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CUNEO CRONACA
28 AGOSTO 2009
BERNEZZO (CN) -
Scimmia incatenata da
tempo ricoverata con urgenza al Centro Recupero Animali Selvatici
MARA FARIOLI
BERNEZZO (CN) - La fotografia è stata scattata da qualcuno che non ha considerato invisibile questa scena!! E’ arrivata la segnalazione ieri mattina al C.R.A.S (Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo) con la domanda di ricovero urgente. La scimmia, adulta oramai, è legata a 50 cm. di catena circa. L’illecito proprietario, un privato, ben si preoccupa dei gerani e del muretto di mattone, perché non si rovini con lo sfregamento della catena l’ha ricoperta di una gomma!! L’animale, da tempo legato, ha sicuramente la catena incarnita al collo si nota dal colore del pelo che risulta più scuro in quella zona. L’Autorità giudiziaria ha ricevuto la denuncia per detenzione illecita e maltrattamento. La legge italiana 150 del ‘96 non consente la detenzione di animali esotici, di cui molte volte i primi ad essere responsabili e complici di questo barbaro ed illecito commercio sono addirittura i Paesi come il Marocco e l’Egitto ( questo esemplare arriva con molta probabilità da Gibilterra). La condanna è penale anche se il padrone difficilmente sconterà la pena, mentre invece il povero animale strappato cucciolo al suo luogo di origine, con strategie di caccia atroci che in molte occasioni prevedono l’uccisione della madre, non potrà fare ritorno alla legittima e naturale libertà.Il resto della sua vita lo passerà nel nostro Centro o in Centri simili vivendo in cattività. Incompleta ed inadeguata è la Legge perchè non obbliga il proprietario a provvedere al mantenimento dell’animale a vita e di conseguenza difficilmente si riuscirà ad arginare il proficuo commercio di animali esotici!Il suo sostentamento sarà totalmente a carico del Centro e di qualche benemerito privato che mosso a pietà come spesso accade si accollerà parte delle spese. LA STAMPA 28 AGOSTO 2009
L'ascensore parte il cane resta impiccato
Lodovico Poletto
Torino - Fido l’hanno trovato appeso all’uscio di metallo dell’ascensore. Era
agganciato lassù, nel punto più alto dell’anta, tra la soletta e il montante
della porta. Il corpo stirato, il guinzaglio legato al collare trasformato in un
cappio che non gli ha dato scampo. Strangolato dalla sua incolpevole padrona,
una donna ultrasettantenne, che i pompieri erano andati a soccorrere in quel
montacarichi rimasto bloccato tra il secondo e il terzo piano di un palazzo nel
cuore di San Salvario. È lei che ha impiccato Fido in quel modo orribile. E
quando ha scoperto la «sua colpa» s’è disperata per ore, inconsolabile anche
dalle parole dei parenti e dalle amiche, dalle vicine di casa e dai pompieri.
Tutti lì a dirle: «Lei non ha colpa».Già, nessuna colpa. Se quell’infinitesimale
attimo di disattenzione: il tempo di un battito di ciglia, dicono. Ma tanto è
bastato perché accadesse l’imprevedibile. Fido è sgusciato via dall’ascensore
mentre le porte si stavano chiudendo. Lei gli ha urlato «Resta lì, non ti
muovere». Poi ha lasciato scorrere il filo del guinzaglio estensibile. E ha
sperato che quel meticcio che da quasi sei anni le faceva compagnia, riuscisse a
scappare, a liberarsi del collare e salire di corsa le scale per aspettarla
davanti alla porta di casa. Ma poi l’ascensore, con un colpo secco, s’è bloccato
tra un piano e l’altro. La pensionata, prigioniera nel montacarichi, ha pigiato
il pulsante d’allarme, pensando ad un guasto, ad un ennesimo colpo di sfortuna
di questa giornata iniziata male. E paziente ha aspettato i soccorsi. Qualcuno
della casa, ha allertato i pompieri. Chi, invece, ha visto Fido inchiodato
lassù, non ha trovato il coraggio di avvicinarsi, e tentare di liberare quel
meticcio che, forse, ancora si dibatteva. L’hanno fatto i vigili del fuoco che
hanno pure sbloccato il montacarichi in pochi attimi. Poi hanno dovuto
raccontare alla donna dell’orribile fine di Fido. Spiegandole tutto dal
guinzaglio lungo, alle porte scorrevoli, dalla salita lenta dell’ascensore, al
collare tenuto sempre troppo stretto.
CORRIERE DELLA SERA
28 AGOSTO 2009
IL RACCONTO DEL
LAVORO DELLE PATTUGLIE
Il lager dei cani
da combattimento Blitz notturno dei vigili urbani di Roma
Scoperto
allevamento clandestino di cani: cuccioli per l'elemosina e molossi per
allenare alla lotta i pitbull
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I vigili al lavoro nel
degrado Un cane terrorizzato
Ilaria Sacchettoni
ROMA - Mentre i loro aguzzini erano già in una cella
della polizia municipale di Roma, fermati e denunciati per
maltrattamenti, un paio di molossi terrorizzati sfuggivano ai veterinari
della Asl, intervenuti per le cure. Stavolta è toccato al nucleo di
polizia giudiziaria del XVII gruppo, guidato da Antonio Bertola,
sgomberare l’ultimo allevamento clandestino di cuccioli da elemosina e «sparring
partners». Carne da macello per allenamenti o combattimenti clandestini
di pitbull e molossi vari. La Lav lo
denuncia da tempo: «fenomeno in aumento». E ora si scopre che i
più periferici e degradati metodi di sopravvivenza urbana, avevano
colonizzato le sponde del quartiere Delle Vittorie.
Allevare cuccioli da
destinare al racket dell’elemosina frutta appena meno dell’
impiego di bambini e persone gravemente menomate. Però riserva assai
meno rischi. «A Roma un cucciolo di labrador viene venduto per una cifra
variabile, tra i trenta e i cinquanta euro - dice Andrea Cristofori,
responsabile regionale della Lav- ma gli uffici del Comune hanno
rallentato l’attività di prevenzione da un anno a questa parte».
Massimo un paio di mesi in strada e
poi il cucciolo da elemosina viene dismesso per far spazio a un
altro (più piccolo e dunque in grado di intenerire maggiormente).
Dai joggers della
ciclabile continuavano ad arrivare segnalazioni sporadiche, cani
visibilmente sottopeso, provati, alcuni incapaci di camminare sulle
proprie zampe e poi misteriosamente scomparsi. «Un Rotolerei malandato,
fotografato quattro gioni fa, non è stato trovato: crediamo sia morto»
dicono i vigili. Tra i cumuli di rifiuti e vegetazione, i vigili
scoprono diciotto cani.
L’operazione notturna è
nei pressi di piazza Maresciallo Giardino. In superficie c’è il
viavai di trans dedicati alla prostituzione, lungo una strada che ospita
una serie di malandate roulotte da cui escono luci e a volte grida. E’
l’una quando la municipale sfonda la porta in alluminio di una delle
baracche demaniali sugli argini. Prima esce un ragazzo e poi, dal
fabbricato confinante, una cinquantenne bionda con un marsupio in vita,
documenti a portata di mano e l’espressione di sfida. Mucica Vlorica,
cinquantacinque anni, di Buzau, Romania, già denunciata in passato per
percosse e maltrattamenti (a una persona stavolta) vive qui con il
figlio (un precedente per rapina). All’arrivo di lui, in calzoncini e
maglietta, due giovani molossi - gli stessi che poi sfuggiranno ai
veterinari - cercano scampo appiattendosi tra l’erba e si dimenano
cercando di sfuggire. Terrorizzati.
«Perché tutti questi
cani?» domandano i vigili. «Ci piacciono» rispondono i due, madre
e figlio. «Perla» e «Rebecca» le due labrador che hanno sfornato una
quindicina di cuccioli, sono nel recinto esterno alla casa. Sono in
buone condizioni. Niente ferite nè segni di denutrizione. Una è
nuovamente incinta. I piccoli, inconsapevoli, scodinzolano. Il blitz si
conclude con tre denunce nei confronti della donna, di suo figlio e un
altro uomo, tutte per maltrattamento di animali. «Più l’occupazione dei
beni demaniali (la Barracca recintata sugli argini del lungotevere delle
Vittorie, N.d.R.) che, incredibilmente, -fa notare l’istruttore del
nucleo, Marco Milani - fungevano da domicilio ufficiale di queste
persone, già sottoposte all’obbligo di firma in questura per reati
precedenti».
Cuccioli e femmine (una è
nuovamente gravida), sono ora al canile della Muratella. Le
pratiche di adozione sono al via e chi volesse visitarli può già farlo
(canile ex Poverello, via del Mare km 13,800) ma il trasferimento in
famiglia «potrà avvenire solo dopo la decisione del giudice e la
conclusione delle indagini» spiega Simona Novi, presidente dei volontari
del canile comunale. «Domani sottoporremo la labrador a visita
ecografica»aggiunge intanto. Quanto ai molossi in fuga, la faccenda è
diversa. Si potrebbe sperare, per loro, nell’ inizio di una nuova vita,
ma è probabile che la corsa attraverso gli argini più degradati e
miserabili del fiume, si concluda con l’inevitabile resa e il ritorno
all’unico ovile conosciuto: quel recinto umido e bisunto che Mucica
Vlorica e suo figlio avevano innalzato per i loro prigionieri.
IL MESSAGGERO 28 AGOSTO 2009
Un allevamento di cani utilizzati per combattimenti clandestini..
ELENA PANARELLA
LA CITTA' DI SALERNO
28 AGOSTO 2009
Indagate sui
quei gatti scomparsi
Agropoli (SA). «In questo condominio
scompaiono troppi gatti in modo anomalo». La denuncia arriva dalla
signora Emma Maffoncelli che da anni si prende cura dei gatti
randagi cercando di prestare loro le cure necessarie. La signora
lancia un appello all’Enpa (Ente nazionale protezione animale)
affinché possa interessarsi al caso. «Vivo in un condominio in via
Madonna del Carmine - spiega la signora Emma - dove risiedono circa
una ventina di famiglie. Amo molto gli animali e cerco di prendermi
cura dei gattini randagi che si trovano in questa zona. Do loro da
mangiare ma puntualmente scompaiono e poi li ritrovo morti o buttati
nellecunette per le acque piovane o all’interno di un’area recintata
dove si trova una cabina di trasformazione dell’Enel. E’ una
vergogna: io mi chiedo quale danno fanno questi poveri animali per
meritarsi di essere trattati così male». In questi ultimi tempi
l’amministratore, attraverso l’affissione di un avviso all’interno
del condomino, ha imposto il divieto assoluto di dare da mangiare ai
gatti randagi. Ma la signora Emma non ha nessuna intenzione di
abbandonare i suoi amici a quattro zampe, anzi ha intenzione di
procedere con una denuncia nei confronti dell’amministrazione
condominiale. «Ho giá proceduto con alcune denunce contro dei
condomini - afferma Emma Maffoncelli- e ho intenzione di denunciare
anche l’amministratore per quell’avviso. Ritengo che un
amministratore deve svolgere il suo ruolo e non certo occuparsi dei
gatti che circolano nel condominio. Sono tre anni che va avanti
questa storia; i micini sono terrorizzati: spesso li trattano come
giocattoli, li prendono a calci. Tutti sanno ma nessuno prende dei
provvedimenti. Nessuno è obbligato a dare loro da mangiare, ma
perché ucciderli? Non danno fastidio a nessuno. Ultimamente una
gatta aveva partorito, è stata uccisa la madre e i tre micini sono
stati buttati nelle sterpaglie. Questa sorta di persecuzione deve
finire».
IL TIRRENO
28 AGOSTO 2009
Gattini
abbandonati nei cassonetti
CAPEZZANO (LU). Stava gettando la
spazzatura nei cassonetti di via del Giardo, quando qualcosa ha
attirato la sua attenzione. Un rumore strano, un miagolio. Ha
pensato che fosse passato qualche gattino, intorno ai bidoni. Ma
il richiamo dei micetti era insistente e Daniela («non voglio
dire il mio cognome, perché non è il caso di fare del
protagonismo») si è resa conto che il miagolio proveniva
dall’interno del bidone. E purtroppo dal fondo. «Ho chiesto a
mio marito di aiutarmi perché il cassonetto era pieno e da sola
non ce l’avrei fatta a svuotarlo tutto». Insieme, sacchetto dopo
sacchetto, sono arrivati ad un fagottino di iuta con i due
micetti. «Siamo rimasti sconvolti, qualcuno li aveva chiusi in
un sacco sperando di liberarsene. Sono piccoli, ma sanno già
mangiare da soli. Ora stanno bene - racconta Daniela - li
abbiamo nutriti e ci siamo rivolti alla protezione animali.
Adesso sono nelle loro mani, oggi li porteranno alla fiera di
Sant’Ermete a Forte, nella speranza che possano trovare una
nuova famiglia. Spero che cose del genere non si ripetano, se
fossi arrivata poco più tardi, quei gattini non ce l’avrebbero
fatta».
IL SECOLO XIX
28 AGOSTO 2009
Due
cavalli morti di stenti, denunciato il proprietario
Simone
Schiaffino
Rezzoaglio (GE) - Un “lager”
per cavalli. Con filo spinato al posto delle recinzioni in
legno, un malfunzionante dispositivo per la somministrazione
di acqua. Senza una zona al coperto, impedendo quindi agli
equini di ripararsi, ogni tanto, dal sole o dalla pioggia. E
con poco, troppo poco cibo, rappresentato da un prato
spelacchiato.
In queste condizioni vivevano
15 cavalli, in un appezzamento nelle vicinanze di Alpepiana,
frazione di Rezzoaglio. Un terreno in uso a un quarantenne
della zona, ora denunciato per maltrattamento di animali.
Perché quella quindicina di capi è risultata essere
malnutrita e disidratata. C’è di più: due cavalli sono morti
di stenti, mercoledì scorso. La denuncia alla Procura della
Repubblica di Chiavari è scattata dopo un sopralluogo,
giovedì scorso, dei tecnici veterinari della Asl 4
Chiavarese. Un’ispezione a cui ha preso parte anche il
sindaco di Rezzoaglio, Roberto Fontana.
«È apparso evidente che il
manto erboso non era sufficiente a garantire una sufficiente
quantità di foraggio all’intera mandria - hanno accertato i
veterinari Asl - e si è constatato che tutti gli equini
erano in cattivo stato di nutrizione. Per questo una
relazione, contenente una notizia di reato nei confronti del
proprietario, è stata inoltrata alla Procura».
I due cavalli morti - il
decesso risale a mercoledì scorso - sono stati portati via,
da una ditta specializzata chiamata dal Comune di Rezzoaglio,
per essere smaltiti in un inceneritore. Quanto ai 15 cavalli
“superstiti”, la Asl ha provveduto ad assegnarli in
affidamento giudiziario ad una parente del quarantenne
denunciato. La donna ha un pascolo in località Ertola, dove
ora gli animali possono vivere in condizioni sicuramente
migliori di quelle precedenti. Nel maggio scorso un primo
sopralluogo era stato effettuato nel “lager” dei cavalli di
Alpepiana. Allora il sindaco e i tecnici dell’Asl avevano
notato carenze nella struttura e una cattiva custodia degli
animali, ma non tale da configurare il reato di malgoverno o
maltrattamento di animali. I veterinari si erano allora
limitati a raccomandare al proprietario di migliorare le
condizioni del suo allevamento. Questo, evidentemente, non è
accaduto, ed è così che si è arrivati alla denuncia penale e
al sequestro degli animali.
«Avevamo invitato il mio
concittadino a limitare il numero dei cavalli nel suo
recinto, in modo da poterli seguire meglio e, quindi, farli
vivere in modo accettabile - racconta il primo cittadino di
Rezzoaglio - ma questo non è accaduto. A maggio avevamo
anche provveduto a “chippare” trutti i capi, per poterli
individuare quando erano al pascolo».
La mandria “salvata” dai
maltrattamenti è composta da esemplari di razza bardigiana e
da alcuni pezzati. Sembra che l’uomo che li teneva in quelle
condizioni non utilizzasse gli animali per lavori da soma,
ma che li facesse riprodurre per poi vendere i puledri ad
altri allevatori della zona. Ma è accaduto che il
quarantenne abbia chiesto cifre troppo alte, e che la
vendita non sia andata in porto, facendo crescere a
dismisura il numero di capi della mandria.
EQUITANDO 28 AGOSTO 2009
Lager per 76 Cavalli 76 cavalli arabi sono stati sequestrati dalla polizia in un ranch in Texas denutriti e in pessime condizioni igienche
La Polizia in
Texas ha sequestrato 76 cavalli arabi da un ranch nella contea di Denton perché
trovati denutriti e in pessime condizioni igieniche.
ASYLUM
28 AGOSTO 2009
IL CANE ABBAIA E LUI LO BUTTA DALLA FINESTRA UCCIDENDOLO, ARRESTATO
Un 45enne di Chicago è stato arrestato dopo aver buttato dal terzo piano della sua abitazione un cane Labrador di 17 anni, lasciandolo morire dopo una lenta agonia. Lawrence Juliano (in foto) è stato fermato dalla polizia nel pomeriggio di mercoledì a casa sua, con l'accusa di crudeltà e tortura verso gli animali. Agli agenti avrebbe detto di aver commesso quel gesto perché il cane stava abbaiando. Sconvolta la proprietaria del cane, la figliastra dell'uomo, Vanessa Tamarit: "Sono devastata da quello che è successo". La ragazza ha trovato l'anziano Coco in terra, ancora tutto tremante. L'animale deve essere stato là circa mezz'ora, prima di morire in seguito alle ferite riportate nella caduta. "Mi ha detto che era arrabbiato", spiega la ragazza, riferendosi a Juliano.I fatti sarebbero avvenuti due settimane fa, ma soltanto mercoledì la polizia è riuscita a ricostruire l'esatta dinamica dei fatti. "Fare qualcosa del genere ad un cane innocente, per di più anziano, non è umano. Per questo porterò avanti la denuncia. Non se la deve passare liscia", promette Vanessa.
LA NUOVA VENEZIA
28 AGOSTO 2009
Spinea, chiesa
invasa dai piccioni
Filippo De Gaspari
SPINEA (VE). «Da quando l’ex scuola
Pascoli non c’è più i piccioni sono diventati tutti cattolici
praticanti. Chiederò al nuovo vescovo di venirli a cresimare uno ad
uno». Anche stavolta il parroco di Santa Bertilla, don Marco Scattolon,
sfodera il suo proverbiale umorismo, anche se in realtà poi il sacerdote
rivela di non dormire più la notte. Colpa di frotte di colombi che,
rimasti orfani della vecchia scuola elementare, abbattuta per far posto
alla nuova piazza, si sono rifugiati nell’unico altro edificio
«importante» rimasto in zona: la chiesa. «Non se ne può più - racconta
il parroco - sono ovunque: sulla chiesa, in canonica, in oratorio, in
asilo e in teatro. Li cacci da una parte, volano venti metri e si posano
di poco più in là». Un problema diventato insostenibile negli ultimi
mesi: prima la colonia di volatili albergava indisturbata all’interno
della vecchia scuola, ormai poco più che un rudere, diventata col tempo
più simile a un’enorme grande voliera. Poi il Comune l’ha rasa al suolo
per farci la nuova piazza. I piccioni si sono così trovati senza tetto e
hanno pensato bene di trasferirsi in massa di là della strada, negli
anfratti della chiesa di Santa Bertilla. Con tutto ciò che ne consegue:
guano ovunque, sui cornicioni dell’oratorio, sui davanzali della
canonica, sul tetto e sul grande crocifisso bianco della facciata
principale della chiesa. A don Marco non resta che darci di olio di
gomito, pulendo il sagrato prima di ogni celebrazione per garantire un
minimo di decoro del tempio. Far cambiare aria alle centinaia di
piccioni stanziatisi in zona pare un’impresa. Il parroco dice di averle
tentate tutte. Nelle scorse settimane ha perfino fatto installare in
cima alla chiesa un finto falco di plastica, messo là a mò di
spaventapasseri, con la speranza che potesse tenere lontani i colombi.
Per scacciarli il sacerdote è addirittura salito di persona sul tetto
della canonica armato di scopa e lo ha fatto più di una volta. «Ho
perfino chiesto un preventivo per installare uno di quei sistemi
acustici per tenere lontani gli animali, ma costa troppo. Non so più
cosa fare, questi arrivano sempre più numerosi». Il problema, ormai si
sa, oltre che di decoro riguarda anche la salute dei fedeli.
TARGATO CN
28 AGOSTO 2009
Fossano (CN): rapito cucciolo al Pinco Pallino. Appello del canile
Fossano (CN) - Quello che è successo una quindicina di giorni fa, al
rifugio 'Pinco Pallino' di Cussanio, ha dell’incredibile. Monica Pavani,
responsabile delle adozioni del canile, lancia un appello e la
descrizione dei 'rapitori'. I fatti: si sono presentati due ragazzi e
due ragazze sui vent’anni, con l’intenzione di adottare un cucciolo per
regalarlo alla fidanzata di uno dei due. Uno dei ragazzi, capelli neri
altezza media, ha detto di chiamarsi Andrea l’altro, piuttosto alto e
biondo, non ha detto il proprio nome. Entrambi erano vestiti alla moda.
Le ragazze, entrambe bionde, sono rimaste fuori. Hanno visto il
cucciolo, unico visionabile in quel momento, ed hanno deciso di
adottarlo. Le regole del Rifugio 'Pinco Pallino' sono che i cani vengono
portati direttamente dai volontari a casa della persona che intende
adottarli, in nessun caso vengono dati direttamente a chi ne fa
richiesta. Nella fattispecie il cagnolino era ancora troppo piccolo per
essere tolto alla mamma: aveva solo quarantacinque giorni e generalmente
i piccoli non vengono adottati prima di aver compiuto almeno due mesi.
Il cucciolo era solo sverminato e non vaccinato ed ha un’ernia
ombelicale molto visibile. I ragazzi si sono mostrati contrariati alla
notizia di non poter portare via il cucciolo. Hanno fatto in modo di
distrarre, con la complicità delle ragazze, i volontari, facendosi
accompagnare nei vari capannoni per visionare altri cani, ed uno di
loro, preso il cucciolo, ha avvisato col cellulare gli altri che hanno
detto che sarebbero ritornati. Un testimone li ha visti in macchina col
cagnolino, mentre si allontanavano dal canile. Il cucciolo rapito è tipo
segugio, nero focato, con l’ernia ombelicale ben visibile ed è un
maschio.“L’appello è a tutti i veterinari, all’anagrafe canina, ai
negozi di animali, alla cittadinanza in generale - spiega Monica
Pavani- Se è vero che dovevano regalare il cucciolo ad una ragazza,
sicuramente l’avranno portato da qualche veterinario. Abbiamo urgenza di
trovarlo. Sarà data una lauta ricompensa a chi darà notizie utili per il
suo ritrovamento”. L’aspetto che lascia più perplessi è che questi
quattro ragazzi sicuramente non avevano premeditato il 'rapimento',
semplicemente non potevano avere tutto e subito e se lo sono preso,
infischiandosene del bene del cucciolo, della sua salute, del fatto che
c’erano delle regole e delle ragioni a cui, anche loro, avrebbero dovuto
sottostare.
MATTINO DI PADOVA
28 AGOSTO 2009
Cagnolino
aggredito da un cinghiale
Piergiorgio Di Giovanni
VO’ (PD). Un cinghiale ha aggredito un
cagnolino. A Cortelà, località caratterizzata da suggestive
panoramiche, si è ripetuta una situazione simile a quella vista
nello scorso maggio, allorquando una cagnetta era stata attaccata
improvvisamente e poi sbranata dall’animale. Questa volta è andata
meglio, perché un vispo bastardino di tre anni è riuscito a
sottrarsi alla furia del cinghiale e a mettersi in salvo, sia pur
ferito. Il brutto episodio è capitato alle 10.30 di mercoledì
scorso, nel cortile dell’abitazione al numero 1044 di via Monte
Versa. «Ero in cortile, e ad un certo punto ho sentito i guaìti del
mio Rudy e anche il grugnito del cinghiale, ma non sono riuscita a
vederlo», racconta la signora Ida Tosato in Calaon. Il cane
spaventatissimo si è rifugiato al sicuro accovacciandosi dentro
casa, e non ha più voluto saperne di uscire. Ad accorgersi della
ferita, è stato Alessandro Crivellaro, il giovane nipote della
signora: «Ho notato che la bestiola si muoveva zoppicando, e ho
visto un lembo di pelle che si stava staccando». Probabilmente, il
cinghiale dopo essere sbucato dal bosco che circonda l’abitazione,
ha cercato con i denti di sollevare il cagnolino, visto che Rudy ha
riportato la ferita tra la zampa sinistra posteriore e l’inguine. I
suoi padroni hanno poi chiamato il veterinario che, in attesa di
visitarlo e medicarlo, ha prescritto la somministrazione delle
pastiglie necessarie per prevenire una possibile infezione. Gli
abitanti della zona continuano a ripetere che di cinghiali ce ne
sono ancora a bizzeffe, e in mezzo ai vigneti è molto facile
scorgere molte orme di non dubbia provenienza.
IL TIRRENO
28 AGOSTO 2009
No allo
sgambatoio
FORTE (LU). È bastato un annuncio sul
giornalino del comune per far divampare la polemica sul nuovo
sgambatoio per cani di Vittoria Apuana. Ad intervenire Carlo
Salvatori, ex consigliere comunale già presidente degli agenti
immobiliari cittadini: «Con tutti i problemi del nostro paese,
l’Amministrazione si preoccupa degli amici a quattro zampe».
«Personalmente non ho niente contro i cani - spiega Salvatori -, mi
preoccupano assai più i “padroni”. «Alla sera ho l’abitudine di
fare una passeggiata in centro e proprio la settimana passata su via
Mazzini all’altezza della libreria Giannelli, sull’asfalto c’erano
degli abbondanti escrementi di cane di cui parecchi turisti hanno
fatto le spese. Mi domando: ma il proprietario di quel cane non si è
reso conto del danno che ha provocato? Mi immagino poi se veramente
venisse realizzata l’area per lo sgambamento di questi animali nel
centro di Vittoria Apuana perché in poco tempo quella bella zona
diverrebbe una discarica a cielo aperto. E i cittadini di Vittoria
Apuana sono preoccupati: per questo è già iniziata anche una
raccolta di firme». Salvatori conclude augurandosi che
«l’amministrazione Buratti comprenda la gravità della decisione: chi
ha investito in quella zona vedrebbe declassate le proprietà. Non
dimentichiamoci che l’area di Vittoria Apuana interessata
all’impianto si trova inserita in mezzo a ville importanti e fu
acquisita dalla passata amministrazione con una convenzione per
diventare un parco pubblico, fiore all’occhiello per il paese».
IL GIORNALE
28 AGOSTO 2009
COSI' TOKYO MASSACRA I DELFINI Un video svela la terribile sorte di centinaia di mammiferi che passano nella baia di Taiji a sud di Tokio. La caccia è segreta perché lì questi animali sono quasi sacri. Noi inorridiamo. E poi andiamo a mangiarci un salmone...
OSCAR GRAZIOLI
«Avvicinatevi alla baia e potreste farvi molto male». Con queste
parole, il sindaco di Taiji ha accolto la richiesta ufficiale di
filmare quanto accadeva in una baia di questa cittadina giapponese
sul Pacifico, 500 Km. sud ovest di Tokyo. In quel tratto di mare si
trova una delle più importanti rotte migratorie dei delfini. Da un
po' di tempo correvano voci strane su quel che accadeva nella baia
di Taiji. L’acqua, a settembre, diventava rossa, probabilmente per
la presenza di una particolare alga, così si diceva, mentre notizie
frammentarie e di fonte incerta lasciavano trapelare realtà molto
meno pittoresche. Qualcuno proveniente dal posto, dopo generose dosi
di sakè, si spingeva a spifferare sottovoce di una mattanza di
delfini e prendeva dell’ubriacone, visto che a Taiji il delfino è
quasi sacro, raffigurato ovunque in pregiate sculture e raffinati
dipinti. Più sacro del delfino però è il dio denaro e questo non
solo in Giappone.
ANSA AMBIENTE
28 AGOSTO 2009
RINVIA LAVORI CAPANNONE PER NON DISTURBARE RONDINI
CREMONA, 28 AGOSTO - Le rondini, negli ultimi anni, sono sempre meno numerose nel cremonese ma ad Agnadello (Cremona) c'e' addirittura chi, come Pino Bolzoni, durante la bella stagione con questi uccelli ha a che fare quotidianamente tanto da rinviare lavori urgenti pur di non disturbarle. Bolzoni, 68 anni, ha un'autofficina in un capannone e al suo interno da quasi dieci anni almeno una dozzina di rondini, in media, nidificano da primavera fino a fine estate. ''Me le sono trovate in casa una decina di anni fa - racconta l'uomo - e non me la sono sentita di allontanarle. Durante il giorno si vedono poco, vanno e vengono, ma nel tardo pomeriggio, dalle 18 in poi, arrivano e si fermano nel capannone posandosi sui neon appesi al soffitto. E comincia il cinguettio, un suono che ormai mi tiene compagnia''. A ferragosto Pino avrebbe dovuto cominciare dei lavori di ristrutturazione nel capannone ma non ha voluto disturbare le sue ospiti. ''Il risultato - spiega - e' che faremo i lavori quando se ne saranno andate. Ormai sono troppo abituato a vedermele intorno. La sera lascio le finestre aperte per farle entrare e uscire e a volte, quando sono nel locale che uso come ufficio, entrano anche loro. Quest'anno ne ho contate una dozzina ma a settembre saranno di piu' perche' prima della migrazione c'e' la massima concentrazione, che dura un paio di giorni. Poi se ne vanno e le aspetto l'anno successivo''
LA NUOVA SARDEGNA
28 AGOSTO 2009
Vacche
e maiali sulla strada 389
VILLANOVA STRISAILI (OG).
Anche in queste ultime settimane, alcuni turisti si sono
lamentati per la presenza di animali vaganti - vedasi
maiali, mucche, cavalli e altro - lungo la strada statale
389, per Nuoro, soprattutto nel tratto che dal bivio di
Villagrande-Villanova Strisaili porta fino a oltre la
galleria di Corr’e Boi. In alcuni casi, si sono rischiati
nuovi e gravi incidenti stradali - registratisi putroppo
negli ultimi anni - causa la presenza improvvisa di animali
lungo la careggiata del tratto montano della strada stale
389 Arbatax-Nuoro. L’assessore provinciale all’Ambiente,
Luigi Lai (Pd) è stanco della grave situazione: «Non è
possibile, che nell’estate 2009, si continuino a registare
grandi e costanti pericoli per chi transita nel tratto che
da Villanova Strisaili porta fino a oltre il traforo di
Corr’e Boi. Com’è possibile che tanti animali continuino a
passeggiare, con tutta tranquillità, lungo la carreggiata
della 389? A mio parere, si registra ancora uno scarso senso
civico da parte di diversi allevatori. Ma lungo tutto questo
tratto occorrerebbero anche maggiori controlli. Prima che si
verifichino nuovi e gravi incidenti stradali».
LA NUOVA FERRARA
28 AGOSTO 2009
Ma
Pepita scalpita ancora
CORPORENO (FE). Ce l’ha
fatta Pepita, la cavalla di 7 anni che nel settembre
2008 era stata colpita da West Nile, il virus diffuso
dalla zanzara Culex che porta alla paralisi - parziale o
totale - dell’animale infettato. Pepita adesso sta tanto
bene che la giovane proprietaria Jessica Borgatti, di
Corporeno, la monterà lunedì 30 agosto in occasione
della quinta tappa del Campionato regionale di Gimkana
Western Open che si disputer al Centro ippico Santa
Lucia, in via delle Donne a San Carlo. «Era rimasta
paralizzata - racconta Jessica - e ho avuto una paura
folle: poi, con l’aiuto del veterinario, con cure
intense e tantissime coccole, si è ripresa, insomma ha
rispsto molto bene alle terapie. Sono felicissima e non
vedo l’ora di montarla lunedì». Ma se Pepita ha
recuperato, le medicine più azzeccate sono state
l’amore, la vicinanza e il tanto affetto della sua
padroncina. E’ fuori di dubbio che la profilassi imposta
nel settembre 2008 dall’assessorato regionale alla
Sanità per fronteggiare i primi casi di infezione di
West Nile (in stretto raccordo con il ministero della
Sanità) ha dato i suoi frutti. Eppure, come non ha
nascosto il veterinario curante di Pepita, l’amore e la
dedizione di Jessica nel curare il suo cavallo sono
stati il vero toccasana. E adesso? «Lunedì spero di ben
figurare con la mia Pepita - confida Jessica -. Quella
che si disputa a San Carlo è una tappa molto importante
e ci tengo a raggiungere un buon risultato anche perchè
fare punti qui sarebbe il massimo, serveono anche per la
classifica di un campionato che è davvero bellissimo».
Pepita, ristabilita e pimpante, gareggerà in un concorso
che è anche riconosciuto dal Comitato regionale Fise
(Federazione italiana sport equestri).
IL CENTRO
28 AGOSTO 2009
Gatto salvato nel burrone
ANVERSA (AQ). Un
gattino ha rischiato di cadere nel burrone
sottostante il colle di San Michele di Castrovalva,
frazione di Anversa. E’ stato però salvato dai
vigili del fuoco di Sulmona, che si sono calati con
le corde, aiutati dai carabinieri della stazione di
Anversa. L’animale, comprensibilmente spaventato, è
rimasto in bilico su una roccia fino a quando i
soccorritori non sono riusciti a raggiungerlo e a
riconsegnarlo ai suoi proprietari.
TRENTINO
28 AGOSTO 2009
Un capriolo vittima della Maza
ARCO (TN). Tagliate
dalla strada della Maza, che presenta un muretto
quasi ininterrotto a valle (inframmezzato soltanto
da sporadiche aperture) e un declivio scosceso a
monte, le pendici settentrionali dello Stivo sono
frequentatissime da caprioli. Il brutto è che,
nonostante l’ostacolo della strada della Maza, le
bestie non esitano ad attraversarla - soprattutto di
notte - per scendere dalla boscaglia alle più
appetitose campagne poco sopra Prato Saiano (dove
peraltro si limitano a brucare la vegetazione più
tenera senza fare altri danni). E’ brutto, questo
attraversamento perchè, come abbiamo detto, presenta
solo poche vie d’uscita e i caprioli vengono spesso
abbagliati dalle auto di passaggio. Si spaventano,
scorrazzano sull’asfalto fino a farsi investire
mortalmente, ancor prima di trovare il sistema per
scendere sotto la carreggiata. L’ultimo episodio la
notte scorsa, con la quinta vittima dell’anno
secondo i calcoli del presidente dei cacciatori di
Arco Mauro Bonora. Il capriolo in questione, un
maschio di 20 chili già malandato di suo, è stato
trovato agonizzante ieri mattina sul bordo della
strada, a poca distanza dalla curva della discarica
comprensoriale. Dopo l’allarme di un automobilista
di passaggio, lo anno raccolto i vigili del fuoco di
Arco e portato in caserma. L’animale, quindi, è
stato preso in esame dal veterinario, il dottor
Franco Gatti, che constatate le sue bruttissime
condizioni - al fine di evitargli ulteriori
sofferenze - non ha potuto fare altro che
richiederne l’abbattimento.
IL TIRRENO
28 AGOSTO 2009
Animali feriti dai cacciatori di frodo
MASSAROSA (LU). Ad un mese
circa dall’apertura della stagione venatoria, prevista
per il 20 settembre, emergono già alcuni problemi,
purtroppo non nuovi per Massarosa. Anche quest’anno
colpiscono bracconieri e cacciatori di frodo che, con
tecniche illegali, sparano agli animali. E, per non
farsi scovare, usano armi munite di silenziatore. La
segnalazione è stata fatta da un gruppo di cacciatori
che si identificano, per ragioni di riservatezza e di
sicurezza, nel gruppo «Amici della Legge». Venuti a
conoscenza di alcuni episodi di bracconaggio, li hanno
segnalati alle autorità competenti. «Noi cerchiamo di
curare gli animali feriti - dice un cacciatore.
Purtroppo ci sono persone che con metodi non certo
leciti, distruggono l’ambiente. Abbiamo segnalato
l’accaduto alla direzione del parco Migliarino S.Rossore
e alla Polizia Proviciale con la speranza che possa
essere trovata una soluzione prima che sia troppo tardi.
Speriamo di essere stati utili e di poter contribuire
alla salute dell’ambiente».
IL GIORNO
28 AGOSTO 2009
ERBA BRACCONIERI SCOPERTI NELLA RISERVA
DELLA VALLE BOVA
A caccia di caprioli con la balestra
Erba (CO) - A CACCIA
DI CAPRIOLI con la balestra. Sono stati scoperti e
inseguiti i bracconieri della Valle di Caino, poco
sopra Erba. Ma sono riusciti a far perdere le loro
tracce. Un gruppo di ragazzi è stato scoperto a
cacciare con armi da lancio nella nuova riserva
della valle di Caino dai responsabili del gruppo che
si occupa della tutela dell’area protetta, da poco
riconosciuta come tale dalla Regione Lombardia. Dopo
alcuni appostamenti sono stati finalmente avvistati,
ma sono fuggiti in un luogo scosceso.
«È successo anche questo nella nuova Riserva della Valle Bova - spiega l’onorevole leghista Erica Rivolta, che nei mesi scorsi si impegnata affinché l’area impervia, che si trova fra le montagne del Triangolo Lariano, venisse tutelata - Grazie al riconoscimento ottenuti siamo in grado di controllare maggiormente quello che succede in quel luogo». Nei giorni scorsi sono state riportate a monte anche le trote che rischiavano di rimanere a secco nelle pozze ormai senz’acqua.
IL TIRRENO
28 AGOSTO 2009
Animali feriti, volontari cercansi
Cecilia
Cecchi
PIOMBINO (LI). Il
recupero di animali selvatici feriti non conosce
sosta. E le forze dell’operatore Wwf che si occupa
della Val di Cornia non bastano più. «Dall’inizio
dell’anno - racconta Giovanni Bottausci, che come
volontario è sin qui sempre stato in prima fila -
abbiamo assistito 150 animali. E le chiamate
arrivano davvero a qualunque ora...». C’è di tutto.
Una trentina di rapaci a cominciare dal falco
pellegrino preso all’Elba (salvo e già liberto),
civette, assioli. Un ’infinità di gabbiani, rondini,
scoiattoli, ricci. «Abbiamo assistito - dice - anche
due caprioli feriti dalle falciatrici, che però sono
deceduti. Pure la tartaruga di mare spiaggiata a
Rimigliano era già morta al momento del recupero».
Qui, come nel resto d’Italia, si salva circa il 50%
degni animali recuperati. «Chi ci chiama - ricorda
Giovanni - dovrebbe aiutarci di più, a volte arrivo
in spiaggia per un gabbiano e questo vola via.
Salvataggio un po’ particolare, tra le barche
ormeggiate a Baratti, con l’aiuto di un pescatore:
protagonista un marangone dal ciuffo». A dare una
mano due studenti Irene e Amedeo, che hanno risposto
al telefono per le emergenze. «Da ringraziare -
aggiunge - Laura di Vada, fondamentale per il primo
soccorso. Per i trasferimenti al centro Lipu di
Livorno va un po’ meglio grazie all’uso dei bus Atl.
Ora è indispensabile potenziare la rete di
volontari. Dopo dicembre la situazione andrà
rivista». C’è da sperare che altrimenti Provincia e
Circondario si attivino per ovviare questa
possibile, grave lacuna.
IL PICCOLO
28 AGOSTO 2009
Sei tartarughe marine avvelenate dal
petrolio
REGGIO CALABRIA -
Una larga chiazza oleosa ha invaso la costa
ionica calabrese, nella Locride, provocando lo
spiaggiamento di sei tartarughe marine Caretta
caretta. Si tratta di una consistente presenza
di catrame, probabilmente derivante da una nave
cisterna, che sta tuttora imperversando nel
tratto di costa compreso tra Locri, Siderno e
Roccella Jonica, con conseguenze gravi
soprattutto per gli animali marini che vivono in
quest'area. Sono sei, fino ad ora, gli esemplari
di Caretta caretta, coinvolti in questa strage
ambientale e recuperati dal Centro di recupero.
Tre esemplari sono morti, tre sono stati
salvati.
ANSA
AMBIENTE
28 AGOSTO 2009
AVVISTATI 15 CAPODOGLI
E BALENOTTERA ACQUE SARDEGNA
ROMA - A tu
per tu con i grandi cetacei. E' avvenuto
nelle acque del sud della Sardegna. Due
imbarcazioni a vela italiane, mentre
navigavano verso Capo Teulada provenienti
dalla Tunisia, si sono trovate letteralmente
circondate da un branco di cetacei di varia
dimensione e specie: decine di delfini e
stenelle, un branco di oltre 15 capodogli e
una balenottera comune di oltre 20 metri.
''La scena era straordinaria - ha riferito
il biologo marino Giampietro Sara - decine
di delfini sembravano scortare un grosso
gruppo di capodogli, tra cui alcune femmine
di grandi dimensioni e molti 'cuccioli'
sotto i dieci metri. Ma la cosa piu'
incredibile era il comportamento della
balenottera''. ''Ci passavano sotto lo scafo
strofinando le teste tra loro, facevano
venire i brividi, ma erano bellissimi'', ha
raccontato da parte sua lo scrittore Simone
Perotti, skipper delle due barche a vela
insieme a Sara. Ai margini del branco una
balenottera comune di grandi dimensioni -
raccontano i protagonisti dell'avventura -
navigava a quasi 15 nodi di velocita'.
L'area dove e' avvenuto l'incontro si trova
in un punto di forte dislivello batimetrico.
Da oltre 2.500 metri di profondita' il
fondale sale improvvisamente a 1.000 metri.
Questo 'salto' delle profondita' crea forti
correnti di risalita, capaci di far emergere
acque ricche di sostanze nutrienti per
plancton e piccoli pesci.
SAVONA NEWS 28 AGOSTO 2009
Cani multati in spiaggia, la denuncia dell'Aidaa
Sono circa 59 mila le contravvenzioni elevate dai vigili urbani contro i possessori di cani che hanno deciso di portare il loro amico a quattro zampe in spiaggia in tutta la penisola. Situazioni del genere si sono verificate anche in Liguria. Lo dice un'indagine dell'Associazione italiana difesa animali e ambiente (AIDAA). I responsabili denuncia irregolarità per multe che avrebbero fatto incassare complessivamente ai comuni oltre 24 milioni di euro. "Si tratta di sanzioni che vanno dai 400 ai 1.000 euro - afferma in una nota AIDAA -. Stiamo ricevendo migliaia di richieste di consulenza e sono in preparazione di ricorsi contro multe che sarebbero state elevate in maniera irregolare". In particolare le irregolarità, che secondo l'associazione animalista sarebbero riscontrabili in 38 mila multe, riguardano l'assenza di segnaletica o la presenza di segnaletica illegittima sul divieto di portare i cani in spiaggia. Inoltre almeno 4 mila contravvenzioni sarebbero state comminate sulla battigia, nonostante esista la normativa che consente il libero transito nei 5 metri di profondità della spiaggia.
IL MATTINO
28 AGOSTO 2009
Sono ormai molti anni che si attua
un’attenta campagna di sensibilizzazione verso chi d’estate abbandona i
cani..
Sono ormai molti anni che si attua un’attenta campagna di sensibilizzazione verso chi d’estate abbandona i cani, destinando questi poveri animali cresciuti in casa a una morte quasi certa o a una triste vita. Nonostante le varie lotte degli animalisti e la concreta diminuzione negli anni di questo fenomeno, ho dovuto constatare però di persona che in alcuni posti questo messaggio di maggiore rispetto e amore verso i propri animali e non solo, non è arrivato neanche a chi opera nelle istituzioni. A Santa Maria del Cedro, dove faccio le vacanze, da qualche giorno gironzolava nella zona dei lidi, a ridosso della statale 18, un bel cagnolino con tanto di collare. L’animale spesso giocava con il cane di uno dei gestori del lido, dove da qualche giorno si recava per ricevere un po’ di cibo. La povera bestia, probabilmente abbandonata dai proprietari si è trovata privato dell’affetto delle persone che lo hanno cresciuto e proiettato in un mondo che per lui è stato peggio di una giungla. Nonostante la strada era di quelle quasi sabbiose dove passeggiano per lo più i bagnanti che si recano in spiaggia durante la notte del 24 agosto qualcuno dei giovani che frequentano il lido mette sotto con l’auto il cane, senza neanche fermarsi a dargli soccorso. Durante le prime ore del mattino il cocker ha incontrato un altro tipo di parassiti: gli uomini ombra, quelli che passavano per andare in spiaggia guardando con indifferenza questo animale che si trascinava le zampe posteriori piangendo, sotto il sole, con la lingua piena di terra e polvere. Sono stata la prima a fermarmi nonostante non abbia molta dimestichezza con gli animali: ho chiamato mio marito, altri amici che sapevo sensibili e più competenti in materia ed altri ancora poi si sono fermati a cercare soccorso, ma è proprio a questo punto che l’ormai agonizzante animale si è trovato di fronte il mostro più terribile: la burocrazia delle istituzioni. Non so in quanti abbiamo chiamato il 112, il 113, il 118 ma pare che dare soccorso all’animale non era competenza proprio di nessuno, anzi lo era dell’Asl di Santa Maria del Cedro, al cui numero però nessuno rispondeva. Nel frattempo qualcuno anche a proprio rischio sposta l’animale in un posto più fresco, gli diamo dell’acqua, si calma un po’ e smette di lamentarsi, ma probabilmente è stanco o sta troppo male. Finalmente arriva una macchina dei vigili dopo più di un’ora di telefonate, ma no, loro non possono fare proprio niente: danno un’occhiata e se ne vanno. Quelli del posto sembrano rassegnati a questo tipo di cose, con aria fatalista qualcuno dice che se fosse stata anche una persona non sarebbe stato molto diverso e citando esperienze di anni passati vanno via. A mezzogiorno il cane è ancora li, agonizzante, ripassa l'auto dei vigili e se ne va, finalmente trovo il numero di un veterinario, lo chiamo e questo viene all’una e mezza (naturalmente a nostre spese). Purtroppo come temevamo non c’è molto da fare e gli unici angeli che la bestiola ha trovato non hanno potuto far altro che accettare il consiglio del veterinario e mettere fine alle sue sofferenze e allo strazio che sarebbe proseguito forse anche per alcuni giorni. Ora mi chiedo se quel che ha fatto un piccolo gruppo di turisti che non erano nella propria città non poteva farlo inizialmente e meglio dai vigili urbani, perché con la scusa della competenza tutti si sentono puliti. Lucia Dello Iacovo - Caserta
CORRIERE ADRIATICO
28 AGOSTO 2009
Bracconaggio truffa e falso
Ancona I tre uomini della polizia provinciali sono accusati dalla procura di una serie di reati previsti da norme specialistiche che disciplinano l’utilizzo delle armi, vietano la cattura e l'uccisione, delle specie animali nei parchi, regolano la protezione della fauna selvatica e il prelievo venatorio. Per le modalità con cui hanno abbattuto i cinghiali, sono accusati anche di esplosione pericolosa. Le accuse di truffa e falso riguardano invece le modalità del trasporto dei cinghiali, per il quale i tre si sarebbero fatti aiutare da alcuni assistenti senza annotarlo esattamente nei fogli di viaggio.
BIG HUNTER
28 AGOSTO 2009
Perugia: si caccia lo storno in deroga dal 2 settembre, accordi per fringuello e passero
A pochi giorni dall'apertura della stagione un incontro tra l'assessore regionale alla caccia Lamberto Bottini e il presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi ha sancito la piena sintonia delle due istituzioni umbre sulle disposizioni relative alla prossima stagione venatoria.
In tema di deroghe d'accordo sia
sullo storno con il prelievo stabilito dal 2 settembre, che sul
fringuello e il passero per cui è stata stabilita l'attivazione delle
procedure con il Ministero e gli organismi tecnici della Commissione
Europea per definire le quantità del prelievo.
Ribadito l'obbligo dei capanni in
tela o equivalenti per gli appostamenti temporanei nei giorni 2 e 6
settembre e il fatto che il riparo naturale non può essere considerato
un appostamento temporaneo. Chiarimenti anche per quanto riguarda la
specie cinghiale: le squadre coinvolte nelle operazioni di contenimento
nelle 5 giornate fissate dal calendario saranno avvantaggiate rispetto
alle altre sull'assegnazione dei settori, così come previsto dal
Regolamento Regionale 34/99, attraverso i parametri di valutazione sulla
gestione dei distretti.
BIG HUNTER 28 AGOSTO 2009
Il ministero legittima l'impiego del richiamo vivo per la caccia al colombaccio. Anuu: la Lombardia si adegui
L'associazione Anuu Migratoristi rende noto l'esito del parere formale inviato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali “dal quale – spiega Anuu - risulta palesemente la legittimità dell'impiego del piccione di allevamento come richiamo vivo nella caccia da appostamento al colombaccio”.
Il Ministero in riferimento al
quesito inviato dall'associazione risponde: “Al riguardo, anche sulla
base della sentenza della Corte di Cassazione n. 2598 del 26.1.2004, si
ritiene legittimo tale utilizzo, in considerazione dello status di tale
specie, la quale, diversamente da quanto previsto dall'art. 2
dellaL.l57l92, non vive "stabilmente o temporaneamente in stato di
naturale libertà sul territorio nazionale" e pertanto, non è oggetto di
tutela ai sensi della predetta legge n. 157192. Peraltro, analoga
situazione si riscontra nell'uso del germano reale nella sua forma
domestica, proveniente da allevamento (cosiddetta "anitra germanata"),
che, appunto, viene utilizzato come richiamo vivo nella caccia agli
anatidi".
"A conforto di tale orientamento,
- continua la nota ministeriale - si richiama il parere n.54391T-A del
18.9.2000 dell'ex INFS, nel quale si esclude categoricamente che il
piccione domestico sia da considerarsi fauna selvatica”.Un parere che fa
finalmente chiarezza sull'argomento e che Anuu sottopone tramite una
lettera all'attenzione della Regione Lombardia alla quale chiede con
urgenza (visto l'approssimarsi della stagione venatoria), di
ripristinare la liceità dell'impiego di questo richiamo vivo.
Anuu inoltre specifica che questo
parere non confligge minimamente con la nota sentenza del 2004 della
Corte di Cassazione, in quanto riferita esclusivamente al cosiddetto
piccione torraiolo “che niente ha da spartire con il piccione lungamente
allevato e selezionato per l'utilizzo venatorio”.
ROVIGO OGGI
28 AGOSTO 2009
STAGIONE
VENATORIA Dal 2 settembre il via ai 55mila cacciatori veneti
Oltre 4.000
doppiette pronte a sparare
Rovigo - Caricano i fucili i 55mila
cacciatori della regione Veneto: si aprirà la prossima settimana la
stagione venatoria 2009/2010. Il calendario della caccia è ormai
diffuso a tutti i tesserati: i primi spari si sentiranno il 2
settembre, moltiplicandosi poi nelle giornate del 3, 5, 6, 12, 13 e
19. Sarà il primo assaggio del piombo dei nostri cacciatori,
riservato a merli, tortore, ghiandaie, gazze, cornacchie nere e
grigie, ancora prima dell’apertura generale della caccia.
Sarà il 20 settembre la prima ufficiale giornata di questa stagione venatoria che si concluderà solo il 31 gennaio 2010. Più di quattro mesi di sangue per la fauna delle nostre campagne, valli e lagune. Ogni cacciatore potrà scegliere tre giorni settimanali per la sua caccia, con integrazione di due giornate concesse ai migratoristi nei mesi di ottobre e novembre. Il calendario è preciso, stabilisce a chiare lettere chi sarà ucciso e quando: 21 le specie che non avranno tregua fino alla chiusura della stagione, dai tordi ai beccaccini, dalle pavoncelle alle volpi, 4 quelle che saranno salve dal 24 Gennaio, 5 quelle che saranno risparmiate dall’anno nuovo. Ancora, gli spari ai merli finiranno la vigilia di Natale, quelli alle tortore il 20 dicembre, considerevolmente più breve infine la mattanza per lepri, conigli, daini, camosci, cervi e pochi altri, che dovranno fuggire ai cacciatori tuttavia fino alla fine di novembre. Nel solo territorio provinciale saranno 4149 i tesserati delle tre Atc rodigine: 1341 per la zona dell’alto polesine (Atc Ro1), 1620 per il medio polesine (Atc Ro2) e 1188 per il territorio del delta del Po (Atc Ro3). “Non saranno però tutti polesani i cacciatori nelle nostre terre: molti quelli provenienti da altre provincie della regione, soprattutto i padovani attirati dalle lepri del Ro2, tanti anche quelli provenienti da regioni limitrofe” spiega la dott.sa Monica Attolini, capo del servizio risorse faunistiche-caccia e vigilanza. “Grande anche l’attrattiva esercitata dall’Atc Ro3: la zona lagunare permette un tipo di caccia molto particolare, la cosiddetta caccia dei signori, che colpisce soprattutto i volatili migratori” spiega la dott.sa Attolini. Si contano i cacciatori, non le prede: impossibile stimare la quantità degli abbattimenti che si verificherà nel nostro territorio secondo l’assessorato alla Caccia della Provincia di Rovigo. Il monitoraggio infatti avverrà solamente a campione, attraverso il controllo dei tesserini dei cacciatori: questi, tenuti a registrare i capi abbattuti giornalmente, sono noti però per la loro tendenza a ridurre considerevolmente il numero delle loro prede, così che la stima risulta spesso completamente falsata. L’unico indicatore per quantificare il numero degli animali colpiti dalla stagione venatoria restano i carnieri che definiscono un tetto massimo di capi abbattibili per cacciatore: si parla di 35 capi stagionali di selvaggina stanziale e 425 di selvaggina migratoria. “Sappiamo che i cacciatori rispetteranno i massimi imposti dal carniere, ma non quanti capi abbatteranno al di sotto del tetto imposto dalla Regione - precisa la dott.sa Attolini - sicché il totale delle prede resta sconosciuto”. BIG HUNTER 27 AGOSTO 2009
La maestra cambia il finale di cappuccetto rosso. Al posto del cacciatore il chirurgo animalista
Ringraziamo la nostra attenta lettrice Tiziana che in un commento alle notizie ci ha reso partecipi di una perla andata in onda alla trasmissione Cominciamo bene Estate di Rai Tre, che abbiamo verificato e che pertanto vi riproponiamo come spunto di riflessione:
“A proposito di insegnamenti ai
bambini. Oggi alla trasmissione condotta da Mirabella su Rai tre si
parlava di fiabe e della loro influenza psicologica sui bambini.
Un'insegnante ha chiamato in trasmissione dicendo che i bambini sono
traumatizzati dall'epilogo di cappuccetto rosso e precisamente dal
momento preciso in cui il cacciatore uccide il lupo per salvare la nonna
che si era mangiato. Perciò la brillante maestra ha detto di aver
raccontato un finale diverso ai bimbi omettendo la figura del cacciatore
e sostituendolo con un chirurgo animalista che salva la nonna e ricuce
il lupo. Fortunatamente lo psichiatra in studio è rimasto perplesso
dall'iniziativa e ha sottolineato che i bambini prima o poi devono fare
i conti con tutti gli aspetti della vita. Ossia l'animalismo esasperato
non è altro che un capriccio, un lusso, una fiaba forzata in cui ci si
ostina a vivere”.
Sottoscriviamo le conclusioni
di Tiziana e aggiungiamo una considerazione in merito. Il fatto che una
maestra elementare abbia candidamente ammesso durante una trasmissione
televisiva di censurare ai bambini la figura del cacciatore (figura
benevola che ristabilisce l'equilibrio in una storia ben più
terrificante), purtroppo ci porta a constatare quanto l'approccio
animalista entri di prepotenza nelle scuole e si imponga come unica
verità da trasmettere alle future generazioni.
Si tratta di metodi formativi
privi di qualunque fondamento scientifico e razionale, utilizzati in
maniera pressochè sistematica nella realtà scolastica italiana che ben
poco spazio lasciano alla discussione e alla comprensione della vita
reale ai nostri bambini.
Per questo non possiamo far altro
che sorridere quando qualcuno in merito alla notizia sui disegni
realizzati dai ragazzi alle “Giornate di falconeria” si permette di
insinuare che i bambini coinvolti in simili iniziative “vengono
indottrinati come pagliaccetti” dai cacciatori, o quando si grida allo
scandalo perchè una maestra dice di voler parlare in classe della
differenza tra bracconieri e cacciatori.
TICINO NEWS 27 AGOSTO 2009
Beccati bracconieri nel Sopraceneri
Due "bande" scoperte dall'Ufficio caccia e pesca in Leventina e nel Locarnese. Con tanto di armi non convenzionali e piccolo arsenale al seguito
Il caveau blindato
dell’Ufficio caccia e pesca si è arricchito di ulteriori armi
fuorilegge. L’inchiesta non è ancora terminata, ma i guardiacaccia
ticinesi hanno scoperto due squadre di bracconieri che oltre a
cacciare fuori periodo - la nuova stagione inizierà solo martedì
primo settembre - tra i boschi e le radure si muovevano imbracciando
armi non convenzionali. LA ZAMPA.IT 28 AGOSTO 2009
E' tornata la paura del lupo L'allarme nel Cuneese: troppi danni alle greggi. Gli allevatori: vogliamo essere risarciti
CARLO GRANDE
LA ZAMPA.IT 28 AGOSTO 2009
Ronde contro gli attacchi dei lupi
SABRINA CRAVERO
Bruno Rivarossa, direttore provinciale e regionale di Coldiretti: lei ha
lanciato l’allarme per gli attacchi dei lupi alle greggi e chiesto risarcimenti
per i danni provocati agli allevatori.
ASCA
28 AGOSTO 2009
AMBIENTE: COLDIRETTI, TRIPLICANO I LUPI E TORNANO A FARE PAURA
Roma - Il numero di lupi negli ultimi trent'anni e' praticamente triplicato
con centinaia di esemplari diffusi su tutta la catena appenninica ed alpina
dove si ripetono i casi di aggressione a mandrie e greggi denunciati dai
pastori tra i quali si e' diffusa la paura. E' quanto afferma la Coldiretti
nel lanciare l'allarme per la presenza di animali selvatici come i lupi,
cani randagi e cinghiali nelle aree rurali ma anche in quelle periurbane con
ripetuti casi di incidenti stradali, allevamenti decimati, migliaia di campi
con i raccolti distrutti.La sicurezza nelle aree rurali, denuncia
l'associazione, e' in pericolo per il proliferare di animali selvatici che
stanno invadendo campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano
un grave pericolo per le persone e le cose. Non e' piu' solo una questione
di risarcimenti dei danni ma e' diventato, precisa la Coldiretti, un fatto
di sicurezza delle persone e della vita nelle campagne.Si tratta di salvare
la presenza dell'uomo nelle aree interne e con essa il tradizionale
trasferimento degli animali in alpeggio che oltre ad essere una risorsa
fondamentale per l'economia montana, rappresenta anche - sottolinea la
Coldiretti - un modo per valorizzare il territorio e le tradizioni culturali
che lo caratterizzano. LA ZAMPA.IT 28 AGOSTO 2009
Soluzione qualunquistica e inutile
A. MAR.
«Si deve trovare una convivenza tra fauna selvatica e allevamenti». Così
Massimiliano Rocco, responsabile Programma specie del Wwf Italia.
CORRIERE DELLA SERA
28 AGOSTO 2009
Fa discutere la proposta dell'associazione. Che denuncia perdite milionarie per il settore Ronde sulle Alpi contro lupi e cinghiali La Coldiretti. «Misura necessaria, allevamenti decimati». Il Wwf: «Non è la soluzione, in passato c'era convivenza»
MILANO - Allevamenti decimati, campi distrutti da gruppi di cinghiali, lupi o cani randagi. La Coldiretti lancia l'allarme sulla presenza massiccia di animali selvatici nei dintorni di alpeggi e centri abitati e lancia una proposta alle organizzazioni ambientaliste nelle vallate cuneesi: organizzare turni di volontari che collaborino con i pastori alla sorveglianza di greggi e mandrie minacciate dai raid dei branchi senza controllo. «SITUAZIONE INSOSTENIBILE» - Secondo la Coldiretti, gli assalti compiuti da lupi e altri animali «rendono la situazione insostenibile dal punto di vista agricolo e ambientale ma anche per la stessa presenza dell'uomo nelle montagne». Si tratta, per l'associazione, di salvare il tradizionale trasferimento degli animali in alpeggio, che oltre ad essere una risorsa fondamentale per l'economia montana, rappresenta anche un modo per valorizzare il territorio alpino e le tradizioni culturali che lo caratterizzano. «Con il ritorno del lupo il lavoro dei pastori è però notevolmente cambiato divenendo - continua la Coldiretti - sempre più complesso e oneroso e stravolgendo le abitudini di una pratica storica come quella della pastorizia in alta montagna. Non è infatti più possibile lasciare gli animali in alpeggio allo stato brado, impiegando il tempo in tutte le altre attività che caratterizzano il lavoro in montagna, dalla lavorazione del latte alla fienagione». Recinzioni elettrificate e i cani da pastore lasciati a guardia dei greggi non sembrano infatti essere sufficienti. «PERICOLO ANCHE PER l'UOMO» - «La sicurezza nelle aree rurali - denuncia poi la Coldiretti - è in pericolo per il proliferare di animali selvatici come i cinghiali fino di oltre 150 chili di peso che stanno invadendo campi coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un grave pericolo per le persone e le cose. Non è più solo una questione di risarcimenti dei danni, che pur ammontano a milioni di euro, ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone e della vita nelle campagne». LA REPLICA DEL WWF - «Le ronde proposte dalla Coldiretti contro i lupi non sono la soluzione» è però la replica del Wwf, per bocca del proprio responsabile del programma specie, Massimiliano Rocco. L'attività pastorale nel contesto alpino, aggiunge il Wwf, ha bisogno di «recuperare le conoscenze e l'approccio all'allevamento che si sono abbandonate con l'estinzione del lupo nel secolo scorso». Oggi che «questo emblematico predatore, specie particolarmente protetta, è tornato sulle Alpi, l'uomo deve saper trovare forme di convivenza e pratiche di allevamento che contemplino la presenza di predatori». Le soluzioni, osserva Rocco, «non possono essere le ronde o peggio gli abbattimenti come avviene in Svizzera dove solo pochi giorni fa è stato ucciso un esemplare nel cantone Vallese, dimostrando l'incapacità dei governi locali a gestire la convivenza con la fauna selvatica». Da precisare, poi, che «non si ha memoria nel nostro Paese di minaccia del lupo a persone: la vera minaccia è il bracconaggio perpetrato ovunque con veleni, lacci e armi da fuoco che mietono vittime tra lupi, orsi, linci, aquile, grifoni e altri animali ancora». Altro è «il problema del randagismo che va affrontato con serietà e evitando speculazioni in materia». Per questo, il Wwf, conclude Rocco, rimane pienamente disponibile «a sedersi a tavoli comuni per affrontare in modo scientifico tali criticità consapevoli della necessità di preservare il nostro ancora invidiabile patrimonio di biodiversità e le attività silvo-pastorali».
LA VOCE DEL NORD D'EST
28 AGOSTO 2009
Continua la fuga dell'orso Dino a Primiero
Primiero (Trento) - Dopo l'avvistamento a Malga Neva l'orso è tornato in Val di Stua, dove è stata posta anche una trappola, per imprigionare l'orso e poterlo così munire di radiocollare per monitorare i suoi spostamenti Dopo aver girovagato per mezza valle di Primiero (dal Tognola alla Noana) in questo ultimo periodo, negli ultimi giorni l'orso si troverebbe in Val di Stua (Val Noana - Primiero/Trentino). Proprio in questa zona ha ucciso le ultime pecore di alcuni pastori della zona.Dopo l'avvistamento a Malga Neva l'orso è tornato in Val di Stua, dove è stata posta anche una trappola, per imprigionare l'orso e poterlo così munire di radiocollare per monitorare i suoi spostamenti.Accanto alla trappola sono state poste dai forestali anche delle telecamere che reagiscono ai movimenti in modo che al passaggio di ogni animale nelle vicinanze venga scattata una foto.L'orso ha attaccato i conigli a Malga Neva e nella notte tra martedì e mercoledì è tornato vicino alla trappola ma senza entrarci. Sono state ritrovate anche delle impronte dell'orso, proprio nella stessa zona.
PANORAMA
28 AGOSTO 2009
FAO: influenza suina tra i tacchini
In
Cile, il virus H1N1 - la cosiddetta "infuenza suina" - è stato
rilevata in alcuni allevamenti di tacchini nei pressi del porto di
Valparaiso, già dallo scorso 20 agosto.
LA GAZZETTA DI MANTOVA
28 AGOSTO 2009
Cresce il
business di Fido
In tempi di crisi c’e un settore
che sembra non risentire troppo della contrazione del mercato: è
quello che lavora per l’assistenza e la cura degli animali
domestici, che nel corso del 2009 ha visto in Italia un aumento
del 2,5% di aziende attive nel comparto rispetto a un anno fa.
Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano,
che evidenzia come in testa per numero di attività si trovi il
Lazio con 916 imprese, seguito dalla Lombardia con 892.
Lombardi quindi sempre più attenti alle esigenze dei propri
animali domestici. In testa per numero di imprese c’è Milano
(con 291 attività, il 32% del totale lombardo), seguita da
Brescia (103), Varese (100) e Bergamo (85). Nel Mantovano sono
35 le imprese del settore animali domestici, così suddivise: 2
servizi veterinari, 19 servizi cura animali da compagnia, 14
commercio al dettaglio, con un incremento numero del 6% rispetto
all’anno precedente. Per l’alimentazione degli animali nel 2008
in Lombardia si sono importati beni per oltre 427 milioni di
euro. Tra le province, Milano è in testa con quasi 210 milioni
di euro, il 49% delle relative importazioni lombarde e un
aumento del 49,4% rispetto al 2007. A conti fatti sono quindi
quasi novecento le imprese che si occupano di animali domestici
in Lombardia e in un anno sono cresciuta del 4%. E’ lombarda
quindi un’impresa italiana su otto.
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APCOM
28 AGOSTO 2009
Scoperta
la molecola che blocca il grasso sul nascere
La
fatostatina spegne geni che producono grassi nell'organismo
Roma, 28 ago. (Apcom) - Si chiama
fatostatina e potrebbe rappresentare per milioni di persone la
'liberazione' dai chili di troppo: è una piccola molecola che
blocca il grasso sul nascere, che agisce come anti-grasso e
anti-cancro e spegne, letteralmente, i geni e tutti i fattori
che fabbricano il grasso. E' quanto riferiscono Motonavi Uesugi
e colleghi della Kyoto University sull'edizione del 28 agosto di
Chemistry e Biology (Cell press). La fatostatina, bloccando
tutte quelle molecole ad oggi conosciute coinvolte nella sintesi
del grasso, in particolare un fattore della trascrizione
chiamato Srebp, potrebbe essere, dicono i ricercatori, la chiave
di volta per combattere definitivamente l'obesità. La sua azione
è stata verificata su topolini geneticamente predisposti
all'obesità che dopo essere stati curati con la magica molecola
sono diventati più snelli. La fatostatina riesce anche a far
abbassare i livelli di zucchero e colesterolo nel sangue, in
pratica agisce su tutti i geni che hanno un ruolo nella
produzione del grasso corporeo e in diversi aspetti della
sindrome metabolica, i cui maggiori fattori di rischio sono
l'obesità, il colesterolo alto e l'insulino-resistenza. Studi
fatti in cellule di coltura mostrano che la molecola, già
conosciuta come 125B11, riduce in modo significativo, del 33%,
l'attività di 63 geni, inclusi i 34 coinvolti direttamente con
la sintesi del colesterolo o degli acidi grassi, molti dei quali
sotto il controllo di Srebp. Analisi più dettagliate rivelano
che farmaci bersaglio, usati nella sperimentazione, bloccano
SREBP impedendogli di diventare attivo e di entrare nel nucleo,
dove potrebbe altrimenti attivare il programma che "costruisce"
i grassi. In topolini nei quali è stata iniettata fatostatina,
si è registrata una notevole riduzione del peso corporeo e dopo
quattro settimane di trattamento gli animali pesavano il 12% in
meno e avevano livelli di zucchero nel sangue più bassi del 70%,
ed erano anche scesi i loro livelli di colesterolo (sia LDL che
HDL). La concentrazione di acidi grassi nel sangue era invece
più alta, segno, riferiscono gli scienziati, che l'organismo dei
topolini aveva necessità di bruciare il grasso. Inoltre, è stato
osservato che, mentre il fegato
dei topi obesi era pallido e pesante, quello dei
topolini curati con la fatostatina aveva ripreso
il bel colore rosso ed era più leggero del 30%, Un'altra cosa
che non ci si aspettava: i ricercatori hanno rilevato che
bloccando l'azione di Srebp, veniva bloccata anche la crescita
di cellule di cancro alla prostata messe in coltura. La
fatostatina non è la sola molecola ad agire contro Srebp, ma
secondo gli scienziati, lo fa in modo diverso e, ammettendo che
non tutto si è capito di questa molecola, si dicono molto
soddisfatti dell'efficacia della sua azione. "Però - avvertono -
rimangono ancora molte ricerche da fare per provare che è
clinicamente utile per combattere l'obesità e, forse, anche le
malattie cardiovascolari e il diabete. La fatostatina e i suoi
analoghi potrebbero anche rappresentare, secondo Uesugi un
strumento utile per capire meglio l'attività regolatoria di
Srebp e il metabolismo dei grassi.
WIND PRESS
28 AGOSTO 2009
TEST
CHIMICI, “COSTI” 6 VOLTE PIU’ ALTI PER ATTUAZIONE NORMATIVA
REACH: 9,5 BILIONI DI EURO E 54 MILIONI DI ANIMALI SACRIFICATI.
LAV: INDISPENSABILE INCENTIVARE I METODI ALTERNATIVI AI TEST SU ANIMALI
I “costi” relativi al numero di
sostanze chimiche da registrare e ai conseguenti test necessari
all’attuazione del REACH (regolamentazione europea relativa alla
registrazione, valutazione e autorizzazione per le sostanze
chimiche entrata in vigore nel 2007) sarebbero sei volte più
alti di quelli preventivati. Per testare tutte le sostanze
chimiche da registrare, infatti, si è arrivati a una previsione
di spesa, che graverà sui fondi europei, di 9,5 bilioni di euro,
e al sacrificio di ben 54 milioni di animali.Tali dati sono il
frutto di uno studio riportato sulla rivista Nature da Thomas
Hartung, della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health
di Baltimora (USA), che sarà presentato al VII Congresso
mondiale sulle alternative alla sperimentazione animale, (30
Agosto 2009, Roma), un evento di importanza internazionale che
avrà lo scopo di offrire una panoramica completa sullo stato
dell’arte rispetto alle “3R” (reduction, refinement e
replacement, cioè: riduzione nel numero di animali coinvolti
nell’esperimento, diminuzione del livello di sofferenza e
sostituzione degli animali) considerando tutte le sfaccettature
della tematica, dalle tecnologie innovative a quelle integrate,
le aree di applicazione e le potenzialità per il futuro,
soprattutto in vista dei cambiamenti legislativi europei in
materia.Viste le cifre enormi legate al REACH e l’impossibilità
di sostenere una richiesta così alta da parte dei laboratori
europei, Hartung sottolinea l’importanza del potenziamento nello
sviluppo dei metodi alternativi e l’accelerazione della loro
validazione.“Non bisogna dimenticare che nei test di tossicità
per lo studio delle sostanze chimiche, gli animali sono
obbligati a ingoiare vernici, colle, pesticidi e disinfettanti,
vengono inseriti in camerette contenenti vapori chimici che sono
costretti a respirare, la loro pelle e i loro occhi vengono
spalmati con i prodotti da testare per verificare il livello di
corrosione, irritazione, arrossamento”, commenta Michela Kuan,
biologa responsabile LAV settore Vivisezione.“Ma l’imminente
massacro di milioni di animali per testare le sostanze chimiche
previste dal programma REACH non servirà a salvaguardare
l'ambiente e i suoi abitanti – prosegue Michela Kuan – i dati
ottenuti dalla sperimentazione animale, infatti, non sono
trasferibili alla nostra specie, risultando non solo moralmente
inaccettabili ma anche inutili e fuorvianti. Basti pensare che
sostanze altamente tossiche per l’uomo quali benzene, amianto e
arsenico sono innocue per altre specie”.A titolo di esempio,
riguardo l’attendibilità scientifica dei dati provenienti da
test su animali, si riporta la definizione di tossicologia
tratta da uno dei più diffusi manuali utilizzati in ambito
accademico: “essa è definita sia scienza che arte: scienza nella
fase sperimentale condotta su animali da laboratorio, arte
nell’estrapolazione dei risultati dall’animale non umano
all’uomo”(Casarett & Doulls, Tossicologia, E.M.S.I. 2000).
IL GIORNALE
28 AGOSTO 2009
SONO
ROMANI I PICCIONI VIAGGIATORI CHE SPIEGANO I LORO MISTERI
Grazie a un avveniristico
esperimento realizzato a pochi chilometri da Roma, l’Università
di Zurigo ha aggiunto un tassello fondamentale per svelare uno
dei grandi misteri della natura: il volo dei colombi
viaggiatori. In Svizzera l’elevata presenza di rapaci avrebbe
disturbato le attività sperimentali, così l’esercito elvetico ha
inviato tre colombaie militari semoventi nella campagna di Testa
di Lepre, dove i piccioni sono stati seguiti dai ricercatori
romani Giacomo Dell’Omo e Gaia Dell’Ariccia.
I risultati dello studio sono stati appena pubblicati dalla rivista scientifica Current Biology. Come noto, i piccioni viaggiatori non «vanno» da qualche parte, bensì tornano sempre alla propria colombaia. Solo alcune razze possiedono questa sorta di morboso attaccamento al nido natìo, ma l’arcano meccanismo grazie al quale riescono a ritrovare la strada di casa (persino da mille km) è da sempre oggetto di aspre diatribe fra gli studiosi. La scuola italiana è dell’idea che i piccioni si basino sull’olfatto: ricostruirebbero a ritroso, con la memoria olfattiva, tutta la serie delle varie qualità di aria che hanno respirato durante il trasporto lontano dal nido. La scuola tedesca sostiene, invece, che i piccioni si orientino grazie al magnetismo terrestre. Gli organi preposti a tale percezione dovrebbero trovarsi nelle caruncole (escrescenze carnose sul becco), o nella retina, ma su questa teoria non vi è consenso unanime. La ricerca svizzera ha invece dimostrato che la vista - finora esclusa dalle ipotesi - ha un ruolo fondamentale per il ritorno a casa, ed è molto importante per la navigazione in aree familiari.Per la prima volta, il gruppo del professor Hans-Peter Lipp, composto anche da ricercatori italiani, ha equipaggiato i colombi sia con minuscoli Gps (per registrare la loro posizione durante il volo), sia con piccoli elettroencefalogrammi, in modo da rilevare l’attività elettrica del cervello in relazione al percorso utilizzato per il rientro. Venti campioni sono stati così rilasciati a distanze variabili (fino a 80 km), a gruppi o singolarmente, anche a una ventina di miglia nautiche dal litorale romano. Si è così appurato che quando il piccione si trova a volare sul mare aperto senza particolari stimoli visivi, il livello delle frequenze legate alla stimolazione visiva è basso; l’animale viaggia seguendo l’emotività. Quando invece raggiunge la costa, le frequenze si alzano bruscamente, per raggiungere il massimo in presenza di evidenti punti di riferimento, come una grande edificio. È quindi evidente che se il piccione seguisse solamente l’olfatto o il magnetismo terrestre non avrebbe bisogno di alzare la soglia di attenzione in corrispondenza di elementi visuali riconoscibili. Prossima tappa sarà, quindi, lo studio e la registrazione dei singoli neuroni che comandano gli spostamenti direzionali. |