Mi porti le pelli che ci penso io
tratto dal giornale "scelgo io"     1.    2002 gennaio

6 pelliccerie su 10 hanno accettato di vendere o confezionare una pelliccia di gatto

In Ticino l'acquisto di una pelliccia di gatto non è un tabù. Su 10 pelliccerie contattate in incognito, oltre la metà era disposta a venderla.

«Vorrei acquistare una pelliccia di gatto per mia moglie». Con questa mascherata un giornalista di Scelgo Io si è rivolto a 10 pelliccerie del Ticino. Durante il colloquio si è interessato anche all'acquisto di una pelliccia di cane.

Quattro negozi hanno categoricamente respinto la richiesta del finto cliente. Le altre sei si sono invece mostrate disponibili promettendo al giornalista in incognito di informarsi presso i fornitori o dichiarandosi pronte a confezionare il mantello con pelli che il finto cliente si sarebbe procurato per conto suo.

Nella pellicceria Saga a Lugano era disponibile una giacca di pelo di cane cinese "Peshang" al prezzo di circa fr. 1'000.-.

Per la pelliccia di gatto sono invece stati forniti due nomi di fornitori svizzeri specializzati nel settore.

«La pelliccia di cane l'abbiamo ritirata da un cliente molti anni fa» ha replicato la pellicceria Saga interpellata da Scelgo Io. «Per quanto concerne quella di gatto non ci siamo dichiarati sicuri di poter trovare le pelli».

Rispetto alla pelle di gatto, quella di cane è meno ambita perché meno calda. Tutte le altre pelliccerie contattate da Scelgo Io non erano a conoscenza di questo tipo di prodotto.

Diverso il discorso per la pelliccia di gatto: molti negozi hanno detto al cliente che fino ad alcuni anni fa questo capo era molto richiesto, soprattutto se proveniente dal Sudamerica. Oggi la tendenza della moda lo ha quasi bandito.

La pelliccia di gatto è conosciuta anche per i suoi presunti effetti benefici contro i reumatismi.

A detta dei pellicciai interpellati, per confezionare il mantello richiesto dal cliente occorrono le pelli di almeno una ventina di gatti. Su domanda specifica circa la provenienza di queste pelli, molti pellicciai hanno indicato il nord Europa e in particolare Germania e Russia.

La pellicceria Maximilian Wankerl ha proposto al finto cliente due alternative: la confezione di una pelliccia di «gatto nostrano», per cui ci sarebbero volute le pelli di una trentina di gatti, o l'acquisto di un simile capo dal Bengala, malgrado si tratti di una specie protetta. Al finto cliente ha segnalato anche il rischio di un'eventuale importazione illegale.

Assieme alla pellicceria Pino, Maximilian Wankerl fa parte dell'Associazione professionale svizzera della pellicceria (Apsp). Nel suo sito internet l'Apsp si dichiara fra l'altro sensibile al tema della protezione degli animali.

Informata dei risultati dell'indagine, Maximilian Wankerl non ha risposto.

«La persona che ha risposto non era qualificata per farlo» ha invece fatto sapere Pino Moda. «Non vendiamo pellicce di gatto o cane e i nostri capi sono tutti prodotti con pelli d'allevamento».


Besomi: «Non possiamo più accettare questo commercio»

A livello morale non è più ammissibile che in Svizzera si continui a vendere pellicce di cani e gatti. Lo dice a Scelgo Io il presidente della società protezione animali di Belinzona Armando Besomi.

Signor Besomi, recentemente l'Italia ha decretato la proibizione della vendita di pellicce di cani e gatti. E in Svizzera?

I nostri avi erano abituati a fare uso di pelli di gatto per riscaldarsi. In altri paesi quelli che da noi sono considerati animali domestici vengono addirittura mangiati. Ciò non toglie che è giunto il momento che anche la Svizzera si adegui e vieti questo commercio.


Perché?

È una questione morale: anche se non mi risulta che si allevino cani e gatti allo scopo di levar loro la pelle, con questi animali abbiamo costruito un rapporto affettivo e l'idea di tenerli addosso a mo' di mantelli è disgustosa.


Chi ancora oggi acquista questi capi evidentemente non la pensa così.

Una volta poteva anche essere un atteggiamento giustificato, perché per tenere lontano il freddo bisognava per forza uccidere gli animali. Oggi gli eschimesi possono ancora avere ragione di comportarsi così, ma non noi.


Quali sono i rischi di una mancata proibizione?

Si arrischia di innestare un commercio di pellicce simile a quello già esistente per altri animali, come ad esempio quello della lontra o del cincillà. Queste specie vengono allevate in modo non naturale facendole soffrire inutilmente perché l'esigenza della clientela è di avere una pelliccia bella da vedere.


L'indagine

Queste pelliccerie si sono rifiutate di vendere o confezionare pellicce di gatto:

Carlo Coen, Chiasso, Centro della pelliccia, Giubiasco, Inno-Lago, Lugano, Shellifurs, Lugano


Queste pelliccerie erano disponibili a vendere o confezionare pellicce di gatto:

Ricky Design e Mc Pellucceria, Lugano, Froesch, Locarno, Pony Creazioni, Lugano, Pino Moda, Paradiso, Maximilian Wankerl, Bioggio, Saga, Lugano
 

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