IL CANE ANCORA CON
LA FAMIGLIA, MA LA MAGISTRATURA STA SEGUENDO IL CASO:
L´ANIMALE VERRA´ ESAMINATO DA UN VETERINARIO
Sollevazione per il tabui
maltrattato
Invasa di lettere la casella
di posta elettronica della Stampa
| VERCELLI Lettere.
Da Roma a Milano, con un tam tam che unisce tanti amici degli animali. La casella di posta
elettronica della redazione deborda. E tra le righe scorrono tristezza e indignazione.
Tutti hanno letto la storia del «tabui» di Borgovercelli, il cane meticcio che anzichè
carezze riceve calci e pugni, che viene legato alla catena e lasciato piangere sino allo
sfinimento. Finchè i conati di vomito non hanno il sopravvento. E la domanda è una sola:
il cane è ancora con una famiglia (peraltro denunciata dai carabinieri per maltrattamenti
agli animali) che non sa regalargli amore? Già una volta il padrone aveva abbandonato il
minuscolo meticcio lungo il fiume Sesia, poi è arrivata la segnalazione per le botte: la
cronaca dei soprusi, dice il tam tam degli amici degli animali, si deve interrompere.
Qualcuno, che allega la lettera spedita al Comune di Vercelli, si è anche offerto per
l´adozione. A tutti gli amici del tam tam, per ora, facciamo arrivare una rassicurazione:
il cane è ancora con la famiglia, ma la sua storia non è stata dimenticata dalle forze
dell´ordine. La magistratura di Vercelli (il sostituto procuratore Muriel Ferrari) sta
seguendo il caso, e con grande umanità: in queste ore, con l´aiuto di un veterinario,
vengono verificate le condizioni in cui viene tenuto il meticcio. E tanta attenzione è
certamente un primo deterrente contro qualsiasi cattiva intenzione. Se quest´ultimo esame
confermerà i maltrattamenti (serviranno un paio di giorni), il meticcio verrà
allontanato e gli verrà cercata una nuova casa. Noi promettiamo di fare tutto il
possibile. Ed ecco le lettere, ovviamente in sintesi, degli amici del meticcio di
Borgovercelli. Molte missive hanno tratti comuni: predomina la richiesta di fare in
fretta, di evitare altro male ad un «cucciolo» senza colpe. La prima lettera,
doverosamente anche se non cronologicamente, è quella di Gilda Melucci, che scrive da
Gessate, in provincia di Milano. E´ lei ad aver inviato la richiesta di adozione al
Comune di Vercelli, all´assessore Claudio Fecchio che, per delega, si occupa del
«benessere animale». «Vi esorto - dice invece la lettrice a La Stampa - nel continuare
ad informare l´opinione pubblica sulla violazione della legge 727». E´ girata in copia
al Comune (e ad una serie di consiglieri e assessori) anche la lettera di Daniela
Romagnoli, del Gruppo Bairo, che esorta le forze dell´ordine ad agire prima che il cane
subisca altri soprusi. Il tono è duro nei confronti del «torturatore» di una «creatura
che, in quanto a dignità, gli è superiore». Insieme a Elena Carini di Cremona, Daniela
promette di seguire il caso del tabui attraverso internet finchè non verrà risolto.
Carla Spagnuolo scrive invece da Roma, chiedondoci di continuare a tenerla informata.
«Noi che attraverso internet comunichiamo - dice - e che amiamo gli animali ci
organizzeremo e denunceremo pubblicamente qualsiasi danno possa essere arrecato al piccolo
cane. Vi preghiamo di agire tempestivamente per non ricreare un altro caso-Mantova».
Marilena Iovino, di San Donato Milanese, nella sua lettera ricorda anche quale sia il
caso-Mantova: «Vi scrivo in relazione al cagnolino picchiato dalla coppia di
borgovercellesi. Vi chiedo di dare risalto alla vicenda, così come è successo per il
caso di Aronne, il cagnolino `´bollito´´ a Casatico da due mostri. In quel caso la
Gazzetta di Mantova è stata mitica. I casi di maltrattamento verso animali vanno fatti
conoscere perchè questo incivile, orrendo, barbaro malcostume deve finire. E chi commette
crudeltà deve essere punito». Emanuela Mascherpa da Milano e Roberta Restelli da
Bareggio, sempre nel Milanese, parlano di un «ennesimo caso di malvagità ancora una
volta rivolto a esseri indifesi quali gli animali». Anche le loro lettere sono rivolte,
per conoscenza e con la richiesta di un impegno forte, a numerosi amministratori
vercellesi. Per finire Barbara Salvadori, non sappiamo da dove perchè ci ha lasciato
soltanto la sua e-mail, incita: «Togliamo quel cane a quelle bestie». |
Roberta
Martini
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