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Sent: Monday, June 27, 2005 10:12 AM
Subject: Rif: Etica ed estetica

 
Non entro nel merito soltanto una cosa: sapete benissimo che tutti gli enti hanno una gerarchia.

Tali proteste andrebbero indirizzate a chi ha potere decisionale.
Sopra al sottoscritto vi é un quadro (capo uffico) due gradi dirigenziali e un direttore generale.
Il sottoscritto non ha alcun potere decisionale come non firma gli atti che esegue semplicemente come "istruttore" o "referente per la pratica" su indiocazione di un dirigente o del quadro. Informatevi prima di "sbagliare mira" nell'individuare eventuali responabili per azioni che non condividete.
Sarebbe comunqua più efficace agire a livello normativo: far approvare norme che vadano nella direzione del vostro "sentire", che, a quanto pare, è piuttosto diffuso.
Noi abbiamo comunque dei binari da seguire
Saluti

Umberto Bressan
Regione Lombardia - D.G. Qualità dell'Ambiente
U.O. Pianificazione Ambientale e Gestione Parchi
Via Stresa 24 - 20125 Milano
Tel.: 02.67.65.83.27
Fax.: 02.67.65.56.86
E_mail: Umberto_Bressan@regione.lombardia. it

 

 

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From: "Staff" <staff@bairo.info>
Sent: Tuesday, June 28, 2005 9:29 PM
Subject: Re: Etica ed estetica

 
Gentile signor Bressan
Noi facciamo informazione oltre che protesta. Quindi non dobbiamo individuare i "responsabili".
Non siamo maghi ma persone e non è detto che ci sia facile trovare le "gerarchie".
D'altra parte intorno ai responsabili principali ci sono i responsabili minori perchè, sappiamo tutti, come funziona la ripartizione della "responsabilità" nelle varie organizzazioni.
Noi respingiamo, con la forza che ci dà la nostra coscienza, ogni azione ignobile e indegna, cerchiamo per quanto ci consente la nostra imperfezione di umani, di avere compassione, di rispettare la vita sia che assuma la forma di una nutria, di uno scoiattolo grigio, di un colombo di città.
Questa scelta la facciamo a prescindere dalle gerarchie. Per molti di noi è facile perchè non abbiamo gerarchie. Per altri è stato difficile ma possibile. A volte è  proprio una scelta di vita e credo che anche lei concordi nel ritenere entusiasmante scegliere la vita che vogliamo.
Auguri.
staff   GRUPPO BAIRO Onlus
www.bairo.info

 

 

IL GIORNO
30 GIUGNO 2005

Parco del Mincio: la denuncia di Bairo

Castorini da eliminare: sul web si spiega come

Mantova - Può una riserva naturale pubblicizzare con dovizia di particolari, all’interno del suo sito internet, il programma in atto da più di dieci anni per il contenimento delle nutrie, che nella pratica comporta l’uccisione sistematica di migliaia di animali? E’ quanto si chiede – anche se la risposta in realtà se l’è già data – l’associazione animalista Bairo. Dal 1994, il Parco regionale del Mincio, nel Mantovano, ha eradicato dal suo territorio più di 11 mila esemplari secondo un metodo di uccisione “indolore” che viene descritto in tutti i suoi particolari all’interno del sito www.parcodelmincio.it Con tanto di immagini esplicative. Senza lesinare, quando è necessario, particolari che di “indolore” hanno ben poco:- Per abbreviare i tempi, solitamente si uccide la nutria ormai sotto anestesia (a causa del cloroformio inalato) con un colpo alla nuca..-. La mattanza trova giustificazione, a detta del Parco, in precise direttive dell’Istituto nazionale per la difesa della fauna selvatica e della Regione Lombardia. La nutria, conosciuta anche come castorino, provoca danni alle coltivazioni e, pur essendo essenzialmente vegetariana, anche alle altre specie autoctone, per quanto in maniera indiretta. E per alcuni – ma l’ipotesi è stata smentita sul piano scientifico – sarebbe veicolo di malattie pericolose per l’uomo come la leptospirosi.- In realtà questi castorini pagano colpe non loro – chiarisce Enrica Boiocchi, vice presidente di Bairo – Sono stati importati dal Sud America e tutto è andato bene finchè sono serviti all’industria delle pellicce. Quando la moda è cambiata, non sono più serviti e sono stati liberati dagli allevatori, ecco che se ne scorge la loro pericolosità. Vengono volutamente paragonati a dei grossi topi per giustificare agli occhi dell’opinione pubblica la strage.- Al di là dell’aspetto un po’ paradossale, cioè che un parco pubblicizzi l’uccisione di un animale quando invece dovrebbe insegnare il rispetto di flora e fauna (sempre nel sito si legge, non senza un certo stupore, che “l’uccisione può essere effettuata anche da persone particolarmente sensibili e in luoghi anche molto frequentati.-) – è etico – si chiede Enrica Boiocchi – che un parco si comporti come uno sterminatore?- O forse non sarebbe più etico adottare metodi diversi, rispettosi, come stagni o apposite riserve, o la sterilizzazione? - I problemi causati dalle nutrie hanno rilevanza nazionale e il Parco sta solo applicando le leggi – risponde Cesare Martignoni, biologo e consulente del Parco del Mincio, che ha seguito il programma di abbattimento fin dal suo esordio.- Le aree protette hanno il compito di salvaguardare la flora autoctona, che rischia, ad esempio in questo caso,  di essere distrutta dalle nutrie. Il metodo di abbattimento con l’impiego del cloroformio che le addormenta, è stato a lungo studiato e posso assicurare che non provoca nessuna sofferenza. Tant’è che ha ricevuto l’ok del mondo ambientalista.- - Di incruento non c’è nulla, di violento molto -, ribatte la vice presidente di Bairo
 


 
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Sent: Wednesday, September 28, 2005 10:14 AM
 
 
Subject: interventi di monitoraggio e controllo della nutria (Myocastor coypus) nel Parco Regionale della Valle del Mincio, vostra nota critica del 27/06/2005
 
 
Oggetto:  interventi di monitoraggio e controllo della nutria (Myocastor coypus) nel Parco  Regionale della Valle del Mincio, vostra nota critica del 27/06/2005.
 
 
Con  riferimento  al  programma  in  oggetto,  nonché alla contestazione di legittimità da Voi segnalata si riferisce quanto segue:
 
La  nutria,  specie  originaria  della parte meridionale del Sud America, è presente   in   Italia  ed  in  Lombardia  con  popolazioni  introdotte  si accidentalmente  che  volontariamente dall’uomo a seguito della dismissione di allevamenti da pelliccia.
Tale  presenza  causa  squilibri  sia  agli  ecosistemi acquatici, causando l’estinzione  localizzata  di piante quali Trapa natans (castagna d’acqua), Nymphaea alba L. (ninfea), Phragmites  australis (cannuccia di palude), sia alla  fauna  riducendo  l’habitat  d’elezione per molte specie acquatiche e danneggiando  o  predando  i  nidi  galleggianti  di  alcuni  uccelli quali
Chlidonias   hybridus   (mignattino   piombato),   Tachybaptus   ruficollis (tuffetto) ecc.
La  nutria  inoltre,  tramite l’escavazione di tane ipogee sugli argini dei corsi  d’acqua  causa  instabilità alle scarpate, giungendo, in presenza di popolamenti   numerosi,  a  creare  smottamenti  di  argini,  banchine  con conseguente sbarramento di canali irrigui.
Oltre  a ciò tale roditore, qualora presente in densità elevate, può recare danni  consistenti  alle  produzioni  cerealicole  e  di ortaggi situate in prossimità dei corsi d’acqua.
Si  evidenzia,  inoltre,  che  la  nutria  risulta  portatrice di infezioni pericolose  per  la  stessa specie umana, quale Leptospyra interrogans e di parassitosi quale Fasciola hepatica.
La  nutria  è  pertanto  inserita nell’elenco delle specie alloctone per le quali sono da attivare in forza delle leggi e protocolli internazionali cui ha  aderito  l’Italia  (“Convenzione relativa alla conservazione della vita selvatica  e  dell’ambiente  naturale  in  Europa, con allegati, adottata a Berna  il  19  Settembre  1979”,  “Ratifica ed esecuzione della convenzione sulla  biodiversità,  con  annessi,  fatta  a  Rio de Janeiro il 5.6.1992”, “Direttiva   Consiglio   CE  del  21  maggio  1992,  n°  43  relativa  alla conservazione  egli  habitat  naturali e seminaturali e della flora e fauna selvatiche”),   specifiche    misure   di  monitoraggio,   contenimento  ed eradicazione locale.
In  caso d’inerzia lo stato Italiano può essere oggetto di sanzionamento da parte della U.E. che potrebbe attivare una forma di procedura di infrazione di tali trattati internazionali.
D’altronde anche in assenza di specifiche norme ed impegni assunti in  sede di  consesso  internazionale  per il contenimento della fauna alloctona, la stessa  Legge 11 febbraio 1992, n° 157 “Norme per la protezione della fauna selvatica  omeoterma  e  per  il  prelievo venatorio”, prevede abbattimenti selettivi  da  effettuarsi  anche  in  regime  di  parco  naturale,  per la
necessità di ricomporre squilibri ecologici.
Le  regioni  interessate  dalla presenza massiccia di questo roditore hanno quindi  adottato  piani  di  contenimento  delle  nutrie in conformità all’articolo 19, comma 2, della legge 157/92.
Il  Parco regionale della Valle del Mincio effettua peraltro gli interventi di controllo della popolazione di nutria avvalendosi di metodiche del tutto incruente, senza provocare alcuna sofferenza all’animale.
Tali  interventi sono controllati e autorizzati dall'Istituto Nazionale per la  Fauna  Selvatica,  organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per  lo  Stato,  le  regioni e le province, con nota numero 1842/T-A 24 del 14/04/1993  l'INFS  ha stabilito, infatti,  che la nutria, in Italia, debba essere  considerata  "specie  selvatica",  oggetto  quindi di intervento di
controllo,  come  previsto  dalla legge 157/92, e ha autorizzato la Regione Lombardia agli interventi di controllo e contenimento delle nutrie.
Si  ritiene pertanto che ogni intervento volto al contenimento della specie in   questione   sia   perfettamente  conforme  ai  dettati  internazionali sottoscritti  dal nostro paese ed in linea con le disposizioni di carattere sia legislativo che scientifico nazionali.

Cordiali saluti.

Direzione Generale Qualità dell'Ambiente
Regione Lombardia

 

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