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Telethon nasce negli Stati Uniti a metà degli anni sessanta e da
allora ha avuto un costante e crescente successo:
Ma vi siete mai posti la domanda su che tipo di ricerche e quali
risultati concreti sono stati ottenuti fino ad oggi, con le
generosissime offerte di centinaia di migliaia di telespettatori ?
Innazitutto Telethon sovvenziona moltissime ricerche che coinvolgono
animali, soprattutto topi transgenici, ossia manipolati
geneticamente, ai quali vengono indotti in modo del tutto
artificiale i sintomi della malattia studiata. In sostanza viene
riprodotto un sintomo "simile" a quello sotto studio ma le cui cause
sono completamente diverse, e che si manifesta su una specie del
tutto diversa da quella d'interesse umana. Esistono così ad esempio:
topi malati di Alzheimer, di sclerosi multipla, di diabete o meglio
di analoghi di queste patologie, ma che gli animali non
conoscerebbero per natura se non grazie all'uomo che le induce
sperimentalmente in soggetti altrimenti sani.
Una prassi quindi basata su un errore metodologico che lo stesso
Giulio Cossu, direttore del Centro per le Cellule Staminali
dell'Istituto San Raffaele di Milano, e coinvolto in un progetto di
ricerca sulla distrofia muscolare finanziato da Telethon
involontariamente ammette, in una intervista (www.uildm.org),
affermando che: "..ci sono vari problemi molto grandi ancora da
affrontare e da risolvere. Il primo è quello che un uomo ha dei
muscoli di gran lunga più grandi di quelli di un topo e quindi, per
poter ricostituire l'intera massa di un quadricipite umano non
servirà più mezzo milione di cellule, ma probabilmente ne servirà un
miliardo! In questo senso, noi non siamo ancora in grado di crescere
le equivalenti cellule umane, soprattutto se prelevate dai pazienti,
fino a raggiungere quei numeri. E' proprio a tale scopo che stiamo
studiando i mesoangioblasti umani, ma non conosciamo ancora di
queste cellule le stesse cose che abbiamo imparato su quelle del
topo: e potremmo avere delle brutte sorprese, come ad
esempio che le cellule umane non crescano tanto quanto quelle murine
(modello di topo ndr). Potremmo quindi averne poi in numero
insufficiente".
E ancora: "..mentre i topi sono tutti immunologicamente identici
come fossero dei gemelli monocoriali - non è così per gli uomini".
Dunque si può dedurre da queste asserzioni come in realtà qualsiasi
specie animale diversa dall'uomo non possa assolutamente essere
considerata un suo modello e qualsiasi ipotesi sperimentale nella
ricerca non possa essere confermata o confutata sulla semplice base
di un'analogia, quella appunto tra uomo ed animale non umano.
Ma c'è di più. L'esigenza infatti di creare modelli geneticamente
modificati dimostra in maniera inequivocabile che fino ad ora la
vivisezione non è stata una pratica scientifica attendibile, perché,
se così fosse, non ci sarebbe bisogno di creare nuovi animali
manipolati, più simili agli esseri umani. Infine, e non certo a
margine di tutto ciò, per molti ricercatori, come da sempre
sottolinea il Dottor Stefano Cagno, autore di numerose pubblicazioni
su tematiche quali l'ingegneria genetica, i diritti degli animali e
la bioetica e Membro del Comitato Scientifico Antivivisezionista, la
sperimentazione animale "è un metodo economico che permette numerose
pubblicazioni e dunque una rapida carriera universitaria".
Nel contempo per i grandi oligopoli del farmaco presenti sul mercato
mondiale con oltre 200.000 specialità medicinali, "diventa invece
uno strumento malleabile: un punto di forza quando si tratta di
sostenere la validità di un nuovo farmaco, un limite oggettivamente
insuperabile quando un medicinale si rivela dannoso per la salute e
i produttori devono difendersi in tribunale".
In tutta franchezza il valore effettivo degli esperimenti finanziati
da Telethon, è stato fino ad oggi contrassegnato solo "da una lunga
serie di fallimenti terapeutici!" come ha affermato ancora il
direttore del Centro per le Cellule Staminali dell'Istituto San
Raffaele, il luglio dello scorso anno, su "Il Sole 24ore".
Nonostante ciò la ricerca proseguirà ancora in questa direzione,
anzi Telethon ha annunciato il via a un'altra campagna: il
finanziamento di esperimenti per la rigenerazione dei muscoli umani
che nei prossimi due anni saranno condotti da un team
dell'Università La Sapienza di Roma.
Questa volta i modelli sperimentali saranno dei mammiferi superiori,
cioè cani.
"Ma -come rileva Roberta Bartocci, responsabile LAV del settore
vivisezione- non esistono cani geneticamente manipolati
correntemente utilizzati nella ricerca. Forse il topo transgenico ha
cessato di essere un modello ottimale per l'uomo?".
(tratto da www.comedonchisciotte.net) 2004
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