LE SCIENZE
1 OTTOBRE 2006
 
Un antibiotico inibisce l'attivazione di un importante oncogene
La scoperta è stata fatta grazie a una nuova tecnica di screening per sondare la capacità delle sostanze di interferire con i geni
 
Utilizzando un nuovo sistema di screening molecolare, basato su una proteina naturalmente luminescente, la luciferasi, un gruppo di ricercatori dell’Università dell'Illinois a Chicago è riuscito a testare un ampio numero di composti per verificarne la capacità di inibire il gene FoxM1, responsabile dell’attivazione dei geni coinvolti nella proliferazione cellulare e sovraespresso in molti tumori. Rispetto ad altre metodiche, la nuova tecnica consente di effettuare in tempi molto più brevi il primo di una lunga serie di controlli di efficacia.
Grazie a esso i ricercatori hanno già ottenuto un primo risultato. È infatti risultato che un antibiotico poco noto, la siomicina A è in grado di interferire con l’espressione del gene FoxM1 e, testato in colture cellulari, è stato in grado di indurre apoptosi nelle cellule tumorali, senza interferire sulla funzionalità delle cellule sane. Anche se prima di poter pensare a possibili applicazioni terapeutiche sarà necessario superare una serie di test in vitro, quindi su animali da laboratorio, secondo i ricercatori – che illustrano la ricerca in un articolo sull’ultimo numero della rivista
Cancer Research – la siomicina A si presenta come un potenziale agente antitumorale particolarmente promettente.