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LA SICILIA AGRIGENTO
28 LUGLIO 2009
Cani e
galline bruciati vivi in un incendio a San Benedetto
Provincia di Agrigento - Un cane e
una decina di galline sono morti, bruciati vivi, mentre altri
animali hanno rischiato di fare la stessa fine per un incendio
scoppiato nel tardo pomeriggio di sabato vicino alla zona
industriale di San Benedetto. Il rogo è partito da un terreno di
sterpaglie e subito dopo le fiamme si sono propagate fino a
raggiungere il casolare dove al suo interno si trovavano gli
animali. I quali non ce l'hanno fatta a scappare e sono rimasti
intrappolati. Buona parte degli animali sono riusciti a salvarsi
anche grazie all'immediato intervento di una squadra dei vigili
del fuoco del comando provinciale di Villaseta. Questi, infatti,
sono riusciti ad arginare le fiamme, liberando così gli altri
animali. I vigili del fuoco hanno provveduto a liberare gli
animali e poi hanno proceduto a domare il rogo ed alla messa in
sicurezza del luogo. Nella zona a fuoco sono andati alcuni
ettari di sterpaglia e macchia mediterranea che hanno alimentato
l'incendio, che in breve tempo ha lambito anche alcune
abitazioni. Sul posto sono accorse altre due squadre disponibili
dei vigili del fuoco. Gli abitanti delle case minacciate dal
fuoco sono stati invitati a restare in casa. Dopo alcune ore di
lavoro dei vigili l'incendio è stato ridimensionato. Intanto
sono proseguite incessanti anche durante le ore notturne, le
attività dei vigili del fuoco volte allo spegnimento dei
numerosi incendi di boschi e sterpaglie che ormai da giorni
attanagliano senza tregua molti comuni dell'Agrigentino.
Centinaia di uomini e mezzi dei vigili del fuoco e del Corpo
Forestale sono mobilitati nelle operazioni di abbattimento dei
roghi e a presidio di tutte quelle strutture, centri turistici,
nuclei industriali, aziende agricole, gravemente minacciate
dalle fiamme.
Anche un elicottero e un canadair del nucleo dei vigili del fuoco hano partecipato attivamente con lanci d'acqua e ricognizioni aeree sulle zone maggiormente interessate dagli incendi. Al comando di Villaseta hanno già fatto ricorso al raddoppio dei turni di servizio ed al richiamo del personale libero per rafforzare il dispositivo di soccorso e fare fronte così alle situazioni più critiche. Incendi di boschi e sterpaglie sono stati registrati in diverse zone della provincia. Roghi di particolare rilevanza si sono avuti tra Agrigento, Raffadali e Favara.
IL SECOLO XIX 28 LUGLIO 2009
Mattanza di giovani cinghiali dopo la festa patronale San Bartolomeo di Sori
Pablo Calzeroni
Provincia di Genova - MATTANZA di cinghiali alla festa del
Paese. Due cucciolotti sono stati uccisi a bastonate, davanti
allo sguardo spaventato di alcuni bambini, solo perchè si erano
avventurati vicino alla tavolata dove alcune famiglie stavano
cenando. E alla fine sono dovute intervenire le guardie zoofile
che, dopo un'indagine lampo, hanno identificato gli autori del
reato e denunciato alla Procura della Repubblica una decina di
persone, tra cui anche un parroco. Sono tutti accusati della
barbara uccisione degli animali, ma anche di furto venatorio
perchè gli ungulati sono di proprietà della Stato. Li si può
uccidere solo quando è aperta la caccia e le battute devono
essere comunicate e coordinate dalla Provincia. E l'altro
giorno, quando è successo il fatto, la caccia era chiusa.
LA SICILIA
28 LUGLIO 2009
Randagio
investito a Mussomeli, difficoltà per prestargli soccorso
Mussomeli (CL). Che i cani randagi
rappresentino un problema e un pericolo è un dato ormai
assodato, come le cronache tristemente raccontano. Le pubbliche
falle organizzative emergono però non soltanto al momento della
cattura e della custodia, ma anche quando sono i poveri animali
ad avere bisogno di aiuto. E' accaduto nella tarda mattinata di
domenica a Mussomeli. In pratica un randagio (una cagna di
piccola taglia), è stato investito da un'auto in contrada Bosco
(nei pressi di un supermercato), dove la strada è molto
trafficata. "Questa cagna - racconta il responsabile della
Protezione civile, Michele Anzalone - era sofferente. Ci hanno
avvisato dei passanti e ci siamo portati sul posto. Una volta
constatate le sue precarie condizioni abbiamo avvisato le forze
dell'ordine ma si sono posti subito dei problemi logistici: chi
doveva prendersene cura? Chi doveva spostarla? Dove curarla? Con
noi era anche presente il consigliere comunale Nicola Lunetta.
Dopo un tira e molla si è deciso di portare la cagna
nell'ambulatorio veterinario di contrada Indovina. E così l'ho
dovuta spostare io e i vigili urbani l'hanno presa in consegna.
Era presente anche un medico e il titolare dell'ex canile Elio
Ferreri. Certo sarebbe meglio avere una struttura efficiente e
sapere in anticipo chi contattare in caso di emergenza e quali
cure garantire ai randagi che ne abbisognano. Si potrebbe
sottoscrivere una convenzione con Ferreri e utilizzare il suo
canile alla bisogna, piuttosto che perdere ore per capire chi
deve intervenire".
LA PROVINCIA DI LECCO
28 LUGLIO 2009
Caccia
aperta al killer dei cani
Paola Sandionigi
BOSISIO PARINI (LC)- C'è un
killer dei cani in circolazione. Sabato pomeriggio si è
verificato un episodio spregevole che ha fatto scattare
l'allarme. Un cane dopo aver mangiato alcuni bocconi trovati
lungo la passeggiata a lago è morto. A nulla sono valsi i
soccorsi immediati del padrone, che si è però rivolto ai
vigili. La polizia locale è intervenuta raccogliendo le
prove, appunto una serie di bocconi avvelenati buttati lungo
la passeggiata a lago, in particolare nella zona delle
canoe.
Ieri mattina i bocconi sono stati portati all'Asl che li analizzerà. I risultati confermeranno la presenza o meno di veleno, o addirittura, come sembra, di scaglie di vetro. Ma il killer avrebbe le ore contate.
***
Il
killer dei cani semina veleno
Un
animale morto, altri bocconi trovati sul lungolago, indagini
già a una svolta
BOSISIO PARINI (LC) - C'è un
killer dei cani in circolazione ma avrebbe già le ore
contate.
Sabato pomeriggio un episodio spregevole che ha fatto scattare l'allarme. Un cane dopo aver mangiato alcuni bocconi trovati lungo la passeggiata a lago è morto. A nulla sono valsi i soccorsi immediati del padrone, che si è però rivolto ai vigili. La polizia locale è intervenuta raccogliendo le prove, una serie di bocconi avvelenati buttati lungo la passeggiata a lago, in particolare nella zona delle canoe. Ieri mattina i bocconi sono stati portati all'Asl che li analizzerà. I risultati confermeranno la presenza o meno di veleno, o addirittura, come sembra, di scaglie di vetro. Ma il killer ha le ore contate, gli investigatori saprebbero già di chi può trattarsi: servono solo alcune conferme, tra queste le analisi dei bocconi. Un gesto spregevole che ha fatto andare su tutte le furie il sindaco Giuseppe Borgonovo, tanto che per il paese sono stati affissi una serie di cartelli (nella foto) con i quali si invitano tutti a fare molta attenzione e a segnalare qualsiasi sospetto. Purtroppo pare che a qualcuno non piaccia che i cani frequentino la passeggiata a lago. Qualche battibecco c'era già stato e pure qualche insofferenza che adesso pare essere sfociata nei bocconi avvelenati. Il colpevole, appena si avrà la certezza sulla sua identità, sarà denunciato e perseguibile con un'ammenda salata e rischia pure una condanna, visto che la questione sta già sollevando le ire delle associazioni animaliste e della stessa Amministrazione comunale. «E' un gesto vergognoso ? sbotta il sindaco Giuseppe Borgonovo -, sabato pomeriggio abbiamo ricevuto la segnalazione di una persona a cui è stato avvelenato il cane. Abbiamo fatto i controlli e trovato dei bocconi sospetti, molto sospetti. Chi sa qualcosa, è invitato a fare segnalazione in Comune. Vogliamo capire quello che sta succedendo ed intervenire drasticamente». Bocconi avvelenati contro i cani che potrebbero fare del male anche ai bambini che giocano in zona, visto che la passeggiata è ormai il quartier generale di tante persone, soprattutto nel fine settimana. «Un gesto vergognoso che condanniamo, e faremo di tutto per trovare il colpevole, che dovrà rispondere delle sue azioni», conclude il sindaco Borgonovo. Tutti coloro che hanno visto qualcosa o hanno dei sospetti, sono invitarti a contattare la polizia municipale al più presto.
LA SICILIA AGRIGENTO
28 LUGLIO 2009
Affidato
il servizio di accalappiacani
Il Comune
di Ribera dichiara guerra al randagismo
Ribera (AG) - Il comune,
finalmente, toglie i cani randagi dalle strade e dal territorio
e affida il servizio agli accalappianicani dell'Unione dei
Comuni che fa capo a Raffadali. A dare la notizia del servizio
comunale, che è partito nella giornata di ieri, è stato
l'assessore all'Agricoltura Paolo Caruana il quale ha precisato
che l'ente locale ha sottoscritto una convenzione, senza data di
scadenza, per permettere la cattura dei cani che ultimamente
erano diventati numerosi e randagi in tutto il tessuto urbano,
suscitando apprensione e paura tra le famiglie e soprattutto tra
i bambini che hanno paura a scendere in strada. Il servizio
viene realizzato al momento con uomini e mezzi dell'Unione dei
Comuni di Raffadali e non sarà nemmeno molto costoso perché è
stato concordato che verranno rimborsate soltanto le spese vive
del servizio svolto per conto del comune di Ribera. Gli animali,
che verranno catturati, saranno accompagnati presso il canile
privato che è ubicato sulla Ss 386, tra Ribera e Calamonaci. In
questa sede i cani rimarranno ospiti per 30 giorni, in attesa
che i proprietari vengano a richiederli o che qualcuno esprima
il desiderio di volerli adottare. Gli animali, che rimarranno al
canile, successivamente saranno sottoposti a sterilizzazione e
saranno rimessi in libertà nelle aree dove sono stati prelevati,
in quanto non rappresenteranno più un pericolo per la comunità.
I cani pericolosi, quelli che per razza possono arrecare danno
ai cittadini e quelli che hanno contratto malattie contagiose,
invece, rimarranno al canile a spese del comune.
«L'amministrazione comunale - ci dice l'assessore Paolo Caruana
- si sta preparando per il futuro per garantire un servizio
certo, continuo e quotidiano alla città e alla popolazione.
Abbiamo deciso di inviare due impiegati comunali ad Agrigento
per frequentare presso l'Azienda Sanitaria Locale n. 1 un corso
speciale per ottenere il patentino e le competenze di
accalappiacani».
LIBERO
Guida per salvare i cani abbandonati in autostrada
OSCAR GRAZIOLI
Domenica scorsa
abbiamo pubblicato volentieri un intervento dell'on.le Gabriella
Gianmanco (PdL) sull'omissione di soccorso nei confronti degli
animali. Dato che siamo in pieno periodo di ferie (e purtroppo di
abbandoni) crediamo opportuno dare qualche suggerimento su cosa fare
e cosa non fare qualora ci si trovi di fronte un animale
abbandonato, ferito o che comunque necessiti di un soccorso
immediato. Quanto andiamo a scrivere vale anche per i proprietari
che si dovessero trovare in difficoltà con il proprio cane che,
molto giudiziosamente, si sono portati in ferie con sé.
Prima di
partire. Se Fido soffre di qualche malattia cronica, farsi dare dal
proprio veterinario una copia della cartella clinica e informarsi
preventivamente sulle strutture veterinarie presenti nel posto che
si è scelto e su quali hanno un reale servizio di reperibilità 24
ore su 24.
Cani e gatti
abbandonati. Spesso non è facile distinguere se un cane è stato
abbandonato o meno, ma alcuni segni comportamentali ci aiutano. Il
cane che, per strada o nell'area di sosta dell'autogrill, vaga di
qua e di là, fiutando prima l'uno poi l'altro, guardandosi intorno
spaesato, trotterellando veloce per poi fermarsi all'improvviso
vicino alla persona sbagliata è molto sospetto di abbandono. Se poi
non ha collare, pettorina, medaglietta o altri segni di
riconoscimento il sospetto è quasi certezza. Mai correre dietro un
cane o un gatto per prenderlo. Scapperà ancora più forte. Mai
allungare la mano sul collo: si rischia un morso pericoloso. Se non
si è ben esperti di cani cercare di non perderlo di vista seguendolo
cautamente e chiamare il 118 chiedendo che intervenga il servizio
veterinario e i suoi addetti. Se siete in certe zone del sud (senza
voler fare del leghismo di bassa lega) auguri, specie al cane. Se
servizi amministrativi e sanitari pubblici funzionassero seriamente
la piaga del randagismo non esisterebbe.
Cani feriti.
Facile, in questi giorni, incontrare un cane investito oppure
trovare il proprio cane riverso sul suolo a seguito della classica
"macchinata". Niente panico e soprattutto non precipitarsi a
raccoglierlo a mani nude. Se chiamate 118, 113, 112 ecc. e non
arriva nessuno (ipotesi non improbabile) tocca a voi. Il cane è in
uno stato di shock che, in parte lo protegge dal dolore e non
riconosce nessuno. Voi lo "svegliate" improvvisamente sollevandolo e
lui, sentendo il dolore acuto delle fratture, vi pianta i denti
nelle braccia. Due feriti al posto di uno. Prendete invece un telo,
passatelo delicatamente sotto il cane e, facendovi aiutare da un
altro, sollevate la "barella" e depositate il ferito in auto. Poi di
corsa dal veterinario. Di corsa fino a un certo punto: non è il
primo che prende e si tiene una multa anche con un cane moribondo in
macchina e a pochi metri dalla clinica veterinaria. Dipende da chi
incontrate con la paletta in mano.
Gatti feriti. Il
gatto è completamente diverso dal cane. Spesso anche se ferito a
morte rimane un lottatore temibile e i suoi morsi sono più
pericolosi di quelli del cane. Qui la barella è inutile. Il gatto,
zomperebbe via. La cosa migliore (a mali estremi estremi rimedi) è
un asciugamani o una copertina di lana, gettata sul felino. Lo si fa
su come un salame, fregandosene delle urla disumane (ovvio) che
escono dal viluppo. Di corsa dal veterinario, come sopra.
Cani avvelenati.
Se siete in campagna e improvvisamente Fido lancia un urlo, comincia
a sbavare e tremare gli potete salvare la vita con una banalità. Un
cucchiaio di acqua ossigenata. Vomiterà il boccone avvelenato e sarà
salvo. Attenzione che non sia stata una vespa (in tal caso si gonfia
a vista d'occhio). Anche qui, basta una fialetta di cortisone nello
zainetto a salvargli la vita. In montagna portate nello zainetto
refrigerato, oltre ai panini, una fiala di siero antivipera. I due
buchini sul naso si vedono bene e le urla di dolore si sentono
altrettanto bene.
LE ISTRUZIONI
RICONOSCERE UN
TROVATELLO
COME CURARE FIDO
COME CURARE
MICIO
BOCCONI VELENOSI
COMUNICATO STAMPA
AIDAA
28/07/09
ROGHI IN SARDEGNA. BRUCIATI VIVI MIGLIAIA DI ANIMALI Cagliari - Da alcuni giorni stanno giungendo segnalazioni inquietanti dalla Sardegna dove sarebbero diverse migliaia gli animali bruciati vivi nei roghi che da alcuni giorni interessano l'isola. Non siamo in grado di fare una stima precisa delle migliaia di animali (cani, gatti, ma anche pecore, ed animali del bosco più in generale) che sarebbero morti bruciati vivi negli incendi che nei giorni scorsi hanno interessato molte zone della Sardegna, ma sicuramente si tratta di una strage con ben pochi precedenti in Italia. Per avere un quadro della gravità della situazione occorre ricordare che in Sardegna esistono oltre 200.000 cani di proprietà ed almeno 25.000 cani randagi liberi. Senza contare le decine di migliaia di gatti di proprietà e randagi che vivono nelle zone colpite dal fuoco dei piromani nei giorni scorsi. La cosa più grave è che sulla morte di queste migliaia di animali nessuno fino ad oggi ha detto nulla, a differenza di altre situazioni quali il terremoto che nei mesi scorsi ha colpito l'Aquila quando ci fu un imponente ed auspicata mobilitazione anche a tutela delle migliaia di animali che erano rimasti coinvolti. Nel caso dei roghi in Sardegna sulla morte di queste migliaia di animali è calato il silenzio. Del resto non si tratta solamente di animali selvatici o di animali da lavoro o cani randagi, per chi conosce la Sardegna è facile immaginare quanti possano essere stati gli animali colti dal fuoco senza possibilità di scampo: ci riferiamo principalmente a quegli animali che pur essendo di proprietà vagano soli per le campagne o a quelli legati alla catena sotto il sole senza nemmeno una ciotola d'acqua, o a quelli chiusi nei box in mezzo alla campagna che vengono liberati una volta all'anno magari in occasione della caccia. AIDAA denuncia pubblicamente questo silenzio calato attorno a questa carneficina ed invita la regione Sardegna ad accusare i piromani (semmai verranno trovati) anche dei reati di uccisione e di maltrattamento di animali ai sensi dell'articolo 544 del codice penale modificato secondo la legge 189/2004. Allo stesso tempo l'associazione italiana difesa animali ed ambiente sta predisponendo un esposto che verrà inviato alle procure della repubblica di compentenza proprio per chiedere di avviare indagini anche per scoprire chi ha provocato la morte di queste migliaia di animali. “Sono molte le segnalazioni che stanno arrivando ai nostri servizi di tutela di animali ed al telefono amico di AIDAA da parte di decine di persone che si dicono scandalizzate della visione di molte carcasse di animali bruciati nei roghi dei giorni scorsi- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- non siamo in grado di fare una stima nemmeno approssimativa di quanti di questi animali hanno perso la vita, sicuramente è necessario far luce su quanto accaduto e trovare e punire in tempi rapidi gli autori di questi incendi che non solo hanno colpito le persone ma nel corso dei quali hanno perso la vita migliaia di animali inermi”. SESTO POTERE
Cesenatico (FC), ritrovati 3 cuccioli in via Pian del Carpine
Cesenatico (FC) -
Ieri mattina, grazie ad una segnalazione pervenuta tramite l'Urp,
alcuni agenti della Polizia Municipale hanno rinvenuto 3 cagnolini
di pochi giorni, di razza meticcia, colore bianco e pelo riccio,
vicino ad un cassonetto di via Pian del Carpine. Gli animali erano
in buone condizioni, tanto da lasciar presupporre che fossero stati
abbandonati la mattina stessa; tuttavia non è ancora stato
individuato l’autore di tale gesto, reato punibile con l'arresto
fino ad un anno e l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. TISCALI ANIMALI
Una mamma cane allatta dei porcellini come fossero i suoi cuccioli
FOTO http://photogallery.tiscali.it/speciale/petclub/gallery.php?id=17081
LIVE SICILIA
28 LUGLIO 2009
In difesa
dei cani killer
I cani sono tutti impazziti?
Perché stanno riempiendo le nostre cronache con i loro denti
aguzzi, da Acireale a Cammarata? Come gli uccelli di un noto
film hanno forse deciso tutti in banda di dichiarare guerra al
genere umano? Sarà bene ricordare che, nel conto reciproco
delle atrocità, quelli spietati siamo noi. Noi, che gli animali
li abbandoniamo, li maltrattiamo, li affoghiamo, li picchiamo.
Altro che cani killer e simili fesserie da giornalisti a corto
di metafore. Resta comunque la domanda iniziale: fu
impazzimento canino collettivo? Fu dichiarazione bellica? O,
chissà, è che certi tragici eventi semplicemente accadevano e
accadono. E in fondo, a ben guardare, è sempre colpa nostra.
IL
TIRRENO 28 LUGLIO 2009
I pitbull? La colpa è dei padroni
CECINA (LI). «I pitbull? La colpa è dei padroni, come quello di cui avete scritto. Ma le leggi ci sono». Marco Melosi, presidente dell’ordine provinciale dei veterinari, interviene sul caso (pubblicato sul “Tirreno” di domenica) del pensionato azzannato per aver difeso il suo cagnolino dall’attacco di un pitbull. «A gennaio - spiega Melosi - il sottosegretario Francesca Martini ha eliminato la black list, la lista delle razze pericolose, introdotta da Sirchia. Lo ha fatto seguendo questo ragionamento: nessuno studio dimostra che l’aggressività si trasmetta geneticamente. Un cane aggressivo lo diventa nel tempo e la responsabilità è solo del proprietario. In altre parole, dice Martini, se prendi un pitbull sai che è potenzialmente pericoloso e quindi devi gestirlo. Ad esempio portarlo fuori al guinzaglio, che peraltro sarebbe obbligatorio per tutti i cani, e con la museruola in una mano». «Ora - aggiunge Melosi - il pitbull è una razza creata per il combattimento tra cani. Ha un’aggressività innata verso i propri simili perché è un cane che ha subìto una violenza genetica. Si può discutere di questo, dell’impostazione di Martini e della black list. Una cosa è certa, anche se molta gente non lo sa: la legge c’è. Se il veterinario si accorge che un cane è potenzialmente pericoloso, deve segnalarlo al veterinario della Asl. Che a sua volta lo segnala al Comune, il quale deve imporre al proprietario del cane due cose: un corso, al termine del quale viene rilasciato un patentino; e l’assicurazione. Il problema è organizzare questi corsi, trovare i soldi per farlo eccetera. Ma soprattutto in Italia la legge non viene sempre rispettata o applicata. Un altro esempio? In ambulatorio mi arriva una grossa percentuale di cani senza microchip». Tornando all’episodio della Ladronaia, Melosi afferma che «quel pover’uomo ha ragione su patentino e assicurazione. Solo che questo c’è già. Invece il proprietario del pitbull, che lo porta fuori senza legarlo, è un incosciente».
IL SECOLO XIX
L'assessore Ruocco: pronti a valutare il ricorso della padrona
la maxi-multa al piccolo cane senza guinzaglio
La Spezia - «Un'ordinanza più rigida nella conduzione dei cani, che vanno tenuti al guinzaglio, ci voleva: e io comprendo bene anche i vigili urbani, che devono fare il loro mestiere, e dunque non possono mettersi di volta in volta a ipotizzare deroghe alla norma. Tuttavia credo che ogni caso costituisca una storia a sé: e se la proprietaria del pincher multato farà ricorso, la sua posizione potrà essere valutata». Sceglie la via della diplomazia, l'assessore alla tutela ambientale, Laura Ruocco: a fronte della valanga di commenti suscitata dalla sanzione da 150 euro a carico della portinaia del Palazzo Croce di Malta che possiede un mini-pincher di nome Peggy pizzicato senza giunzaglio. «La vicenda sarà soppesata -minimizza la Ruocco - credo che le sanzioni elevate a carico di conduttori di cani, da parte della polizia municipale, non siano tante. Sono a conoscenza solo di qualche episodio: e comunque, il cittadino che ritiene di avere le sue ragioni, ha piena facoltà di esporle». La storia di Peggy ha suscitato sulle pagine de "Il Secolo Web": quattro paginate di commenti, soprattutto per le dimensioni assai ridotte del cagnolino. Un caso che ricalca quello del barboncino multato in piazzetta San Domenico di Guzzman, perché? con il guinzaglio al collo, ma penzoloni - era andato a recuperare la pallina lanciata dalla padrona, una pensionata. E intanto, un'altra anziana ha raccontato di essere stata multata perché la sua vecchia cagnetta la seguiva passo passo senza guinzaglio: perché"entrambe siamo vecchie, e stanche, e andiamo lente lente, senza disturbare nessuno". Un altro caso che farà discutere. «Con le forze dell'ordine abbiamo una forte collaborazione? afferma da parte sua Antonietta Zarrelli, dirigente dell'ufficio tutela animali - , anche se non si vengono a sapere sempre, svolgiamo interventi di salvataggio: credo che le regole servano, ma che si possa valutare caso per caso con elasticità».
EMILIA NET
28 LUGLIO 2009
Salvati 2
piccoli ricci
Hanno un
musetto simpaticissimo e fanno tanta tenerezza. Sono i cuccioli
di riccio, rimasti orfani, di cui si prendono cura i volontari
del centro di fauna selvatica “Il pettirosso” di Modena
Modena - Stanno nel palmo di una
mano e, da cuccioli quali sono, vengono nutriti con gli
omogeneizzati. A prendersi cura di questi cuccioli di riccio,
rimasti orfani, sono i volontari del centro di fauna selvatica
“Il pettirosso” di Modena. Che di esemplari, anche adulti, in
questo periodo ne hanno tantissimi. I ricci, infatti,
trascorrono l'inverno in letargo mentre, in particolare in
estate, il momento dell'anno in cui tra l'altro le femmine danno
alla luce i loro piccoli, si aggirano nei giardini o tra i
cespugli, spostandosi lungo strade di campagna. Dove, spesso
purtroppo, rischiano di essere travolti dalle auto in transito.
“Il Pettirosso” è, in pratica, l'ospedale per gli animali del
bosco e della campagna. Qui cuccioli e adulti, feriti o
semplicemente in difficoltà, vengono curati ed accuditi,
svezzati nel caso dei piccoli e poi cresciuti fino a quando non
saranno in grado di cavarsela da soli. I volontari ricordano che
per contrattare il centro, per segnalare animali feriti o in
difficoltà, basta chiamare il 118.
CORRIERE FIORENTINO
Gli altri palii
Tutti tifano per i cavalli ma lasciategli il frustino
Filippo Baffa
No problem. In giro per la Toscana, la terra dei palii, gli
amministratori locali non sembrano turbati dall’ordinanza in
arrivo dalla sottosegretaria al Welfare, Francesca Martini. Già
in regola nella maggior parte dei casi e comunque pronti ad
adeguarsi alle nuove norme a tutela della salute degli animali.
Certo non piace la retorica da crociata. «In un palio il cavallo
è il centro di tutto: è quasi oggetto di culto per la contrada
che lo prende in consegna. Non credo si giusto paragonare queste
manifestazioni con le corse clandestine, nelle quali davvero
questi animali sono maltrattati, sfruttati solo per finalità
economiche». A parlare è Piero Pii, il sindaco di Casole d’Elsa,
paese in provincia di Siena dove si corre quello che è
conosciuto come «il Palio in salita». LA ZAMPA.IT
Il fantino Aceto: "Impossibile non usare il frustino con i
cavalli"
Una delle figure storiche del Palio di Siena reagisce alla nuova
ordinanza sulla tutela dei cavalli nelle manifestazioni popolari
SIENA - «Il Palio di Siena ha una tradizione, non lo può
cambiare nessuno. È radicato e amato dai senesi e a Siena le
regole le abbiamo sempre rispettate. E poi, via, non è possibile
correre un palio senza usare il frustino». Così il fantino
Andrea De Gortes, in arte "Aceto", 14 Palii di Siena vinti nella
sua carriera, commenta con l’Adnkronos le regole dell’ordinanza
ministeriale firmata dal sottosegretario al Welfare, Francesca
Martini, che prevedono la verifica da parte di una commissione
tecnica di tracciato, fondo e paratie nelle gare; il divieto di
partecipazione ai cavalli con meno di 4 anni; il ’nò all’uso di
frustino, sperone e morsi, il "no" al doping. L’ordinanza
prevede che i fantini non devono essere stati denunciati per
maltrattamento di animali o aver avuto altre condanne, e saranno
esposti a test alcolemici a campione.
Martini, nuove tutele per i cavalli al Palio: stop ai frustini e
ai giovani Firmata l'ordinanza sulle manifestazioni popolari che utilizzano cavalli
FOTO
http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1315&ID_sezione=339&sezione=News
ROBERTA
MARESCI
I drammatici incidenti che ogni anno coinvolgono fantini,
cavalli e spettatori in occasione di giochi equestri, palii,
sfide e ricostruzioni storiche lungo tutta la Penisola hanno i
giorni contati. La “paladina degli animali”, il sottosegretario
al Welfare Francesca Martini, ha firmato l’ordinanza “sulla
disciplina di manifestazioni popolari pubbliche o private nelle
quali vengono impiegati equidi, al di fuori degli impianti e dei
percorsi ufficialmente autorizzati”. Tutto nasce «sulla scia di
sangue di questi anni, in cui abbiamo assistito a decessi di
fantini, l’ultimo è di questi giorni a Sedilo (Oristano), ma
anche a cavalli abbattuti o con danni permanenti. Per non
parlare dei rischi per l’incolumità degli spettatori», ha
sottolineato la Martini, illustrando all’Adnkronos Salute i
contenuti del provvedimento. Vengono gettati alle ortiche
frustini, morsi e speroni usati in modo «improprio o eccessivo
tale da provocare sofferenza all’animale». No al doping per i
cavalli che saranno verificati da un veterinario della Asl. Sì
ai percorsi protetti con adeguate paratie, per attutire
eventuali impatti o cadute. Tagliati fuori dagli eventi cavalli
under 4 anni: sarebbe un po’ come far correre degli adolescenti.
Out anche fantini violenti e ubriachi. Ora non ci resta che
attendere l’entrata in vigore di questo «motore culturale verso
il rispetto del cavallo» senza intravederci una volontà di
mettere in ginocchio tradizioni vecchie di secoli. CORRIERE DI SIENA 28 LUGLIO 2009
Il nerbo si può usare. Alcol test, roba d’altri tempi. La Lega ha invitato l’onorevole. “Vietato farne un uso improprio o eccessivo”.
SIENA - Hanno creato una certa apprensione le dichiarazioni del Corriere della Sera che inseriva, tra le regole modificate dall’ordinanza del sottosegretario al Welfare Francesca Martini, il divieto di utilizzare “frustini”. Per Siena il “nerbo” è un oggetto legato alla tradizione, e si ricordano un numero maggiore di occasioni nelle quali è utilizzato contro l’uomo piuttosto che sull’animale. In effetti la dichiarazione del Corriere della Sera è fuorviante, una verità esasperata che non produrrà nessuna ripercussione sulla Festa senese. Infatti, nell’articolo 2 comma 3 dell’ordinanza, si legge: “E’ vietato l’uso degli aiuti in modo improprio o eccessivo, tale da provocare sofferenza all’animale”. Il divieto è quindi nell’uso, anzi nelleventuale abuso, e non nel possesso. I fantini potranno quindi nerbare l’avversario, ma poco più che “accarezzare” il proprio cavallo. Singolare invece la norma che stabilisce alcol test a campione per i fantini. Altri tempi quando i fantini si facevano qualche “cognacchino” di troppo prima di montare a cavallo. Forse in altre realtà saranno ancora il vino e l’alcol in genere a dare il coraggio per la corsa, ma nel Palio sono ben altre le analisi che sarebbe opportuno effettuare. L’ordinanza dell’onorevole Martini dimostra comunque che l’attenzione verso le manifestazioni effettuate con l’ausilio di animali è molto alta, e lo sarà ancora di più quando l’ordinanza diventerà effettiva. Intanto la Lega Nord di Siena ha espresso parere positivo sul documento, ed ha invitato l’onorevole Francesca Martini ad assistere al Palio di agosto “per ringraziarla della sua attenzione e per accrescere la sua conoscenza ed il suo apprezzamento della nostra Festa”
L'ARENA GIORNALE DI VERONA
RONCO (VR). Oggi ultima giornata a Scardervara
Ronco (VR) - Si concluderà oggi con l’appuntamento più
caratteristico della manifestazione, la sagra di Sant’Anna
di Scardevara. Sulla pista in acciaio, infatti, alle LA REPUBBLICA
Uomini contro leoni per la caccia al cibo
Una ricercatrice olandese ha scoperto che gli abitanti di
alcuni villaggi africani sottraggono le prede ai felini. Un
intervento imprevisto nella catena alimentare che rischia di
portare all'estinzione
LUIGI
BIGNAMI
E' difficile guardare quanto sta accadendo in Camerun nel
modo più corretto: se con gli occhi della pietà umana o con
quelli del conservazionismo. Sta di fatto che una ricerca
apparsa su African Journal of Ecology racconta che è diffusa
la pratica di rubare le prede ai leoni da parte di abitanti
dei villaggi, dove la scarsità di cibo è così elevata che
gli uomini si mettono in competizione non solo con i leoni,
ma anche con iene e leopardi, protagonisti della catena
alimentare legata al re della foresta.
IL SECOLO
XIX
Russia: niente canguri l'Australia rischia il ko
Stop all'import della carne
Roberto
Scarcella
Sydney. I
russi si sono tolti il canguro di bocca. Ne restano ghiotti, ma
le autorità locali non si fidano di come viene lavorata la sua
carne: questioni di sicurezza. E così da agosto niente canguro
sulle tavole dei connazionali di Putin. Un problema per loro,
che dovranno fare a meno di una delle loro carni preferite. Ma
un problema soprattutto per i tanti produttori australiani, i
cui conti economici, senza canguri da macellare, faranno un bel
salto nel buio.
CORRIERE
FIORENTINO
Il lupo è qui
Reti elettriche per difendersi
Provincia di
Firenze - Sono tornati i lupi nel territorio fiorentino e la
Provincia di Firenze interviene per limitare i danni agli
allevatori, con un progetto che prevede anche la realizzazione
di recinzioni elettrificate. L’iniziativa — che coinvolge
l’Associazione allevatori di Firenze e Prato (Apa) e il Centro
per lo studio e la documentazione sul lupo (Csdl) di Firenzuola
— vuole tutelare gli allevatori ma anche difendere il lupo
scongiurando anche il fenomeno del bracconaggio. Dal Mugello al
Chianti, dalla Val di Sieve all’Empolese Valdelsa, la Provincia
finanzierà la realizzazione di impianti di recinzione
elettrificata per consentire agli allevatori di portare gli
animali al pascolo in zone più alte.
Animalieanimali
CANILE CICERALE, NASCE IL COORDINAMENTO LEGALE
Lega Nazionale
per Difesa del Cane, Lav, Associazione Canili Lazio, Animals Asia
Foundation, Oipa ed Enpa hanno costituito un coordinamento legale
per supportare il Ministero della Salute e il Tribunale di Vallo
della Lucania nell’azione di chiusura del Canile di Cicerale e di
accertamento di eventuali responsabilità penali e amministrative.Il
coordinamento legale, formato da un pull di avvocati delle
associazioni, che hanno aderito all’invito della Lega Nazionale per
la Difesa del Cane di riunirsi per intraprendere una strategia
comune finalizzata alla definitiva chiusura della struttura, ha già
compiuto la prima azione.Nei giorni scorsi, infatti,,ha diffidato il
nuovo Sindaco di Cicerale, Francesco Carpinelli, dal concedere
l’autorizzazione sanitaria al canile, revocata dal sindaco uscente
Nicola Gatto in data 25 maggio 2009, anche sulla base di una
relazione negativa del mese di febbraio 2009 del team ispettivo del
Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali, nonché
della relazione del Comando N.A.S. del maggio 2009, che sottolineava
irregolarità relative alla custodia dei cani e la carenza dei
requisiti minimi igienico sanitari strutturali e tecnico
organizzativi richiesti dalla legge regionale n. 16 del 2001.
Animalieanimali
COMMISSIONE EUROPEA CHIEDE CHE ITALIA PAGHI PER CACCIA A UCCELLI
PROTETTI
La Commissione
Europea ha deciso di richiedere la condanna dell’Italia al pagamento
delle spese in giudizio per le ripetute violazioni della Direttiva
79/409/CEE (Direttiva “Uccelli”) commesse dalla Regione del Veneto
riguardo la concessione di deroghe per la caccia nei confronti di
specie di uccelli protetti (Cf. atto in allegato pubblicato sulla
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea del
Animalieanimali
BAGNANTE ASSEDIATA DA DELFINO TROPPO GIOCOSO IN NUOVA ZELANDA
Una giovane
nuotatrice è stata tratta in salvo assiderata in una baia della
Nuova Zelanda, ridotta allo stremo da un delfino che voleva
continuare a giocare e le impediva di tornare a riva.
BIG HUNTER
Sardegna. Chiesto rinvio della stagione e limitazioni alla caccia per incendi
Alla luce degli
incendi che hanno interessato il patrimonio naturalistico sardo,
Paolo Fiori, rappresentante delle associazioni ambientaliste
all'interno del Comitato faunistico regionale, ha chiesto
all'Assessore provvedimenti di decurtazione in calendario venatorio
su specie e numero di capi, per le aree percorse dal fuoco.
BIG HUNTER
Firenze: presentato progetto per la tutela del lupo e degli
allevatori
La Provincia di
Firenze ha presentato un nuovo progetto per la tutela degli
allevatori dai danni causati dal lupo e allo stesso tempo per
difendere la specie da atti di bracconaggio. Il progetto consiste
nel finanziamento di attività di informazione e monitoraggio insieme
alla realizzazione di impianti di recinzione elettrificata a vasto
raggio, così da garantire l'incolumità di tutto il pascolo.
Il progetto è
stato presentato ieri dalla vicepresidente della Provincia e
assessore alla caccia Laura Cantini, dall'assessore all'agricoltura
Pietro Roselli, dall'assessore alla programmazione territoriale,
parchi e aree protette Marco Gamannossi e da Giuseppe Pietracito
dell'APA.La presenza del lupo sul territorio è stata finora
monitorata grazie all'incrocio dei dati provenienti dai rilievi
genetici, al monitoraggio con la tecnica del wolf-howling (ululato
indotto) e alla segnalazione degli episodi di predazione.
L'assessore Roselli ha spiegato che da questi dati raccolti “si
ipotizza una popolazione oscillante tra i 25 e i 40 capi presenti
sull'arco appenninico, in alcuni rilievi a nord di Firenze (Monte
Morello, Calvana e Monte Giovi) sul Pratomagno e sui monti del
Chianti. In dubbio invece l'eventuale presenza di qualche capo nell'empolese,
in particolare nel comune di Castelfiorentino''.
IL GAZZETTINO
Capretta e pecora prigioniere del torrente salvate dai vigili del
fuoco
Selva di Cadore
(BL) - Erano rimaste imprigionate in mezzo al torrente Fiorentina,
sulla briglia di contenimento e non riuscivano più a muoversi. Una
capretta e una pecora di un numeroso gregge che scendeva dalla val
Fiorentina verso Caprile, alla fine si sono perse e si sono
ritrovate in mezzo al torrente tanto che non sapevano più come
uscirne.Per risolvere la situazione c’era bisogno dei vigili del
fuoco volontari di Selva di Cadore. Si è trattato di un recupero non
facile, visto che si è dovuto intervenire garantendo la massima
sicurezza agli stessi soccorritori.«Ci hanno allertato verso le 11
di ieri mattina - ha raccontato il capo distaccamento dei vigili
volontari Igor Callegari-, così ci siamo portati sul posto, Più
precisamente nella zona delle due gallerie della provinciale che
sale da Caprile. Una posizione che ci ha consentito di vedere quei
due animali in difficoltà». La capra era piccola, mentre la pecora
era un po’ più grande. Ancora Callegari: «Abbiamo quindi recuperato
i due animali mettendoli in salvo nel bosco sul lato destro
orografico del Fiorentina. Posate a terra, le bestie si sono subito
dileguate nel bosco, forse anche un po’ traumatizzate di tutto
quello che era successo. Subito dopo è arrivato il pastore con tre
cani i quali hanno recuperato le due bestiole e le anno ricongiunte
al gregge che le attendeva a Caprile».Un intervento certamente
particolare, non c’è che dire. Proprio per questo motivo valeva la
pena di essere descritto, in quanto avviene in un periodo in cui
molti animali vengono abbandonati. Non si contano quelli che sono
lasciati al loro destino dall’uomo che li scarica lungo strade e
autostrade. Questo invece non è accaduto a Selva grazie ancora ai
vigili del fuoco volontari che sono sempre pronti a intervenire in
ogni situazione, anche quando in pericolo ci sono una capretta e una
pecora.D.F.
LA
NUOVA FERRARA 28 LUGLIO 2009
Palio, regole per la sicurezza Merighi: «Siamo già pronti»
Ferrara - Corse dei cavalli più sicure. Per
evitare che un Palio possa trasformarsi in un’inutile mattanza, il
sottosegretario Martini ha emesso un’ordinanza per introdurre regole
più severe: d’ora in poi, tra l’altro, il tracciato di fondo e le
paratie dovranno essere sottoposte a verifica, non potranno
gareggiare animali con meno di 4 anni, non si potranno usare
frustini, morsi, speroni. No al doping e controlli alcolemici sui
fantini, che tra l’altro non dovranno avere precedenti per
maltrattamenti di animali. E a bordo pista ci dovranno essere
veterinari e ippiatri. Misure che trovano favorevole il presidente
del Palio di Ferrara, Vainer Merighi: «Credo che dopo gli incidenti
in Sardegna sia stato giusto emanare l’ordinanza. Ci vuole davvero
più rigore nell’organizzare queste manifestazioni al fine di
salvaguardare la salute degli uomini e degli animali. L’augurio è
che il tutto non si traduca in una insopportabile aggiunta di
burocrazia ma in azione di prevenzione e, eventulmente, di controllo
e repressione. Per quanto riguarda il Palio di Ferrara siamo
tranquilli e sereni perchè con le nuove norme adottate nel
28 LUGLIO 2009
Quando il cucciolo è una medicina
Ferrara - Si è concluso con successo il corso per “Conduttori Aiuca Pet Partners(r)”, che intendono operare nell’ambito dei programmi assistiti dagli animali. L’iniziativa di rete, sostenuta dal Centro Servizi per il Volontariato di Ferrara, è stata promossa dal Gruppo Animalista di Solidarietà (Gas) e dall’Associazione Animali Esotici (Aae), in stretta collaborazione con l’Associazione Italiana Uso Cani d’Assistenza (Aiuca) ed il supporto dell’Ausl di Ferrara. Il percorso formativo, che si è svolto nel ferrarese, è stato sviluppato secondo le linee guida internazionali della Delta Society(r), l’organizzazione americana che da oltre trenta anni si occupa di attività e terapie assistite dagli animali. I programmi di attività, terapia, educazione assistita dagli animali non sono fini a se stessi, ma vengono inseriti all’interno di interventi terapeutici, riabilitativi ed educativi già prestabiliti da professionisti, che prevedono la partecipazione di animali e relativi conduttori, i pet partners, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle persone diversamente abili, anziane o con disagio. Particolarmente importante per la riuscita del corso è stata la collaborazione dell’Aiuca, affiliata alla Delta Society(r) e per la prima volta operativa a Ferrara. L’Aiuca è stata scelta per l’impegno ventennale nel settore dei programmi assistiti dagli animali e per l’alto livello delle sue attività formative, attualmente inserite nei master delle Università degli Studi di Perugia e Pisa. In Italia, ad oggi, non esiste ancora una normativa specifica che regolamenta i programmi assistiti dagli animali e vige spesso una sorta di anarchia e molta improvvisazione, fattori che rendono poco professionale e d efficace il lavoro di quanti si dedicano a tale tipo di attività.
28 LUGLIO 2009
Allarme volpi, sbranati 18 polli
Gian Piero del Gallo
GRUARO (VE). Ancora volpi nei pollai e nutrie sui campi di granoturco. Famiglie nella disperazione che non riescono a dare una spiegazione a questa crescita esponenziale di un fenomeno cui nessuno sembra voler trovare una soluzione. Non essendo imprenditori agricoli non hanno alcun diritto al rimborso dei danni causati dall’animale selvatico. Diciotto polli uccisi l’altra notte, tre sbranati in loco e gli altri quindici lasciati lì ad imputridire. Sono oltre 160 gli animali uccisi in poco tempo e moltiplicando per 20 euro, tale è il valore minimo per un ruspante, il danno supera ormai i tremila euro. Anche il vigile di Gruaro, Francesco Favia, subissato da telefonate da parte della gente, si trova disarmato di fronte al diritto di sopravvivenza di volpi e nutrie, ed impossibilitato quindi a difendere quello delle vittime, in questo caso polli ed anatre, che rappresentano la dispensa delle famiglie. «Mi è stato suggerito di tenere una radiolina accesa nel pollaio in quanto le voci avrebbero funzionato da deterrente, dice una sconsolata signora Elisa, ma dopo una settimana la volpe è ritornata, facendo una strage di galline, evidentemente aveva capito il trucco, non a caso la volpe è sinonimo di furbizia». Comunque l’allarme volpi è stato recepito anche a livello politico e quindi dovrebbero presto prendere piede iniziative di contrasto in collaborazione con le autorità locali.
IL
TIRRENO 28 LUGLIO 2009
In spiaggia col cane? Ecco la mappa degli arenili attrezzati
PIOMBINO (LI). Sono 45.000 gli incidenti, 4.000
le persone coinvolte, 200 i morti negli ultimi dieci anni a causa di
animali vaganti sulle strade italiane. Un fenomeno, quello
dell’abbandono di animali, purtroppo tragicamente presente sul suolo
italiano dove ogni anno si registrano circa 100.000 casi di cani
abbandonati. Le leggi 281/1991 e 189/2004 prevedono l’arresto fino
a un anno e multe da
28 LUGLIO 2009
Guastalla, micio salvato dai vigili del fuoco
GUASTALLA (RE). Cosa c’è di peggio per un gatto che rimanere incastrato nel tubo di una fognatura niente meno che in via Cani? E’ quello che è successo a Guastalla. I residenti non lo vedevano più già da una decina di giorni quando, ieri, sono stati richiamati da un insistente quanto disperato miagolio. Con sorpresa, si sono accorti che il grido disperato dell’animale proveniva dalla fognatura, rifatta di recente. Sul posto, quindi, sono stati fatti intervenire i vigili del fuoco di Guastalla affinché potessero liberarlo. I pompieri hanno esaminato la condotta e hanno cercato il gatto, aprendo tutti i tombini. Alla fine, l’hanno trovato: il micio grigio non appena intravista la luce della libertà ha fatto un balzo, correndo via. Senza curarsi di ringraziare i suoi benefattori...
SAVONA
NEWS 28 LUGLIO 2009
Borghetto (SV): moria di germani reali e altri anatidi
Borghetto (SV) - Ieri, le guardie zoofile della
Protezione animali ed operatori del servizio veterinario della ASL2
sono intervenuti alla foce del torrente Varatella di Borghetto Santo
Spirito per constatare la morte improvvisa di almeno 50 animali tra
germani reali ed altri anatidi ed hanno prelevato le carcasse per
accertarne la causa della morte. Altri 30 soggetti ancora in buono
stato sono stati prelevati e trasferiti nei torrenti dell’albenganese.
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