Libero
29/10/2002
 
Animali torturati: inchiesta sulla vivisezione in Italia. PRIMA PUNTATA
Viaggio tra gli animali sottoposti a vivisezione: da Amburgo ai 56 cani Beagle di San Paolo d’Enza

di Oscar Grazioli

Un viaggio – inchiesta sul mondo della vivisezione, per capire quel che succede e sollevare qualche dubbio su un modello di ricerca che la scienza ufficiale ci presenta come l’unico possibile. Ammesso e non concesso che la sperimentazione sugli animali serva a qualcosa per l’uomo e sia eticamente accettabile noi cercheremo di dimostrare attraverso i documenti e le esperienze di chi nei laboratori di vivisezione ha lavorato per anni, che i risultati di queste ricerche "scientifiche salvavita" sono spesso inutili e falsati, o addirittura un pericolo per la nostra salute. Oggi la prima puntata.

L’Inchiesta: La storia dei cuccioli fermati al Brennero, tra documenti falsi e analisi dubbie

Nei laboratori dell’orrore dove uccidono le cavie

Viaggio tra gli animali sottoposti a vivisezione: da Amburgo ai 56 cani Beagle di San Paolo d’Enza

Chi è il Dr. J. Leuschner e perché parliamo (male) di lui? Velo spiego. Ho qui davanti ai miei occhi un telefax, a sua firma, datato 3 maggio 2002 e indirizzato alla ditta Morini s.a.s. In perfetto inglese Leuschner chiede se la ditta Morini può inviargli un’offerta per 22 cani Beagle maschi di 5-6 mesi d’età e di 5-6 Kg di peso, - Non esitate a contattarci per ulteriori informazioni.- Ho provato a contattare il Leuschner e, per facilitarlo, gli ho inviato una lettera e una e-mail in perfetto tedesco. Nein, niente da fare, nessuna risposta. Riconosco di avergli posto un quesito non facile, ma non si fa così, non è cortese tacere quando si è gentilmente interrogati. Che cosa gli ho chiesto? Chiariamo che i 44 beagle richiesti alla ditta Morini di s. Paolo d’Enza (Reggio Emilia) non andavano a tenere compagnia ai dipendenti della LPT. Servivano per esperimenti, erano cavie da avviare alla vivisezione, un male necessario purtroppo. Si tratta di esperimenti che salveranno la vita forse a voi, forse a me, forse ai nostri bambini. Il cancro l’Aids, l’Allzheimer, il Parkinson. Può sconfiggere queste malattie è necessario sperimentare i farmaci su animali. Una dolorosa scelta che rischia di commuovere fino alle lacrime lo sperimentatore, ma poi, alla fine, trionfa la certezza che da quegli esperimenti dipende la vita dei nostri figli. E, un esperimento, da cui dipende la nostra vita, richiede il massimo rigore scientifico. Siete d’accordo? E allora vediamo come iniziano le sperimentazioni alla LPT. Chiedo venia, non ve l’ho ancora presentata. La sigla LPT sta per Laboratory of Pharmacology and Toxicology e ha sede ad Amburgo. Non affannatevi a cercarla su internet. Non esiste. Non chiamate il 176. L’operatore vi dirà che ad Amburgo non esiste nessuna ditta con quel nome. Se non fossi entrato in possesso di quel fax indirizzato alla ditta Morini avrei avuto soltanto un P.O. Box 920461, Hamburg, ovvero una casella postale. Strano per una ditta alla quale vengono commissionati esperimenti su farmaci, cosmetici, detersivi, dal fior fiore delle griffe nel campo farmacologico e cosmetico. Il vero indirizzo del LPT è il seguente: Redderweg 8, D-21147 Hamburg, il suo numero di telefono è (040) 702020, il suo fax (040) 70202229, la sua e-mail LPT-Hamburg@t-online.de Se riuscite a contattare il Dr. Leuschner o qualche suo collaboratore, chiedetegli per cortesia, di sciogliere questo mistero che da 5 mesi non mi fa dormire. Perché la LPT, in accordo con la ditta Morini, si fa spedire cani con date di nascita palesemente false, con trattamenti e vaccinazioni falsificati? Guardate il libretto che accompagnava uno dei famosi 56 cuccioli sul camion bloccato al Brennero dalla Procura di Bolzano il 29 maggio 2002. A sinistra del logo potete leggere la data di nascita: 26.12.2001. Ora andate in fondo dove c’è scritto peso: 4,2 Kg. Facciamo due conti. Dal 12 dicembre 2001 al 29 maggio 2002 sono 168 giorni, ovvero 24 settimane, circa sei mesi. Può un cane beagle di 6 mesi pesare 4,2 Kg? No, un cane beagle di 6 mesi pesa non meno di 10 Kg. I 56 cuccioli inviati dalla ditta Morini alla LPT non avevano 6 mesi, ma 60 giorni. Erano nati a metà marzo, non a dicembre dell’anno prima. Come faccio ad essere sicuro? Semplice. Sono andato a Bolzano, assieme alla mia collega Loredana Broggi, presso il canile comunale dove i 56 cuccioli erano stati destinati dal Procuratore Baimgarter dopo il sequestro. Ci siamo recati là ad adottare Matilde che adesso scava buche in un giardino anziché giacere nella gabbia di uno stabulario della LPT. Il libretto che vedete fotocopiato seguiva, sul camion, il cucciolo che abbiamo adottato. Il numero sul libretto era lo stesso tatuato nella parte interna del padiglione auricolare. Numero 23302. Eravamo in tre veterinari quel giorno, io, lei e il Dr. Lorenzi dell’Ausl di Bolzano. Quando abbiamo visto i cuccioli di 60 giorni mistificati per cani di 6 mesi ci siamo resi conto che sotto c’è qualcosa di losco. Guardate le vaccinazioni. Portano la data 3 Febb, del 23 febb, del 10 mar 2002. Quando i cani non erano ancora nati. Perché ditta LPT riceve cuccioli di 60 giorni facendoli passare per cani di 6 mesi? Perché le date delle vaccinazioni sono false, come quelle dei trattamenti terapeutici? E’ questo il rigore scientifico con cui di conducono gli esperimenti che ci "salveranno dal cancro"? Non vi viene il dubbio che un cucciolo di 60 giorni costi meno di un cane di 6 mesi? Non vi viene il dubbio che la LPT sperimenti su cuccioli di 60 giorni quello che dovrebbe sperimentare su cani di 6 mesi? Ma un animale di 60 giorni è profondamente diverso da un animale di 6 mesi: il suo fegato, i suoi reni, il suo sistema immunitario non sono ancora maturi. Però costa meno, a comprarlo a gestirlo. Quali saranno i risultati finali della ricerca? Falsi. Il tal farmaco testato su un cane di 60 giorni anziché 6 mesi avrà un comportamento completamente diverso. E’ da questa sperimentazione, da questo rigore scientifico che comincia la lotta al cancro? Le farò avere l’articolo Sig. J. Leuschner, codirettore della LPT di Amburgo. Le invierò anche gli standard di razza del Beagle. Si renderà conto che chiedere 44 Beagle con quelle caratteristiche è sinonimo di ignoranza o malafede. In entrambi i casi una pessima dotazione per il direttore di una ditta che effettua ricerche per salvare la nostra salute.

(1 – continua)

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