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BITONTO SERA
31 LUGLIO 2009
L'animale era stato "adottato" dai residenti del quartiere.
E' in fin di vita
Anziana fracassa la testa a un cane
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Mario Sicolo
Bitonto (BA) - Tempi duri
questi, per i randagi. L'estate è stagione torrida ed
afosa per tutti. Anche loro, i quadrupedi, che
zampettano allegramente per le strade della città, la
soffrono. Così una fontana, che sgocciola malinconica,
può essere una borraccia salvavita nel deserto della
canicola. E un vassoio di stagnola, con un po' di
pasta e carne dentro, può costituire il pasto
dell'intera giornata. Sennonché, la vita degli animali
non è sempre felice nella nostra città. Anzi. Sia per
quel che subiscono sia per quel che, involontariamente
infliggono. Due episodi diversi, tra loro, ma che
comunque danno l'idea nitida del fatto che il randagismo
sia un problema serio per Bitonto.
Il primo: Siamo dalle
parti della chiesa del Crocifisso all'altezza di via
Ricapito. Un cagnolone era stato adottato da tutti. Era
diventato il beniamino del quartiere, amato dai bambini
e vezzeggiato dagli adulti. Le attenzioni erano tutte
per lui. Viveva bene, insomma. Fino a quando, un brutto
giorno, un'anziana signora, infastidita dalla sua
presenza, gli ha improvvisamente fracassato il cranio
con una scopa. Adesso purtroppo anche se prontamente
soccorso, è in bilico tra la vita e la morte.
Il secondo. Stavolta siamo
nei paraggi del Torrione Angioino, accanto a Porta
Baresana. Lì, per solito, di sera, sosta un vero e
proprio branco. Si muovono in gruppo, sono circa dieci
esemplari. Ora inseguono un'auto che abbaglia, ora vanno
dietro ad un passante che impaurito, affretta il passo.
E siccome nel rapporto con gli animali c'è sempre una
percentuale d'imprevedibilità e d'imponderabilità,
qualche giorno fa, forse anche per giocare, hanno
aggredito ed atterrito un bimbo. Facile immaginare il
grande spavento. Certo, i genitori avevano il dovere di
stare più attenti ai figlioletto, però ,è anche vero
che, in pieno centro, non dovrebbe esserci un branco. Il
centro Tusha che gestisce per conto del Comune il canile
municipale fa degnamente il proprio dovere e, qualche
volta anche di più. Tuttavia bisogna riconoscere che la
questione è tutt'altro che semplice. E una soluzione va
trovata al più presto
IL SECOLO
XIX 31 LUGLIO 2009
Parroco indagato e carcasse sequestrate
La mattanza di cinghiali a san Bartolomeo di Sori dopo la festa patronale
Provincia di
Genova - Qualcuno magari ha avuto anche il coraggio di riderci su, dopo aver
letto di quel gruppo di amici forse un po' alticci di San Bartolomeo di Sori,
che lo scorso 20 luglio, guidati da un prete, uccisero a bastonate due
cuccioli di cinghiale finiti per errore troppo vicini alle inebriate papille
gustative del gruppo a fine cena. Non è il caso del sostituto procuratore
Biagio Mazzeo, che sulla mattanza ha aperto un'inchiesta iscrivendo nel
registro degli indagati i cinque sodali. Nell'elenco spicca il nome del
parroco di Sori, don Marco Fazio. Per tutti l'accusa è«di uccisione di
animali con crudeltà e furto venatorio». In poche parole non è possibile
uccidere degli animali con armi improprie e senza autorizzazione.
IL TEMPO 31 LUGLIO 2009
Aprilia I carabinieri hanno denunciato un 79enne residente in via
Fossignano
Spara e ferisce il pitbull del nipote APRILIA (LT) Folle gesto in una giornata dalle temperature vertiginose mercoledì ad Aprilia.
Raffaella Patricelli
Aprilia (LT) - Un uomo di 79 anni (D.S. le sue iniziali), residente in via Fossignano, ha sparato dei colpi d'arma da fuoco all'indirizzo di un cane che a suo dire stava infastidendo i due cani di sua proprietà. Si scopre, solo dopo il ferimento, che si trattava del pitbull nano del nipote che risiede vicino casa dell'anziano. Del caso se ne sono occupati immediatamente i carabinieri che sono stati allertati dai vicini che hanno udito gli spari e hanno preso provvedimenti seri per tutelare la pubblica incolumità. Il 79enne a quanto pare ha problemi di vista. Si è affacciato alla finestra e ha visto il pitbull avvicinarsi ai suoi due cagnolini, in giardino. Ha perso subito la calma ha imbracciato il fucile e ha sparato senza pensarci due volte. Uno dei colpi ha colpito il cane alla schiena, fortuntamente senza ucciderlo. Sul posto, subito dopo i carabinieri, è giunto anche il nipote dell'uomo che ha fatto ragionare il nonno, spiegandogli che il cane era suo. I militari hanno denunciato il 79enne per esplosione di colpi di arma da fuoco in un luogo abitato e lungo una pubblica via, nonché per maltarttamenti di animali. Il fucile, calibro 12, marca Bernardelli, è stato sequestarto insieme ad altre due pistole Beretta. Tutte le armi erano detenute legalmente.
LA ZAMPA.IT
31 LUGLIO 2009
Sub
rischia di morire per crampi Una balena la porta in salvo
La giovane
stava cercando di battere il record di apnea
Sembrerebbe frutto di una
sceneggiatura cinematografica, e invece è accaduto davvero. Yang
Yun, una sommozzatrice cinese di 26 anni, è stata salvata da una
balena della specie beluga quando credeva che sarebbe morta di
lì a poco. La giovane stava cercando di battere il record di
apnea sul fondo di una piscina polare in mezzo alle balene
beluga, ad Harbin, nel nord est della Cina, durante una
competizione. Ma all’improvviso qualcosa è andato storto e Yang
si è sentita paralizzata alle gambe a causa dei crampi per le
bassissime temperature.
A quel punto la balena Mila è intervenuta, afferrandola con la bocca fino a farla risalire in superficie. «Ho sentito che se fosse stato per me sarei morta», ha detto la sommozzatrice al quotidiano Telegraph. «All’improvviso però ho sentito questa incredibile forza spingermi fino a su». La ragazza è riuscita a risalire grazie al fatto che la balena ha preso tra le fauci la sua gamba. Gli organizzatori hanno assistito alla scena esterrefatti, «Mila si è accorta del problema prima di noi», hanno ammesso. Le balene della specie beluga sono tra le più intelligenti, sono abituate ad interagire con gli umani ed hanno muscoli facciali che consentono loro di sorridere.
LA PROVINCI PAVESE
31 LUGLIO 2009
Bar
vietati ai cani
Caro direttore, mi permetto di scriverle per esternare il mio
disappunto riguardo ad un divieto esposto sulle vetrine dei bar
di Belgioioso. Una circolare comunale impone il divieto di
ingresso ai cani in tutti i bar. Ora, io mi chiedo, perché
vengono fatte campagne di sensibilizzazione contro l’abbandono
dei cani, perché esistono pene severe per chi abbandona gli
animali domestici, se poi ci viene vietato di portarli con noi
al bar? Ogni anno faccio i salti mortali per trovare strutture
che accettano i cani (premetto che il mio pesa 2,3 kg.), devo
fare i conti con i piloti degli aerei, perché a loro spetta la
decisione di stivare il mio cagnolino, oppure di lasciarmelo
portare come bagaglio a mano. E dopo aver pagato il biglietto
aereo sia per me che per lui, devo attendere per sapere se mi
posso imbarcare o meno, perché se il pilota decide di stivare il
cane, noi rimaniamo a terra perdendo anche i soldi del
biglietto. Spesso la presenza del cane preclude alcune scelte,
ma come tante altre persone, faccio tutto questo con piacere e
amore per il mio cagnolino. Ora però quella che era la
passeggiata del mattino, con annessa colazione al bar, ci viene
negata. L’assurdità è che il divieto non è a discrezione del
titolare dell’attività, ma è estesa a tutti gli esercizi di
somministrazione. Capisco perfettamente che alcune persone
possano essere infastidite dal comportamento di certi
proprietari che considerano i cani alla stregua delle persone e
li trattano come tali. Ma questo è da imputare al buon senso
degli umani, non deve diventare una punizione per tutti quelli
che come me hanno deciso di prendere un cane che gli faccia
compagnia e per questo si sono assunti tutti gli obblighi che
questo comporta. Ho il cane da quando ho memoria e,
onestamente, neppure io faccio i salti di gioia quando vedo
qualcuno poggiare a terra il piatto dove sta mangiando per
condividere il pasto con il suo cane; piatto che poi anche se
lavato andrà ad altri avventori. Ma ripeto che questo non
dipende dal cane. A Belgioioso abbiamo un sindaco incredibile,
ha dotato il paese di contenitori porta sacchetti gratuiti per
raccogliere gli escrementi del cane, a mio avviso iniziativa
lodevole, sia per la pulizia del paese, sia per sensibilizzare
le persone. Ma non posso e non voglio credere che nel 2009 ci
venga negato l’ingresso al bar perché abbiamo con noi il cane,
lo trovo incivile. Carla Gilioli Belgioioso Cani al bar sì o
no? Effettivamente il caso fa discutere non solo a Belgioioso. I
padroni dei cani di taglia più o meno grande, abituati a
convivere con i loro amici a quattro zampe vedono come una
privazione ingiusta il divieto deciso dall’amministrazione
comunale. Chi non ha un cane e non ha molta dimestichezza con
gli animali, saluta la decisione con sollievo. Certo, se
consideriamo un bar come un locale pubblico (quale
effettivamente è), non mi pare sbagliato un divieto-salvaguardia
quale quello adottato a Belgioioso. Dove lei, gentile lettrice,
saluta come novità positiva la comparsa dei distributori di
sacchettini per la pulizia destinati proprio a proprietari di
cani. Quanto ce ne sarebbe bisogno in tante cittadine e paesi
anche alla nostra latitudine? L’invito ad essere civili è
sempre opportuno. Anche se spesso non basta e va ancora
affiancato da interventi sanzionatori. E a Belgioioso funziona
anche l’attività di sanzione da parte dei vigili che colgano i
padroni inadempienti nei confronti dei doveri che hanno nel
momento in cui portano per strada il loro cane? D’altra parte -
lo dice la nostra lettrice che ha un piccolo cagnetto certamente
non ingombrante, né pericoloso, né sporcaccione - avere un
animale a carico è tante volte persino più complicato che avere
un bambino o comunque un altro essere umano totalmente
dipendente da noi. Fatiche e sacrifici. Compreso quello di dover
scegliere tra il caffè al bar e la passeggiata con l’amico che
sa tenere compagnia a tante solitudini. Pierangela Fiorani
LIBERO
31 LUGLIO 2009
Nove conigli al quirinale
Non accade neanche con i rom abusivi né con gli immigrati
senza permesso di soggiorno. Che si scomodi il mondo. Che
Asl, polizia municipale, ambientalisti, Tar e perfino
presidente della Repubblica si mobilitino per nove conigli
nani. Le bestioline di Ave Mele - barista trentenne,
originaria della Puglia, ma trapiantata in Valtellina da
alcuni anni e ora residente a Sondrio - sono al centro di
una querelle con tanto di multa da 650 euro. Tutto è
cominciato, scrive Eleonora Magro sul “Quotidiano
Nazionale”, lo scorso 8 giugno quando Mele riceve la visita
improvvisa di un veterinario Asl nella sua abitazione per le
lamentele dei vicini. Vicini di casa molto infastiditi dai
nove conigli nani ospitati sul terrazzo della giovane, di
cui tre di sua proprietà e sei in affido temporaneo. La
richiesta: allontanare dall’edificio gli animaletti perché
«creano odori sgradevoli». Il veterinario, tuttavia, non
individua nessun problema di natura igienica e lo scrive sul
verbale. Quindi arriva del tutto inattesa l’ordinanza emessa
dalla Polizia locale di Sondrio il 29 giugno, che obbliga
Ave Mele allo sgombero dei suoi amati piccoli conigli a
quindici metri di distanza dalle abitazioni. Il mancato
allontanamento dei conigli farebbe scattare una multa di 650
euro per la giovane e il sequestro dei conigli. A questo
punto, Ave si rivolge all’Aidaa (Associazione italiana
difesa animali e ambiente). «Ho ricevuto l’aiuto del
presidente Lorenzo Croce che si è subito attivato per il
ricorso al Tar e un ricorso straordinario a Giorgio
Napolitano», ha detto Mele al quotidiano. Certo, andare a
disturbare il presidente della Repubblica per un problema di
“condominio” francamente è un tantino esagerato. Ma se «il
fine giustifica i mezzi» per dirla con le parole di
Machiavelli, allora è consentito tutto.Questo genere di
problemi una volta veniva risolto dalle assemblee di
condominio. Le parti esternavano le loro posizioni, si
discuteva più o meno animatamente, quando andava male volava
qualche insulto, ma alla fine con la votazione ad alzata di
mano si trovava la soluzione giusta per tutti. Non bastava
una chiacchierata conciliante per risolvere il problema dei
coniglietti? Magari con una maggiore attenzione alla pulizia
per evitare quegli «odori sgradevoli». La padroncina dei
conigli è perentoria: «Sono sette anni che possiedo questo
tipo di animali, e per me sono davvero importanti, vivo da
sola e quindi mi fanno compagnia e non ho alcuna intenzione
di toglierli dal mio terrazzo». Ave ha ancora qualche carta
da giocare: «Se l’ordinanza emessa fosse legittima», spiega
il presidente di Aidaa, «a Sondrio nessuno potrebbe più
possedere un coniglietto nano che di fatto è considerato un
animale d’affezione. I conigli vengono venduti
tranquillamente in tutti i garden center. La legge pone solo
per cani e gatti il numero massimo possibile di animali da
poter tenere in casa».Insomma, se i conigli nani da
compagnia di Mele venissero allontanati non farebbero più
compagnia a nessuno. CORRIERE
DI SIENA
31 LUGLIO 2009
Gli animalisti devono riflettere La soluzione del problema non può limitarsi alla individuazione delle responsabilità. “Soprattutto in questi casi, dove spesso c’è in ballo la vita dell’uomo”.
Sonia Maggi
SIENA - “Un cinghiale o un capriolo valgono la vita di un
uomo? Riflessione. In riferimento all'articolo apparso sul
Corriere di Siena il 29 luglio, rimango un po’ perplessa.
Sarà il caldo!!! Se utilizziamo i dissuasori ottici gli
animali si troverebbero costretti e rinchiusi nei boschi?
Sempre meglio che in un monolocale di 35 mq!!! E comunque
nel loro habitat naturale. Altrimenti, mah si! facciamoli
avvicinare alle strade e alle case e magari diamogli anche
da mangiare, e se attraversano le strade e succede un
incidente diamo la colpa a chi guida! Non credo
personalmente che siamo tutti impazziti guidando a 100
all'ora. E non credo neanche che i cinghiali o i caprioli
facciano il dispetto di attraversare quando passa una
macchina. Purtroppo gli incidenti per attraversamento di
animali selvatici sono in aumento e quindi dobbiamo trovare
soluzioni concrete e pensare all'uomo, non solo agli
animali”. E’ la riflessione che ci ha inviato Gigliola
Scucchia, figlia di Benito Scucchia, promotore della Legge
Sandrina che il nostro giornale appoggia sin dall’inizio
della “battaglia”. Purtroppo passano gli anni e non succede
niente. Nessuno, a parte tanti suggerimenti (alcuni anche
discutibili e bizzarri), riesce a prendere seriamente in
considerazione questo problema che, come sottolinea Gigliola
Scucchia, è in aumento. Così come è in aumento la
popolazione degli ungulati in provincia di Siena. Non a caso
la foto a corredo di questa pagina mostra come i cinghiali
si siano ormai abituati ad allontanarsi dalla protezione del
bosco per addentrarsi in città, con tanto di figliolini. Il
problema non può ridursi ad una mentalità meramente
animalista. Nessuno vuole distruggere la specie, ma va
trovato anche un equilibrio, senza estremizzare. Il
dibattito scaturito in questi giorni la dice lunga. Sono
piovute in redazione testimonianze di guidatori o guidatrici
che effettivamente si sono ritrovati il cinghiale sul cofano
della vettura senza alcuna colpa e a velocità moderata.
Magari nessuno è rimasto ferito, nel caso della macchina ma
pensiamo ad una moto! I danni all’automobile in genere sono
comunque elevati e tutti a carico del proprietario. Senza
possibiità di altra soluzione. Se nessuno prenderà
provvedimenti, non resterà altro che far porre, di prassi,
una clausola aggiuntiva nella assicurazione auto, visto che
i danni da cinghilai oggi non sono più eventualità rara. Una
lettrice, Lida Cellini, ci ha racconato la sua brutta
esperienza avvenuta il 28 febbraio scorso. Era inverno e
buio pesto. Nel tratto di strada che collega
LA REPUBBLICA
PALERMO
31 LUGLIO 2009
Cavalli, musica e rodei ecco i cowboy palermitani
LICIA RAIMONDI
È uno stile di vita. Una
filosofia. Più semplicemente una moda che dall' America
si è diffusa finoa raggiungere l' Europa, l' Italia, la
Sicilia. È il country, o per meglio dire il western,
proprio perché le sue origini risalgono alla seconda
metà del XIX Secolo, e hanno come sfondo le praterie del
Sudovest degli Usa. Lì i cowboy sorvegliavano le
mandrie, le difendevano dai pericoli e le guidavano per
lunghi tragitti pieni di avversità. POCO importava se
sul sentiero si ritrovavano ad attraversare fiumi, ad
affrontare ladri di bestiame e assalti da parte dei
coloni nativi, o se gli animali dimostravano la tendenza
ad agitarsi disordinatamente. Le minacce costituivano
una costante nella vita di un cowboy. Ma il canto di una
ninna nanna bastava a calmare una mandria nervosa
durante le ore del buio. La loro forza era la resistenza
alle avversità. Ma questa forza derivava da un modo di
cavalcare selvaggio, da un rapporto con il cavallo
primordiale, che permetteva di impartire ordini
solamente con una diversa tonalità della voce, fino a
diventare tutt' uno con la potenza indomabile della
natura. Non c' è da stupirsi che un tale modo di
cavalcare abbia conquistato il mondo dal secolo
successivo fino ad oggi, e sia diventato una vera e
propria disciplina equestre. In Sicilia l' Associazione
Reining Sicilia, a Sciara, è riconosciuta dalla Fise
(Federazione italiana sport equestre) per le gare
nazionali di Reining. Giampiero Taormina, delegato dell'
associazione, ha recentemente vinto la quinta tappa
regionale (ma ha anche vinto le altre quattro
precedenti) della Coppa della Regione, un torneo
nazionale la cui finale si svolgerà a Manerbio, in
provincia di Brescia. A settembre si svolgerà la sesta e
ultima tappa a Sciara. «La monta americana mi dà enorme
denso di libertà, a differenza della monta inglese che è
più composta - dice Taormina - il Reining è il Dressage
western (secondo la definizione del Fise), è la
disciplina che raffigura in chiave moderna ciò che
facevano i cowboy nel radunare le mandrie. La
performance consiste in dieci sequenze al galoppo (dette
Pattern). La velocità contenuta si chiama Canter. L'
icona del Reining è lo Sliding Stop, ovvero la frenata a
scivolare. Si lancia il cavallo al galoppo e al semplice
comando vocale "whoa" il cavallo puntella i posteriori e
frena. Posso assicurare che non è affatto una cosa
facile». Presidente dell' Associazione Reining Sicilia è
Salvatore Patti che è anche il capo dipartimento
equitazione americana Fise Sicilia. «La mia passione per
la monta western è innata - racconta Patti - ho
cominciato subito con questo tipo di monta senza passare
dalla monta tradizionale inglesee sono stato uno dei
primi in Sicilia a praticarla. Tutto parte dai film
western, che guardavo perché mi affascinava il cavallo
americano, e da qui ho cominciato la mia attività».
Salvatore Patti è anche istruttore e proprietario del
Patti' s Stable, struttura di Sciara che si occupa dell'
addestramento dei cavalli e della preparazione dei
cavalieri. «Patti' s Stable nasce nel ' 94 - continua
Patti - come unico centro in Sicilia per la preparazione
agonistica in questa disciplina. Arrivano da noi da
tutta la Sicilia». Come il messinese capitano di
vascello della Guardia costiera Giuseppe Rando, che dal
' 99 ha collezionato sei titoli. Rando, che dal 6
settembre sarà trasferito a Palermo, nel 2008 ha vinto
il campionato Non Pro di Reining insieme al suo cavallo
Daphne Dun It. «Ho cominciato ad amare questa disciplina
durante un aggiornamento professionale a Livorno -
racconta Rando - conobbi delle persone che la
praticavano già da tempo e mi fecero salire su un
cavallo. È stato un colpo di fulmine. Mi sono
appassionato così tanto che ho cominciato a studiare e
sono diventato esperto, oltre che di Reining, anche di
Cutting, che consiste nel separare un manzo dalla
mandria proprio come facevano i cowboy, per vaccinarlo,
marchiarlo, castrarlo o anche abbatterlo per mangiarlo».
Diversi i campioni che frequentano il Patti' s Stable:
Francesca Turiaco, prima in classifica nel campionato
Lady e Martina Montana prima nella categoria Youth.
Anche un padre insieme al figlio uniti dalla stessa
passione: il papà Filippo Catalano che è secondo in
classifica nella categoria Non Pro, e il figlio Fabrizio
primo in classifica nella categoria Rookie. In Via
Oreste a Mondello il Ranch del Sorriso, gestito da
Giuseppe Randazzo, organizza eventi dedicati agli amanti
dello stile country. Come l' ultimo Country day
organizzato il 7 giugno, che verrà replicato il primo
agosto dal pomeriggio fino a tarda notte. Protagonisti
della manifestazione la Gimcana junior per i bambini e
western per gli adulti, accompagnate da pause culinarie
all' insegna di wurstel e hot dog. «La Gimcana è un
percorso misto di ostacoli come barili e mucchi di
paglia o la crocetta - spiega Giuseppe Randazzo - il
cavaliere deve fare salire il cavallo su una pedana in
equilibrio, prendere un bicchiere d' acqua e farlo
passare da destra a sinistra. Poi deve attraversare il
campo a ostacoli superandoli, e deve anche a un certo
punto scendere da cavallo, bere un bicchiere di rhum,
nella versione originale, risalire a cavallo e ritornare
allo start nel minore tempo possibile». La notte del
primo agosto è previsto lo svolgimento di altre
discipline come il Cattle Penning e il Barrel Racing.
«Il cattle penning è una gara in cui ci sono 10 vitelli
in un gabbione numerati da 1 a 10 - spiega Massimo
Giacalone, frequentatore del ranch - il giudice di gara
chiama il vitello 1 e i due cowboy che gareggiano
insieme prendono il vitello e lo instradano in una
gabbia dalla parte opposta del campo, senza mai toccarlo
né con le mani né col uso del cavallo. La coppia di
cowboy che impiega il minor tempo nell' eseguire il
percorso vince. Nel Barrel Racing si dispongono tre
barili nel campo a triangolo, alla distanza di 32 metri
ciascuno. Il cavaliere deve fare una performance in
mezzo ai barili nel minor tempo possibile». Simona
Costanza è una giovane amazzone appassionata di monta
americana presso il Ranch del Sorriso, che nel giro di
poco tempo si è appassionata allo stile country. "So che
non è una disciplina molto femminile, ma praticarla non
significa mancare di femminilità - dice Simona - chi ama
gli animali come me è portato prediligere qualsiasi
sport che riesca a stabilire un contatto positivo tra l'
essere umano e, in questo caso, il cavallo. Certo per
una donna risulta più difficile perché bisogna mettere
molta forza nelle gambe per non cadere da cavallo
durante le performance, ma basta fare un buon
allenamento. I cavalli americani comunque non sono molto
alti, non devono superare il metro e 55. Come ad esempio
i quarter horse e i paint horse».
CORRIERE DELLE ALPI
31 LUGLIO 2009
Castello partirà alla corda
di Ivan Perotto
FELTRE (BL). Castello, Santo Stefano, Duomo, Port’Oria,
Port’Oria, Duomo, Castello, Santo Stefano. E’ la mossa
del Palio di Feltre - ordine di lettura dal mossiere -
estratta ieri sera in sede dell’Ente alla presenza dei
rappresentanti dei quattro quartieri. L’estrazione
della mossa ha chiuso così la prima giornata equina del
Palio. In mattinata i dodici cavalli, due più una
riserva per ciascun quartiere, erano arrivati in Pra’
del Moro, con soltanto un breve ritardo, imputato a
problemi con il mezzo di trasporto, sulla tabella oraria
prevista per quelli del Duomo. La prima sgambata
all’ombra dei platani di via Gaggia ha consentito agli
animali di riprendersi dalle fatiche del viaggio, prima
di accomodarsi nei box - una seconda sgambata, a ridosso
dell’anello, si è avuta anche in prima serata. Nel
primo pomeriggio due membri della commissione
veterinaria, Pierangelo Sponga e Massimo Mellini, hanno
provveduto alle procedure burocratiche. Il controllo dei
documenti e dei chip e una prima rapida occhiata ai
cavalli. Un unico inconveniente, che si spera di
risolvere questa mattina. La riserva di Port’Oria,
Lucifero Leon, sembra sprovvista di chip identificativo.
Due controlli ieri non hanno consentito di rilevare la
presenza del chip. Pertanto questa mattina si proverà
con un nuovo strumento, su frequenze differenti. In caso
di esito negativo, si cercherà di ottenere i “documenti
d’identità” del cavallo. Come ultima spiaggia, qualora
nessuna delle verifiche in programma dovesse dare esito
positivo, il cavallo sarebbe escluso. E sempre oggi, a
partire dalle 8.30, la commissione veterinaria
effettuerà i controlli medici sugli animali.
Radiografie, visite, controlli antipoding con il metodo
Unire. Gli esiti degli esami saranno comunicati alle 12
di sabato. In caso di irregolarità o di problemi fisici,
come già accaduto in passato, ci sarebbe l’esclusione
del cavallo. Ma a un primo esame, puramente visivo,
l’impressione dei veterinari è che quest’anno siano
stati scelti cavalli di buona qualità, tranquilli. Dei
dodici, dieci sono alla prima presenza feltrina mentre
due hanno già indossato le casacche di quartiere in
passato. E’ il caso di Fogosu e di Fantaghirò Saura,
quest’ultima vincitrice l’anno scorso. Questi i nomi
dei dodici cavalli del Palio 2009. I primi due sono i
titolari designati, il terzo la riserva Castello :
Incantos, La Comica e Mississipi. Duomo : Fantaghirò
Saura, Fogosu e Manna de Ozieri. Port’Oria : Guru,
Freelander e Lucifero Leon. Santo Stefano : Gulliver
Sauro, Lumier e Istanter.
MESSAGGERO VENETO
31 LUGLIO 2009
Boom degli animali esotici ma anche negli abbandoni
Elisa Michellut
Provincia di Udine - Cani, gatti, furetti ma anche
pappagalli, camaleonti, pitoni e tartarughe. La piaga
dell'abbandono, durante il periodo estivo, non risparmia
gli animali esotici, sempre più presenti nelle case
degli italiani e anhe dei friulani. Tanto che nella
nostra regione, prendendo in considerazione le
inevitabili nascite, si stima un incremento di oltre
mille animali esotici all'anno. Solo in provincia di
Udine, nei primi sei mesi del 2009, sono 555 gli animali
esotici denunciati al servizio Cites del Corpo Forestale
dello Stato per la sede di Trieste, che cura la gestione
amministrativa, ai fini della certificazione e del
controllo per il rispetto della convenzione di
Washington, sul commercio internazionale delle specie a
rischio di estinzione. Nel 2009, a Udine e provincia,
sono nati in tutto 501 pappagalli, 28 ibis eremiti, 20
camaleonti, 2 falchi, un orice (un grosso bovide), un
caracal (un felino medio, nella foto a lato ), un otaria
e un lemure (uno scimiotto). «Conosciamo solo il numero
delle nascite degli animali in cattività - sottolinea
Paolo D'Alberton, vice questore aggiunto forestale e
responsabile del servizio Cites per la sede di Trieste -
in quanto chiunque detenga un animale esotico ha
soltanto l'obbligo di comunicare al Corpo Forestale
dello Stato le eventuali nascite successive
all'acquisto, ma non ha il dovere di comunicarci se si
reca in un negozio ed acquista un animale di specie
protetta. In questo caso - conclude D'Alberton - è
sufficiente farsi dare la prova legale dell'acquisizione
e si può portare subito a casa l'animale. Siamo in
possesso, ad ogni buon conto, di un elenco di amatori e
commercianti, che utilizzano animali esotici a scopo di
scambio. Lo sfruttamento commerciale è una delle
principali cause dell'estinzione di numerose specie».
Durante il periodo estivo, come detto, aumenta
notevolmente il numero degli animali abbandonati o
soltanto smarriti. «Da maggio a settembre - spiega D'Alberton
- con le porte e le finestre aperte, non di rado succede
che gli animali esotici riescano a scappare dai terrari
o dalle teche e ritrovarli non è sempre impresa facile.
Pertanto, durante il periodo estivo, è necessario
prestare maggiore attenzione alla custodia di questi
pets». E l'estate è anche il periodo in cui vengono
intensificati i controlli, legati all'attività di
vendita, commercio ma anche di abbandono spontaneo degli
animali esotici. «Il prossimo mese di agosto, in
regione, si terranno due manifestazioni, che
coinvolgeranno alcuni di questi animali - spiega Marvi
Poletto, coordinatore regionale del Corpo forestale
regionale - pertanto vigileremo perché vengano
rispettata la normativa vigente, che garantisce il loro
benessere, anche per quanto riguarda il trasporto».
MESSAGGERO VENETO
31 LUGLIO 2009
Gabbie speciali per trasportare anche gli amici speciali
più strani
E qualche consiglio,
rivolto a chi non intende separarsi dai propri amici
speciali, durante le vacanze, arriva dagli esperti,
anche gli animali meno abituali come possono essere
quelli esotici. Sono sconsigliati i viaggi lunghi ma, se
necessario partire, bisogna scegliere le ore meno calde.
Le gabbie devono essere arieggiate, coperte da un telo e
l'aria condizionata va accesa con moderazione. Inoltre,
anche per trasportare gli animali esotici possono
servire documenti specifici. Il consiglio, in questo
caso, è di rivolgersi all'ambasciata oppure ai
veterinari di frontiera.
CORRIERE DELLA
SERA
31 LUGLIO 2009
Interrogati tutti i passeggeri, nessuno ha ammesso di
aver portato il rettile
Egitto, un baby coccodrillo sull'aereo
L'animale, sbucato all'improvviso, ha scatenato il
panico su un volo da Abu Dhabi al Cairo
CAIRO - È sbucato
all'improvviso. E in un attimo su un volo dell'Egyptair
da Abu Dhabi al Cairo si è scatenato il panico. Grida e
urla tra i passeggeri alla vista di un baby coccodrillo
di 20 centimetri. Solo l'intervento dell'equipaggio è
riuscito a riportare la calma in cabina. L'hanno
catturato e, una volta a destinazione, consegnato alle
autorità del Cairo che lo hanno portato allo zoo di Giza.
I PASSEGGERI - Una cosa è
certa: l'animale da solo non sarebbe mai riuscito a
oltrepassare i controlli e nemmeno a salire sull'aereo.
Quindi qualcuno lo deve aver nascosto in un bagaglio.
Tutti i passeggeri sono stati interrogati, ma nessuno ha
ammesso di aver portato a bordo il piccolo rettile. Una
storia che si ripete. Nell'agosto del 2007, le autorità
sequestrarono oltre 250 cuccioli di coccodrilli,
serpenti e camaleonti che un saudita aveva cercato di
introdurre in Egitto.
IL GAZZETTINO
31 LUGLIO 2009
Ieri pomeriggio animali e fantini sono giunti a Prà del
Moro. Questa mattina le visite veterinarie
Arrivano i cavalli, il palio si scalda
In serata le tradizionali cene propiziatorie. Buona cucina e
tanto divertimento
Daniele Mammani
Feltre (BL) - Con l'arrivo dei cavalli e le cene di questa sera il Palio di Feltre entra nel vivo. Sono arrivati nella mattinata di ieri i 12 equini che disputeranno la quarta gara del palio. Nomi illustri che verranno sottoposti oggi, dalle 8.30, alle visite specialistiche condotte dalla commissione veterinaria del Palio formata da Pierangelo Sponga, Maurizio Mellini e Rudi Tulini. Nessun problema per l'arrivo dei cavalli tranne che per gli animali del Duomo. Il mezzo con il quale dovevano partire alla volta di Feltre si è guastato costringendo anche Edy De Boni, selezionatore della contrada della stella, a lunghe telefonate notturne per reperire un nuovo camion per il trasporto. Sono arrivati in città poco dopo il termine prefissato, le 12, giustificando il ritardo accumulato. Ora i "barberi", come vengono chiamati a Siena, sono stati stallati nei box di via Gaggia i quali sono sottoposti a vigilanza 24 ore su 24 e potranno essere avvicinati solo da persone munite di apposito pass di ingresso. Ogni quartiere ha a disposizione per i cavalli due prime scelte e una riserva. Castello: Incantos, La Comica e Missisipi (riserva) e i fantini Martin Ballesteros (Pampero) e Antonio Siri. Duomo: Fantaghirò Saura, Fogosu e Manna de Ozieri (riserva) e i fantini Valter Pusceddu e Silvano Mulas. Port'Oria: Guru, Freelander e Lucifero Leon (riserva) e i fantini Alessandro Chiti (Voragine) e Federico Sanna. Santo Stefano: Gulliver Sauro, Lumier e Istanter (riserva) e i fantini Andrea Farris (Cinghialino) e Alessio Pollioni.Tra i 12 cavalli molti "volti" nuovi ma anche ben conosciuti. Si tratta di Fantaghirò Saura, vincitrice delle ultime due edizioni e Fogosu che fu selezionato per Feltre nell'edizione 2007. Nel pomeriggio di ieri si sono svolti i controlli ai documenti e ai chip di riconoscimento degli animali, tutto a posto tranne che per il quartiere dell'aquila bicipite: a Lucifero Leon non è stato rilevato il "documento elettronico". «Domani mattina (oggi) - spiega il veterinario Mellini - verrà testato con un altro strumento. Se ancora non dovesse essere rilevato faremo un controllo incrociato con il database dell'Unire di Roma per verificare la sua identità». Ieri sera, nella sede dell'Apf di via Mezzaterra, è stata eseguita anche l'estrazione della mossa che sarà così eseguita: Castello, S. Stefano, Duomo, Port’Oria, Port’Oria, Duomo, Castello, Santo Stefano. E stasera spazio alle cene propiziatorie dislocate nel centro cittadino che daranno il via alla tre-giorni del Palio.
IL GAZZETTINO
31 LUGLIO 2009
THIENE Settimana di giochi e agonismo anche con gli animali.
Il palio è stato assegnato alla contrada "Campagne" Tra galline e "mussi", tutti in gara
Valerio Bassotto
Zanè (VI) - Settimana di giochi, divertimento, agonismo e
grande partecipazione quella che ha visto gareggiare le
quattro “contrà” del paese. “Campagne”, “Centro”, “Corte “ e
“Casette”, infatti, si sono date battaglia per la conquista
del Palio. Anche quest’anno la manifestazione, organizzata
dalla Pro loco in collaborazione con l’assessorato allo
Sport, ha coinvolto, oltre agli adulti, anche i ragazzi e le
ragazze delle scuole medie ed elementari che, con grinta ed
entusiasmo, si sono sfidati in partite di basket, calcio a
5, tennis tavolo e corsa con i sacchi. A completare la
settimana sono stati i giochi popolari e sportivi: tiro alla
fune, briscola ciacolona, scende la pioggia, pallavolo,
calcio a 5, calcetto balilla e staffetta anagrafica 4x400
maschile e femminile. Tutte le gare sono state sempre
seguite con grande tifo e incoraggiamento da parte di
numerosissimi sostenitori, ma le sfide che più hanno
entusiasmato sono state le due nuove specialità:il “Gran
Prix del coccodè” e il “Donkey game” (xugo dei mussi). Il
primo consisteva nel far percorrere un tragitto a delle
galline che invogliate con delle ciotole di becchime dai
rispettivi conduttori dovevano effettuare un percorso di
alcuni metri. Purtroppo, forse perché impaurite dal tifo
assordante o perché già sazie, nessuna è arrivata al
traguardo, costringendo i giudici a concedere un punteggio
di parità. E’ risultato ancora più spettacolare il “xugo dei
mussi”:gli asini, con in groppa i temerari fantini, dovevano
compiere due giri di un percorso ad anello. Sebbene incitati
e spronati alcuni animali non volevano proprio saperne di
muoversi oppure partivano a razzo disarcionando chi li
cavalcava! Tra il divertimento generale ed un tifo da stadio
il primo a tagliare il traguardo è stato il portacolori
delle “Casette” che a fine gara è stato portato in trionfo
dai suoi contradaioli. A concludere questa settima edizione,
la “gran magnada di bigoli”, che ha decretato la vittoria
finale della contrada delle “Campagne” seguita da “Casette”
e il “Centro” con pari punti e infine la “Corte”.
CORRIERE ADRIATICO
31 LUGLIO 2009
Le associazioni contro il Comitato I cacciatori si dividono sulla guerra ai cinghiali
Fabriano (AN)- Arrivano le critiche per le nuove idee in materia di cinghiali e di cacciatori proposte qualche giorno fa da Angelo Stango coordinatore del comitato delle squadre del cinghiale della provincia di Ancona. “Non si comprende bene lo scopo delle affermazioni di Stango - fanno sapere dalle associazioni di cacciatori fabrianesi e cerretesi - presentato da un comitato che raggruppa solo una parte dei cacciatori, visto che i circoli fabrianesi delle associazioni venatorie riconosciute, che rappresentano tutti i cacciatori hanno già predisposto un comunicato congiunto dove si individuano linee guida e strategie di azione in larga parte condiviso dalle parti interessate”.Ed anche sulla solidarietà agli agricoltori c’è polemica. “Condividere le rimostranze degli agricoltori non significa molto - proseguono i cacciatori -, eventualmente sarebbe utile agire per raggiungere obbiettivi comuni che nel caso del contenimento dei danni della fauna alle attività antropiche, significa contenere la densità eccessiva delle popolazioni animali mediante prelievo o cattura di storni, cinghiali, volpi, caprioli, corvi ed altro. Si può condividere la posticipazione della data di apertura per la caccia al cinghiale a squadre al 1° novembre motivando però la scelta, come esigenza dei cacciatori e con dati legati alla biologia del cinghiale, certamente non per problemi di sicurezza”. E la polemica cresce. “Non sono emerse idee nuove. Anzi tra le righe sembra di intuire un tentativo abbastanza maldestro di fare un passo indietro rispetto alla gestione faunistica che si sta praticando in provincia. In sostanza sembra che la volontà del coordinatore del Comitato sia quella di evitare un controllo mirato e tempestivo dei cinghiali per contenere i danni entro limiti accettabili, e favorire invece la proliferazione incontrollata della specie”.
IL MESSAGGERO
31 LUGLIO 2009
Leo e Niky sono tornate a casa
NUMANA (AN) - Leo e Niky sono tornate a casa di fronte a una
folla di bimbi. Ieri la Protezione civile del Conero e la
Fondazione cetacea di Riccione hanno liberato al largo di
Numana due tartarughe Caretta Caretta di 5 e 3 anni.
Cuccioli, visto che l’età media della specie si aggira sui
70 anni. Entrambi provenivano dall’Ospedale della tartaruga
di Riccione, reduci da una degenza di diverse settimane.
Presente in spiaggia anche il ragazzino romagnolo che aveva
dato il nome a Leo per poi finanziarne il ricovero con una
piccola somma tramite il sito adottatartarughe.com. Il
“figliastro” era stata salvata da un diportista a maggio a 7
miglia da Ancona. Niky, appena 3 anni, venne invece
avvistata il mese successivo a Numana. Un bagnante segnalò
alla Protezione civile la presenza di una tartaruga arenata
quasi a riva. Un’equipe di specialisti ha pensato al
sostentamento dei due animali con un menù calorico a base di
pesce. «La collaborazione con Numana va avanti con successo
dal 2001 - spiega Stefano Affronte, responsabile scientifico
della Fondazione - In questi anni circa 50 cetacei sono
stati reintegrati nelle acque del Conero senza ravvisare
comportamenti anomali». A Numana in passato fu monitorata
una tartaruga dopo il ritorno in acqua. L’animale, ormai
riabilitato, si concesse una “vacanza” in Libia e Tunisia
per poi approdare in Sardegna.
Animalieanimali 31 LUGLIO 2009
NATE IN CALABRIA PRIME TARTARUGHINE
Nate in Calabria le prime 70 tartarughine marine italiane,
si sono schiuse il 25 Luglio a Capo Bruzzano le prime uova
della specie 'Caretta caretta'. LA REPUBBLICA 31 LUGLIO 2009
Non odiate le meduse"mescolatrici" del mare
Uno studio dell'Università canadese di Victoria dimostra
l'utilità dei piccoli invertebrati. Con il loro continuo
movimento aiutano lo scambio e l'ossigenazione delle acque
CRISTINA NADOTTI
ROMA - Fastidiose quanto volete, incubo delle vacanze al mare, ma utili, anzi, indispensabili come ogni altro essere vivente. La riabilitazione delle meduse arriva da uno studio dell'Università canadese di Victoria, pubblicato sulla rivista Nature, in cui si spiega che creature marine come le meduse e il krill (che comprende piccoli invertebrati) hanno un ruolo fondamentale nel mescolare le acque, proprio come fanno correnti e maree. Il movimento del mare ha molte implicazioni e una grande importanza. Se non ci fosse interscambio tra l'alto e il basso, alle acque in superficie verrebbero a mancare importanti elementi nutritivi, mentre quelle sul fondo non sarebbero ossigenate. A un livello più generale, il rimescolamento delle acque garantisce la circolazione oceanica, che ha un impatto sul clima terrestre. Insomma, non uccidete le meduse e non odiatele, perché il clima dipende anche da loro. Così come altre piccole creature, sono infatti in grado, mentre si muovono, di pompare acqua. Non è lo stesso movimento che fa una balena che sbatte la coda, o uno squalo che si avventa rapido su una preda, è un'azione più continua e compiuta da molti piccoli organismi tutti insieme, capace di avere lo stesso effetto di una marea o del vento, secondo gli autori dello studio. "Mentre nuotano, le meduse spingono via l'acqua e creano un'area di pressione maggiore di fronte a loro - spiega Kakani Katija, uno degli autori della ricerca - mentre l'area dietro di loro diventa di bassa pressione. In questo modo l'acqua scorre velocemente dietro l'animale per riempire la zona di bassa pressione, con il risultato che c'è uno scambio costante". "Il meccanismo è affascinante - dice il fisico oceanologo Eric Kunze, dell'Università di Victoria, che non ha partecipato allo studio ed è un po' scettico - ma ci vogliono più dati per capire quanto sia determinante per la qualità delle acque". In passato altre ricerche avevano già dimostrato l'importanza di grandi concentrazioni di piccoli animali come il krill nello spingere i nutrienti dell'acqua in superficie con il loro movimento, ma gli scettici obiettarono che in generale il loro impatto non era determinante. Alla base dell'intuizione dei ricercatori una sorta di rivoluzione copernicana, un cambiamento di prospettiva che li ha portati alla scoperta. "Abbiamo studiato per anni il modo in cui l'oceano, con le sue correnti, temperature e chimica, influisce sulla vita degli animali - spiega John Dabiri, che è professore di aeronautica e bioingegneria - adesso vogliamo vedere anche il procedimento inverso e cioè come gli animali stessi, con il nuoto, possono influire sul movimento dell'oceano. In fin dei conti, argomentano, ogni giorno miliardi di piccoli krill e meduse si spostano per centinaia di metri dal fondo degli oceani verso la superficie, dove si alimentano. "Ci sono abbastanza animali di questo tipo nell'oceano da generare trilioni di watt di energia, di sicuro paragonabili a quelli generati dal vento e dalle maree". E se si parla di energia allora salvaguardiamo ancor di più le meduse: chissà che un giorno, come vento e maree, non ci aiutino anche a produrre watt puliti.
GAZZETTA DI PARMA
31 LUGLIO 2009
Lesignano (PR), casette per pipistrelli per combattere le zanzare
Lesignano (PR) - Il Comune di Lesignano ha acquistato alla
Lipu di Parma cento bat box, piccole casette di legno di
poche decine di centimetri che, a titolo sperimentale,
saranno diffuse sul territorio affinché i pipistrelli vi
facciano la casa, con la speranza che ripuliscano le zone
circostanti dalle zanzare. Soltanto dopo la prossima
primavera potranno tuttavia essere valutati i primi
risultati concreti poiché i pipistrelli in genere arrivano
dopo marzo e restano nelle bat box fino a giugno. Le casette
potranno essere richieste all’ufficio Ambiente - Settore
assetto e uso del territorio. L’assegnazione verrà fatta
tenendo conto del protocollo d’arrivo. Per la collocazione
delle bat box sarà necessario seguire scrupolosamente le
indicazioni fornite dai tecnici.
IL MESSAGGERO CIVITAVECCHIA
31 LUGLIO 2009
Come fare in modo che gli animali..
CARLO MARIA PONZI
Come fare in modo che gli animali - in special modo le
bovine da latte - non soffrano il caldo o, quel che è peggio
per gli allevatori, arrivino addirittura alla morte per gli
effetti di temperature troppe elevate, abbinate a un alto
tasso d’umidità? Semplice: dotare le stalle di idonei
condizionatori d’aria e offrire alle bestie una salutare, è
il caso di dirlo con un facile gioco di parole, ventata di
benessere.
AGI 31 LUGLIO 2009
PESTE SUINA: CACCIA RIAPERTA DOPO 4 ANNI NEL SASSARESE
Sassari - Nell’ultima stagione venatoria sono state autorizzate 29 compagnie di caccia che hanno conferito ai veterinari 98 cinghiali. Sono stati effettuati cosi’ i campionamenti necessari che, fortunatamente, sono risultati tutti negativi per la presenza del virus e degli anticorpi per la peste suina africana.Questo monitoraggio, sommato a quello altrettanto positivo dell’anno precedente (oltre 70 campioni), ha consentito all’Asl di Sassari e alla Regione di presentare alla Commissione Europea la richiesta per lo svincolo della zona di restrizione, in quanto statisticamente significativo per escludere la presenza del virus in quell’area.Il sistema di stoccaggio utilizzato per il monitoraggio dei cinghiali cacciati, inoltre, e’ stato posto a verifica dal Food Veterinary Office di Dublino, il nucleo ispettivo veterinario della Commissione Europea, che per due anni ha svolto una serie di verifiche sull’applicazione delle norme e protocolli previsti per le zone infette. Durante i sopralluoghi, inoltre, erano presenti funzionari del ministero della Salute, della Regione e del Centro nazionale di referenza per le pesti di Perugia che, con visite in loco e interviste con i vari operatori interessati, hanno appurato la corretta applicazione delle procedure. Tutte le visite ispettive si sono concluse con esito favorevole. Anche questo ha contribuito a dare corso alla revoca delle restrizioni.
MESSAGGERO VENETO
31 LUGLIO 2009
Il salame?
Ottimo quello di struzzo Allora provate quello di Pozzuolo
Provincia di Udine - DOVE & QUANTO
Il salame di struzzo, ma anche scaloppine e bocconcini, gnocchi
con il ragù, polpette e brasato, oltre a un “piatto del giorno”
naturalmente a base di struzzo di origine friulana sono serviti
alla “Sagra dello struzzo” di Pozzuolo che termina domenica 2
agosto, giorno in cui alle 17,30 è anche programmata una visita
guidata agli allevamenti. Chi avrebbe mai detto che il rustico
maiale e l’esotico struzzo, tutto sommato, siano animali simili?
Così come del maiale non si butta via niente, lo stesso vale per
lo struzzo (nome scientifico “Struthio camelus”) che, originario
delle calde terre africane, si è ben adattato al clima friulano:
dall’inizio degli anni Novanta è infatti allevato in diverse
aziende. E, così come col maiale, anche con la carne di struzzo
si possono ricavare gustosi salami, oggi e fino a domenica in
degustazione alla “Sagra dello Struzzo” a Pozzuolo. In
particolare, i salami in questione, prodotti dall’azienda
agricola Gasparini Aurelio e Michele (via Curtazzis 3, a
Pozzuolo), sono fatti con diversi tagli di carne, compreso il
pregiato filetto, di animali macellati intorno all’anno e del
peso di circa un quintale. Gli struzzi sono infatti i più grandi
uccelli oggi esistenti sulla Terra. Da questo quintale però,
puntando alla qualità del prodotto, si possono ricavare solo una
trentina di chili di carne, ma dalle ottime caratteristiche:
povera di grassi, ricca di proteine e ferro, adatta quindi alle
diete alimentari equilibrate. Carne talmente magra che, per fare
il salame, è necessario amalgamarla con della pancetta di maiale
(in proporzione del 20%). L’impasto viene quindi aromatizzato
con sale, pepe e aglio. I salami, una volta prodotti, restano a
stagionare per due mesi prima di essere pronti per essere
affettati.
IL CENTRO
31 LUGLIO 2009
Scanno, la
nuova area faunistica accoglie quattro giovani cervi
SCANNO (AQ). Jerry, Pistolino,
Antonello e Italia stanno bene. Sono le due coppie di cervi che
sembrano addirittura felici di stare nell’oasi faunistica di
Colle Rotondo, la prima area faunistica del Parco d’Abruzzo
dedicata al cervo. Si spera sia felice anche Angelo Di Giulio ,
l’allevatore di Villetta Barrea che aveva trovato Jerry, un
cerbiatto triste e malconcio e l’aveva adottato sino a essere
“costretto” dalla legge a restituirlo al Parco. Una storia
quella di Jerry a lieto fine, dal momento che per problemi di
salute come gli altri non può tornare in libertà totale, ma ora
ha a disposizione un’area idonea dove sarà accudito. L’area
verde è a 1700 metri di quota, vicino agli impianti di risalita
di Colle Rotondo. I quattro animaletti sono arrivati con due
jeep del servizio veterinario del Parco e dai guardiaparco dal
centro di Pescasseroli fino a Le Prata. Poi sono stati
trasportati con un camion e personale del Comune di Scanno.
Giusto il tempo di aprire il portellone e se la sono
“sgambettata” tra gli alberi e la radura e sotto l’occhio
attento dei veterinari con il dottor Leonardo Gentile , i
guardiaparco con Massimo D’Alessandro che avevano già verificato
che le condizioni di cui hanno bisogno gli animali ci sono.
IL CENTRO
31 LUGLIO 2009
Falso
naturalista denunciato per truffa
TORRICELLA PELIGNA(Ch9. Si
presentava nelle case del paese come membro dell’associazione
ambientalista Wwf, ma in realtà i soldi ottenuti per
l’iscrizione di nuovi soci li intascava lui. E’ accaduto a
Torricella Peligna dove i carabinieri hanno denunciato per
ricettazione e truffa M.M. , 37 annni, di Gessopalena. L’uomo è
stato trovato in possesso di alcuni oggetti e documenti che
erano stati rubati nei giorni scorsi nella locale sede del Wwf,
materiale che il falso ambientalista utilizzava per presentarsi
nelle case degli ignari cittadini ai quali richiedeva soldi per
campagne ambientaliste e per nuove iscrizioni. Il denaro,
tuttavia, non è mai stato consegnato all’associazione e nemmeno
serviva per finanziare campagne in difesa dell’ambiente e degli
animali, finendo invece nelle tasche dell’originale truffatore.
LA NUOVA SARDEGNA
31 LUGLIO 2009
A Gonnesa
anche Fido andrà sotto l'ombrellone
di Erminio Ariu
GONNESA (I). Nessun limite o
divieto d’ingresso, dal prossimo anno, per i cani nella spiaggia
di Fontanamare: l’amministrazione comunale sta predisposnendo il
progetto per realizzare in una zona poco frequentata dai bagnati
una dog beach in grado di ospitare gli animali a quattro zampe.
E’ una risposta al problema degli abbandoni dei cani, nei mesi
estivi, ma anche una iniziativa interessante per mettere a
disposizione ulteriori servizi ai turisti che non se la sentono
di abbandonare per un’intera giornata i loro amici. «Metteremo a
disposizione dei proprietari dei cani - ha spiegato il sindaco
Piretro Cocco - una zona dove intere famiglie possono
trascorrere serenamente una giornata al mare senza doversi
liberare di Fido. Stiamo lavorando con largo anticipo per
realizzare una struttura moderna che non crei conflitto con le
esigenze degli altri bagnati. Intendiamo dare un servizio
confortevole ai proprietari dei cani. Riceviamo in municipio
decine di telefonate ogni giorno da parte di turisti che
chiedono se è consentito ai loro cani l’accesso in spiaggia ai e
questo significa che c’è intesse a soggiornare a Gonnesa».
Naturalmente sarà una zona lontana dall’area più frequentata.
LA CITTA' DI SALERNO
31 LUGLIO 2009
Catturati
tre cavalli Vagavano in libertá
Vietri sul mare (SA). Operazione
congiunta degli agenti della polizia locale e dei carabinieri
della stazione di Vietri. Le forze dell’ordine hanno rinvenuto
una cavalla e due puledrini in pessime condizioni di salute che
scorazzavano senza controllo nella frazione Dragonea. I tre
animali vagavano per la frazione alta di Vietri senza alcun
controllo e apparentemente senza padrone. Infatti gli agenti
della polizia locale e i carabinieri hanno rinvenuto i cavalli
senza l’obbligatorio microchip di riconoscimento che potesse
ricondurre al proprietario, così che i tre animali sono stati
affidati ad una ditta specializzata. Un problema annoso quello
dei cavalli lasciati allo stato brado sul territorio di Dragonea.
I cavalli più volte si sono spinti fino al centro abitato di
Dragonea, seminando panico tra la popolazione.
IL CORRIERE DEL SUD
31 LUGLIO 2009
MANFREDONIA (FG)."TARTARUGA A MANFREDONIA"
Dalila
Campanile
Manfredonia (PG) - E’ un esemplare
di Chelonia mydas la tartaruga verde finita accidentalmente
nelle reti di un pescatore sipontino, Giuseppe La Tosa che,
accortosi della presenza della animale a bordo del suo
peschereccio, ha avvisato tempestivamente il Centro di Recupero
Tartarughe marine di Legambiente presente nell’oasi di Lago
Salso .A detta del responsabile scientifico del CRTM le
condizioni di salute della tartaruga sono buone e presto potrà
essere rimessa in libertà assieme ad altri esemplari ospitati
nel Centro.Questa tartaruga è stata pescata nel Golfo di
Manfredonia ma e’ raro ritrovare Chelonia mydas nel
Mediterraneo: stando ai dati pubblicati dalla Regione Puglia nel
decennio 1996 - 2006 le segnalazioni di tartarughe appartenenti
a questa famiglia sono state soltanto dodici la maggior parte di
esse catturate accidentalmente dalla pesca a strascico.E anche
grazie alla collaborazione e all’informazione dei pescatori che
il CRTM ha la possibilità di studiare e tutelare questi
meravigliosi animali marini. Dopo un breve permanenza nel Centro
gli esemplari vengono liberati: molto spesso la rimessa in mare
delle tartarughe parte dalle spiagge di Manfredonia o Mattinata
sotto lo sguardo affascinato dei bagnanti affinchè possano
sensibilizzarsi nei confronti di una delle creature più antiche
della Terra.
ANSA AMBIENTE
31 LUGLIO 2009
PESCE
SPAZZATURA CAMBIA NOME, E'BOOM A TAVOLA /ANSA
WASHINGTON - La presentazione conta molto ed e' un principio che
vale per tutti. Anche per i 'pesci spazzatura'. Per queste
creature, un tempo bistrattate dai pescatori come avanzi del
mare, cambiare nome ha rappresentato un successo, ma anche la
loro maledizione. Se prima vivevano indisturbati nelle
profondita' degli oceani o nelle gelide acque dei poli, ora
affollano i banchi del pesce e sono addirittura a rischio
estinzione. Col senno di poi, se avessero potuto decidere del
loro futuro, era meglio continuarsi a chiamare 'testa di melma',
piuttosto che 'persico arancione'. Secondo uno studio pubblicato
sulla rivista americana Science, il 63% di queste specie sta
sparendo a ritmi preoccupanti, sintomo di quanto l'industria
della pesca sia ormai vicina alla saturazione. Il fenomeno ha
una storia ben precisa, che segue le regole basilari del
marketing. A partire dagli anni Cinquanta, i pescatori, messi
alle strette dalla carenza di pesci nobili, si sono spinti piu'
lontano, gettando le loro reti sempre piu' in basso. Adeguandosi
alla domanda crescente, hanno portato a casa pesci meno
ricercati e poco familiari dalle sembianze ai limiti del
mostruoso. A questo punto, hanno semplicemente cercato di
vendere meglio il prodotto, partendo in un certo senso dal
biglietto da visita. Cosi' 'testa di melma' ha cambiato nome, e
il 'pesce dentato della Patagonia' e' diventato una 'spigola
cilena'. Dalla coda del 'pesce oca', poi, e' nata addirittura
una nuova specie: il 'pesce monaco', grazioso filetto che poco
ha a che fare con un animale composto per il 30% da bocca e il
50% da stomaco. Una decina di anni fa, in Maine, un commerciante
di frutti di mare ha inventato un nuovo termine per i banali
granchi di roccia: 'peekytoe crab', traducibile come 'alluce
appuntito'; da allora, l'ascesa al successo e' stata
inarrestabile. Stessa storia anche per un a specie di riccio di
mare, chiamata da sempre 'uova di prostituta', ora invece di
gran moda nei ristoranti americani di sushi con il nome
giapponese di 'uni'. E mentre il Seafood Watch, guida prodotta
dall'Acquario di Monterey Bay in California, consiglia ai
consumatori di tenersi lontani da spigole finte e altri pesci di
serie B, i commercianti difendono il loro diritto alla fantasia.
''Qualsiasi impresa e' costantemente in cerca di nomi che
invoglino i consumatori all'acquisto - ha dichiarato John
Connelly, presidente del National Fisheries institute - Gli
allevatori, ad esempio, non vendono 'testicoli di toro', ma
'ostriche delle montagne rocciose': non e' forse la stessa
cosa?''. Ai consumatori l'ardua sentenza; giu' nei mari,
intanto, gli ex pesci spazzatura chiedono solo di essere
protetti; oppure, al limite, di tornare all'anonimato.
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