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MATTINO DI PADOVA 29 LUGLIO 2009
Cagnolino ammazzato in modo barbaro
di Nicola Cesaro
ESTE (PD). Una vera tortura. Non ci sono altre parole per definire la tragica sorte toccata a un cagnolino meticcio affogato nel canale Bisatto. O meglio, ucciso. A portare a galla la triste storia e purtroppo anche la carcassa dell’animale sono stati alcuni volontari appartenenti alla sezione atestina dei Rangers d’Europa. Ieri mattina l’ispettore provinciale Roberto Cavallin ha ricevuto la segnalazione di una carcassa di animale che galleggiava sullo Scolo di Lozzo. Il ranger si è precipitato sul posto, ed ha scoperto l’agghiacciante realtà. La carcassa apparteneva ad un cagnolino di piccola taglia. Aveva il muso racchiuso in un sacco di carta, di quelli usati per il cemento. Era legato al collo dell’animale. A quanto pare, prima che la carta si sfaldasse nell’acqua, il sacco era stato riempito di ghiaia e sassi. Conciato in questa maniera, l’animale non ha avuto scampo. Quando Cavallin è arrivato a Lozzo Atestino, per il povero Fido non c’era più nulla da fare. E’ stato più fortunato, invece, il meticcio salvato ieri mattina dagli stessi Rangers a Galzignano. Il bastardino, abbandonato in mezzo alla strada, è stato investito da un’autovettura, che l’ha poi abbandonato sull’asfalto. Nell’impatto con l’auto, il cagnetto ha perso anche un occhio. Solo il provvidenziale e tempestivo trasporto nel reparto veterinario dell’ospedale di Este ha scongiurato il peggio: dopo una complessa operazione, l’animale è stato salvato. «Non ci sono parole per condannare questi episodi - commenta il gruppo locale di Rangers - e l’aspetto peggiore è che casi del genere si verificano quotidianamente». Da maggio il gruppo di volontari atestini ha registrato ben quaranta uscite, tra salvaguardia ambientale e interventi di tutela d’animali. Da qualche tempo gli stessi Rangers sono convenzionati con le principali associazioni animaliste: chiunque volesse segnalare episodi di maltrattamento o d’abbandono può contattare i numeri 347/0357615 o 348/2689681. «Il lavoro è tanto - dice Cavallin - e per questo abbiamo bisogno di allargare il nostro gruppo. Cerchiamo nuovi volontari».
LA SICILIA AGRIGENTO
29 LUGLIO 2009
I
carabinieri abbattono vitello lungo la Statale
Provincia di Agrigento - Un
vitello di circa diciotto mesi di età, dal peso di poco più di
trecento chilogrammi l'altro ieri sera è stato abbattuto a colpi
di arma da fuoco dall'equipaggio di una gazzella dei carabinieri
del locale comando compagnia. Teatro della vicenda il tratto di
Statale 123 che da Piano Bugiades porta all'imbocco dello
Scorrimento Veloce per Ravanusa in prossimità del ponte «Lauricella»
dove ad ogni ora si registra un caotico traffico
automobilistico.
Intorno alle 20,30 di lunedì scorso diverse segnalazioni telefoniche sono giunte alla sala operativa del locale Comando compagnia dei carabinieri in cu i cittadini avvertivano della pericolosa presenza sulla carreggiata dell'animale inferocito. Al fine di rendere sicura la circolazione automobilistica, e nel vano tentativo di salvare l'animale sul posto erano fatti confluire i vigili del fuoco del locale distaccamento ed il personale medico veterinario. Nell'impossibilità di potere fermare l'animale – su parere delle autorità medico veterinarie presenti sul posto – i carabinieri del maresciallo Gaetano Bizzini, comandante del nucleo radiomobile sono stati costretti ad impugnare le armi in dotazione ed abbattere l'animale. Vane le ricerche dei carabinieri per rintracciare il proprietario dell'allevamento da dove è fuggito il vitello. Subito dopo l'abbattimento l'animale è stato rimosso dai vigili del fuoco consentendo la normale ripresa del traffico automobilistico.A. C.
Animalieanimali 29 LUGLIO 2009
UCCISI CUCCIOLI A BADILATE, DENUNCIATO
PARROCO
"Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull´altare". Deve aver preso spunto da questo passo della Genesi don Marco Fazio, sacerdote della parrocchia di San Bartolomeo di Sori. Il religioso, insieme ad altri sei "fedeli", è stato denunciato per aver ammazzato a colpi di bastone e badile due cuccioli di cinghiale. È la sera del 20 luglio scorso quando, durante una cena organizzata nel campetto attiguo alla chiesa, i commensali si accorgono di uno strano rumore. Sei di loro, tra cui alcuni cacciatori, si avventano contro le povere bestie. Don Marco, secondo quanto sostenuto da alcuni testimoni oculari, non avrebbe colpito gli animali, bensì avrebbe partecipato all´accerchiamento impedendo di fatto ai due cinghiali di fuggire. Le indagini sono state eseguite da Gian Lorenzo Termanini, caponucleo delle guardia zoofile ambientali della provincia di Genova, che non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, così come don Marco che si è trincerato dietro un "ho altro da fare". A quanto pare le carcasse dei due animali erano già state pulite e sistemate nel congelatore di uno dei cacciatori, magari per essere consumate alla prossima cena di gruppo.
LEGGO 29 LUGLIO 2009
Ha scavalcato due staccionate..
PADOVA - Ha scavalcato due staccionate e un guard rail, per poi “imboccare” la provinciale che da Bovolenta porta a Padova: due chilometri di fuga tra gli automobilisti impauriti. Il bufalo era scappato dal mattatoio. Infine è stato catturato con un lazo. L’animale si è poi accasciato, stroncato da un infarto.
IL GAZZETTINO
29 LUGLIO 2009
Voleva
fuggire da una morte già segnata ma la sua libertà ..
Bovolenta (PD) - Voleva fuggire da una morte già segnata ma
la sua libertà è finita qualche decina di metri più in là,
in una strada di campagna, dove è stato abbattuto dal
servizio veterinario dell’Usl. E’ la triste storia di un
bufalo adulto che, intorno alle 8 di ieri mattina, è
scappato da un macello in località Gorgo, vicino a Cagnola
di Cartura. L’animale era arrivato lì all’alba, trasportato
da un camion con altri esemplari della sua razza. Entrato
nel mattatoio il suo istinto gli ha fatto intuire come
sarebbe finita di lì a poco e la voglia di vivere ha
prevalso tanto da indurlo a fuggire da un macabro destino.
In pochi istanti è riuscito a saltare la recinzione esterna
dell’edificio e ad arrampicarsi sulla scarpata che porta
alla strada principale. Da lì, dopo aver percorso qualche
metro, ha infilato via Bersaglio, una carreggiata di
campagna che porta verso Bovolenta. Terrorizzato e
imbizzarrito si è lanciato di corsa verso i campi, dove
pensava di trovare riparo. Ma la sua fuga è durata solo
pochi minuti. I dipendenti del macello si sono accorti
subito dell’assenza dell’animale e hanno dato l’allarme ai
carabinieri di Piove di Sacco che sono usciti in strada,
preoccupati che il bufalo potesse mettere in pericolo
persone di passaggio in quel momento. Pericolo che,
fortunatamente, non si è corso dal momento che l’animale è
rimasto sulla sede stradale solo per pochi secondi prima di
spostarsi nei campi.All’arrivo dei carabinieri e dei tecnici
del servizio veterinario dell’Usl, una volta individuato è
stato braccato e abbattuto. Ed è stato portato di nuovo al
macello dal quale era scappato.
IL SECOLO XIX 29 LUGLIO 2009
Butta due piccioni nel bidone PROCESSATO E condannato PENSIONATO NEI GUAI
Francesca Forleo
Molassana (GE) - Butta due piccioni nella spazzatura
credendoli morti, ma non fa i conti con la vicina animalista che lo denuncia per
maltrattamento di animali. Salvatore Giarrattia,
pensionato residente a Molassana è stato denunciato, processato
e condannato dal tribunale a 2.420 euro di multa. IL TIRRENO
29 LUGLIO 2009
Denunciate i casi di maltrattamento
RIPARBELLA (PI). Sul caso di maltrattamenti ai danni di animali il sindaco di Riparbella Ghero Fontanelli interviene dopo la denuncia di una nostra lettrice. «Sono rimasto profondamente sconcertato - scrive Fontanelli - nel leggere la sua lettera pubblicata dal Tirreno in data odierna e nell’apprendere che presumibilmente un suo vicino di casa ha preso a fucilate e pedate il suo cane Teo in maniera gratuita e quindi senza motivo alcuno. Le dico: se ha delle prove o indizi certi denunci il fatto alle forze dell’ordine, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale di Riparbella saranno al suo fianco». «Voglio sottolineare - aggiunge Fontaneli - che il progetto didattico “Cani e gatti piacere di conoscervi” condotto presso le nostre scuole dalla veterinaria dottoressa Silvia Macelloni, è stato interamente finanziato dal Comune di Riparbella, proprio perché crediamo che una sana e corretta educazione civica nel rapporto verso gli animali tutti, sia alla base di una società che si definisce civile. Voglio inoltre ricordare a tutti i cittadini che se assistono a maltrattamenti di animali lo facciano presente agli uffici Comunali, e da parte ns. interverremo come si conviene». Infine il sindaco, in base al regolamento sulla tutela e i diritti degli animali, ricorda che «è vietato tenere il proprio cane con la catena a punto fisso, basta tendere un bel filo zincato con un gancio scorrevole che possa permettere al nostro caro e fedele amico di potersi muovere con una certa libertà». LA NUOVA SARDEGNA 29 LUGLIO 2009
Animali in cenere stop alla caccia
CAGLIARI. Il Wwf Sardegna ha chiesto alla Regione la sospensione del calendario venatorio 2009/2010, a causa dei gravi danni provocati dagli incendi. L’associazione parla di «disastro ambientale di enormi proporzioni. Nelle aree più pregiate dal punto di vista naturalistico non si contano gli esemplari di specie selvatiche uccise dal fuoco: cinghiali, volpi, gatti selvatici, ma soprattutto uccelli che in questo periodo sono in piena fase di riproduzione», spiega il Wwf. Quindi: fermare la caccia.
IL SECOLO XIX 29 LUGLIO 2009
Arrestato dai finanzieri lascia a casa 35 tra pitbull e
rottweiler
Ha chiesto a un vicino di prendersi cura dei cani. Ma due
erano in libertà:
CLAUDIA LUPI
Genova - Quando ha lasciato la sua casa ieri mattina,
scortato dagli uomini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza,
il primo pensiero di Francesco Nogaro è stato per i suoi cani: per quei
trentacinque animali, tra pitbull e rottweiler, tenuti nella sua proprietà di
via Molinassi, in una strada non lontana dal santuario di Nostra Signora della
Guardia. LA PROVINCIA PAVESE 29 LUGLIO 2009
Una gita a Montecalvo (PV) e l'incontro improvviso con due magnifici cani
di
Giuseppina Dionigi
E’ una domenica d’estate e di sole. Io e Beppe lasciamo
l’auto a Montecalvo Versiggia per salire sulla sua acropoli, girare da turisti
curiosi intorno al bel castello e alla chiesa poi prendere la bella strada per
il Poggio. Attaccata la salita con passo da camminatori convinti, ci guardiamo
intorno: il paese grazioso e ben tenuto, le viti curatissime, i boschi, l’antica
rocca di Soriasco proprio di fronte, le colline, la pianura in lontananza.
Raggiunto il Poggio proseguiamo verso
LA ZAMPA.IT 29 LUGLIO 2009
L'uomo che salvò la sua mucca Il margaro: «Fioca stava male, l'ho nutrita e difesa dai lupi»
PAOLO QUERIO
C’era un tempo in cui la convivenza tra uomini e animali,
sulle montagne degli alpeggi, non aveva legami soltanto di sopravvivenza
economica, ma portava a vincoli di amicizia e solidarietà. Sentimenti che forse
oggi stupiscono. Eppure in alta Val Sangone, nelle montagne sopra Torino, sul
filo dei duemila metri si è vissuta una storia d’altri tempi tra il margaro
Angelino e la sua mucca Fiòca (tutta bianca, è la parola piemontese per la
neve). Per dieci giorni ha nutrito la sua amica Fiòca finita in un canalone.
Laggiù la bestia era rimasta immobile, dopo essersi fratturata una zampa, con il
rischio di essere assalita dai lupi. Da parte di Angelino un lungo gesto d’amore
verso l’animale, in attesa che la nebbia di montagna concedesse una tregua e
permettesse all’elicottero dei vigili del fuoco di recuperarlo.
Animalieanimali 29 LUGLIO 2009
CACCIATA DA POSTA PERCHE' ENTRA CON CANE
L'Associazione italiana difesa animali e ambiente ha
inoltrato un esposto alla Procura di Milano, ipotizzando il reato di
maltrattamento degli animali, dopo la segnalazione al servizio legale estivo
dell'Aidaa di una donna che sarebbe stata "costretta a uscire da un ufficio
postale perché era entrata con un cane al guinzaglio, visibilmente malfermo in
salute". ANSA
29 LUGLIO 2009
Animali:
all'Acquario di Genova nuovo allestimento Dedicato all'ambiente coralligeno, con gronchi e murene
GENOVA - Il cilindrone dell'Acquario di Genova si rinnova
con un allestimento dedicato all'ambiente coralligeno mediterraneo con murene e
gronchi.La vasca, al primo piano del percorso espositivo della struttura,
presenta una scenografia che si sviluppa per ANSA AMBIENTE
29 LUGLIO 2009
RIMESSA IN MARE 'CARETTA CARETTA' SALVATA A
TRIESTE
TRIESTE - E' stata rimessa stamani in mare aperto la testuggine marina della specie ''Caretta Caretta'' rinvenuta e recuperata il 24 luglio scorso lungo la costiera di Trieste. L'animale, intravisto da alcuni bagnanti, era stato recuperato da una motonave della Capitaneria di porto e curata presso l'Area Marina Protetta di Miramare. Stamani, a bordo della stessa motovedetta la testuggine e' stata trasportata a circa due miglia dalla costa e messa in liberta'. ALTO ADIGE
29 LUGLIO
2009
Gli animali
vanno preparati a capire suoni e rumori
BOLZANO.
«Penso sia necessario in primo luogo capire se fossero cavalli abituati a
trainare calessi o carrozze. Se non fossero stati abituati con una giusta
preparazione ed un adeguato addestramento, è evidente che il rischio di una
reazione inconsulta delle bestie era da considerare alto». Chi parla è Mauro
Ferrari, presidente del circolo ippico di Bolzano. La sua è una indicazione
generica sul trattamento da riservare ad un cavallo, con esclusione ad ogni
possibile riferimento ai fatti avvenuti a Fiè. «Nel rapporto con i cavalli -
spiega ancora Mauro Ferrari - è necessaria dimestichezza. Bisogna anche
conoscere bene i propri animali ed aver verificato la compatibilità di farli
lavorare in coppia. Solitamente c’è sempre uno che tenta di sovrastare l’altro e
quindi la questione va gestita con attenzione». Non esiste una normativa
specifica riguardante la gestione di animali utilizzati per espletare servizi di
trasporto di persone. «E’ vero che ci sono vere e proprie scuole che insegnano
a come gestire i cavalli da traino ma è anche vero che la patente rilasciata al
termine dei corsi non è considerata necessaria per operare e spesso tutto viene
lasciato al buon senso». A volte con qualche rischio di troppo.
Animalieanimali
29 LUGLIO 2009
INCENDI BOSCHIVI, LAV: PRONTI A COSTITUIRCI PARTE CIVILE
CONTRO PIROMANI
L’emergenza incendi, che si ripropone con drammatica frequenza ogni estate, evidenzia la necessità di un controllo del territorio, e della tutela delle aree protette, che devono essere posti al centro della politica ambientale e generale a livello nazionale.“Non dobbiamo dimenticare, infatti, che siamo di fronte ad un vero fenomeno criminale, a volte collegato alla criminalità organizzata, a danno dell’ambiente, degli animali e di comunità intere – sostiene il dott. Ciro Troiano, responsabile Tutela Ambiente della LAV – per arginare il quale occorre una precisa volontà politica, volta a reprimere fermamente tali reati, e a rendere ancora più difficile la possibilità di cambiare la destinazione d’uso delle aree bruciate dai roghi”.Gli incendi, inoltre, provocano una gravissima strage di animali, spesso ignorata. Secondo stime della LAV, in ogni ettaro di bosco a macchia mediterranea che brucia muoiono in media 300 uccelli, 400 piccoli mammiferi e ben 5 milioni di insetti. Tra gli uccelli sono soprattutto i passeriformi a non avere scampo, come capinere e scriccioli, ma a trovare la morte negli incendi boschivi sono anche cervoni, volpi, e animali che non hanno grandi capacità e rapidità di movimento, come istrici, ricci, piccoli mammiferi e rettili.“L’ufficio legale della LAV lavorerà nei prossimi giorni a una denuncia per uccisione di animali, a carico dei piromani, che non possono ignorare di destinare a morte certa migliaia di animali con le loro azioni, e devono quindi essere perseguiti anche per questo reato”, dichiara Maurizio Santoloci, Direttore dell’Ufficio legale della LAV.“Gli incendi boschivi sono una fucina di interessi illegali diversificati, che gli incendiari perseguono a danno del patrimonio ambientale per vantaggi economici. Per questo è necessaria la mappatura dei siti incendiati, strumento che tarda ancora a entrare a pieno regime ma che rappresenta un’occasione per analizzare il fenomeno degli incendi boschivi, offrendo una pluralità di chiavi di lettura che vanno dall’aspetto sanzionatorio a quello sociologico, e fornendo al contempo la possibilità di interventi differenziati e mirati in termini di informazione, prevenzione e repressione”, conclude Troiano.
Animalieanimali
29 LUGLIO 2009
AUSTRALIA; GUERRA AI CAMMELLI, TROPPI E DANNOSI
In Australia è partita la guerra ai cammelli. Distruggono
l'ecosistema del deserto, rompono le tubature e danneggiano i sistemi di
aerazione. Mangiano l'80% della vegetazione commestibile, privando gli altri
animali del loro pasto abituale e gli aborigeni delle piante officinali. Sono
tanti, troppi, e crescono a ritmo vertiginoso. Per lo stato australiano è una
vera e propria sfida: occorre ridurre il milione di cammelli che vivono nel
Paese, scrive l'Independent online. Un numero che è destinato a raddoppiare nei
prossimi 8-9 anni. Alla popolazione locale la loro permanenza costa circa 7
milioni di dollari l'anno. Poi ci sono i danni alle piantagioni, così gravi da
far schierare anche gli ambientalisti contro i mammiferi a una o due gobbe.
BIG HUNTER
29 LUGLIO 2009
Troppi cammelli in
Australia, abbattimento per 400 mila animali. D'accordo gli ambientalisti
Il
cammello in Australia non è un animale autoctono. E' stato introdotto a
partire dal 1840, importato dall'Africa e utilizzato per trasportare merci
nel deserto. Oggi la popolazione di cammelli sul suolo australiano è
cresciuta a dismisura tanto da costringere il governo ad intervenire,
ordinando l'abbattimento di almeno 400 mila esemplari (in totale sono più di
un milione).
I
cammelli sono diventati una vera piaga: devastano le piantagioni,
danneggiano siti archeologici e prosciugano le riserve d'acqua nel deserto.
Le associazioni ambientaliste questa volta hanno capito l'entità del
problema e si sono ragionevolmente dichiarate d'accordo con la decisione
governativa. Ora si pensa a come agire. Lo stato ha intanto destinato 10
milioni di dollari per risolvere il problema, si pensa anche ad incentivare
la caccia a questi animali, pare infatti che la carne di cammello sia una
prelibatezza molto quotata sul mercato. Un affare che vale svariati milioni
di euro.
Animalieanimali
29 LUGLIO 2009
NUOTARE COI DELFINI, L'ULTIMA MODA. "MA E' PERICOLOSO"
Non veloce come Federica Pellegrini ma molto resistente.
Una giovane nuotatrice è stata salvata davanti alla spiaggia di Mahia, in Nuova
Zelanda, semi assiderata, dopo essere stata messa duramente alla prova
dall´irruenza di un delfino che le impediva di tornare a riva: è rimasta per ore
aggrappata a una boa finché da una barca hanno sentito le sue grida di aiuto.
Animalieanimali
29 LUGLIO 2009
OCEANIA RISCHIA 'SCOMPARSA', GRAVE ESTINZIONE SPECIE
Rapporto pubblicato suConservation Biology
L'Oceania rischia di 'affondare': infatti su Australia,
Nuova zelanda e isole del Pacifico incombe il pericolo estinzione di animali e
piante: habitat devastati, riscaldamento globale, specie infestanti, stanno
uccidendo moltissime specie di mammiferi, pesci, rettili e anfibi e vegetali.
IL MATTINO
29 LUGLIO 2009
Arrossamenti ed
eritemi, dermatiti e tumori
Arrossamenti ed eritemi, dermatiti e tumori.
Al sole si scotta anche Fido, che in estate segue il padrone al mare e sui
monti. E i raggi non risparmiano neppure Micio, specie se ha manto raso e
bianco. Ma per i quattrozampe in vacanza arriva una linea ad hoc: una
crema-scudo per la cute e una lozione spray salva-pelo. Già disponibili nei
negozi specializzati e nelle farmacie fornite di prodotti ad uso
veterinario, sono state presentate in questi giorni a Milano durante un
incontro promosso da Bayer, sezione Animal Health. Dopo collari gioiello,
cappottini glamour, cucce «a 5 stelle», balocchi e profumi, per i pet del
Duemila ci sono dunque anche le creme solari. Non un vezzo per cuccioli
viziati ma una necessità reale, assicurano gli esperti. «L’eccessiva
esposizione ai raggi solari, soprattutto alle radiazioni ultraviolette (Uva
e Uvb) - sottolinea la veterinaria Luisa Cornegliani, diplomata Ecvd (European
College of Veterinary Dermatology) - può provocare negli animali domestici,
in particolare in quelli a pelo corto e cute chiara, arrossamenti e lesioni
cutanee del tutto simili a quelle umane». Muso, orecchie e palpebre le zone
più delicate, Dalmata e Bull Terrier fra le razze più a rischio. Non solo.
Sotto il sole possono peggiorare anche molte malattie autoimmuni, come il
lupus cutaneo e la dermatomiosite, avverte la specialista. Gli animali in
terapia con certi antibiotici, poi, devono evitare i raggi Uv che potrebbero
scatenare violente reazioni da foto-tossicità. Infine, troppi «bagni di
sole» possono indebolire il sistema immunitario favorendo l’attacco dei
virus e le neoplasie alla cute. Da qui, insomma, il consiglio di inserire
nel beauty-case del migliore amico dell’uomo schermi solari pensati
appositamente per lui. Ma attenzione: l’utilizzo di questi prodotti non deve
comunque incoraggiare la prolungata permanenza al sole che dovrebbe sempre
avvenire nelle ore meno calde della giornata. Del resto prestare a Fido un
po’ della nostra crema non si può. «Il Ph del cane (circa 7,5) è diverso da
quello dell’uomo (5,5) e la sua cute è più sottile - spiegano alla Bayer
Animal Health -. Ecco perché abbiamo pensato a una linea di prodotti che
previene l’insorgenza di danni più o meno gravi alla salute dei nostri
animali. Si tratta di due formulazioni appositamente studiate e testate per
gli animali: la lozione spray crea una barriera ai raggi solari, in quanto
contiene filtri Uvb, ma ha anche un effetto idratante, in particolare sul
mantello, riducendo la disidratazione e la fragilità del pelo. La crema
dermatologica contiene invece biossido di titanio, ha un effetto barriera
più intenso sulla cute contro le radiazioni aggressive (Uva e Uvb) ed è
particolarmente indicata per gli animali che hanno zone senza o con poco
pelo, più soggetti alle scottature».
TISCALI ANIMALI
29 LUGLIO 2009
Dagli scorpioni alle
blatte, ecco tutte le razze pericolose che abbiamo in casa
Sono migliaia gli animali di specie
"pericolose" che vengono ospitati nelle case degli italiani. Questo è quanto
ha affermato L'Ente nazionale protezione animali (Enpa) in seguito al
sequestro di alcuni giorni fa di più di 400 ragni pericolosi in una casa a
Brunico (Bz).
Il fenomeno della terraristica, che rimanda a
ciò che era successo all'aeroporto di Malpensa nel 2003 con il sequestro di
numerosi scorpioni velenosi destinati ai collezionisti, rivela, ancora una
volta l'esistenza in Italia di una commercializzazione di animali pericolosi
come scorpioni, ragni velenosi e blatte tropicali.
L'operazione del Corpo forestale "ha gettato
nuova luce - ha dichiarato l'associazione animalista in un comunicato stampa
- su un mondo ambiguo e sconosciuto, animato da storie e traffici
inquietanti, che ha nella Germania il canale di rifornimento privilegiato".
L'Enpa inoltre ha denunciato l'inefficienza
della lista degli aracnidi pericolosi del 2003, in quanto da tale elenco "é
possibile avere come vicino di casa una Cyclosternum fasciatum, il grosso
ragno dotato di peli urticanti, o la Pterinochilus murinus, imprevedibile
veloce ed aggressiva e con veleno da non sottovalutare", esemplari altamente
pericolosi e velenosi.
BIG HUNTER
29 LUGLIO 2009
Nuova era per la
caccia nel lecchese. Domenica apertura in anticipo per il capriolo
Inizierà domenica prossima (il 2 agosto 2009) la caccia al capriolo in
provincia di Lecco, in anticipo rispetto alle scorse stagioni. Lo ha
deciso in questi giorni la giunta provinciale accogliendo la proposta
dell'assessore alla caccia Carlo Signorelli che ha raccolto le richieste
dei cacciatori lecchesi. Insieme alla richiesta per il capriolo,
l'assessore ha avanzato proposte anche in merito a date e consistenza
sui piani di prelievo per le specie muflone e cinghiale. Gli esperti
faunistici della Provincia inoltre stanno valutando la possibilità di
aprire la caccia al cervo, un'ipotesi che potrebbe concretizzarsi già a
partire dal prossimo autunno. "Con la delega non più in capo al
Presidente, ma affidata a un Assessore - dichiara il Presidente della
Provincia Daniele Nava - abbiamo inaugurato un nuovo corso per la
caccia, che terrà in massima condiderazione le esigenze faunistiche, ma
anche quelle di una realtà, i cacciatori, che nella nostra provincia
conta qualche migliaio di appassionati, tra cui moltissimi amanti delle
tradizioni e dell'ambiente, che possono aiutare a tutelare il
territorio"."Stiamo affrontando con la dovuta attenzione tutte le
problematiche - aggiunge il neo Assessore Carlo Signorelli - esaminando
anche le richieste del mondo venatorio. I problemi sono molti: il
bracconaggio, la carenza di guardiacaccia, la necessità di raccogliere
tempestivamente i dati sui censimenti, il nuovo Piano Faunistico
Venatorio, che affronteremo nei prossimi mesi". "Chiediamo ai
cacciatori una collaborazione leale e di fornirci suggerimenti condivisi
sui quali poter lavorare".Infine
la provincia annuncia un'importante novità per i cacciatori: "sabato 5,
sabato 12 e sabato 19 settembre sarà sperimentata l'apertura al pubblico
dell'ufficio provinciale Caccia e Pesca per facilitare il ritiro del
tesserino venatorio regionale, il rinnovo delle licenze di pesca e il
disbrigo delle varie pratiche in vista dell’apertura della caccia; una
sperimentazione che potrebbe continuare in caso di successo".
IL GIORNO
29 LUGLIO 2009
DECISIONE PRESA DALLA
GIUNTA DI VILLA LOCATELLI
Parte in anticipo la
caccia al capriolo Uffici aperti per tesserini e licenze
LECCO - APRE IN ANTICIPO la stagione della
caccia al capriolo in provincia di Lecco. La decisione è stata presa ieri
dalla Giunta di Villa Locatelli che ha accolto tutte le proposte
dell’assessore alla Caccia e pesca Carlo Signorelli su date e consistenza
dei piani di prelievo di capriolo, muflone e cinghiale. Contenti quindi i
cacciatori che potranno abbracciare il fucile già da domenica. Una novità su
cui si è invece discusso è la caccia al cervo, ipotesi sulla quale stanno
lavorando gli esperti della Provincia e che potrebbe concretizzarsi in
autunno. «Con la delega affidata a un assessore - dichiara il presidente
della Provincia Daniele Nava - abbiamo inaugurato un nuovo corso per la
caccia che terrà in massima considerazione le esigenze faunistiche, ma anche
quelle di una realtà, i cacciatori, che nella nostra provincia conta qualche
migliaio di appassionati».
PER I CACCIATORI intanto sabato 5, sabato 12 e
sabato 19 settembre sarà sperimentata l’apertura al pubblico dell’ufficio
provinciale Caccia e Pesca per facilitare il ritiro del tesserino, il
rinnovo delle licenze di pesca e il disbrigo delle varie pratiche in vista.
«Stiamo affrontando con la dovuta attenzione tutte le problematiche -
aggiunge Signorelli - tra cui il bracconaggio, la carenza di guardiacaccia,
la necessità di raccogliere tempestivamente i dati sui censimenti, il nuovo
Piano faunistico venatorio. Il nostro settore conta su personale qualificato
e preparato. Chiediamo ai cacciatori una collaborazione leale e di fornirci
suggerimenti sui quali poter lavorare».
TIO
29 LUGLIO 2009
SVIZZERA - Bambino
azzannato, 8 ore per ricostruire il viso. Le cicatrici resteranno per
sempre sul volto del piccolo Ali. E intanto si apprende che il
proprietario del rottweiler aveva un secondo cane. Entrambi verranno
uccisi
SCIAFFUSA - I medici hanno lavorato 8 ore
per curare le ferite del piccolo Ali, di 3 anni, azzannato nel fine
settimana a Sciaffusa. Otto ore di lavoro per riuscire a ricucire le
ferite sul viso del bambino. Ferite che resteranno sul suo corpo per
tutta la vita. I medici, parlando con i familiari, sono stati chiari:
"Le ferite saranno indelebili".
Familiari che non si danno pace, ad iniziare da Fatma la sorella di 19 anni che si è buttata sul cane per riuscire a salvare il fratellino, e che ha ancora in mente le sconcertanti immagini di sangue e carne sparsa sul pavimento. Un racconto il suo rilasciato a 20minuten e al Blick dai toni raccapriccianti: "Mio fratello era ricoperto tutto di sangue. Ho tentato in ogni modo di staccare il cane da mio fratello, cercando perfino di attirare la sua attenzione verso me". Solo il papà di Ali è riuscito a staccare il cane dal bambino, afferrandolo l'animale per il collo. "20 Minuten" riferisce di una scena raccapricciante, con gli sconcertati famigliari che raccolgono da terra parti del viso di Ali e un suo orecchio. "Smettila! Smettila!" - L'animale non ha dato alcun seguito alle ripetute grida ("Smettila! Smettila!") della donna che l'aveva in custodia. "La bestiaccia ha mollato la presa solo quando mio padre l'ha afferrata per il collo", ha raccontato la sorella Fatma. Il proprietario aveva secondo cane - Intanto si è appreso questa mattina che il proprietario del giovane rottweiler possiede un secondo cane, più vecchio e in cattive condizioni di salute. Entrambi saranno soppressi nel corso della giornata dalla protezione animali. Il medico cantonale sciaffusano Urs-Peter Brunner ha confermato la notizia pubblicata dal quotidiano "Blick" secondo la quale l'uomo, tra l'altro sospettato di essere implicato nel triplice omicidio avvenuto tre settimane or sono a Grenchen (SO), possiede un secondo cane. Entrambi sono stati affidati alla madre del proprietario, che vive a Sciaffusa. Il secondo rottweiler non è implicato nell'aggressione al bambino di quattro anni, ha continuato Brunner, ma si tratta di un animale vecchio e "in cattive condizioni di salute". Soffre in particolare di forti dolori e per questo motivo nel pomeriggio verrà ucciso. Il proprietario si è dichiarato d'accordo per iscritto.
*****
Aggressione
Sciaffusa: rottweiler sarà ucciso
Il rottweiler che ha aggredito e
gravemente ferito un bimbo di 4 anni nel fine settimana a Sciaffusa
appartiene a un 32enne, ex sportivo d'élite attualmente in carcere:
l'uomo è sospettato di essere implicato nel triplice omicidio avvenuto
tre settimane or sono a Grenchen (SO), ha indicato all'ATS un portavoce
della polizia confermando notizie in questo senso pubblicate dal "Blick"
e da "20 Minuten". L'animale era stato affidato alla madre 55enne: e
proprio a lei è sfuggito nel tardo pomeriggio di domenica, attaccando
una famiglia che si trovava su un prato per fare un picnic. Ora il
destino del cane è segnato: sarà ucciso.
In passato il proprietario del cane aveva pure vissuto a Sciaffusa, mentre ora è domiciliato a Hallwil (AG). In nessuno dei due cantoni sono registrati casi di aggressione da parte del rottweiler, che è peraltro giovane, avendo undici mesi. L'ex atleta - specializzato nel lancio del martello - è da giorni al centro dell'attenzione mediatica per essere fra principali indiziati del brutale omicidio commesso il 5 giugno a Grenchen, che ha visto vittime un uomo di 60 anni, la moglie di 55 e la loro figlia di 35. La polizia aveva arrestato in totale quattro persone, una delle quali è stata nel frattempo rilasciata perché ha un alibi. Ma il grave fatto di sangue è ancora avvolto nel mistero: non è ancora per nulla chiaro né cosa sia effettivamente successo, né soprattutto perché. Anzi, stando all'edizione odierna del "Blick" il 32enne, considerato finora il principale sospettato del delitto, potrebbe avere a sua volta un alibi
L'uomo teneva il cane "Andos" - racconta
il quotidiano zurighese - in un apposito recinto della sua abitazione a
Hallwil: fuori da questo spazio non era abituato a stare. Quando il suo
padrone è finito in prigione, "Andos" è stato affidato alla madre, che
però non era solita tenerlo al guinzaglio. Un comportamento che si è
rivelato fatale, anche perché (stando a uno specialista di cani
interpellato dal quotidiano) per un rottweiler decisivo è il fattore
educativo: dopo tanto tempo passato rinchiuso non è più preparato alla
vita normale e in caso di stress reagisce in modo aggressivo.
Questo è proprio quanto successo nel tardo pomeriggio di domenica: il grosso cane - ha spiegato a "20 Minuten" la sorella maggiore di Ali, il bimbo attaccato - è corso verso la famiglia, mordendo al volto il fratellino. L'animale non ha dato alcun seguito alle ripetute grida ("Smettila! Smettila!") della donna che l'aveva in custodia. "La bestiaccia ha mollato la presa solo quando mio padre l'ha afferrata per il collo". "20 Minuten" riferisce di una scena raccapricciante, con gli sconcertati famigliari che raccolgono da terra parti del viso di Ali e un suo orecchio. "Tutto era pieno di sangue", ha raccontato la ragazza. La vittima è stata ricoverata direttamente all'ospedale pediatrico di Zurigo, dove in un'operazione durata sei ore i medici hanno cercato di rimettere insieme il viso. Nel frattempo il bimbo è fuori pericolo, ma le cicatrici rimarranno. "Ali ha dolori tremendi, il suo viso è gonfio", ha detto la sorella. Almeno però è tornato a parlare: fra le prime cose, ha chiesto una "Milchschnitte" (fetta al latte). La vicenda ha riportato bruscamente d'attualità il tema dei cani pericolosi. "Questo incidente avrebbe potuto essere evitato", ha indicato la consigliera nazionale (PPD/ZH) Kathy Riklin a "20 Minuten". La deputata si impegna da anni per il divieto, o perlomeno l'obbligo di autorizzazione, per i cani portati per loro natura ad essere aggressivi. "Ma contro la potente lobby dei cani non abbiamo chances", si è rammaricata Riklin.
Il rottweiler in questione non vivrà però
a lungo: domani sarà ucciso con un'inizione letale, ha indicato il
medico cantonale Urs-Peter Brunner in un'intervista diffusa stasera
dalla radio locale "Munot". La decisione è stata presa anche in accordo
con la consigliera di stato competente, Ursula Hafner (PS), ha detto il
funzionario. Secondo Brunner le ferite subite dal piccolo Ali mostrano
che "Andos" ha azzannato la sua vittima con forza: l'animale mostra
inoltre un "abnorme comportamento di caccia" e potrebbe quindi
nuovamente mettere in pericolo gli esseri umani.
Bluewin.ch - 28.7.09
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COMUNICATO LAV BUSTO
ARSIZIO (VA)
29 LUGLIO 2009
Siglata
nuova convenzione con l'Uninsubria. Altri 30 anni di tortura.
Oggi, mercoledì 29 luglio
2009, in un afoso pomeriggio di fine luglio, il sindaco di Busto
Arsizio, Gigi Farioli, e il "magnifico" rettore dell'Università
dell'Insubria, Renzo Dionigi, hanno firmato la nuova convenzione
per l'utilizzo da parte dell'università dei locali comunali dei
Molini Marzoli e della appena ristrutturata Villa Manara.
Com'era prevedibile, nel nuovo accordo non è contenuto alcun
vincolo di non-utilizzo di animali nella ricerca, come invece
abbiamo chiesto noi invano per sei lunghissimi anni.
Sei lunghissimi anni in cui la LAV di Busto
Arsizio si è spesa con tutte le proprie energie affinché il
comune impedisse ai ricercatori dell'Uninsubria di utilizzare
animali. Abbiamo denunciato la crudeltà di questi esperimenti
e abbiamo portato in città medici antivivisezionisti che ne
hanno smascherato la non-validità scientifica. Ma nulla abbiamo
potuto contro il potere costitituito dei vivisettori da una
parte e dei loro servi di Palazzo Gilardoni dall'altra. Un
potere pienamente consapevole della fraudolenza scientifica di
questi esperimenti, tant'è che non ha mai voluto organizzare
un incontro pubblico su questo tema, perché sapeva che i
cittadini bustesi avrebbero capito bene quali nefandezze
venivano compiute con i loro soldi. Ancora più ributtante è poi
la presenza di un "comitato etico" interno all'Uninsubria,
avente il compito di vagliare la liceità degli esperimenti:
vivisettori che giudicano l'accettabilità di esperimenti che
essi stessi compiono.
Abbiamo perso questa battaglia, ma siamo
forti della consapevolezza di essere dalla parte della ragione.
Lo dimostra il fatto che il comune e l'università non abbiano
voluto organizzare un incontro pubblico su questo tema. Siamo
consapevoli di portare avanti una lotta giusta e storica, la
rivendicazione del diritto alla vita e alla libertà di ogni
essere vivente. Siamo consapevoli, come dimostrato dalla
condotta della nostra controparte, dell'effetto dirompente che
la semplice discussione sulla validità della sperimentazione
animale produce sul pubblico: basta approfondire
l'argomento affinché chiunque si renda conto di quanto sia
assurdo utilizzare una specie per studiare patologie di un'altra
specie.
Quindi se la battaglia è persa la guerra è
appena cominciata. E noi non possiamo fare altro che vincerla.
Francesco Caci - (Responsabile LAV Busto
Arsizio)
VIRGILIO NOTIZIE
29 LUGLIO 2009
Ricerca/ Cnr: L'osteoporosi dipende anche da acidità stomaco
Se Ph
non è abbastanza acido, le cure risultano vane
Se il pH dello stomaco non è abbastanza
acido le cure contro l'osteoporosi risultano vane. A
dimostrarlo per la prima volta è uno studio internazionale
pubblicato su Nature Medicine in cui sono coinvolti
ricercatori del Laboratorio genoma umano dell'Istituto di
tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche
di Milano (Itb-Cnr), presso l'Istituto clinico Humanitas di Rozzano
(Mi). "Siamo partiti da uno studio sull'osteopetrosi, una
grave patologia genetica che determina e la deformazione e
l'ispessimento delle ossa, praticamente il contrario
dell'osteoporosi, che provoca invece lo sfaldamento osseo",
racconta Anna Villa, coautrice dell'articolo, coordinatrice
italiana dello studio e dirigente di ricerca dell'Itb-Cnr.
"Studiando questi pazienti, abbiamo capito che il difetto da
essi presentato della pompa protonica, un complesso
enzimatico preposto all'acidificazione dell'ambiente esterno
alla cellula ossea, svolge un ruolo anche nelle cellule
dello stomaco, che acidificano l'ambiente consentendo la
digestione del cibo". Proprio questa novità è risultata la
chiave di volta per svelare il nuovo meccanismo patologico
che causa l'osteoporosi. "Abbiamo scoperto che il difetto di
acidificazione da parte delle cellule dello stomaco causa un
diminuito riassorbimento del calcio, che determina
rachitismo nel bambino, mentre nell'adulto potrebbe
contribuire all'osteoporosi", prosegue la ricercatrice del
Cnr. La scoperta arriva dopo
tre anni di sperimentazione condotta su modelli animali
e su 13 pazienti affetti da osteopetrosi e contribuisce a
gettare nuova luce su una malattia che in Italia interessa
almeno il 15% della popolazione oltre i 65 anni di età. Lo
studio, oltre a identificare questa nuova causa, ha permesso
ai ricercatori di fare un passo in avanti nella direzione
del futuro trattamento della patologia. "Non solo abbiamo
capito che il calcio carbonato, che di solito viene
somministrato insieme alla vitamina D3 per prevenire e
contrastare l'osteoporosi, non viene assorbito se l'ambiente
dello stomaco non raggiunge livelli elevati di acidità, ma
abbiamo anche dimostrato che il calcio gluconato può essere
un suo valido sostituto, in quanto viene assorbito
dall'organismo anche in presenza di un difetto di
acidificazione. Si tratta di una scoperta che comporterà
certamente un cambiamento nella terapia dell'osteoporosi, e
dimostra come da studi genetici spesso scaturiscano
inaspettate ricadute per le patologie più comuni", conclude
Anna Villa. Il lavoro è stato finanziato da Fondazione
Cariplo e Telethon.
CLIC MEDICINA
29 LUGLIO 2009
Scoperte cellule del sangue in grado di limitare i danni
traumatici del midollo spinale
Una equipe di ricercatori
dell’Weizmann Institute of Science di Rehovot in Israele,
guidata da Michal Schwartz, in collaborazione con i
ricercatori dell’Unità di Neuroimmunologia (Istituto di
Neurologia Sperimentale - INSPE) del San Raffaele di Milano,
diretta da Gianvito Martino, hanno dimostrato che un
particolare tipo di cellule del sangue, i cosiddetti
macrofagi, possono essere utilizzati come strumento
terapeutico per attenuare i danni permanenti al sistema
nervoso centrale causati da lesioni traumatiche del midollo
spinale. Tale scoperta,
per ora validata solo nei topi,
è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica
internazionale PLoS Medicine ed apre nuove prospettive
terapeutiche per la cura delle lesioni traumatiche del
midollo spinale.
La lesione del midollo spinale
è un evento patologico che si verifica quando si interrompe
parzialmente o totalmente la connessione funzionale tra il
midollo spinale da una parte e il cervello e i nervi
periferici dall’altra. Le cause più comuni che possono
portare ad una lesione midollare sono di tipo traumatico: di
solito sono il risultato di una ferita fisica (es. arma da
fuoco) o di un trauma contusivo (es. incidente
automobilistico o motoristico) che provocano una frattura
della colonna vertebrale a cui consegue il danneggiamento
irreversibile del midollo spinale. I danni a carico del
midollo spinale possono causare la perdita di funzioni
motorie (come ad esempio il movimento e/o la respirazione)
e/o sensoriali (come ad esempio le sensibilità tattile,
termica e dolorifica) a seconda del segmento del midollo
spinale che è stato danneggiato. Attualmente al mondo ci
sono circa 2.5 milioni di persone con lesione midollare a
cui si aggiunge un numero di circa 130.000 casi ogni anno.
Queste cifre danno ragione del significativo impatto dei
traumi midollari sulla qualità della vita. Attualmente non
esistono terapie specifiche per i traumi midollari anche se
un intervento chirurgico immediato (nelle prime 72 ore dal
trauma) teso a ridurre la frattura vertebrale associata alla
lesione midollare può essere di parziale beneficio.
L’accumulo di deficit(s) funzionali permanenti, causati dal
trauma midollare, è dovuto non solo all’evento traumatico
iniziale in sé ma anche a una serie di processi secondari al
danno, sia precoci sia tardivi. Tra gli eventi dannosi
precoci (che avvengono nei primi 2-3 giorni dal trauma)
l’infiammazione gioca un ruolo importante, mentre tra gli
eventi tardivi più deleteri (che avvengono settimane o mesi
dopo il trauma) ricordiamo la cicatrizzazione della zona
danneggiata e la formazione di una cavità cistica con
conseguente perdita irreversibile della funzione della zona
colpita. La peculiarità della scoperta si deve al fatto che
i ricercatori del Weizman Institute e del San Raffaele, dopo
aver indotto sperimentalmente lesioni traumatiche nel
midollo spinale di topi, hanno verificato che alcuni tipi di
cellule del sangue che prendevano parte alla reazione
infiammatoria post-traumatica non svolgevano una vera e
propria azione dannosa ma altresì avevano un effetto
benefico. Dopo questa prima osservazione, i ricercatori
hanno cercato di capire quali erano le caratteristiche di
queste cellule infiammatorie ‘benevole’ ed hanno individuato
in una particolare popolazione di globuli bianchi, i
macrofagi, i responsabili di tale attività. I macrofagi sono
globuli bianchi normalmente deputati a combattere le
infezioni poiché sono in grado di catturare e distruggere
gli agenti infettivi; in questo caso si sono dimostrati
capaci di svolgere funzioni protettive fino ad ora insperate
e poco conosciute.
Le cellule del sistema
immunitario, dal quale dipende la reazione infiammatoria
post-traumatica che avviene nel midollo spinale lesionato,
contengono vari tipi cellulari diversi tra cui due tipi di
macrofagi: i macrofagi che provengono dal sangue e i
macrofagi residenti perennemente nel sistema nervoso, la
microglia. I ricercatori hanno dimostrato che l’effetto
benefico nel riparare le lesioni dipende solo dai macrofagi
provenienti dal sangue, e non da quelli residenti nel
midollo spinale, ma hanno anche individuato all’interno
della popolazione dei macrofagi del sangue un particolare
sottotipo cellulare in grado di svolgere tale azione
benefica attraverso il rilascio di una potente sostanza
anti-infiammatoria denominata interleuchina 10.
Per verificare l’effetto
curativo dei macrofagi, i ricercatori israeliani e i
colleghi del San Raffaele hanno poi utilizzato un
topo-chimera in cui i macrofagi del sangue erano stati
preventivamente “colorati di verde” per poi essere
individuati una volta trapiantati nei topi malati. Con
questo stratagemma si è potuto distinguere tra microglia e
macrofagi del sangue e si è potuto scoprire che topi
trapiantati con macrofagi verdi recuperavano più in fretta
le funzioni motorie perse a causa della lesioni midollare
concludendo che i macrofagi del sangue e non quelli presenti
nel sistema nervoso centrale sono le cellule che ‘riparano’.
L’iniezione delle cellule è però risultata efficace solo
quando le cellule sono state iniettate quando
l’infiammazione è risultata attiva nel midollo spinale, cioè
nelle fasi immediatamente successive al trauma. In
condizioni di scarsa infiammazione queste cellule non hanno
mostrato alcuna capacità di riparazione.Infine, i
ricercatori hanno anche osservato che i macrofagi producono
non solo una riparazione diretta del danno, limitando
l’infiammazione, ma influenzano anche le capacità
auto-riparative del tessuto malato in cui si integrano.
Normalmente infatti il tessuto danneggiato reagisce
cicatrizzando la zona colpita con conseguente formazione di
una cavità cistica; l’azione dei macrofagi trapiantati,
invece, ha anche favorito l’attivazione delle cellule
endogene (dell’animale malato) che moltiplicandosi hanno
potuto anch’esse contribuire alla riparazione del danno
poiché capaci di inibire la cicatrizzazione e la formazione
della cavità cistica. Lo studio ha due aspetti di rilievo
che devono essere sottolineati. Da una parte chiarisce una
volta di più che alcune sottopopolazioni cellulari del
sistema immunitario hanno una tale attività
anti-infiammatoria che possono contribuire efficacemente a
riparare danni ingenti al sistema nervoso conseguenti ad
eventi di tipo traumatico/infiammatorio e dall’altra
suggerisce l’utilizzo di tali cellule come strumenti
terapeutici per limitare i danni provocati da importanti
traumi midollari. I risultati pubblicati suggeriscono una
nuova via terapeutica, basata sulla stimolazione piuttosto
che sull’inibizione del sistema immunitario, che potrebbe
nel futuro prossimo risultare efficace non solo per curare
lesioni traumatiche acute del sistema nervoso ma anche
disturbi cronici neurodegenerativi come la Malattia di
Alzheimer ed il Morbo di Parkinson.
VARESE
NEWS
29 LUGLIO
2009
LA LAV FURIBONDA
Così il portavoce della Lega Anti Vivisezione bustese Caci,
da anni "in guerra" con l'UnInsubria per far cessare gli
esperimenti su animali, dopo la firma della convenzione
trentennale con il Comune
«Un Comune asservito, una cosa
schifosa, vergognosa eticamente nei confronti di tutti gli
animali... umani inclusi». Non usa mezzi termini, come suo
solito, il portavoce della Lega Anti Vivisezione (LAV) di
Busto Arsizio Francesco Caci. Porta il nome del mite Santo
amico degli animali, ma vedere firmare la
convenzione
fra Comune e Università dell'Insubria senza aver ottenuto
«una emerita cippa di m*****a» (testuale, parole sue) dopo
anni di lotte contro la sperimentazione animale presso i
laboratori universitari dei Molini Marzoli (ora trasferiti a
Villa Manara) lo manda veramente... in bestia. |