Report 2003 (canale TV tedesco ARD)

http://www.br-online.de/daserste/report/archiv/2003/00291/

Tortura agli animali e profitto con cani morti -
La Bulgaria è pronta per entrare in UE?

Autore: Manuela Roppert

 

A Sofia, la capitale , ci sono decine di migliaia di cani randagi. Qui i quattrozampe hanno una vita pericolosa – gli accalappiacani vanno sempre a caccia. I cani randagi finiscono nel cosiddetto Isolatore di Losenetz, un quartiere di Sofia. Il Dr. Rumi Becker, un’animalista di Norimberga, vuol andare a visitare questo posto. Ma le viene negato l’accesso. Cosa hanno da nascondere? Lo dimostrano le riprese fatte con telecamere nascoste. Le hanno fatte degli studenti che lavorano nel posto. Persino le leggi bulgare che non sono poi rigide, non vengono rispettate: molti cani non vengono nemmeno tenuti lì per almeno 14 giorni come prescrive la legge, per poter cercare un’adozione, ma soppressi subito all’arrivo. La dose da iniettare non ha tanta importanza. E’ meglio essere parsimoniosi, come si è potuto evincere da discorsi tra i due macellai di cani.  Per gli animali ciò rappresenta una lotta agghiacciante con la morte.  Lo studente Jawor Karparow dice:

 

“penso che se il medico riesce ad inserire l’ago direttamente nel cuore, non devono soffrire molto. Ma l’ho visto con i miei occhi,  come un medico ha cercato tre volte a trovare il cuore con l’ago. I cani hanno sofferto tantissimo, senza poter morire , sebbene erano molto deboli”.

“Le brigate volanti” – un’iniziativa di medici e cittadini volenterosi – si occupa dei randagi del proprio quartiere. Affinché non siano un pericolo per gli umani, i randagi vengono vaccianti contro la rabbia e curati con antiparassitari. “ Le brigati volanti vengono finanziate da organizzazioni di paesi occidentali.Il comune di Sofia pare non abbia danaro per questo. Ma gli accalappiacani guadagnano 500 Euro mensili, che sono uno stipendio da nababbi confrontato con quelli locali. Da dati ufficiali al comune l’eliminazione dei cani costa 230.000 Euro all’anno . senza notevole successo. Le brigate volanti sterilizzano i cani per non farli moltiplicare – e secondo il WHO l’unico modo sensato per tenere sotto controllo la popolazione dei randagi. Cosa purtroppo ignorata totalmente dall’ufficio veterinario statale bulgaro. Il collare giallo indica che il cane è stato sterilizzato.   Purtroppo non protegge il cane dagli accalappiacani comunali.
Paska Scheljaskow:

”Come si può accertare che un cane è castrato o no? I randagi sono sempre un pericolo per gli umani, anche se castrati, perché portano malattie come la verminosi, zecche, rabbia. Tra l’altro sono un pericolo anche per i pedoni, mordono anche se sono sterilizzati e terzo sono un pericolo per il traffico.”
 

Dr Rumi Becker supporta animalisti bulgari e cerca di salvare dei cani specialmente bisognosi. La sua iniziativa “medici per animali” si batte da anni per la protezione animale politica in Bulgaria. Secondo lei dietro alla soppressione sistematica di cani randagi vede interessi economici. Dr Rumi Becker dell’associazione “medici per animali”, afferma:
 

“I cani morti vengono utilizzati per mangimi in farina, in grassi per la cosmetica e l’esportazione in Turchia, per gelatine per zuppe pronte e delle pelli vengono fatte pellicce, cappelli e borse”.
 

Dr Rumi Becker va con un’amica a acquistare un cappotto di cane. Noi l’accompagnano con telecamera nascosta, il commercio di cappotti di cani qui è conosciuto. Il pelo del cane è duro. Dr. Becker li controlla ed è convinta che in questo negozio vendono solo pellicce di cane. Ma, come in Germania, vengono indicati dei nomi in codice. Le descrizioni “Gaewolf”, lupo asiatico o coreano indicano che si tratta di pellicce di cane. Georgetta ha scelto un “lupo coreano” bianco-nero. La commessa conferma che è stato prodotto in Bulgaria. Questa è vera pelle bulgara, dice orgogliosa. Le due donne devono pagare 380 Lewa, che sono ca. 190 Euro. Per l’acquirente , in confronto alle altre pellicce, è veramente economico. Per i produttori il guadagno è altissimo, considerando che la materia prima cane in Bulgaria è gratis.
Successivamente un conciatore in Germania ci ha confermato: per questo cappotto sono dovuti morire 14 cani.
Il Dr. Becker ha fatto acquistare un altro cappotto di cani – nessun problema: 750 cappotti di cane erano in offerta presso un deposito di Sofia. Sembra che la riserva di strada sia interminabile. Un paese che calpesta valori morali come la protezione animale, è il caso che divenga membro dell’Unione Europea?
il politico della  CSU Markus Ferber commenta:

”per ciò che riguarda la protezione animale, la Bulgaria è ancora molto indietro rispetto agli altri paesi europei. E le amministrazioni locali sono ancora più restii. Ciò la UE naturalmente non lo può accettare”.

Ma ciò non bloccherà l’ingresso nella UE. Accettando l’ingresso per il 2008, Bruxelles ha la possibilità di premere sullo stato bulgaro affinché cambi le proprie leggi.

Tierquälerei und Geschäfte mit toten Hunden -
Ist Bulgarien reif für die EU?

Autorin : Manuela Roppert

Zehntausende von herrenlosen Hunden gibt es allein in Bulgariens Hauptstadt Sofia. Die Vierbeiner hier leben gefährlich - Hundefänger machen regelmäßig Jagd auf sie. Im so genannten Isolator von Losenetz, einem Stadtteil von Sofia, landen die streunenden Hunde. Dr. Rumi Becker, eine Tierschützerin aus Nürnberg, will ihn besichtigen. Der Zutritt wird ihr jedoch verwehrt. Was hat man hier zu verbergen? Das zeigen Aufnahmen mit versteckter Kamera. Studentische Hilfskräfte, die im Zwinger arbeiten, haben sie gedreht. Selbst die nicht sehr strengen bulgarischen Gesetze werden hier verletzt: viele Hunde werden nicht wie vorgeschrieben 14 Tage verwahrt, um möglicherweise ein neues Heim für sie zu finden, sondern gleich nach Ankunft eingeschläfert. Mit der Dosierung nimmt man es dabei nicht so genau. Das geht aus dem aufgezeichneten Dialog der beiden Hundeschlächter hervor. Lieber sparsam ist die Devise. Für die Tiere bedeutet das einen qualvollen Todeskampf. Der Student Jawor Karparow sagt:

„Ich denke, wenn der Arzt es schafft, die Nadel direkt ins Herz zu stechen, dann müssen sie nicht sehr leiden. Ich habe aber selbst miterlebt, wie ein Arzt es drei Mal versucht hat, mit der Nadel ins Herz zu treffen. Die Hunde haben sich lange gequält, konnten aber nicht sterben, obwohl sie sehr schwach waren.“

Die „Fliegenden Brigaden“ – eine Initiative von Ärzten und engagierten Bürgern – kümmern sich um die Straßenhunde in ihrem Wohnbezirk. Damit sie keine Gefahr für die Menschen darstellen, werden die Straßenhunde gegen Tollwut geimpft und gegen Parasiten behandelt. Finanziell unterstützt werden die „Fliegenden Brigaden“ dabei von westlichen Hilfsorganisationen. Die Stadt Sofia hat dafür kein angeblich kein Geld. Die Hundefänger aber verdienen mit umgerechnet 500 Euro monatlich ein vergleichsweise fürstliches Gehalt. Ein Arzt oder Lehrer verdient nicht einmal die Hälfte. Insgesamt lässt sich die Stadt die Hundebeseitigung offiziellen Angaben zufolge 230 000 Euro jährlich kosten – ohne nennenswerte Erfolge. Die Fliegenden Brigaden kastrieren die Hunde, damit sie sich nicht weiter vermehren - laut Weltgesundheitsorganisation der einzig sinnvolle Weg, um die Population der Straßenhunde einzuschränken. Eine Erkenntnis, die man beim Staatlichen Veterinäramt Bulgariens beharrlich ignoriert. Das gelbe Halsband ist das Zeichen eines kastrierten Hundes. Leider schützt ihn das nicht vor den städtischen Hundefängern. Paska Scheljaskow vom Staatlichen Veterinäramt Bulgarien meint:

„Wie soll man denn feststellen, ob ein Hund kastriert ist oder nicht? Straßenhunde sind immer eine Gefahr für die Menschen, auch wenn sie kastriert sind. Denn sie verbreiten Krankheiten wie Würmer, Zecken und Tollwut. Außerdem sind sie gefährlich für Fußgänger, denn sie beißen auch, wenn sie kastriert sind und drittens sind sie eine Gefährdung für den Verkehr.“

Dr. Rumi Becker unterstützt Tierfreunde in Bulgarien und versucht, besonders bedürftige Tiere zu retten. Ihre Initiative „Ärzte für Tiere“ setzt sich seit Jahren für den politischen Tierschutz in Bulgarien ein. Hinter der systematischen Tötung der Straßenhunde sieht sie handfeste wirtschaftliche Interessen. Dr. Rumi Becker von Ärzte für Tiere sagt:

„Tote Hunde werden zu Tiermehl verarbeitet, zu Fetten für die Kosmetik und den Export in die Türkei, zu Gelatine für Fertigsuppen und aus den Fellen werden Mänteln, Mützen und Taschen gefertigt.“

Mit einer Freundin macht sich Dr. Rumi Becker auf den Weg, um einen Hundemantel zu kaufen. Wir begleiten sie mit versteckter Kamera, der Handel mit Hundemänteln ist auch hier verpönt. Das Fell der Hunde ist hart. Dr. Becker prüft sie und ist davon überzeugt, dass in diesem Laden ausschließlich Hundepelz verkauft wird. Aber er wird, wie in Deutschland übrigens auch, unter Codenamen angeboten. Die Bezeichnungen Gaewolf, asiatischer oder koreanischer Wolf weisen auf Hundefell hin. Georgetta hat sich einen schwarz-weißen „koreanischen Wolf“ ausgesucht. Die Verkäuferin bestätigt, dass er in Bulgarien hergestellt wurde. Das ist echte bulgarische Haut, sagt sie stolz. 380 Lewa, umgerechnet rund 190 Euro, müssen die beiden dafür bezahlen. Im Vergleich zu anderen Pelzen ist der Hundemantel also für den Käufer ein Schnäppchen. Für die Hersteller ist die Gewinnspanne sehr hoch, denn den Rohstoff Hund gibt es in Bulgarien kostenlos. Ein Kürschner in Deutschland bestätigt später: für diesen Mantel mussten 14 Hunde sterben. Dr. Becker lies einen weiteren Hundemantel kaufen – kein Problem: 750 Hundemäntel waren in einem Lager bei Sofia im Angebot. Das Reservoir der Straße scheint unerschöpflich zu sein. Soll ein Land, das zentrale moralische Werte wie den Tierschutz mit Füßen tritt, wirklich EU-Mitglied werden? Der CSU-Abgeordnete Markus Ferber sagt hierzu:

„Was konkret den Tierschutz betrifft, ist die gesetzliche Lage in Bulgarien sehr rückständig im Vergleich zu den EU-Ländern. Und die Administration vor Ort ist noch rückständiger. Das kann die EU natürlich nicht hinnehmen.“

Das wird Bulgarien den Weg in die EU aber nicht versperren. Durch die Zusage für spätestens 2008 hat sich Brüssel einer guten Möglichkeit beraubt, weiter Reformdruck auf die bulgarische Regierung auszuüben.

        

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p.s. il contenuto di questa sezione è molto importante in quanto la piaga dei traffici di animali verso il nord Europa è molto estesa.
Diffondete più che potete e diffidate di chi si si offre di sistemare animali in Germania, Austria Svizzera o chi mentendovi vi promette facili affidi. Controllate sempre lo stato degli animali nel tempo e non allontanateli dal territorio, perchè ricordatevi che la vostra ignoranza, la vostra indifferenza, la vostra complicità, sarà la loro FINE.
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