Questa info sarebbe da mettere tutta in evidenza per l'importanza di ciò che riporta. Il traffico di randagi dal sud, come a ragione scrive il presidente dell'Enpa di Ravenna è una piaga orrenda e devastante per tutte le bestiole costrette a subirla. Dice bene il Presidente dell'Enpa: esistono associazioni eteree che vivono solo per sballottare randagi a destra e a manca con la stessa superficialità che si usa con le scatole contenenti semplici cose. Non conoscono i cani che fanno partire, sanno solo scrivere appelli per colpire la sensibilità della gente, ma in realtà se ne strafregano del benessere dei pelosetti, pelosini, canetti, bubini (come li chiamano i cretini) che caricano in auto. Spendono denaro per viaggi aerei, benzina e quant'altro, quando lo stesso denaro potrebbe essere usato per sterilizzare gli animali in loco e provvedere alla loro cura. Stalli e staffette hanno sempre dei costi....soldi letteralmente buttati via, visto i risultati devastanti che si ottengono sulla pelle di centinaia di disgraziate creature....
Ma l'annosa piaga continua imperterrito ogni settimana: un incubo vergognoso che percorre tutta l'Italia da sud a nord. Intanto i cani che languiscono nei canili del nord (e sono tanti...tantissimi...) continuano la loro misera vita, perchè è più comodo farsi arrivare il peluche di turno a casa, senza alcun controllo, magari con problemi importanti (così il "canottino" appena adottato viene immediatamente abbandonato...) che seguire un iter di controllo che va di certo a vantaggio del cane affidato. Animali usa e getta quindi, come fazzoletti di carta, ma la cosa più scandalosa è che questo modo di operare viene portato avanti da "animalisti" che in realtà non hanno nulla a che fare con il significato del termine stesso. Animalari è di certo la definizione migliore, o animalisti della domenica come già aveva scritto la stessa Enpa di Ravenna http://www.bairo.info/animalistidelladomenica.html
Una vera infamia troppo spesso sostenuta dagli stolti...
Bairo & staff

 
ROMAGNA OGGI
24 GIUGNO 2011
 
Ravenna, l'Enpa denuncia: "Traffico di cani dal Sud Italia"
 
"Purtroppo, anche a Ravenna sta propagandosi, in modo incisivo, il fenomeno del traffico di cani dal Sud Italia. Associazioni virtuali convincono delle persone ad adottare dei cani dalle più diverse località del Mezzogiorno, raccontando storie strappalacrime. Alcune persone si prestano ad ospitare anche fino a mezza dozzina di cani, in attesa che altri trovino un nuovo proprietario". La denuncia arriva dal presidente dell'Enpa ravennate (Ente nazionale protezione animali), Carlo Locatelli."Stiamo parlando di cani che molto spesso evidenziano delle problematiche comportamentali e caratteriali, che l'improvvisato organizzatore di stalli sovente non si dimostra capace di gestire. Le conseguenze sono le più svariate: cani abbandonati davanti alle strutture pubbliche, nuovi spostamenti in altre zone e così via. I cani che vengono dal Meridione sono quasi sempre privi di microchip, senza verminazioni né vaccinazioni e non di rado affetti da Leishmaniosi; quando invece sono accompagnati dal libretto sanitario, il nome e la firma del veterinario appaiono indecifrabili e misteriosi. Ovviamente le bestiole in arrivo non sono sterilizzate ed i neo proprietari od i titolari degli stalli non ci pensano neppure lontanamente a scongiurare il pericolo di inattese ed indesiderate cucciolate"."Mentre nella nostra realtà da anni stiamo combattendo contro il randagismo anche con la limitazione delle nascite, adesso, per la superficialità od irresponsabilità comportamentale di taluni, si incrementa la natalità e di conseguenza il randagismo. - continua Locatelli - I trafficanti di cani, che nulla sanno, né gli interessa sapere, di quanto in oltre vent'anni è stato fatto nella provincia di Ravenna per tenere la situazione sotto controllo, non esitano a compromettere gli sforzi materiali ed economici sostenuti da enti pubblici ed associazioni zoofile non fantomatiche per contrastare il randagismo ed evitare che la nostra realtà possa accumunarsi a quella della Campania o della Calabria. Gli appelli strazianti, che vengono lanciati via e-mail, inducono molti sprovveduti a rendersi disponibili a collaborare co n delle associazioni che sono quasi sempre fantomatiche o di comodo"."Una marea di cani è trasferita al Nord, con buona pace di enti ed istituzioni meridionali, i quali continuano imperterriti ad omettere gli obblighi di legge. Su di un peloso pietismo si sta lucrando da parte di certuni e non occorre molto per comprenderlo. Ci appare strano, infatti, che delle persone trovino il tempo ed i soldi per percorrere in lungo ed in largo lo Stivale, oppure per fare, addirittura, delle spedizioni aeree. Tutto questo ha un costo rilevante. Perché, allora, certe associazioni animaliste non spendono i soldi per accudire e sterilizzare gli animali in loco? Biglietti aerei, carburante, ticket autostradali, costi di trasferta, noleggi di mezzi e così via hanno dei costi di certo consistenti e riguardano una piccolissima parte di animali, se confrontata a quella presente nei territori di partenza"."Al canile di Ravenna si stanno verificando degli episodi inquietanti. - conclude Locatelli - Persone interessate ad adottare un cane hanno rinunciato a farlo perché l'iter che porta all'assegnazione della bestiola è per loro troppo "impegnativo". Le suddette persone candidamente affermano d'aver adottato un cane tramite la solita eterea associazione, senza tante problematiche. Se per adottare un cane dal canile occorre percorrere un certo iter, questo lo si fa non per un'ottusa burocrazia, ma per comprendere quale cane si adatti a quel tipo di persona o se vi siano le condizioni ambientali e familiari per cederlo in adozione.Se gli animali sono ceduti a cuor leggero, come a ccade grazie a questi traffici, si fa del male agli stessi, perché possono finire al canile dopo poco tempo, a causa di un proprietario non adatto o troppo superficiale".