LIBERO
3 OTTOBRE 2006
 
Quando colpisce si trasmette da uomo a uomo
 
MARIO GALVANI
 
Un essere umano colpito da radiazioni può rendere radioattivo un altro essere umano e quindi trasmettergli le sue stesse malattie? A questa domanda alcuni studiosi canadesi hanno dato una risposta affermativa. Tempo fa erano avevano condotto degli esperimenti su cellule umane: dai test emergeva che la radioattività poteva essere potenzialmente trasmissibile anche tra esseri viventi, ma mancava una prova concreta. Ora questa prova arriva da esperimenti condotti sulle trote. Gli scienziati hanno bombardato con raggi X una coppia di trote, in seguito messe a contatto con un'altra coppia di trote sane; nella vasca dapprima occupata dai pesci radioattivi venivano poi posti altri due esemplari della medesima famiglia. Gli scienziati hanno infine, prelevato campioni tessutali dai diversi animali coinvolti nei test, e hanno riscontrato in ciascuno la presenza di cellule morte a causa di elementi radioattivi, e la presenza di proteine spia che indicano appunto che un certo organismo è stato contaminato. Questi esiti del test aprono uno scenario inquietante anche per ciò che riguarda l'uomo al quale potrebbe accadere lo stesso fenomeno riscontrato nelle trote; gli esperti aspettano tuttavia di compiere nuovi studi prima di pronunciarsi ufficialmente. Innanzitutto c'è da rendere noto il mediatore chimico che consentirebbe agli atomi radioattivi di traghettare da un corpo all'altro. La notizia fa comunque scalpore: un conto è sapere che un indumento radioattivo emana radiazioni (si pensa ai camici usati nelle centrali nucleari), indumento che poi può tranquillamente essere eliminato, un conto è sapere che anche un uomo può essere contagiato dalle radiazioni e a sua volta "infettare" altri individui. Lo studio è stato condotto dai biologi della McMaster University dell'Ontario (Canada), guidati Colin Seymour e Carmel Mothersill, e pubblicato sulle pagine della rivista Environmental Science & Technology.