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Anno Domini 1999, verso il Giubileo
Gesu, Caro
Fratello
Credo sia questa la
prima volta che mi permetto di scriverTi e lo faccio con tutto l'amore ed il rispetto che
nutro per Te e con tutta l'angoscia e il dolore che i miei giovanissimi occhi hanno visto
ed il mio cuore provato.
La mia pur brevissima storia e' dolorosamente ricca di drammatici eventi: sono venuto
al mondo in un posto umido, maleodorante ed illuminato artificialmente, non ho mai visto
ne' il sole ne' la luna, non ho mai sentito il vento ne' gli uccelli cantare, ma la cosa
piu' brutta e drammatica e' che non ho mai visto la mia mamma, la sentivo urlare disperata
quando mi hanno a lei strappato, ed e' stato l'unico istante che ho sentito la sua voce.
L'Uomo mi ha fatto molto male, ora so che mi deve ammazzare per bandire la Sua
tavola, per nutrire i propri figli. Ma sono anch'io un figlio la cui mamma pero' non ha
mai potuto nutrire ne' accudire. Le mie carni sono bianche, le mie ossa fragili, il mio
pensiero annebbiato, solo la sofferenza ed il dolore restano vivi in me, essi sono ormai
l'unica compagnia in una gabbia dove non posso neanche sdraiarmi.
Io non credo di meritarmi tutto questo, non ho fatto nulla di male: ne' io ne' i miei
amici.
L'ultimo pensiero lo rivolgo a Te, Gesu' Caro Fratello, perche' nello sguardo e nelle
disperate urla della mia mamma quando l'Uomo ci divideva ho visto il Tuo volto sofferente
per tutta l'ingiustizia subita dai piu' deboli e da Te stesso quando venisti sulla terra.
Noi animali non ti avremmo fatto quello che Ti ha fatto l'Uomo e, ne sono convinto, Tu non
faresti a noi quello che ci fa egli.
Il mio sacrificio non servira' a nulla se non a spargere altro sangue, a produrre
altra sofferenza, ma possa essere di monito per costruire un futuro senza dolore, senza
vittime e senza carnefici. Tu caro Gesu' non venisti tra noi per vedere tutto cio', Tu non
approveresti, ne sono certo.
Addio Gesu', Caro Fratello scusa se mi sono permesso di scriverTi, so che Tu sai
quanto soffriamo, ma vorrei tanto che lo sapesse anche l'Uomo.
tuo fratello minore
il vitello
Alessandro Restelli (Soc. Vegetariana)
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