da tre mesi a tre anni dell’attività di trasporto, di commercio o di allevamento degli animali di chi ha cooperato al maltrattamento con, in caso di recidiva, l’interdizione dall’esercizio delle attività medesime. Questa previsione è riferita in particolare a chi importa dall’estero animali da combattimento.
Se il traffico illecito di animali da compagnia non integra gli estremi della fattispecie penale (ad esempio perchè la condotta non è reiterata nè svolta con attività organizzate), l’autore della condotta è soggetto alle seguenti sanzioni amministrative pecuniarie: - da 100 a 1.000 euro per ogni animale introdotto privo di sistemi di identificazione individuale; - da 500 a 1.000 euro per ogni animale introdotto in violazione della legge, salva la possibile regolarizzazione ovvero per chiunque trasporti, ceda o riceva animali introdotti illegalmente; - da 1.000 a 2.000 euro per ogni animale introdotto o trasportato di età inferiore a 8 settimane o proveniente da zone sottoposte a misure restrittive.

QUOTIDIANO.NET
27 OTTOBRE 2010
 
Ok ai diritti degli animali da compagnia Pezzotta protesta: "Pensate ai lavoratori"
 
La Camera ha ratificato la convenzione europea, promulgata nell'87. L'esponente Udc: "In un momento di crisi economica si impegna un'intera mattinata a parlare di cani e gatti..."
Roma, 27 ottobre 2010 - La Camera ha definitivamente ratificato la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia. Il provvedimento che proveniva dal Senato, ha ottenuto 489 voti a favore, 13 astensioni e nessun voto contrario ed era atteso dal 23 anni. La Convenzione Ue sui diritti degli animali da compagnia era stata infatti promulgata il 13 novembre del 1987. L’Italia, insieme ai Paesi Bassi, non aveva ancora adempiuto all’obbligo comunitario.Un’astensione “di protesta” si registra da parte di Savino Pezzotta: il deputato Udc, al momento del voto finale, nell’aula della Camera, prende la parola e sbotta: “Mi astengo, non perché non condivido il provvedimento, ma per protesta contro il fatto che, in un momento di crisi e di disoccupazione gravissima, impegniamo un’intera matti nata il parlamento a discutere di cani e gatti. Stiamo dando al Paese un cattivo segnale".
LA PROVINCIA DI COMO
27 OTTOBRE 2010
 
Un Grande fratello anche per i gatti?
 
Eleonora Ballista
 
Provate voi a prendere in braccio un gatto e a imporgli di fare le fusa. Provate a invitarlo a seguirvi nella passeggiata domenicale al parco. Provate anche a dirgli di mangiare se in quel momento non ne ha voglia. Il gatto è l'essenza dell'indipendenza: fa, sostanzialmente, quello che gli pare, quando gli pare. E se pretendete da lui le coccole affettuose in un momento che ritiene "no", non ve le farà mai. Si divincolerà e, con un balzo, scenderà dal vostro grembo, allontanandosi, non senza, dopo qualche passo felino, avere voltato l'aristocratico musetto in una smorfia che, anche senza parole, recita "tse, cosa credi? Io faccio le cose solo quando ne ho voglia".
E allora che senso ha inserire sotto pelle al micio di casa un microchip ad avanzata tecnologia? Non si può tenere sotto controllo questo particolare animale che , per quanto domestico, è pur sempre un felino dall'istinto selvatico. La trovata, dice chi la promuove, è un deterrente contro l'abbandono e contro la perdita dell'animale, ma come si fa a stabilire se il gatto è randagio per volontà del padrone che lo ha abbandonato o per volontà dello stesso gatto che ha deciso di allontanarsi? Perché così fanno i gatti: restano con la famiglia che li accudisce, senza bisogno di guinzaglio alcuno, anche per molti anni. Poi, d'improvviso, spariscono. In qualche caso può anche essere che siano stati abbandonati, ma più facilmente succede che finiscano investiti da una macchina o sentano che la fine è prossima e si allontanino per morire, da soli e in pace. Ma con la tecnologia del microchip nemmeno quest'ultimo passaggio sarebbe in tranquillità, disturbato dallo zelo dei veterinari che "aderiscono all'iniziativa", giurando che è cosa buona e che l'anima le non soffre. Il magico aggeggio, pur non obbligatorio, costa circa 40 euro e in Italia vi sono circa 8 milioni di gatti. I conti li fate voi?
 
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