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Sent: Tuesday, October 09, 2007 10:15 AM
Subject: aridità e intolleranza
 

Egregi Signori,
forse prima di imputare gesti affrettati, sarebbe il caso di verificare i fatti, le dinamiche delle circostanze e sentire gli interessati.
Posto che è già stata richiesta la smentita o per dir meglio, una rettifica dell'articolo di stampa anche da parte di cointeressati, citati nell'articolo ma non interessati alla questione (mi riferisco ad altri ospiti della Casa Albergo), voglio innanzitutto precisare che trattasi di una iniziativa PERSONALE di uno dei 130 ospiti della Struttura Inpdap.
Ma questa circostanza non cambia nel merito la questione.

Nel merito è da dire che solo e solo su indicazione e azione concreta del responabile U.O anagrafe canina ed igiene urbana veterinaria della Azienda USL Roma H di Frascati, convenuto presso la casa Albergo, il cane, non cagnetta, in quanto di grosse dimensioni, è stato allontanato dalla Struttura.
Il responsabile USL, una volta appurato che nessun dipendente della casa  ha espresso l'intenzione di adottare il cane, lo ha allontanato.

Vi chiederete il perchè, dopo 13 anni.
La risposta è semplice.
La persona che fino a quel momento si era accollata l'onere e la responsabilità dell'animale sia per le prescrizioni sanitarie che per gli aspetti (igiene e sicurezza) che riguardano gli ospiti, tra i quali alcuni affetti da problemi di allergia, non ha aderito all'invito di continuare ad occuparsene.

Visto il contesto e l'obbligo di salvaguardare la salute degli anziani ospiti, tanto diversi tra loro, la sottoscritta ha dovuto eseguire le indicazioni dell'autorità sanitaria.

Comunque ci si è assicurati che il cane "stia bene". E infatti il cane è stato adottato da una persona che lavora nella Struttura in qualità di terzo e da accertamenti eseguiti sta in buone condizioni.

Per quanto riguarda gli ospiti, in data 4 ottobre la sottoscritta ha provveduto ad esporre agli ospiti i fatti, assente solo la signora Frezza, autrice della vertenza, e si è riscontrato che nessuno degli ospiti ha sollevato lamentele, anzi l'incontro si è concluso con lo scambio di abbracci e complimenti.

Non risulta inoltre che gli ospiti abbiano fatto richiesta di restituzione del cane alla Struttura.
Si assicura comunque che continuiamo a seguire le sorti del cane.

Per opportuna conoscenza si unisce il testo della lettera inviata da non pochi ospiti all'ordine dei giornalisti di Lazio e Molise:

Oggetto: principi di deontologia professionale
Non pochi ospiti della Casa di Soggiorno INPDAP di Monteporzio Catone hanno appreso con stupore dai titoli e dal testo degli articoli comparsi domenica 30 settembre su Castelli oggi (Maristella Battelli) e mercoledì 3 ottobre su Il Messaggero Castelli (Luigi Jovino) di essere gravemente turbati e persino in rivolta per un atto amministrativo della Direzione della Casa Albergo, preso tra l'altro in accordo con l'Ufficio veterinario competente riguardante un cane ospite da anni ed invecchiato insieme a molti di loro.

A parte le note di colore ed il riguardo alle emozioni comprensibili di chi ha contattato i giornalisti citati, ci chiedamo come sia possibile presentare all'opinione pubblica, certo non vasta ma comunque impossibilitata a farsi un'idea di tale avvenimento al di fuori della stampa, una ricostruzione tale da confermare nei lettori gli stereotipi più conformistici su gli anziani, la Pubblica Amministrazione e l'informazione sensazionalistica gridata?

Proprio in un caso come questo una preliminare verifica delle reazioni attribuite alle generalità degli ospiti, oltre che un'elementare indagine sull'evento, sarebbe stato per i cronisti estremamente facile.

Gradiremmo pertanto conoscere a quale valido elemento deontologico può fare riferimento il lavoro dei due professionisti in questione.

Grati per l'attenzione inviamo distinti saluti

Lettera firmata da vari ospiti della Casa Albergo di Monteporzio Catone.

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