ROMAGNA NOI
30 GIUGNO 2011
 
Rimini - "Occhio al traffico cani dal Sud"
L'Enpa Rimini lancia l'allarme sui numerosi trasferimenti di animali provenienti dal meridione degli ultimi mesi, "quasi sempre non vaccinati, con libretto sanitario indecifrabile o addirittura senza"
 
RIMINI - Chi dà asilo o acquista cani dal Sud Italia attraverso associazioni online faccia molta attenzione, e in ogni caso effettui tutti i controlli del caso. L'avvertimento arriva dall'Enpa (Ente nazionale protezione animali) sezione provinciale di Rimini, che rivolge l'attenzione al fenomeno del traffico di cani attualmente in corso a Rimini.
"Purtroppo anche a Rimini si sta propagando il fenomeno del traffico di cani dal Sud Italia - si legge in una nota dell'associazione -. Associazioni virtuali convincono delle persone ad adottare dei cani dalle più diverse località del Mezzogiorno, raccontando storie strappalacrime.
Alcune persone si prestano ad ospitare anche fino a mezza dozzina di cani, in attesa che altri trovino un nuovo proprietario.
Stiamo parlando di cani che molto spesso evidenziano delle problematiche comportamentali e caratteriali, che l’improvvisato organizzatore di stalli sovente non si dimostra capace di gestire. Le conseguenze sono le più svariate: cani abbandonati davanti alle strutture pubbliche, nuovi spostamenti in altre zone e così via".
"I cani che vengono dal Meridione - avverte l'Enpa - sono quasi sempre privi di microchip, senza verminazioni né vaccinazioni e non di rado affetti da Leishmaniosi; quando invece sono accompagnati dal libretto sanitario, il nome e la firma del veterinario appaiono indecifrabili e misteriosi. Ovviamente le bestiole in arrivo non sono sterilizzate ed i neo proprietari od i titolari degli stalli non ci pensano neppure lontanamente a scongiurare il pericolo di inattese ed indesiderate cucciolate.
Mentre nella nostra realtà da anni stiamo combattendo contro il randagismo anche con la limitazione delle nascite" uno sforzo che rischia di essere reso vano dalla "superficialità o irresponsabilità comportamentale di taluni
".
"Gli appelli strazianti lanciati via e-mail - continua il comunicato - inducono molti sprovveduti a rendersi disponibili a collaborare con delle associazioni che sono quasi sempre fantomatiche o di comodo. Una marea di cani è trasferita al Nord, con buona pace di enti ed istituzioni meridionali, i quali continuano imperterriti ad omettere gli obblighi di legge".
Quello che desta sospetto, secondo l'Enpa, è che queste associazioni riescano a trovare "tempo e soldi per percorrere in lungo ed in largo lo Stivale, oppure per fare, addirittura, delle spedizioni aeree". Perché l'iter di adozione di un cane a distanza, seguendo la legge, è lungo e costoso, "persone interessate ad adottare un cane dalle strutture pubbliche locali hanno rinunciato a farlo perché l’iter che porta all’assegnazione della bestiola è per loro troppo impegnativo" racconta l'Enpa. Eppure le stesse persone "affermano d’aver adottato un cane tramite la solita eterea associazione, senza tante problematiche".
"Se per adottare un cane dal canile occorre percorrere un certo percorso burocratico - conclude la nota - è solo per comprendere quale cane si adatti a quel tipo di persona o se vi siano le condizioni ambientali e familiari per cederlo in adozione. Se gli animali sono ceduti a cuor leggero, come accade grazie a questi traffici, si fa del male agli stessi, perché possono finire al canile dopo poco tempo, a causa di un proprietario non adatto o troppo superficiale".