ALTO ADIGE
TRENTO/VALLAGARINA
22 giugno 2003

Quarantasette animali sono stati soccorsi dal Pan-Eppa che non ha potuto sequestrare il mezzo.
Pronto un esposto.
Carico di cagnolini fermato in autostrada
Partito da Creta e destinato alla Germania: si teme la vivisezione


47 cagnolini sono stati abbeverati e curati dagli animalisti roveretani (foto Matteo Festi)
 

ROVERETO. (Trento) - Li hanno lasciati ripartire perché non potevano fare altro ma il dubbio, atroce, rimane. Quei 47 cagnolini, quasi tutti meticci, di ogni età e di ogni taglia caricati a Creta e destinati alla Germania saranno usati per esprimenti in laboratorio, saranno vivisezionati? O, come si legge in un depliant, saranno accolti nelle case dei tedeschi che dovrebbero attenderli? Per fugare ogni dubbio il Pan-Eppaa di Rovereto sta preparando un esposto per la procura tedesca competente, quella di Coblenza.
Il fatto che siano gli animalisti roveretani ad occuparsi di questi cuccioli è un caso del destino. Ieri mattina sull'autostrada stava viaggiando un fuoristrada tedesco con un rimorchio al seguito quando, all'altezza della città della quercia, si è dovuto fermare per un guasto. L'autista ha chiamato il soccorso Aci e il mezzo incidentato è stato prelevato da un furgone di Simonini. Qui qualcuno ha sentito degli strani lamenti provenire dal rimorchio e ha telefonato, in forma anonima a Claudio D'Ingiullo, vice presidente del Pan-Eppaa. D'Ingiullo si è precipitato all'officina e ha trovato 47 cagnolini assetati. «Ho cercato il veterinario e l'ho pregato di venir a visitare gli animali - racconta D'Ingiullo -. Fortunatamente erano in buona salute: avevano bisogno solo di bere e di fare quattro passi». A parte le condizioni di salute dei cani, la preoccupazione degli animalisti è per il loro futuro. «Stando alle carte - spiega D'Ingiullo - gli animali sono stati caricati a Creta e devono arrivare a Coblenza per essere adottati. Si tratterebbe di cani randagi che, in base alle leggi greche, dovrebbero essere soppressi. Per evitare loro questa fine, vengono affidati a famiglie tedesche. La cosa mi sembra molto strana visto che di cani randagi è piena anche la Germania e a Berlino c'è il più grande canile europeo. Prendendoli a Creta, questi cani vengono a costare molto. E quindi è naturale il dubbio: non saranno per caso utilizzati per esprimenti? Il loro destino non sarà la vivisezione?». Il pensiero va al carico di beagle fermato lo scorso anno a Bolzano. Quei cani, partiti dall'Emilia Romagna erano destinati alla vivisezione in Germania. A loro era andata bene: il carico era stato sequestrato e i cagnolini adottati. «Noi non potevano chiedere il sequestro - conclude D'Ingiullo -. I cani stavano bene e da un punto di vista formale è stato il trasporto più inappuntabile che abbia visto: tutti avevano il microchip, una scheda e una lettera di ringraziamento indirizzata a chi li dovrebbe accogliere. Mancavano però, i certificati sanitari ufficiali. Per evitare brutte sorprese, stiamo preparando un esposto per la procura tedesca e stiamo cercando di rintracciare on line una veterinaria greca che risulta essere il referente dell'operazione. Purtroppo il collegamento è impossibile».
 

 

L'ADIGE
22 giugno 2003
 
Rovereto (pag.31)
 

In fuga dalla Grecia per salvare 47 cani
Rimorchio carico di gabbie
Controlli sulla destinazione
Il viaggio
Convoglio fermo in A22 per un guasto. Strana telefonata anonima, ma alla fine tutto sembra in regola. Saranno adottati a Coblenza


Uno dei 47 cani soccorsi ieri.

Sotto le gabbie per il trasporto e gli accertamenti di carabinieri ed animalisti (Gianni Cavagna)

alcune immagini del fermo

¯
(cliccate sulle miniature per ingrandire l'immagine)
 

Di DAVIDE PIVETTI


Sarà anche tutto regolare, autorizzato, ma il viaggio di quei 47 cani rimane da incubo.
Sono partiti da Creta, la più grande isola greca nel cuore del Mediterraneo. Hanno attraversato il mare una prima volta per arrivare ad Atene, poi di nuovo da Patrasso all´Italia. Infine un viaggio via terra, in un rimorchio coperto da un grande telo rosso, lungo le autostrade italiane per raggiungere la città tedesca di Coblenza, punto d´arrivo di un viaggio che sembra da inferno e invece dovrebbe - se le carte dicono il vero - garantire il paradiso a quei 47 randagi greci.
Il furgone che li stava trainando verso la Germania si è fermato in autostrada ieri mattina. La pompa dell´acqua ha ceduto di schianto e per il grande furgone «Dodge», di fabbricazione americana, non c´è stato molto da fare. Il piccolo convoglio è stato recuperato dall´Aci soccorso di Simonini e trasportato a Villa. A questo punto all´inconveniente tecnico si è aggiunto lo scrupolo di un anonimo, che ha telefonato a Claudio D´Ingiullo, responsabile del Pan-Eppaa, segnalando la presenza di quello strano rimorchio carico di cani. Chiaro il timore che quel viaggio nascondesse qualche strano traffico e che la sorte dei cani fosse poco felice.
D´Ingiullo si è recato sul posto, con lui Aldo Candioli, guardia zoofila. Poi sono arrivati anche i carabinieri. Tutti a cercare le carte che dovevano documentare quel viaggio e il suo perché. Situazione complicata dal fatto che l´autotrasportare è tedesco e non parlava l´italiano.
Dopo qualche ora all´insegna dell´incertezza il clima si è rasserenato.
«Stando a quanto abbiamo potuto capire - spiegava ieri D´Ingiullo - il trasporto sarebbe regolare e dovrebbe concludersi con tutto vantaggio degli animali. Si tratterebbe di un accordo tra due associazioni animaliste, la Noa´s Little Ark di Creta e l´associazione guidata da Dieter Fischer Kropp a Coblenza. All´origine del viaggio ci sarebbe la volontà di entrambe le parti di salvare la vita a quei cani. In Grecia la legge non concede loro scampo. Erano randagi e avrebbero fatto una brutta fine. In Germania, invece, pare ci sia addirittura una richiesta di "adozioni" superiore alle disponibilità. Di qui il viaggio.
Questo dicono le carte. Noi, ovviamente, faremo ulteriori verifiche e lo abbiamo detto anche all´autotrasportatore, peraltro risultato estraneo agli accordi tra le parti».
A suffragare la versione ufficiale vi sarebbero anche le condizioni di viaggio. Ad ogni cane una gabbia, abbastanza pulita. Cibo e acqua a sufficienza. Insomma, non sembrerebbero esemplari destinati a morte sicura. L´insolita comitiva si è trattenuta a Rovereto (sempre presso la carrozzeria Simonini) fino a sera, quando è arrivata la pompa dell´acqua del furgone. Durante tutta la loro permanenza agli animali è stata fornita acqua e cibo e un angolo di ombra per riposare.
Non resta che sperare nella verità dei documenti. «D´altronde - conclude D´Ingiullo - sequestrare quel rimorchio poteva essere peggio, per i cani».

 

 

L'ADIGE
10 luglio 2003

Vallagarina (pag.34)
 

Il caso
 

A qualche settimana dalla scoperta del trasporto di 56 cani dalla Grecia alla Germania Pan-Eppa sollecita indagini

 

Il Pan-Eppaa ha forti sospetti, e li ha esposti alla magistratura in un esposto denuncia, che l´episodio dei trasporto dalla Grecia alla Germania di un carico di 56 cani, scoperto il 21 giugno a Villalagarina per un fortuito guasto meccanico, sia soltanto l´iceberg di un traffico che vede decine di migliaia di animali (cani e gatti) trasportati in altri Paesi, aggirando leggi penali, comunitarie, sanitarie e fiscali. «Forse abbiamo appena scoperchiato una pentola orrenda - dice Claudio D´Ingiullo, che però, al di là dei sospetti, si limita ai fatti e non tira conclusioni - Ho esposto alla Procura perplessità e atroci dubbi sulla reale destinazione dei cani e lascio alla Magistratura, che ha possibilità e dovere, di valutare il fatto e scoprire eventuali reati commessi in Italia, ma che sono iniziati e si concludono in territorio tedesco e svizzero».
I protezionisti hanno denunciato modalità e condizioni di trasporto dei cani durante l´estenuante e lunghissimo viaggio (calcolato in 33 ore senza contare i tempi d´imbarco e sbarco), senza che a quei poveri animali, «costretti all´interno di minuscole gabbie di plastica, fosse stata data la possibilità di dissetarsi, nonostante l´elevata temperatura di quei giorni». Alla autorità inquirente sono state segnalate «le gravi omissioni sugli obblighi di legge che regolano il trasporto degli animali e che prevedono, per il reato di maltrattamento, pesanti sanzioni amministrative». L´episodio ha preoccupato i protezionisti che si chiedono: «come possiamo stare tranquilli per la tutela della nostra salute se un carico di 56 cani elude i ferrei controlli (sulla carta) sanitari dovuti».
Per il Pan-Eppaa le indagini non devono fermarsi al Brennero, i dubbi e le non poche omissioni andranno seguite da Creta a Coblenz e a Berna. «Sono fiducioso - conclude D´Ingiullo - che Magistratura e carabinieri sapranno scoprire se il marcio, che sospettiamo, esiste, o possiamo confidare nell´animo umano che, pur sbagliando nel sottoporre i poveri animali a sofferenze nei trasporti, li vede poi adottare da benevoli famiglie europee».
 

 

domenica 13 luglio 2003


 

Traffico di cani: via all'inchiesta
Denuncia Pan-Eppaa sui 57 animali stipati in un Tir

d.p

ROVERETO.L'associazione protezionistica Pan Eppaa ha presentato nei giorni scorsi un circostanziato esposto alla Procura della Repubblica roveretana per maltrattamento d'animali. Il fatto - di cui riferì la nostra cronaca - risale al 21 luglio, quando in seguito ad una segnalazione, Claudio D'Ingiullo (vicepresidente dell'associazione, nella foto) era intervenuto in autostrada dove era fermo per un guasto un autocarro. Dal suo interno provenivano latrati e guaiti. Cinquantasette cani per lo più meticci abbandonati erano in viaggio con destinazione Svizzera e Germania, dopo essere partiti da Creta. Viaggio lunghissimo (trentatrè ore di solo trasporto, senza contare i tempi morti di imbarco e sbarco in tre diversi porti, si legge nell'esposto), durante il quale è impossibile consentire ai poveri animali di dissetarsi e di uscire dai trasportini di plastica.
Pare che esista uno spedizioniere a Creta che si affida ad un trasportatore per la consegna a domicilio in Svizzera e Germania di cagnolini non a titolo gratuito, molte volte visti solo in foto. Tutti i cagnolini erano accompagnati da un documento di ringraziamento.
Per l'Eppaa non c'è logica in tutto questo, anche perché, tanto per fare un esempio, a Berlino c'è il più grande canile europeo e un'adozione a distanza a Creta pare non trovare giustificazioni. «Forse - si legge ancora nell'esposto alla Procura, a cui l'Eppaa si è rivolta per verificare i fatti - abbiamo appena scoperchiato una pentola orrenda che vede decine di migliaia di cani e gatti trasportati in altri paesi, aggirando leggi penali e comunitarie, leggi sanitarie e fiscali».
Il rammarico è dato dal fatto che nulla si è potuto fare per trattenere i cani a Rovereto. Il dubbio è atroce: quei cinquantasette cagnolini avranno trovato realmente un nuovo padrone, o saranno finiti nei laboratori sperimentali e di vivisezione? La denuncia sollecita la magistratura ad andare fino in fondo alla vicenda.
 

segue argomento

 

pagina iniziale bairos@tin.it pagina principale di questa sezione


p.s. il contenuto di questa sezione è molto importante in quanto la piaga dei traffici di animali verso il nord Europa è molto estesa.
Diffondete più che potete e diffidate di chi si si offre di sistemare animali in Germania, Austria Svizzera o chi mentendovi vi promette facili affidi. Controllate sempre lo stato degli animali nel tempo e non allontanateli dal territorio, perchè ricordatevi che la vostra ignoranza, la vostra indifferenza, la vostra complicità, sarà la loro FINE.
Proseguite nella lettura entrando nella "pagina principale di questa sezione" e contribuite con noi alla diffusione di queste pagine e di questo argomento