REPUBBLICA
SALUTE
giovedi 17 Luglio 2003
 
 
 
LETTERE                     


ma chi controlla nei laboratori?
In merito al tema «sperimentazione animale», ho visto che avete dato spazio anche agli scienziati antivivisezionisti. Il punto su cui invece non c’è stata una informazione non di parte è stato quello relativo alla legge e alla sofferenza degli animali. Qualsiasi tipo di esperimento può essere effettuato a discrezione del ricercatore, perché sono gli stessi ricercatori che "auto certificano" la "necessità" del loro esperimento. La legge afferma che un test su animali può essere effettuato solo se non esistono metodi alternativi, ma la "non esistenza" viene certificata dallo stesso richiedente con le parole «è necessario utilizzare animali perché non esistono altre tecniche valide». Nessuna prova è richiesta, e nessuno controlla. Le notifiche inviate al ministero della Salute sono, appunto, solo notifiche, vengono accettate automaticamente dopo poche settimane e nessuno controlla il contenuto dei protocolli. Per quanto riguarda l’anestesia e la sofferenza degli animali, sono gli stessi sperimentatori che giudicano il grado di sofferenza. Dai protocolli risultano sempre sofferenze lievi o moderate, anche per gli esperimenti più invasivi, anche quando vengono provocate agli animali le malattie più terribili. Nessuno controlla… E per tutti i casi in cui gli animali non vengono operati, ma vengono fatti ammalare, o avvelenati, non si usa l’anestesia, perché non c’è una operazione particolare che risulti dolorosa, è la malattia stessa e gli effetti della sostanza che fanno soffrire l’animale, quindi non è usata alcuna anestesia, tantomeno analgesia. Se volete esaminare qualche protocollo originale, per vedere come stanno le cose, visitate il sito Laboratori Criminali: http://www.laboratoricriminali.cjb.net
Marina Berati, Novivisezione.org

Che non vi siano controlli sugli esperimenti è tutto da dimostrare. Quanto al sito, dopo averlo visitato, sono ancora più convinto che l’estremismo animalista non giovi alla causa. E’ ingiusto oltre che inaccettabile definire "criminali" i laboratori e "macellai" i ricercatori che studiano nuove terapie per il benessere umano. Voi, appunto, criminalizzate persone che compiono il loro dovere. Il loro è un "lavoro sporco", ma lo fanno per la salute della collettività.
(g. pe.)

sperimentazione, occorre informare
Ho molto apprezzato il rigore e la correttezza con i quali avete affrontato l’argomento "sperimentazione animale" e, diciamo pure, dato il momento, anche il coraggio di subire una certa impopolarità. Sono però convinta che davanti ad evidenze spiegate con chiarezza e scevre da qualsiasi interferenza di parte, il cittadino, che chiede alla ricerca di fare passi avanti per la cura di malattie ancora purtroppo incurabili, non può non capire. E’ importante quindi continuare su questa strada.
Vi scrivo in qualità di segretario per l’Italia dell’EBRA (European Biomedical Research Association) di cui è presidente il prof. Paoletti, preside della Facoltà di Farmacia dell’Università di Milano. La nostra associazione ha tra i suoi obiettivi la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, degli organi e delle autorità competenti sulla attuale insostituibilità della sperimentazione animale nella ricerca e nei controlli dei farmaci e dei prodotti chimici. Maggiori informazioni sono reperibili sul nostro sito: www.ebra.it
Prof.ssa Armanda Jori 
 
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      bairos@tin.it

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